Londra, migliora il segmento delle case lussuose

Bloomberg riporta la notizia secondo cui un recente studio della società di consulenza Knight Frank LLP avrebbe affermato come i prezzi delle case lussuose dell’area di Londra stiano lentamente frenando la loro fase di discesa, e come durante il mese di ottobre avrebbero conseguito il più lieve declino da quasi un anno e mezzo a questa parte.

Stando allo studio di Knight Frank, infatti, nel mese di ottobre 2009 il valore medio di un appartamento dal costo superiore a un milione di sterline (questa la soglia “psicologica” che secondo la società distingue le case di lusso dalle abitazioni dei poveri mortali) sarebbe sceso del 3,2% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Si tratterebbe, pertanto, di un incremento del 2,1% dei prezzi rispetto al mese di settembre, per un passo record dall’estate del 2007.

Il decremento dal picco raggiunto nel mese di marzo del 2008 rimane invece piuttosto sostanzioso, misurabile in una contrazione pari al 16%.

Dubai, nuovi studi mostrano più ottimismo

Ancora una volta ci troviamo quasi costretti a parlare del mercato immobiliare di Dubai. Il real estate della zona si sta infatti dimostrando particolarmente tormentato, e le numerose analisi che i principali istituti di credito e di analisi stanno pubblicando nel corso delle ultime settimane dimostrano come ci sia una forte eterogeneità di valutazioni sul futuro dell’area.

Giunge pertanto ai nostri occhi il nuovo report di Deutsche Bank, uno degli osservatori più attenti, nel Vecchio Continente, di ciò che accade sui mercati immobiliari internazionali. L’istituto di credito europeo sembra infatti convinto che il mercato immobiliare di Dubai abbia toccato il fondo, e che si stia pertanto preparando per un significativo rimbalzo che potrebbe equivalere alla nascita di rilevanti occasioni di business per gli investitori.

Deutsche Bank sostiene che i prezzi delle proprietà immobiliari abbiano perso solo il 4% negli ultimi mesi, dopo il brusco decremento osservato lungo tutta la prima parte dell’anno. Di contro, il numero delle transazioni di ottobre sarebbe cresciuto del 60% rispetto ai volumi irrisori del primo trimestre del 2009 (ma pur sempre in decisa flessione su base annua).

Hong Kong, vendite immobiliari in calo del 35%

Secondo quanto sostiene sul proprio sito web il Land Registry, il valore del giro d’affari realizzato dalle operazioni di compravendita immobiliari a Hong Kong durante il mese di ottobre 2009 è calato del 35% dall’ultimo periodo di riferimento, toccando un livello minimo da aprile alla data della più recente rilevazione dei dati.

Stando al Land Registry, infatti, il valore delle transazioni immobiliari si sarebbe assestato intorno ai 36,3 miliardi di dollari locali (circa 4,7 miliardi di dollari statunitensi) ad ottobre, contro i 56,2 miliardi di dollari di Hong Kong rilevati durante il mese di settembre.

A registrare un forte calo è stato, di conseguenza, anche il numero assoluto delle proprietà immobiliari oggetto di compravendita, diminuite dalle 12.285 unità di settembre alle 9.300 del decimo mese di uno sfortunato 2009.

Studio Lloyds sui prezzi delle case nel Regno Unito

In queste settimane stiamo leggendo numerosi studi sull’andamento del mercato immobiliare del Regno Unito. Segnali contrastanti provengono da oltremanica, dove accanto a accenni di ripresa vi sono numerose analisi che auspicano maggior cautela nel valutare gli sviluppi del settore.

Uno dei più recenti report sul real estate del Regno Unito è quello di Lloyds Banking Group, uno dei principali istituti di credito britannici, che ha definito come “non sostenibile” l’attuale crescita dei prezzi delle proprietà immobiliari ad uso abitativo (e non) della zona.

Secondo Lloyds, infatti, i valori delle proprietà immobiliari residenziali, commerciali e industriali non proseguiranno la loro strada di crescita nel corso dei prossimi mesi. La società prevede anzi un 2010 nel quale i prezzi subiranno una lunga fase di stagnazione, con possibili flessioni, anche significative.

Dubai, lieve ripresa dei prezzi immobiliari

In queste settimane abbiamo descritto il mercato immobiliare italiano e internazionale, e il suo andamento attuale, definendo questa crisi come caratterizzata fondamentalmente da una certa rigidità dei prezzi all’offerta.

Ebbene, come abbiamo già avuto modo di sottolineare, il mercato immobiliare di Dubai si contraddistingue per un trend nettamente differente dalle varie realtà più “mature”, con dei valori delle proprietà immobiliari ad uso abitativo e ad uso commerciale oramai in fortissima decrescita da oltre un anno a questa parte.

Immobiliare nel Regno Unito, pessimismo dall’UE

Anche la Commissione Europea, come ci si attendeva, ha avuto modo di esprimersi riguardo al futuro andamento del mercato immobiliare del Regno Unito. L’opinione della Commissione a proposito del real estate d’oltremanica non è stata particolarmente positiva, definendo come “depressed” il livello della domanda di proprietà immobiliari residenziali per la zona considerata.

Le motivazioni sottostanti questa considerazione sono d’altronde piuttosto note: la Commissione Europea evidenzia come i prezzi delle case nel Regno Unito siano troppo elevati rispetto a quanto dovuto, e come – a causa delle condizioni del mercato del lavoro – presto la domanda si stabilizzerà su livelli piuttosto bassi, trascinando al decremento i prezzi relativi alle proprietà immobiliari.

Occorre dire tuttavia che quanto predetto dalla Commissione Europea stride fortemente con l’attuale comportamento dei venditori di case britannici, il cui atteggiamento sembra rispecchiare quanto accade nei mercati immobiliari di tutto il Continente.

Immobiliare, focus su Washington

Qualche giorno fa Bloomberg ha pubblicato un interessante report sull’andamento del mercato immobiliare dell’area di Washington, uno dei “termometri” più rappresentativi per interpretare il trend del real estate a stelle e strisce.

Stando agli studi esaminati dal media americano, la domanda per nuovi appartamenti nella zona ora considerata starebbe crescendo con un ritmo davvero sorprendente, e difficilmente paragonabile a quanto avviene nelle altre macro-aree degli Stati Uniti.

A beneficiare del rinnovato interesse per i nuovi appartamenti sono, ovviamente, i principali attori del settore locale delle costruzioni: stando a quanto sostenuto dal Census Bureau, infatti, le società di costruzione hanno ricevuto l’autorizzazione per realizzare 4.442 unità abitative nell’area metropolitana della capitale statunitense nel corso del terzo trimestre, per un incremento che – rispetto allo stesso periodo dello scorso anno – risulta essere pari all’11%. Il dato di Washington, oltre che dimostrare un buon dinamismo della domanda locale, è addirittura sorprendente se paragonato alla media nazionale, che invece dimostra una contrazione piuttosto pesante (- 17%) nelle nuove costruzioni.

Gran Bretagna, opinioni contrastate sui prezzi delle case

Partiamo da un dato di fatto. Secondo quanto rivela Nationwide, i prezzi medi delle case sono aumentati dello 0,4% ad ottobre 2009 su base mensile, e del 2% nello stesso mese su base annua. Vuol dire, insomma, che rispetto allo stesso mese di un anno fa il prezzo ponderato di un’abitazione al metro quadro è comunque cresciuto, e nemmeno in maniera insignificante.

Sancito quanto sopra, rimane da chiarire in che modo possiamo interpretare il dato. Stando a una parte degli economisti, infatti, il dato sarebbe sostanzialmente positivo. Si tratta infatti dell’incremento più sostanzioso da venti mesi a questa parte, e dimostra come la ripresa del mercato immobiliare britannico sia oramai avviata con buona lena.

Dall’altra parte della barricata vi sono però gli analisti che considerano con grande cautela gli elementi forniti dai numeri di Nationwide. Innanzitutto, l’incremento su base mensile di ottobre rappresenta un forte rallentamento del trend intrapreso a settembre, quando i prezzi delle case subirono un aumento dello 0,9%.

Case invendute in crescita negli Stati Uniti

Le società di costruzioni degli Stati Uniti possono vantare un portafoglio di nuove case invendute sempre crescente; ma anche sul fronte delle case “usate”, le agenzie immobiliari americane devono loro malgrado registrare un forte incremento delle proprie disponibilità. E’ questo quanto emerge da un’analisi di settore compiuta in terra nordamericana, secondo cui durante il terzo trimestre del 2009 le case prive di un proprietario privato sarebbero aumentate a livelli quasi record nel recente passato.

Il report dimostra infatti come siano oggi più di 18 milioni e 800 mila unità le case che, negli Stati Uniti, risulterebbero non assegnate ad alcun inquilino proprietario.

Le cause sono facilmente riconducibili, in questo caso, alla crescita di pignoramenti compiuti su mutuatari insolventi, e al numero di nuove case vendute durante il mese di settembre, in contrazione oltre le attese degli analisti di mercato.

Stati Uniti, nuovo aumento nel prezzo delle case

I prezzi delle proprietà immobiliari ad uso abitativo nelle 20 città più grandi degli Stati Uniti sono cresciuti ancora durante il mese di agosto: si tratta, stando a quanto dichiarato da Standard & Poor’s, del terzo incremento mensile consecutivo, un segnale di come – probabilmente – la crisi del settore stia lentamente scemando i propri effetti più negativi.

L’indice del gruppo sul mercato immobiliare è infatti aumentato di un punto percentuale rispetto al mese di luglio, dopo un ulteriore incremento che nel settimo mese del 2009 era stato pari all’1,2%. Su base annua, tuttavia, i decrementi rimangono piuttosto significativi, con una flessione dell’11,3% rispetto ad agosto 2008, contro previsioni ancor più pessimistiche.

La crescita nei prezzi e nel numero delle compravendite viene ricondotto principalmente al programma di incentivi approvato dal governo, e dall’andamento favorevole dei tassi di interesse applicati ai finanziamenti immobiliari delle banche.

Regno Unito, cautela sull’immobiliare

La Banca Centrale inglese lancia un segnale di allarme: i prezzi delle proprietà immobiliari residenziali del Regno Unito potrebbero presto tornare in fase decrescente. Perché la crisi pare non esser affatto finita, e la recessione pronta a far sentire la sua pesante influenza sull’economia reale, dopo aver spaventato i mercati finanziari del Vecchio (e non solo) Continente.

David Blanchflower è stato d’altronde piuttosto chiaro, affermando nel corso degli scorsi giorni come l’economia reale subirà una probabile regressione, e di prevedere una prolungata diminuzione nei prezzi delle case. Secondo il membro della Bank of England, inoltre, circa 3 milioni di persone finiranno con il vedere il peso del loro mutuo eccedere di gran lunga il valore della rispettiva proprietà immobiliare.

Bulgaria, sintesi del terzo trimestre per l’immobiliare

Da qualche tempo a questa parte, per osservare l’andamento del mercato immobiliare della Bulgaria, è possibile affidarsi a un nuovo indice della Raiffeisen Real Estate. Questpo è infatti in grado di elevarsi a termometro dell’intero andamento del real estate del Paese Balcanico.

L’indice in questione, stilato sulla base di dati ufficiali assunti dall’Istituto Nazionale di Statistica, dell’Associazione Nazionale Real Estate, e da altre fonti di mercato ben note, viene utilizzato dalla compagnia di consulenza per le proprie analisi, e periodicamente pubblicato su report disponibili sul sito web.

Spagna, immobiliare simbolo della crisi

Che la Spagna non se la passi benissimo in questo periodo, è oramai noto. La recessione sembra aver colpito duramente l’intera penisola iberica, e Madrid con particolare vigore. Stando alle ultime previsioni diramate da diversi istituti di statistica locali ed europei, inoltre, la crisi economica che sta interessando la Spagna dovrebbe prolungarsi più a lungo che altrove, rendendo più ardua la ripresa che dovrebbe caratterizzare l’andamento della produzione interna lorda per il prossimo anno.

Uno dei simboli più evidenti di questa crisi è diventato poi il trend del mercato immobiliare nazionale. Nel Paese, e anche questo è noto, il numero delle transazioni immobiliari ad uso abitativo e ad uso commerciale e industriale sono diminuite fortemente nel corso degli scorsi mesi, dopo un inizio di anno che non aveva certamente fatto gridare di entusiasmo.

Hong Kong, come salvare l’immobiliare

Il mercato immobiliare di Hong Kong è una lente di ingrandimento dello scenario mondiale, caratterizzato da un numero di transazioni in ribasso, e da un livello dei prezzi che fatica a scendere. Nella città-Stato asiatico non succede granchè di diverso, se non fosse per il secondo termine della breve descrizione di cui sopra: al modesto numero di compravendite immobiliari, infatti, equivarrebbe un livello dei prezzi che avrebbe oramai raggiunto soglie record, difficilmente immaginabile agli esordi del recente periodo recessivo internazionale.

Le previsioni sul futuro, d’altronde, non ci dicono nulla di particolarmente positivo, e necessitano di un rapido intervento da parte della autorità locali. Stando a quanto rivela un’organizzazione del settore, infatti, il numero delle proprietà immobiliari ad uso abitative completate nel corso dell’ultimo anno nell’area ora considerata ha toccato un minimo storico dai primi anni ’70, con dei prezzi che – a parziale conseguenza della scarsità di offerta – hanno invece proseguito la loro corsa al rialzo per tutto il 2009, favoriti anche da un livello dei tassi di interesse sui finanziamenti particolarmente vantaggioso, e da un atteggiamento piuttosto aggressivo da parte degli investitori della “mainland”.