Tasse per le case all’estero 2012

 La tassazione sugli immobili detenuti all’estero è un argomento caro a molti cittadini italiani. Con la manovra Monti e il decreto “salva Italia”, che ha introdotto nuove regole in merito alle imposte sulle proprietà immobiliari attraverso la nuova Imu (ex Ici), e che ha coinvolto altresì gli immobili detenuti oltre i confini nazionali che sono di proprietà di contribuenti fiscalmente residenti in Italia – è stata sostanzialmente prevista l’introduzione di una tassazione che si qualifica come nuova imposta patrimoniale.

Ma guardiamo nel dettaglio le variazioni apportate dalla manovra Monti. L’art. 19 del DL 6.12.2011 n. 201 convertito nella L. 22.12.2011 n. 214, ha istituito un’imposta dello 0,76% sul valore degli immobili situati all’estero posseduti dalle persone fisiche residenti in Italia. Il versamento dell’imposta deve essere versato da persone fisiche residenti ai fini fiscali in Italia, come i proprietari dell’immobile, ovvero i titolari di altro diritto reale sullo stesso. I soggetti esclusi dall’applicazione della tassa sono invece le società di capitali e le società cooperative ed enti ad esse equiparati, le società semplici ed enti ad esse equiparati, il trust e gli enti non commerciali.

Tasse casa: un po’ di chiarezza sull’IMU

 Approfittiamo di queste vacanze pasquali per cercare di fare un po’ di chiarezza su un tema che riguarda milioni di italiani proprietari delle prime o delle seconde case su tutto il territorio nazionale: il pagamento dell’IMU di giugno, e la previsione di quanto potrebbe accadere con la scadenza successiva di dicembre.

Innanzitutto, riepiloghiamo cosa accadrà il 18 giugno. Entro tale data (considerando che l’ordinaria scadenza del 16 giugno è un giorno festivo) i proprietari immobiliari dovranno procedere al versamento della prima rata IMU, calcolata sulla base delle vecchie aliquote ordinarie (pertanto, non maggiorate dai Comuni) e con una divisione per due della base imponibile. In sintesi, a giugno i proprietari di casa pagheranno la metà di quanto stabilito come aliquota ordinaria.

Novità IMU per le case all’estero

 Tra le sue numerose novità, il decreto sulle semplificazioni fiscali ha apportato anche innovazioni sulla normativa della imposta sugli immobili situati all’estero e, in particolare, quelli su territorio di Paesi UEE e SEE. Stando a quanto affermato dall’art. 19, comma 13, del d.l. 201/2011, l’imposta unica è applicata anche al valore degli immobili situati all’estero, a qualsiasi uso destinati dalle persone fisiche che risiedano nel territorio dello Stato.

L’imposta sarà dovuta in maniera proporzionale alla quota di possesso e ai mesi dell’anno nei quali si è protratto il possesso, con una misura pari a 0,76 punti percentuali (cioè, la stessa prevista per l’IMU sulle seconde case in Italia) sul valore degli immobili costituito dal costo risultante dall’atto di acquisto o dai contratti e – solo in mancanza di tali documenti – in base al valore di mercato rilevabile nel luogo in cui è situato l’immobile.

Imu anche sugli immobili della Chiesa

 Lo aveva promesso e, infine, le ipotesi sono diventate realtà. Il premier Mario Monti ha introdotto l’applicazione dell’imposta sugli immobili anche sulle unità commerciali della Chiesa, mantenendo l’esenzione per le altre proprietà ecclesiastiche no profit. Ma non è questa l’unica novità che riguarda l’imposta municipale unica e, in particolar modo, la base imponibile sulla quale viene applicata l’aliquota.

Nonostante ciò, l’aggiornamento più rilevante (anche, mediaticamente) riguarda l’imposta sugli immobili della Chiesa. Sparisce una storica esenzione globale, mentre viene introdotta un’esenzione più specifica, che andrà estesa anche agli immobili “misti”, cioè a quelli ad uso promiscuo per attività no profit e commerciali, i quali vedranno l’esenzione limitarsi alla sola frazione di unità immobiliare nella quale si svolge l’attività non commerciale.

Costruzione casa, l’insoddisfazione degli operatori sul Dl Liberalizzazioni

 A pochissima distanza dalla pubblicazione del testo del decreto legge sulle liberalizzazioni, l’ira dei costruttori di case non si è fatta certamente attendere. In merito al tanto atteso provvedimento dell’esecutivo Monti, sottolinea Federico Oriana, presidente di Aspesi e vice presidente operativo di Federimmobiliare (la Federazione che riunisce 18 associazioni di categoria nel settore immobiliare), “già sembrava dovesse partire, con tante fanfare, un topolino, ma alla fine ha partorito un microbo”.

“Era molto tempo che sottolineavamo la difficile situazione in cui versa il settore della casa” – continua Paolo Buzzetti, presidente dell’Ance – “in particolare sull’invenduto, e la possibilità di riattivare l’Iva sull’invenduto e anche sull’affitto di tale invenduto significatva poter recuperare almeno l’Iva pagata per costruire”.

Imu sulle seconde case, scattano le aliquote massime

 La Giunta comunale di Bologna sta proponendo l’aliquota Imu massima per le seconde case, con la sola eccezione di quelle affittate con canoni concordati. L’aliquota per questo segmento sarà pari al 10,6 per mille, pertanto, per gli spazi sfitti o affittati con un normale contratto, mentre rimarrà al 7,6 per mille per quanto concerne gli affitti a canone concordato. La certificazione, fanno sapere dal Comune, avverrà ad opera della stessa istituzione su base specifica e individuale.

A commentare quanto proposto è stato l’assessore alla Casa, Riccardo Malagoli, il quale ha dichiarato come il provvedimento abbia “dato un segnale di equità sulla casa, tanto coi canoni concordati quanto sull’aiuto all’affitto, per il quale c’è un milione di euro. Una scelta importante per le politiche abitative”. Per quanto concerne i contratti di affitto a canone concordato, il Comune di Bologna rende noto che in città ne esisterebbero circa 10 mila.

Imu, salve un terzo delle prime case

 La tanta temuta Imu si potrebbe rivelare una italica via di mezzo tra il vecchio e il nuovo regime impositivo sulle prime abitazioni. Stando a quanto afferma il presidente del Consiglio Mario Monti durante la conferenza stampa di fine anno, sono infatti sei milioni gli italiani che non dovranno pagare la nuova imposta municipale unica durante il 2012. In termini più concreti, circa un terzo dei proprietari di una prima casa sarà esentato dal pagamento dell’imposta municipale.

Il merito di quanto sopra non è, tuttavia, relativo all’azzeramento dell’aliquota dell’imposta, quanto alla determinante positiva delle detrazioni sui figli a carico, in grado di azzerare (appunto, in un terzo delle fattispecie concrete all’interno del mercato immobiliare italiano), l’onere relativo alla tanto odiata tassa sulla prima casa, risorta in una inedita versione dopo l’abolizione della precedente imposta comunale sugli immobili.

Bari, piano di edilizia finisce in tribunale

Ferragosto di fuoco per alcuni cittadini pugliesi ai quali il Comune di Bari ha fatto recapitare richieste di pagamenti per un totale pari a un importo superiore a più di tre milioni di euro da poter versare anche in tre tranche. Motivo della richiesta, il conguaglio per vedersi assegnare i lotti edificabili all’interno del Piano di edilizia economica e popolare. Si tratta del Piano di edilizia del Contratto di Quartiere II. Le scadenze previste dall’amministrazione per i pagamenti sono qulle del 30 giugno di ogni anno (a partire dal 2011 fino al 30 giugno 2013). Ma loro non sono per nulla intenzionati ad arrendersi. Così, dopo aver ricevuta la notizia di quanto chiesto dal comune, quasi novecento cittadini hanno deciso di impugnare la decisione davanti ai magistrati del Tar (il tribunale amministrativo regionale) di Bari.

Agenti immobiliari: futuro lavorativo più sereno

 E’ stato siglato nei giorni scorsi, a Roma, il nuovo Contratto nazionale di Lavoro per gli agenti immobiliari e per i mediatori creditizi; a divulgare la notizia è stato il vicepresidente nazionale della Fiaip, la Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali, Salvatore Stolfi, sottolineando come il rinnovo del CCNL riguardi oltre 30 mila dipendenti, e come per la prima volta siano state introdotte importanti forme di tutela per gli occupati nel comparto. La firma dell’accordo non ha però coinvolto le tre organizzazioni sindacali; Uiltucs-Uil e Fisascat-Cisl, infatti, hanno firmato il rinnovo del CCNL, mentre la Filcams-Cgil si è tirata indietro sebbene proprio il vicepresidente nazionale Stolfi abbia auspicato che il Sindacato possa aderendo cambiare l’attuale orientamento.

Edilizia residenziale sociale, iniziativa dell’Emilia Romagna

 Sostenere l’edilizia residenziale sociale. Questo l’obiettivo, reso più urgente da una crisi economica dalla quale non siamo ancora fuori, al centro dell’iniziativa della Regione Emilia Romagna con il via libera al progetto di legge per la ‘Disciplina della partecipazione della Regione Emilia-Romagna ai fondi immobiliari chiusi per il sostegno all’edilizia residenziale sociale“. Scopo del progetto di legge è quello di regolamentare la partecipazione della Regione ai fondi immobiliari chiusi per la realizzazione di interventi immobiliari nell’edilizia residenziale destinati alle famiglie a condizioni più convenienti di quelle di mercato. Attraverso l’intervento delle Fondazioni bancarie in sinergia con gli enti locali, l’Emilia Romagna – che già da quest’anno impegna finanziamenti nel settore per un milione di euro – è diventata una delle regioni in cui sono stati costituiti fondi immobiliari chiusi per la realizzazione di investimenti nell’edilizia residenziale.

La via italiana alle rinnovabili, se ne discute in un convegno Luiss

 Sono sempre di più coloro che pensano al fotovoltaico come possibile soluzione per un’energia pulita per le proprie case. E se da un lato ad attrarre verso questa soluzione è il rispetto per l’ambiente, dall’altro spaventa la spesa, ancora poco competitiva e sostenibile per i più. Un problema, dunque, che interessa sia i locatori di appartamenti quanto gli inquilini. Il Gruppo di Ricerche Industriali e Finanziarie “Fabio Gobbo”, insieme con i membri dell’Osservatorio per la Sostenibilità e le Energie Rinnovabili, ha organizzato – per mercoledì 6 luglio alle ore 14,30 – un convegno dal titolo “La via italiana alle rinnovabili: scenari di sviluppo dopo il Decreto”. Sarà certamente un’occasione per saperne di più. La mattinata di studio si svolgerà a Roma presso la “Luiss Guido Carli” in viale Romania 32.

Agenti immobiliari e liberalizzazioni, quale futuro?

La Fiaip, Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali, è favorevole alle liberalizzazioni. A ribadirlo è stata proprio la Federazione di categoria dopo che l’attuale Governo in carica di centrodestra intende portare avanti provvedimenti finalizzati a più liberalizzazioni nel settore delle professioni. Al riguardo la Fiaip, Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali, ha però accolto con un plauso la decisione del Consiglio dei Ministri di stralciare i provvedimenti inerenti le liberalizzazioni delle professioni da tutti quelli legati alla manovra triennale; questo perché le liberalizzazioni, senza andare a penalizzare tanto i professionisti quanto i consumatori, devono essere frutto di un approfondito dibattito con tutte le parti in causa, ovverosia con le associazioni di categoria.

Rinegoziazione mutuo: novità dal Parlamento

 Siamo in un periodo di crisi economica, ma anche occupazionale; quindi parecchie famiglie che hanno un mutuo in corso hanno non poche difficoltà a fine mese a pagare la rata. Di conseguenza in molti vorrebbero rinegoziare il mutuo, ma non sempre è possibile. Dopo tante richieste, arriva la bella notizia che presto molte famiglie in disagio potranno rivedere il proprio contratto di mutuo. I relatori che seguono tutto l’iter del Decreto Sviluppo, alla camera dei Deputati, presso la Commissione Bilancio e Finanze, hanno infatti approvato un emendamento per andare incontro alle famiglie in difficoltà. Il decreto prevede, nello specifico, la possibilità di andare a rinegoziare il mutuo se questo è per importi originari non superiori al livello dei 200 mila euro; il tutto a patto che il reddito Isee che non vada a superare i 35 mila euro totali.

Agente immobiliare: una professione sempre più intellettuale

 Rimodulare le normative affinché quella dell’agente immobiliare venga sempre di più inquadrata come una professione intellettuale. A questo, tra l’altro, in accordo con quanto dichiarato dal Presidente Paolo Righi, sta lavorando la Fiaip, Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali che lunedì scorso si è riunita a Roma per il Consiglio Nazionale. Dal Consiglio, anche a fronte di un dibattito acceso, è emersa la necessità non solo di adottare delle nuove regole a livello di statuto, ma anche dare più opportunità alle agenzie turistiche a fronte di una maggiore lotta all’abusivismo. Proprio nei giorni scorsi su questo tema la Fiaip era intervenuta facendo presente come quella dell’abusivismo, nel campo dell’esercizio della professione di agente immobiliare, rappresenti una piaga non solo per i consumatori, per le famiglie e per i professionisti veri e seri, ma anche per le casse dello Stato visto che l’evasione annua è stimata in ben 450 milioni di euro.