Nuove regole per la tutela della privacy in condominio

Dopo la Riforma del Condominio, arrivano per tutti i condomini d’Italia anche nuove regole e nuove disposizioni in materia di privacy e tutela dei dati personali. Le ha emesse il Garante per la Privacy, che, sulla base delle nuove norme contenute all’interno del più recente codice di condotta condominiale, ha raccolto in un vademecum le ultime disposizioni in materia.

Diritti e doveri dei condomini in caso di incarico condominiale revocato

In questo post vogliamo fornire a tutti i condomini alcune delucidazioni in merito ai diritti e ai doveri dei proprietari di casa che si trovano a vivere in condominio. Un caso specifico di applicazione della normativa prevede che sia dovere dei condomini approvare o non approvare in sede di bilancio annuale le varie spese condominiali sostenute nel corso dell’anno, di cui in genere l’amministratore di condominio è tenuto a presentare un opportuno rendiconto.

Installazione antenna in condominio

 Con la riforma del condominio si va a incidere anche sulle modalità di installazione dell’antenna autonoma o condivisa. Partendo da quella autonoma, ricordiamo come l’installazione del proprio impianto per ricevere il segnale radiotelevisivo deve essere realizzata tenendo conto della necessità di recare il minor pregiudizio possibile alle parti comuni, e preservando in ogni caso il decoro architettonico dell’edificio, salvo quanto previsto in materia di reti pubbliche.

Morosità condominiali in forte aumento

 Continuano a crescere le morosità condominiali, ovvero i condomini che pagano in ritardo e sono in arretrato con i loro debiti. A sostenerlo sono gli ultimi dati forniti da Confabitare, secondo cui il fenomeno dell’incremento delle morosità nei primi quattro mesi dell’anno avrebbe toccato picchi di evidente preoccupazione soprattutto nel Centro Sud Italia, con punte che arrivano a superare il 30 per cento.

Conto corrente condominiale

 Tra le tante novità introdotte dalla legge 220/2012 figura anche l’obbligo di far transitare tutte le somme che riguardano la gestione del condominio su uno specifico conto corrente. Una novità che punta a migliorare la trasparenza nella gestione del condominio, e che recepisce di fatto quanto già consolidato in ambito giusprudenziale, dove da tempo si asserisce come – pur in assenza di specifiche norme –  l’amministratore era tenuta a far affluire i versamenti delle quote condominiali su un apposito conto.

Quanto consumano i condomini italiani

 Stando a quanto affermato da una recente analisi da parte di Domotecnica – Divisione Condomini, il condominio italiano in media consumerebbe circa 27.900 metri cubi di gas, emettendo nell’atmosfera circa 56 mila chilogrammi di anidride carbonica. Ne consegue che la bolletta media è pari a 26.300 euro, ovvero circa 1.256 euro per famiglia. Ma come ridurre questi importanti sprechi?

Tutela animali in condominio

 Gli animali in condominio ottengono nuove tutele. La riforma ha infatti introdotto – attraverso la nuova formulazione del codice civile – una norma che impedisce ai regolamenti condominiali di escludere gli animali domestici. Gli animali ammessi sono tuttavia quelli domestici, mentre la tutela è più ristretta per gli animali esotici. Ma vediamo più nel dettaglio cosa cambia per il condominio e per i suoi regolamenti e, soprattutto, per i nostri amici a quattro o due zampe.

Delibera installazione ascensore a maggioranza

 La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18334 del 25 ottobre 2012, è intervenuta sull’ipotesi di installazione di un ascensore a semplice maggioranza, purchè – nel pieno rispetto del principio di solidarietà condominiale – tale installazione si renda utile per tutelare l’esigenza di garantire un accesso agli appartamenti ai condomini, o loro ospiti, con ridotta capacità motoria, anche se la nuova opera comporti un’accettabile riduzione del decoro architettonico o un modesto restringimento degli spazi comuni.

Condominio, detrarre le spese sulle parti comuni

 Possedete più appartamenti in un unico stabile condominiale e vi è stato chiesto di partecipare a supportare gli interventi sulle parti comuni per importi molto rilevanti? Ebbene, forse la presa di posizione dell’Agenzia delle Entrate in un recente convegno potrebbe essere di vostra utilità per cercare di capire in che modo poter ottenere l’agevolazione per le spese di ristrutturazione delle stesse parti comuni.

L’Agenzia delle Entrate sostiene infatti che per quanto concerne le spese di ristrutturazione effettuate dopo il 1 ottobre 2006, l’agevolazione spetta fino al limite di spesa pari a 48 mila euro per ogni unità immobiliare. Fin qui pochi dubbi, essendo tale limite ben riconosciuta come la autonoma soglia di spesa per la realizzazione o la ristrutturazione delle pertinenze delle abitazione e gli interventi sulle sopra ricordate parti comuni.

Animali in condominio, si ai gatti liberi nelle parti comuni

 Gli animali in condominio hanno da festeggiare. Stando a una recente sentenza del Tribunale di Milano, infatti, i gatti hanno tutto il diritto di aggirarsi liberamente nelle parti comuni degli edifici: il perché è spiegato tra le righe della pronuncia del Tribunale, secondo cui i gatti avrebbero un carattere estremamente socievole e, di conseguenza, sarebbe proprio la loro natura quella di spaziare nelle aree condominiali.

Ma ricostruiamo l’intera storia per capirne di più. La vicenda inizia quando una donna abitante in un palazzo milanese riceve una citazione da una coppia che vive nello stesso condominio, la quale richiedeva per vie giudiziarie la rimozione delle cassette e delle ciotole in cui veniva lasciato il cibo per gli animali, e l’allontanamento degli stessi gatti (oltre a un risarcimento morale per tutti i condomini).

Amministratore condominiale, più poteri in caso d’urgenza

 La Corte di Cassazione si è recentemente espressa sulla possibilità, da parte dell’amministratore condominiale, di poter beneficiare di un potere più ampio nelle situazioni di emergenza e di urgenza, conferendo così allo stesso la possibilità – ad esempio – di costituirsi in giudizio o di impugnare una sentenza sfavorevole se ciò avviene nell’interesse dell’intero condominio da lui amministrato.

La sentenza cui facciamo riferimento, infatti, sulla base di quanto disposto dall’art. 1131 del Codice Civile al secondo e al terzo comma, ha ribadito il diritto dell’amministratore di condominio di potersi costituire in giudizio “e impugnare la sentenza sfavorevole senza previa autorizzazione a tanto dell’assemblea” e, pertanto, con una decisione che non dovrà necessariamente passare al vaglio dell’insieme dei condomini.

Diritti dei condomini, impugnare un piano di ripartizione errato

 L’ipotesi di cui parleremo oggi in maniera sintetica è, purtroppo, più frequente di quanto si possa inizialmente immaginare: ci riferiamo al caso dell’amministratore condominiale che predispone un piano di ripartizione errato da sottoporre all’assemblea condominiale, la quale, facendo fede sulla diligenza riporta dal professionista nella compilazione di questo documento, approva il piano di ripartizione che contiene tuttavia un errore per quanto concerne la ripartizione stessa delle spese comuni.

Il caso, di cui ha parlato recentemente Condominio Web, è facilmente riconducibile all’ipotesi in cui a un soggetto, proprietario di unità immobiliari senza accesso allo stabile comune (perchè magari rappresentate dal solo box all’interno dell’autorimessa condominiale) venga richiesto il pagamento di una quota di spese per la gestione al conservazione delle parti comuni, quali ad esempio le scale, l’ascensore e così via.

Diritti condominiali, non è applicabile il principio dell’apparenza

 Continuiamo a occuparci di condomini e di diritti condominiali, con i nostri approfondimenti settimanali che forniamo ai nostri lettori grazie ai diversi spunti giurisprudenziali più recenti. Oggi parliamo del c.d. principio dell’apparenza, e del collegamento di tale principio con il diritto dell’amministratore del condominio di richiedere il pagamento delle quote condominiali relative a unità di proprietà esclusive.

La Cassazione, infatti, con una pronuncia del 12 luglio, ha dichiarato inapplicabile il principio dell’apparenza in materia condominiale, proprio per quanto concerne il diritto dell’amministratore di condominio di recuperare la quota di spese di competenze di un’unità immobiliare di proprietà abitativa esclusiva, disciplinando pertanto in tal modo, con una nuova sentenza omogenea alle precedenti pronunce, questo ambito della materia.