compravendite

Le compravendite in aumento

Parla  l’Agenzia delle Entrate e spiega che le compravendite sono in aumento nonostante i discorsi mediatici siano ancora farciti di discorsi legati alla crisi. Ecco un resoconto sul commercio di

In crescita le compravendite di negozi e locali commerciali

I dati sulle compravendite di negozi e locali commerciali mostrano aspetti incoraggianti e aspetti negativi. Ci sono differenze tra le città e l’andamento è in crescita in alcuni centri e in riduzione in altri. la ricerca dell’Ufficio Studi del gruppo Tecnocasa, che si basa sui dati dell’Agenzia del Territorio, mostra che lo scorso anno le compravendite di questa tipologia di immobili sono state in calo nelle dieci città più grandi a confronto con il 2012. Tra questi dati ce ne sono altri che evidenziano degli elementi di ripresa.

Il mercato immobiliare chiude un anno negativo e si parla delle previsioni per il nuovo anno

Il 2013 è stato un altro anno negativo per il mercato immobiliare. L’anno si dovrebbe chiudere con dati peggiori di quelli del 2012, che pure era stato un anno di particolari contrazioni delle compravendite tornate ai livelli di trenta anni fa.
I dati di Nomisma mostrano come il 2013 dovrebbe chiudersi con prezzi in calo dell’8,3% e compravendite in calo rispetto al precedente anno di 44 mila, 400 mila per il 2013 e 444 mila erano quelle del 2012.

Mercato immobiliare in crescita a fine 2013?

Il fine 2013 potrebbe portare il mercato immobiliare in crescita dopo mesi di crisi molto pesante. Un dato in controtendenza che sarebbe un’ottima notizia per il mercato colpito duramente in questi ultimi anni. Per alcuni, il 2013 si chiuderà con ulteriori cali delle compravendita anche se il dato dovrebbe essere meno deciso di quelli dei mesi passati. Per il Cresme, invece, a fine anno le compravendite faranno registrare un aumento del 6%.

Previsione immobiliare Italia – Ance

 Sono negative anche per l’Ance, l’Associazione nazionale dei costruttori edili, le previsioni sul futuro del mercato immobiliare nazionale per i prossimi mesi, e anni. Sul fronte consuntivo, l’Associazione rileva come l’immobiliare italiano da oramai diversi mesi stia registrando un andamento significativamente negativo, e come gli ultimi interventi legislativi varati dal governo Monti hanno contribuito solamente a peggiorare il quadro, già decisamente compromesso, del mattone di casa nostra.

Acquisti case in forte calo nel III trimestre

 L’Agenzia del Territorio ha pubblicato i dati sulle compravendite immobiliari nel corso del terzo trimestre dell’anno. Se il trend dovesse essere confermato anche durante l’ultima parte dell’anno, nel 2012 le compravendite di abitazioni scenderanno sotto quota 500 mila unità, riportandosi così ai livelli di metà degli anni Ottanta. Il solo terzo trimestre ha inoltre fatto registrare un crollo mai così evidente dall’inizio delle serie storiche, ovvero dal 2004.

Immobiliare USA settembre 2012

 Negli Stati Uniti continuano ad arrivare segnali evidentemente positivi sullo stato di salute del locale real estate. Secondo quanto affermano le fonti statistiche ufficiali, nel corso del mese di settembre i prezzi delle abitazioni sono aumentati per il settimo mese consecutivo, registrando un incremento del 5 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Scorrendo le serie storiche, rileviamo come l’incremento conseguito nel nono mese del 2012 sia quello più forte dal giugno del 2006 ad oggi.

Momento giusto per acquistare secondo REMAX

 Stando a quanto valutato da Dario Castiglia, presidente e amministratore delegato di REMAX Italia, divisione nazionale appartenente ad uno dei principali operatori immobiliari al mondo, il momento attuale sarebbe quello più giusto per acquistare una casa. La società del real estate è pertanto concorde con i dati divulgati dal centro studi della confederazione degli industriali, secondo cui in Italia i prezzi sarebbero ancora troppo alti rispetto al reddito disponibile pro capite, e come le quotazioni degli immobili debbano pertanto calare di altri 7-8 punti percentuali.

Manca il certificato di agibilità?

 Un recente approfondimento apparso su Altalex a firma di Pierpaolo Carbone ha fatto il punto sul certificato di agibilità nella contrattazione immobiliare, e su cosa accade nell’ipotesi di una sua assenza. Cerchiamo allora di comprendere cosa comporti la mancanza di tale attestato, e quali siano i sostegni alla tesi della nullità del contratto di compravendita, prendendo spunto dall’interessante articolo cui facciamo oggi riferimento.

Compravendite immobiliari secondo semestre 2011

 Tecnocasa ha pubblicato gli ultimi dati ufficiali e consolidati relativi all’andamento delle compravendite immobiliari nel corso della seconda parte del 2011. Analisi che evidenziano come nel corso del periodo sopra ricordato, più di tre acquirenti su quattro (il 78 per cento) abbia effettuato l’operazione di compravendita immobiliare per poter acquistare la propria abitazione principale, con una percentuale pari al 16,8 per cento relativa all’operazione di investimento (ovvero, l’immobile da concedere in affitto), e pari al 5,2 per cento per l’operazione di acquisto di una seconda casa da adibire a casa vacanza.

Se il mercato immobiliare è alimentato dalla volontà (o, meglio, dal desiderio) di comprare la prima casa, interpretata ancora oggi come investimento più importante della propria vita, è altrettanto vero che il dinamismo risulta essere fortemente rallentato dalle difficoltà dei cittadini a reperire un mutuo bancario utile per supportare l’operazione di compravendita immobiliare. Difficoltà sempre più evidenti, che generano uno slittamento in avanti dell’età media del mutuatario tipo.

Prezzi case, andamento oltre le stime negli Stati Uniti

 RE/MAX, uno dei leader internazionali nel mercato immobiliare, ha pubblicato una nuova stima sull’andamento delle compravendite, e sul trend assunto dai prezzi delle case oggetto di acquisto all’interno di uno dei principali mercati immobiliari internazionali, quello statunitense.

Stando a quanto sostenuto dalla società di consulenza e di intermediazione immobiliare, negli Stati Uniti le vendite di proprietà immobiliari sarebbero cresciuti di un ritmo superiore al 10% in ben 53 delle 54 macroaree, con l’unica eccezione rappresentata da New York.

Nella metropoli, le vendite di case sono comunque cresciute con un ritmo piuttosto sostenuto, ma pur sempre inferiore alla doppia cifra che ha invece caratterizzato l’andamento delle compravendite nel resto del Paese (+ 8%).

Compravendite immobiliari terzo trimestre 2010 in calo

Pollice verso, nel terzo trimestre del 2010, in Italia, per le compravendite immobiliari. In accordo con un Rapporto dell’Istituto Nazionale di Statistica, infatti, nel terzo trimestre dello scorso anno le compravendite immobiliari si sono attestate a quota 168.933 con un calo del 3,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno 2009.

Dopo parecchi mesi di ascesa, quindi, nel nostro Paese il mercato immobiliare sembra essere tornato in una fase di stallo che, se confermata anche per i prossimi mesi, alimenterebbe molte preoccupazioni legate anche alla sostenibilità della crescita economica. Nel secondo trimestre 2010, infatti, le compravendite di unità immobiliari erano cresciute del 2,2%. In ogni caso il saldo, riferito ai primi nove mesi del 2010, rimane ancora positivo con un incremento delle compravendite dello 0,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno 2009.

Compravendite immobiliari: anche i ricchi sono attenti al prezzo

Con lo scudo fiscale, messo a punto dall’attuale Governo in carica, sono rientrati nel nostro Paese ingenti capitali che, stando alle attese, avrebbero potuto contribuire a spingere in alto le quotazioni degli immobili, ed in particolar modo quelli di pregio. Pur tuttavia, secondo quanto rilevato dalla divisione Santandrea del Gruppo Gabetti, questa corsa all’immobile di pregio non c’è stata, ragion per cui anche i ricchi hanno sostanzialmente fatto molta attenzione ai prezzi di compravendita e non hanno acquisito asset immobiliari “a tutti i costi”.

Anzi, la tendenza è quella di risparmiare anche per chi ha grosse disponibilità di denaro, con la conseguenza che rispetto al prezzo iniziale si è disposti ad acquistare immobili di pregio solamente in presenza di uno sconto medio pari all’11%.