Riscaldamento centralizzato addio! Chi abita in un condominio deve mettere nel conto dei lavori da pagare anche quello dell’adeguamento del sistema di riscaldamento. Entro il 31 dicembre infatti, tutti dovranno passare alle termovalvole.
Gestione Condominiale
I condomini possono pagare i writer
Ci sono dei casi in cui i condomini, per rendere meno degradata la facciata, coinvolgono i writer nella realizzazione di opere che oltre a colpire al cuore ed essere d’impatto per la vista, finisco per diventare vere e proprie opere d’arte.
Come far chiudere un’attività in un condominio
Ci sono delle attività difficili da gestire ma soprattutto da digerire all’interno di un condominio. Parliamo ad esempio dell’attività di B&B che potrebbe urtare la sensibilità dei condomini. Che sia questa o un’altra attività commerciale, l’assemblea ha la facoltà di chiederne la chiusura.
Il condominio può diventare una SPA?
L’associazione che opera nel settore del benessere, Spafinder, ha infatti messo in luce il nuovo fenomeno dei condomini wellness. Si tratta di veri e propri palazzi o quartieri costruiti secondo i dettami della bio architettura.
Riforma Condominio a chi si applica
La riforma del condominio trova vastissima applicazione sul territorio italiano. Ad essere interessati dalle innovazioni apportate dal legislatore sono infatti anche i centri residenziali, le villette a schiera e tante altre unità e/o fabbricati, che finiscono – pur con qualche evidente specificità – ad essere accomunate alle altre tipologie più tradizionali nell’assoggettamento alle modifiche di cui al nuovo art. 1117-bis del Codice Civile, introdotto dalla legge di riforma.
Riforma condominio 2013
Dopo oltre 70 anni di attesa è finalmente stata realizzata la riforma del condominio, contenuta nella legge 220 dell’11 dicembre 2012, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 293 del 17/12/2012. Un provvedimento largamente atteso, che entrerà in vigore solamente con decorrenza 17 giugno 2013 (dopo una vacatio di sei mesi, resasi necessaria per poter studiare le novità e prepararsi così all’applicazione delle nuove disposizioni). Vediamo dunque quali sono i più importanti principi ispiratori di questa innovazione.
Riforma condominio novità parti comuni
La riforma del condominio è recentemente approdata in Gazzetta Ufficiale. Con la modifica degli artt. 1117 – 1138 del Codice civile, la materia condominiale ha subito una radicale trasformazione, attesa da lungo tempo, e in grado di rilanciare l’intero comparto della gestione condominiale e, in essa, delle parti comuni. Tra le tantissime novità, la possibilità di distaccarsi dall‘impianto centralizzato di riscaldamento o di condizionamento, e tanto altro ancora.
Diritti condominiali, non è applicabile il principio dell’apparenza
Continuiamo a occuparci di condomini e di diritti condominiali, con i nostri approfondimenti settimanali che forniamo ai nostri lettori grazie ai diversi spunti giurisprudenziali più recenti. Oggi parliamo del c.d. principio dell’apparenza, e del collegamento di tale principio con il diritto dell’amministratore del condominio di richiedere il pagamento delle quote condominiali relative a unità di proprietà esclusive.
La Cassazione, infatti, con una pronuncia del 12 luglio, ha dichiarato inapplicabile il principio dell’apparenza in materia condominiale, proprio per quanto concerne il diritto dell’amministratore di condominio di recuperare la quota di spese di competenze di un’unità immobiliare di proprietà abitativa esclusiva, disciplinando pertanto in tal modo, con una nuova sentenza omogenea alle precedenti pronunce, questo ambito della materia.
Spese condominiali, quelle dei balconi sono a carico dell’intero condominio
Il Salvagente è recentemente tornato a parlare di spese condominiali e, nella fattispecie, di quelle relative alla manutenzione di balconi e frontalini. Spese che a volte sono davvero ingenti, data la difficoltà di effettuare una rapida manutenzione alle stesse strutture senza impalcature, e che la giurisprudenza ci dice possano essere non solo a carico del proprietario dell’appartamento cui il balcone è riconducibile, quanto anche a carico dell’intero condominio.
La ragione è abbastanza semplice. Si potrebbe infatti partire, e fermarsi, alla considerazione secondo cui il balcone andrebbe considerato quale allungamento dell’appartamento e, di conseguenza, sia proprietà privata ed esclusiva del proprietario dell’appartamento stesso, il quale dovrebbe pertanto procedere al pagamento in proprio di tutte le spese necessarie per la manutenzione e per gli interventi necessari.
La Cassazione: per vietare animali in casa occorre l’unanimità dei condomini
Se Micio rischia di mandare in frantumi quel poco che c’è di armonia con i vostri coinquilini, se il vostro vicino di casa minaccia di trascinarvi in tribunale per la sua ostinata antipatia per il vostro amato Fido, potete tirare un sospiro di sollievo: è probabile che davanti al magistrato non abbiate poi granché da temere. La Corte di Cassazione, infatti, ha stabilito in una recente sentenza che non può essere il regolamento condominiale, approvato dalla maggioranza dei partecipanti, a vietare ai condomini di ospitare in casa un animale domestico. Affinché il divieto sia valido, ha precisato la Cassazione, bisogna che sia approvato dalla totalità dei condomini perché investe il diritto di proprietà.
Locazioni online: registrazione telematica, modificato il contratto
Il contratto-tipo di locazione abitativa proposto dall’Amministrazione finanziaria dello Stato, a favore di quei contribuenti che si avvalgono della registrazione telematica, è stato modificato. A darne notizia è stato il Sunia, Sindacato Unitario Inquilini ed Assegnatari, nel mettere in evidenza come da oltre due anni il Sindacato stesso, assieme all’Uniat ed al Sicet, si sia battuto per la modifica del contratto-tipo e, in particolare, per l’eliminazione di quelle clausole che risultano essere in violazione dei diritti degli inquilini.
A titolo d’esempio, in accordo con quanto riporta proprio il Sunia, Sindacato Unitario Inquilini ed Assegnatari, in quello che oramai era il vecchio contratto-tipo c’era la clausola sulla prelazione in caso di vendita, l’amministrazione e assicurazione fabbricato a carico dell’inquilino, ma anche limitazioni dei diritti dell’inquilino, predeterminazione di interessi moratori, nonché aumenti degli affitti per i lavori.
Contratti di locazione: in vigore la conciliazione obbligatoria
Dallo scorso 20 marzo del 2011 in Italia, in materia di contratti di locazione, si concilia “per forza”. A metterlo in risalto nei giorni scorsi è stata la Camera di Commercio di Monza e Brianza a seguito dell’entrata in vigore della cosiddetta “mediazione obbligatoria” che, inoltre, scatta anche per questioni, liti e controversie legate ai diritti reali, al contratti bancari, finanziari ed assicurativi, alle successioni ereditarie e divisioni.
Ed ancora, si concilia per forza anche per i patti di famiglia, per la diffamazione a mezzo stampa, per il comodato, nonché per l’affitto di aziende e per il risarcimento del danno legato ai danni causati da responsabilità di natura medica. Rispetto al ricorso diretto al Tribunale, con la mediazione obbligatoria, introdotta dall’attuale Governo in carica, si punta a risolvere le liti più rapidamente ed a basso costo; inoltre, si evita di ingolfare il “sistema giustizia” visto che sono già tantissime, e da smaltire, le cause civili pendenti.
Immobili: controversie, dall’avvocato al mediatore
In materia di controversie immobiliari, a partire da questioni inerenti la proprietà delle case, da oggi, lunedì 21 marzo 2011, scatta una importante rivoluzione, consistente nello specifico nell’entrata in vigore della cosiddetta mediazione obbligatoria.
Per molte tipologie di controversie, infatti, non si potrà più ricorrere direttamente al Tribunale per far valere i propri diritti, ma tutto deve passare, sempre e comunque, attraverso la figura del cosiddetto mediatore. In pratica viene fissata l’obbligatorietà della conciliazione che sinora, invece, era facoltativa. Questa rivoluzione non è piaciuta agli ordini forensi, che sono in stato di agitazione, ma in ogni caso è molto probabile che in questo modo, a regime, il sistema giudiziario sarà meno ingolfato per quel che riguarda la mole di cause civili da gestire.
Piano Casa Regione Piemonte: le novità
Si aprono nuovi ed interessanti scenari nella Regione Piemonte per quel che riguarda lo sviluppo dell’edilizia, del comparto delle costruzioni e, di conseguenza, di quello immobiliare. Questo dopo che l’Amministrazione regionale ha annunciato delle modifiche alla Legge regionale sul cosiddetto “Piano Casa” che permetteranno, sia per gli edifici privati, sia per quelli industriali, delle maggiori possibilità per quel che riguarda il loro ampliamento.
Secondo quanto dichiarato dal Governatore della Regione Piemonte, Roberto Cota, il via libera al nuovo Piano Casa rappresenta sia una promessa fatta in sede di campagna elettorale, sia soprattutto un provvedimento tanto qualificato quanto importante a fronte di un largo consenso ottenuto al riguardo in sede di Consiglio regionale.