Riforma del condominio: i costi rischiano di aumentare

 L’attuale Governo in carica vuole mettere a punto una riforma del condominio, definendo norme e regole che vanno ad interessare, ed in alcuni casi a colpire, la figura dell’amministratore, un figura professionale il cui futuro rischia di essere sempre più difficile ai fini dell’esercizio della propria attività.

Di questa riforma se ne sta discutendo al Senato della Repubblica, ma c’è il rischio elevato che a conti fatti la riforma non faccia altro che far aumentare le spese a carico degli inquilini e dei proprietari degli immobili.

Edilizia comunale: l’innovazione energetica è possibile

 Nel nostro Paese ci sono quasi seicento Comuni “virtuosi”, 577 per l’esattezza, che sono in grado di mettere a punto con le proprie Amministrazioni dei regolamenti e delle linee guida che garantiscono l’edilizia sostenibile, l’efficienza energetica ed il risparmio idrico così come si richiede non solo ai tempi della crisi, ma anche per il contrasto ai cambiamenti climatici.

In questi Comuni, così come mette in evidenza Legambiente, si riescono a riciclare i materiali da costruzione, si recupera l’acqua piovana, si tagliano le emissioni di CO2 e si garantiscono risparmi in bolletta ai cittadini.

Recupero e riuso immobiliare: l’esempio del Comune di Roma

 In linea con quanto annunciato nelle scorse settimane dall’Amministrazione capitolina, a Roma è partito il Bando che trasforma i casolari abbandonati di campagna, vecchi e fatiscenti, in alloggi ed eco-fattorie. I soggetti interessati potranno infatti inviare le domande di accesso al Bando entro il 10 febbraio del prossimo anno con l’obiettivo di applicare ai 52 mila ettari di campagna nel territorio di Roma il recupero ed il riuso immobiliare con ricadute positive sull’offerta abitativa ma anche sull’ambiente e sull’agricoltura.

Appezzamenti di terra abbandonati, fienili, stalle, casali e granai possono diventare case da affittare ed aree da bonificare con il vantaggio, non indifferente di questi tempi, di far nascere nuove realtà imprenditoriali e di creare nuovi posti di lavoro.

Housing sociale nel Comune di Milano

 Nel nostro Paese è possibile costruire case per gli studenti, alberghi “low cost” ed alloggi per chi non può permettersi i prezzi degli affitti presenti sul mercato privato. E questo è quanto prevede di fare il Comune di Milano sia per attrarre, sia per fare restare famiglie e studenti nella città di Milano piuttosto che “scappare” nei Comuni limitrofi.

Secondo Carlo Masseroli, assessore allo Sviluppo del territorio della città di Milano, è lecito stimare che nel capoluogo lombardo, grazie anche alle incentivazioni volumetriche, potranno essere realizzati da qui a quindici anni ben 20 mila alloggi a favore delle famiglie a basso reddito che non sono proprietarie di una casa ad uso residenziale, e dei giovani sfruttando il fatto che si possano costruire e realizzare nuovi alloggi in quelle aree dove il suolo non costa.

Piano casa su immobili non residenziali

 Nella Regione Liguria è stato approvato in via definitiva il disegno di Legge recante le misure di rilancio dell’edilizia e di riqualificazione del patrimonio, anche urbanistico, così come previsto dal Governo nazionale con il “piano casa“.

La Legge sull’edilizia in Liguria si potrà applicare, così come previsto anche in altre Regioni, anche sugli immobili non residenziali con il conseguente vantaggio di sfruttare i premi di cubatura previsti; in ogni caso, per gli immobili non residenziali, le pratiche di demolizione e di ricostruzione delle unità immobiliari dovranno passare dall’approvazione da parte dei Comuni dove insiste l’unità immobiliare attraverso la Conferenza di Servizi.

Piano Casa a rilento in tutta Italia

 Nello scorso mese di aprile la Toscana è stata la prima Regione a varare il “Piano casa” predisposto dal Governo per ridare slancio al settore edilizio ed immobiliare che, come noto, è uno dei comparti più importanti per far “muovere” l’economia.

Ebbene, in base ai dati dello scorso mese di settembre che la Regione Toscana ha raccolto da 174 comuni, il “Piano casa” è partito a rilento, così come sottotono, in linea con quanto tra l’altro hanno confermato alcune indagini del “Sole 24 Ore“, è l’andamento nelle altre Regioni italiane.

Redditi da locazione: Censis propone misure di detassazione

 Il futuro del settore immobiliare e edilizio in Italia potrebbe essere nella mani di provvedimenti che ancora non ci sono, ma che si renderebbero necessari per evitare un vero e proprio tracollo.

I segnali di ripresa dell’economia e del ciclo sono ancora deboli nel nostro Paese, e lo stesso dicasi anche per il settore immobiliare ed edilizio che paga a caro prezzo sia la crisi di liquidità, sia gli eccessi del passato, ovverosia l’ascesa pluriennale dei prezzi che hanno raggiunto, in molte aree del nostro Paese, delle quotazioni fuori dalla portata delle famiglie e delle stesse imprese.

Piano casa: nel Veneto burocrazia ridotta al minimo

 Il “piano casa” nella Regione Veneto è una grande opportunità per il settore dell’edilizia e per il rilancio dell’economia regionale, visto che, tra l’altro, le procedure burocratiche per l’avvio dei lavori sono ridotte praticamente al minimo. A farlo presente è stato Renzo Marangon,  Assessore all’urbanistica ed alle politiche per il territorio della Regione Veneto, il quale sabato scorso a Conegliano ha presentato il “piano casa” che, entro il prossimo 30 ottobre, dovrà essere adottato a livello locale dai singoli Comuni.

L’Assessore, pur tuttavia, è preoccupato del fatto che si pensi che i benefici del “piano casa“, ai fini della fruizione, comportino un eccesso di burocrazia quando invece, come accennato, le norme sono state messe a punto in modo tale che l’avvio dei lavori possa avvenire in tempi ed in date certe.

Piano casa Lombardia: la Legge entra in vigore

 È scattato nella Regione Lombardia il conto alla rovescia per il “piano casa”. La Legge regionale sull’edilizia, infatti, entra in vigore nella giornata di domani, venerdì 16 ottobre 2009, e si pone come obiettivo quello di rilanciare il settore edile e l’indotto coniugando la crescita economica nella Regione Lombardia al risparmio energetico ed al rispetto dell’ambiente.

Anche in Lombardia, così come avviene ed avverrà nelle altre Regioni, le attività edilizie dovranno rispettare rigorose norme di tutela paesaggistica senza tra l’altro andare a consumare nuovo territorio per costruire.

Ristrutturazioni edilizie: gli alloggi si recuperano con i contributi regionali

Nel Comune di Reggio Emilia l’Amministrazione ha riaperto un bando finalizzato al recupero di alloggi nella Città Storica con l’obiettivo poi di affittarli, per un periodo pari ad almeno dieci anni, a favore di soggetti potenzialmente in difficoltà o comunque più bisognosi come le giovani coppie, i single e gli studenti. Trattasi, nello specifico, di un Bando che il Comune di Reggio Emilia ha pubblicato nel settembre scorso ma che, non essendosi esauriti i contributi stanziati, è stato riaperto nel giugno scorso.

Per il bando riaperto, i termini di presentazione delle domande scadono il prossimo 31 ottobre 2009, e può ammettere all’accesso ai contributi di ristrutturazione non solo le case del centro storico, ma anche quelle che si trovano oltre le antiche mura.

Recupero fabbricati: quelli agricoli possono diventare residenziali

In tutta Italia ci sono ettari ed ettari di terreno dove sono presenti casali abbandonati, stalle e granai non più utilizzati che potrebbero essere recuperati, riqualificati e valorizzati per la creazione di nuovi alloggi, e per promuovere attività decisamente al passo con i tempi come l’eco-turismo e le attività sportive. Ebbene, proprio a questo ha pensato il Comune di Roma, dove sono presenti sul territorio la bellezza di 52 mila ettari di campagna, e dove è presente un ricco patrimonio che, pur tuttavia, a poco a poco si sta degradando.

Ai fini del recupero, e di un riuso con fini residenziali, ad esempio recuperando i casali fatiscenti trasformandoli in eco-fattorie ed in alloggi da mettere in affitto, il Comune di Roma ha reso noto che nei prossimi giorni provvederà ad indire un Bando per il recupero dei vecchi casali in campagna valorizzando il territorio e creando, cosa che di certo di questi tempi non guasta, nuovi posti di lavoro.

Casa di proprietà: nuovi oneri con verifica straordinaria ascensori

Dal 1 settembre 2009 nel nostro Paese è entrato in vigore un Decreto del luglio scorso, da parte del Ministero dello sviluppo economico, denominato “Decreto ascensori“, che comporterà in materia di controllo della sicurezza abitativa, a carico dei proprietari delle case, l’assunzione di costi elevati per poter rispettare la Legge. Per le case con ascensore in esercizio prima della data del 30 giugno del 1999, infatti, scatta a livello nazionale un piano di verifica straordinaria degli ascensori che rischia di costare molto caro alle famiglie.

Una delle società più importanti in Italia del settore, la Monti Ascensori, ha stimato, in accordo con quanto riportato dalla Confedilizia, che con l’entrata in vigore del Decreto l’ammontare degli interventi a carico di proprietari degli immobili e degli amministratori di condominio sarà pari a ben sei miliardi di euro, ovverosia 15 mila euro in media per ogni ascensore.

Casa in condominio: la ripartizione delle spese

Dopo aver acquistato casa, per una famiglia il passo successivo è quello di viverci, e viverci bene, in sicurezza e nel rispetto delle norme, ivi comprese quelle condominiali se l’immobile fa parte di un condominio. Di conseguenza, prima di prendere decisioni avventate ed istintive su questioni riguardanti il condominio, è sempre bene conoscere in linea di massima quali siano i doveri e gli obblighi, altrimenti nel peggiore dei casi si rischiano anche cause civili che il condomino è destinato a perdere con tutto quel che ne consegue.

In merito il Consiglio Nazionale del Notariato, in collaborazione con l’ANACI, ha predisposto e pubblicato on line una utilissima guida informativa su chi acquista un immobile e poi andrà a vivere in condominio. Una delle questioni “classiche” da affrontare è quella delle spese del condominio all’atto del passaggio dell’immobile dal venditore al compratore.

Casa Roma: non si può costruire senza infrastrutture

A Roma tira aria di rivoluzione in materia di urbanistica. Il Consiglio Comunale, infatti, ha approvato una nuova “Convenzione Urbanistica” che da un lato stravolge, e dall’altro regolamenta l’edilizia e, soprattutto, la vivibilità nei quartieri. Al primo posto in materia di edilizia ed urbanistica vengono infatti messe le infrastrutture, il che significa che non si potrà costruire nuovi edifici senza aver prima provveduto al completamento delle opere di urbanizzazione primarie in grado di assicurare e garantire la necessaria vivibilità nei quartieri: dalle fognature alle strade e passando per i parcheggi, il verde attrezzato, la rete idrica e l’illuminazione.

Questo significa, in altre parole, che non si potrà edificare rinviando nel futuro, spesso purtroppo ipotetico, la realizzazione delle opere, essenziali, di urbanistica primaria; per quanto riguarda le opere di urbanizzazione secondaria, altrettando importanti, l’Amministrazione capitolina punta invece sulla realizzazione di opere sia di qualità, sia creative attraverso la messa a punto di concorsi pubblici.