Il decreto crescita contiene una utile misura finalizzata a prevedere alcune agevolazioni (esenzione Imu) per le piccole e medie imprese ricomprese nelle zone franche urbane. In particolar modo, la misura prevede la riprogrammazione dei programmi cofinanziati dai fondi strutturali 2007-2013, con le forme di finanziamento che saranno indirizzate, come peraltro previsto dalla Finanziaria 2007, all’esenzione dalle imposte sui redditi per i primi cinque periodi di imposta e all’esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente, per i primi cinque anni di attività, nei limiti di un massimale di retribuzione definito con decreto del ministro del lavoro e della previdenza sociale, solo in caso di contratti a tempo indeterminato.
Agevolazioni Fiscali
Tia seconde case
Secondo quanto stabilito dal Tribunale amministrativo regionale per la Sardegna, con la sentenza n. 551 del 31 maggio 2012, è illegittimo il regolamento comunale che prevede per la determinazione della Tia dovuta dai soggetti non residenti criteri e coefficienti di calcolo basati sul numero dei componenti del nucleo familiare desunto dalla superficie degli immobili. Ad occuparsene un recente approfondimento in materia curato da Sergio Trovato sulle pagine di Italia Oggi del 3 ottobre 2012.
Agevolazioni mutui con fondo di garanzia statale
Superare la crisi immobiliare stimolando la domanda di case mediante adeguati supporti creditizi. Un fondo di garanzia statale che possa alleviare le difficoltà di accesso al finanziamento immobiliare da parte di decine di migliaia di italiani, pressochè “tagliati” fuori dalle nuove politiche creditizie delle banche nostrane, e dalle turbolenze dei mercati finanziari. Uno strumento che è stato auspicato da numerosi operatori e, in particolar modo, dal presidente dell’Associazione nazionale dei costruttori edili, Paolo Buzzetti, in riscontro al quadro italiano tracciato dalla ricerca recente di Scenari Immobiliari.
Contributi case terremoto Emilia
A fine agosto il commissario straordinario per la ricostruzione, Vasco Errani, ha firmato l’ordinanza n. 29 per lo stanziamento di risorse per le ristrutturazioni delle abitazioni danneggiate dal sisma e classificate B o C, cioè temporaneamente o parzialmente inagibili (vedi Classificazioni di agibilità). Cerchiamo di comprendere cosa riguardi il provvedimento, e in che modo potrebbe essere di sollievo alla difficile situazione in cui vertono migliaia di cittadini che hanno subito gli effetti devastanti del sisma.
Esenzione Iva immobili per autoconsumo
Il decreto legge 83/2012, poi convertito in legge 134/2012, ha modificato la disciplina Iva per gli immobili di imprese e di professionisti, con una minore onerosità dell’autoconsumo al momento della cessazione dell’attività. Il regime naturale rimane sempre quello dell’esenzione, con imponibilità opzionale, a prescindere dalle caratteristiche del cessionario, anche per i fabbricati strumentali per natura come uffici, negozi o capannonin. Lo stesso regime applicato alle cessione trovare ora applicazione nelle situazioni di autoconsumo o assegnazione ai soci.
Ristrutturare casa con il bonus fiscale
l bonus fiscale di detrazione delle spese ai fini Irpef e Ires, legato agli interventi di risparmio energetico, viene prorogato per i primi sei mesi del 2013. Cerchiamo di riepilogare tutte le novità in questa importante materia e, soprattutto, andiamo a scoprire cosa sia cambiato rispetto alla normativa precedente, e in che modo le innovazioni apportate con il decreto sviluppo possono produrre opportune semplificazioni a quanto già da tempo previsto sul territorio italiano.
Detrazione 55% a società immobiliare
L’Associazione italiana dei dottori commercialisti (Aidc) ha richiesto omogeneità nel riconoscere le detrazioni fiscali del 55% agli interventi di riqualificazione energetica secondo il principio che chi sostiene le spese avrebbe diritto al bonus. Pertanto, anche le società immobiliari di gestione, al momento escluse dall’agevolazione, dovrebbero poter beneficiare del bonus, senza alcun tipo di discriminazione. Ma perchè questo passo in avanti dovrebbe essere così importante. E cosa prevede oggi la normativa?
Bonus ristrutturazioni al 50%
Il decreto sulla Crescita sta apportando alcune interessanti novità in materia di sviluppo economico e, in particolar modo, sul fronte delle variazioni alle attuali normative in tema di edilizia. Tra le principali novità in materia, vi è sicuramente la possibilità di godere di un incremento – pur transitorio – del bonus fiscale sulle ristrutturazioni edilizie, che il governo vuole incrementare dall’attuale quota del 36% alla futura e provvisoria soglia del 50%.
In altri termini, fino al 30 giugno 2013 il bonus per le ristrutturazioni edilizie, da applicarsi in sede di dichiarazione dei redditi e di conseguente pagamento dell’imposta sui redditi delle persone fisiche, prevede la possibilità di usufruire di un’agevolazione ben maggiore (il 50%, appunto) da imporsi altresì su un tetto di spesa che risulta essere sostanzialmente ben più elevato (pari a 96 mila euro, contro i precedenti 48 mila euro).
Agevolazioni IMU per figli sotto i 26 anni
A pochissima distanza dalla prima scadenza IMU (il 18 giugno 2012 è infatti termine ultimo per poter procedere senza ritardi e intoppi al pagamento della prima o unica rata d’acconto sull’imposta municipale unica, torniamo ad occuparci di agevolazioni e di detrazioni sulla nuova imposta patrimoniale. In particolar modo, soffermiamoci su un’agevolazione che potrà essere di grande beneficio nei confronti di tutti i nuclei familiari di maggiori dimensioni, che potranno usufruire di uno sconto fiscale proporzionale al numero dei figli a carico.
Il governo ha infatti stabilito che – oltre alla detrazione fissa di 200 euro da applicarsi su tutte le abitazioni principali – il contribuente proprietario di immobili possa altresì beneficiare di uno sconto da 50 euro per ogni figlio a carico, convivente, di età non superiore a 26 anni. Elemento fondamentale, come già ricordato, è determinato dalla “convivenza”: non basta, pertanto, avere un figlio di età anagrafica superiore a quanto sopra ricordato come soglia. È indispensabile che il figlio abiti effettivamente nella casa di famiglia.
Nuovi controlli sulle agevolazioni prima casa
L’Agenzia del Territorio ha pubblicato i primi risultati dei controlli effettuati sulle agevolazioni sugli immobili per il periodo 2009 – 2011. Nel triennio in esame, gli uffici del Territorio avrebbero dato seguito a verifiche su oltre 2,8 milioni di unità immobiliari urbane, conseguendo incrementi di rendita catastale per quasi 350 milioni di euro.
Sicuramente più positivi sono stati gli esiti delle richieste di riclassamento delle singole unità immobiliari effettuate direttamente dalle municipalità, considerando che dal 2006 ad oggi sono state prodotte 39.087 variazioni, con un apprezzamento delle rendite catastali pari a oltre 140 milioni di euro, con variazioni di intere microzone ridotte a sole 18 unità, con circa 52 milioni di euro di rendita. Risultati positivi, sostiene l’Agenzia, anche in relazione all’aggiornamento automatico del catasto terreni, sulla base dei dati che sono stati diramati nelle dichiarazioni relative all’uso del suolo che i coltivatori rendono agli organismi pagatori (8,9 milioni di particelle esaminate, con un incremento del reddito dominicale per 63 milioni di euro).
Vendere la casa prima dei 5 anni
Vendere la casa prima che siano trascorsi 5 anni non è operazione priva di conseguenze. La transazione di rivendita della proprietà immobiliare abitativa comporta infatti la perdita dei vantaggi fiscali che si sono acquisiti nel momento dell’acquisto della stessa casa (relativa all’acquisto di immobile ad uso residenziale, con categoria catastale non appartenenti alle fasce di controvalore lussuoso, ed eventualmente estesa anche a pertinenze come cantine o box auto).
Ma di che agevolazioni parliamo, e come avviene la “perdita”? Per quanto concerne i benefici fiscali, ricordiamo come le più importanti agevolazioni siano riconducibili nel pagamento dell’imposta di registro pari al 3% (contro l’ordinario 7%), e all’imposta ipotecaria e catastale in misura non più progressiva, bensì fissa. Anche l’IVA, in caso di acquisto da società di costruzione, ne risulterà fortemente abbassata (4%).
Bonus e agevolazioni acquisto prima casa
Al fine di incentivare le operazioni di aquisto della prima casa, rendendole fiscalmente più convenienti, il nostro ordinamento prevede una serie di bonus e di agevolazioni rivolte a coloro che scelgono di acquistare la propria abitazione residenziale da privato o da società di costruzione. Cerchiamo di riassumere in sintesi quali sono le attuali regole, con una rapida panoramica dell’attuale scenario.
Partiamo innanzitutto dall’ipotesi in cui l’acquirente prima casa effettui la compravendita da un soggetto privato. In questo caso, il venditore non sarà soggetto a Iva; si dovrà comunque pagare l’imposta di registro in misura ridotto (il 3% del valore dichiarato, anziché il 7%) e le imposte ipotecarie e catastali in misura fissa (168 euro ciascuna) e non proporzionale come invece accade per le seconde case.
Imu doppia per gli anziani in casa di riposo
Potrebbe suonare come l’ennesima beffa per le fasce di popolazione meno agiata e, in realtà sembrerebbe esser proprio così. Stando a quanto affermato dalla Cgil in un recente approfondimento, ai pensionati che trasferiscono la propria residenza in un ospizio, il governo imporrebbe di pagare l’Imu (l’imposta municipale unica, sostitutiva della “vecchia” imposta comunale sugli immobili) come se si trattasse di una seconda casa, poiché lasciata vuota – pur a causa del ricovero.
A sancire questo salasso sulle tasche dei pensionati è l’articolo 13 della norma relativa sul decreto Salvaitalia, che disciplina la nuova imposta municipale unica, anche in caso di casa sfitta. Per costoro – a prescindere dalla motivazione per la quale l’immobile viene lasciato senza inquilini (nella fattispecie che esaminiamo oggi, per ovvi motivi di salute e di benessere – viene applicata un’aliquota Imu pressochè doppia perfino nella sua versione “base” (cioè, quella priva dei rincari applicabili a cura dei Comuni): dal 4 per mille al 7,6 per mille.
Imu scontata per i fabbricati invenduti
Stando al tenore letterale dell’art. 56 del c.d. decreto legge sulle liberalizzazioni, l’Imu (l’imposta municipale unica “sostitutiva” della vecchia imposta comunale sugli immobili) sui fabbricati invenduti può essere ridotta fino al 3,8 per mille. Una possibilità in mano ai Comuni, che potranno pertanto scegliere di tagliare del 50% rispetto al 7,6 per mille ordinario, l’aliquota dell’imposta da applicarsi agli immobili invenduti.
La ratio della disposizione è piuttosto semplice: con questo provvedimento il governo vuole cercare di alleggerire la pressione fiscale su quelle imprese di costruzione che si trovino a chiudere l’anno con molti immobili invenduti in magazzino, unitamente al contemporaneo intervento di revisione Iva in termini di cessione e locazione degli immobili abitativi, sorto per cercare di conferire un po’ di sollievo al critico mercato immobiliare italiano.