Secondo quanto sta emergendo negli ultimi giorni, il governo vorrebbe portare in incremento la propria politica di dismissione di beni immobili nel corso del 2013. Stando a quanto affermato dal Messaggero, nell’arco di 5 anni un programma dettagliato di vendita degli immobili statali potrebbe portare a un forte taglio del debito pubblico italiano. Un contributo decisivo nell’ottenimento di un importo complessivo da 170 miliardi di euro da conseguire tra il 2013 e il 2017, al fine di riportare indietro il debito pubblico intorno alla soglia del 107 per cento rispetto al prodotto interno lordo.
Aste Immobiliari
Procedura asta immobiliare
In questi anni le vendite immobiliari sono incrementate in maniera significativa: un chiaro sintomo di quanto, la crisi congiunturale, abbia inflitto i suoi incisivi effetti negativi sul mercato del mattone italiano (e non solo), inducendo gli operatori professionali a dar seguito a un numero piuttosto elevato di procedure di escussione delle garanzie reali.
Eppure, nonostante questo forte incremento delle vendite immobiliari alle aste, il 90% dei primi tentativi di vendita (al prezzo stabilito dal Consulente Tecnico di Ufficio) non vanno aggiudicati poiché le aste risultano essere deserte. Il prezzo medio di aggiudicazione si è invece concretizzato principalmente nella terza asta, con un valore medio pari a circa il 50% dei prezzi di partenza indicati dallo stesso Consulente Tecnico di Ufficio.
Aste immobiliare: crescono del 15%, ma con scarsi esiti
Le aste immobiliari aumentano con un ritmo molto sostenuto: stando a quanto emerge da un’analisi complessiva sulle ordinanze emesse dai tribunali per poter disporre la vendita di unità immobiliari pignorate, infatti, sarebbero oltre 3.300 le aste giudiziarie di case e altri beni immobili ogni mese (dagli attici ai capannoni, passando per cantine, ville e – addirittura – strutture ricettive come hotel di pregio).
La motivazione di questo boom di in doppia cifra è facilmente comprensibile: la crisi sta spingendo le sofferenze bancarie su livelli scarsamente sostenibili, e gli istituti di credito stanno cercando di accelerare lo svolgimento delle procedure di esproprio al fine di poter recuperare il proprio credito. Il risultato? Dal 2008 al primo semestre 2011 (ultimo dato disponibile dal ministero della Giustizia) i pignoramenti immobiliari sono cresciuti del 13%, mentre i pignoramenti del 2011 (secondo i dati Cerved) sono stati più di 44 mila, il 18% in più rispetto all’anno precedente.