affitti

Cedolare secca affitti: nuovi incontri per capirla

 Come funziona la cedolare secca sugli affitti, ovverosia l’imposta sostitutiva sui redditi da locazione? Ebbene, sono molte le strade possibili e percorribili per poterne sapere di più. Ad esempio, ci si può rivolgere in caso di dubbi ai funzionari dell’Agenzia delle Entrate presso gli Uffici sparsi su tutto il territorio nazionale; oppure ci si può rivolgere al proprio commercialista, revisore contabile o al consulente del lavoro di fiducia. Oppure ancora si può consultare l’Annuario del Contribuente 2011, recentemente pubblicato online dall’Amministrazione finanziaria dello Stato sul sito Internet www.agenziaentrate.gov.it. Ma l’Agenzia delle Entrate è attiva anche sul territorio, in merito alla cedolare secca sugli affitti, organizzando in queste ultime settimane degli incontri con gli intermediari e con le associazioni di categoria dell’edilizia, dell’immobiliare, degli agenti e dei mediatori creditizi.

Cedolare secca affitti 2011: come versare l’imposta

 L’imposta sostitutiva sui redditi da locazione, la cosiddetta cedolare secca sugli affitti, si versa al Fisco con le stesse scadenze e con gli stessi criteri legati al versamento dell’Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche. A ricordarlo è la direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate dell’Emilia-Romagna che proprio sulla cedolare secca ha realizzato un’utile brochure. Quindi, la cedolare secca il proprietario di immobili deve versarla con la modalità dell’acconto e del saldo; in particolare, a valere sul 2011, l’acconto sull’imposta sostitutiva è pari all’85% di quella dovuta, mentre nel 2012 la percentuale dell’acconto salirà al 95%. La modalità di versamento, come sopra accennato, è la stessa con cui si paga l’Irpef ragion per cui deve essere utilizzato il modello F24 come segue: se l’importo dovuto è inferiore ai 257,52 euro, allora l’imposta si può versare in un’unica soluzione con il modello F24 entro il 30 novembre del 2011.

Cedolare secca affitti 2011: Siria Web semplifica tutto

 L’imposta sostitutiva sui redditi da locazione, la cedolare secca per intenderci, è finalmente entrata in vigore nelle scorse settimane, e permetterà ai proprietari di immobili di pagare la tassa secca, al 19% o al 21% a seconda del tipo di contratto, potendo ottenere un risparmio fiscale proporzionale proprio al reddito dichiarato. E riguardo al software correlato alla scelta della cedolare secca, “Siria“, l’Agenzia delle Entrate in data odierna, venerdì 20 maggio 2011, ha alzato il velo sulla versione Web dell’applicativo online che, quindi, diventa ancora più facile e semplice da utilizzare. Nel dettaglio, la versione Web di Siria si utilizza online, in tre click, senza dover scaricare nulla sul proprio personal computer. Una volta che il contribuente si è collegato ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, previa autenticazione, basta compilare la dichiarazione e poi inviarla, ed è tutto finito! In particolare, i dati richiesti in sede di compilazione sono quelli relativi alla scelta dell’Ufficio, al codice fiscale, ai dati del contratto, quelli dell’immobile nonché quelli del conduttore e del locatore.

Offerta casa in affitto: come si muovono i prezzi

 Il sito internet Immobiliare.it ha condotto un’analisi sull’incremento dei prezzi degli affitti nell’ultimo anno, rilevando come questi siano aumentati in media dell’1,5%. Ma a fronte di questo dato medio nel nostro Paese ci sono alcune città dove i prezzi sono aumentati molto di più, oppure hanno fatto registrare degli aumenti impercettibili. Ad esempio, a Reggio Emilia e a Napoli gli affitti sono aumentati negli ultimi dodici mesi di appena lo 0,2%; se invece poi passiamo in rassegna Roma, allora gli affitti sono aumentati dell’8,6%, così come a Milano ed Firenze c’è stato un incremento del 6,4%, ovverosia oltre quattro volte la media nazionale. Poi ci sono eccezioni come Palermo, dove i prezzi sono addirittura sotto di 5 punti percentuali rispetto al 2010, cosi come sono in discesa anno su anno di otto punti percentuali a Caserta ed a Bari. Per quanto riguarda invece la tipologia di contratto, sempre in base allo studio condotto dal Gruppo Immobiliare.it, in tutta Italia si preferisce quello standard, ovverosia la formula 4 anni più altri 4 rinnovabili.

Cedolare secca affitti 2011: Guida operativa Ance

 Da un paio di settimane a questa parte in Italia, dopo tanto attendere, a causa di numerosi rinvii, è entrata ufficialmente in vigore l’imposta sostitutiva sui redditi da locazione, ovverosia quella che nel gergo fiscale è più comunemente nota come la cedolare secca sugli affitti. Trattasi di una misura, un regime opzionale, che rappresenta in tutto e per tutto un’agevolazione fiscale a favore dei proprietari degli immobili. In questo modo, così come è stata predisposta la cedolare da parte dell’attuale Governo in carica, si punta da un lato ad agevolare i proprietari di immobili in regola, e dall’altro a combattere gli affitti in nero. A fronte del regime agevolato, infatti, con il provvedimento sulla cedolare secca sono state introdotti anche degli inasprimenti delle sanzioni che peseranno come un macigno su chi continuerà a locare le case ad uso residenziale in nero.

Affitto, cala il numero delle case sfitte negli USA

 Secondo quanto concerne una ricerca condotta dalla Reis, il numero degli appartamenti privi di un affittuario negli Stati Uniti sarebbe calato durante il primo trimestre dell’anno, raggiungendo i minimi livelli da quasi tre anni a questa parte.

Il tasso di appartamenti sfitti è infatti calato a quota 6,2 punti percentuali rispetto agli 8 punti percentuali dello stesso periodo dell’anno precedente, e rispetto ai 6,6 punti percentuali rispetto al quarto trimestre del 2010, per il tasso più basso dal 6,1% del secondo trimestre 2008.

Il tasso di disoccupazione, stando a quanto affermato nei dati ufficiali, si è avvicinato al 9% allontanandosi dalla doppia cifra. Il livello rimane tuttavia troppo elevato per garantire una pronta ripresa economica, soprattutto a causa dell’incertezza che permane sul futuro.

Cedolare secca: Fiaip, una conquista per l’immobiliare

E’ stata accolta con un plauso dalla Fiaip, Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali, l’entrata in vigore nel nostro Paese della cedolare secca sugli affitti, ovverosia il regime fiscale, opzionale, che prevede sui redditi da locazione l’applicazione di un’imposta sostitutiva. Secondo la Federazione trattasi di una importante conquista per il mercato immobiliare nell’ambito di una vera e propria battaglia portata avanti dalla Fiaip ma anche da tante altre Associazioni della piccola proprietà immobiliare, tra cui la Confedilizia. Secondo quanto dichiarato da Paolo Righi, Presidente della Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali, a differenza di come la pensano invece i Sindacati degli Inquilini, la cedolare secca sugli affitti abbasserà la pressione fiscale e, di conseguenza, andrà a sbloccare il mercato immobiliare con ricadute positive non solo per i proprietari degli immobili, ma anche per chi vive in affitto.

Case in affitto Milano: Salone del Mobile, prezzi quadruplicano

 Il Salone del Mobile, a Milano, è una buona occasione, per i proprietari di immobili, per fare affari con gli affitti. Per la settimana in cui si tiene l’evento, infatti, si registra un vero e proprio boom di case con forti richieste, in particolare, di bilocali e di monolocali che hanno raggiunto dei prezzi da capogiro in prossimità di quelle aree adiacenti all’importante manifestazione. A rilevare questa tendenza è stato il Portale Casa.it che con un’indagine ha altresì constatato come siano molti i milanesi che, per i migliaia di turisti e di operatori del settore, stanno mettendo loro a disposizione la propria casa. E così su Milano le quotazioni settimanali degli affitti hanno raggiunto prezzi molto alti, anche fino a quattro volte il normale; ad esempio, Casa.it riporta come nelle zone più calde della manifestazione, per una settimana, si arrivi a chiedere per l’affitto di un bilocale anche 1.200 euro quando con gli stessi soldi di norma lo si affitta per un mese.

Investimenti immobiliari trainati dalla cedolare secca

Con l’approvazione del cosiddetto federalismo fiscale municipale, può entrare finalmente ed ufficialmente in vigore la cosiddetta cedolare secca sugli affitti, ovverosia l’imposta sostitutiva sui redditi da locazione di cui potranno fruire i proprietari di immobili al posto della tassazione ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef). Probabilmente la cedolare secca arriva al momento giusto per dare una spinta al mercato degli affitti, all’emersione degli affitti in nero e, in generale, a tutto il settore immobiliare.

Questo dopo che, infatti, gli ultimissimi dati dell’Istituto Nazionale di Statistica (Istat), riferiti al terzo trimestre del 2010, hanno messo in evidenza una discesa sia delle compravendite immobiliari, sia delle richieste di mutuo. Ebbene, al riguardo secondo Paolo Righi, il Presidente della Fiaip, Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali, la cedolare secca potrà garantire il ritorno agli investimenti da parte dei piccoli proprietari di immobili anche con il fine della locazione.

Bonus affitto: Bando per i giovani a Napoli

E’ ancora aperto, anche se per pochi giorni, nel Comune di Napoli, un importante Bando per i giovani, di età compresa tra i 18 ed i 35 anni, al fine di poter ottenere, per il pagamento del canone di locazione, un contributo pari a ben due mila euro. Possono partecipare al Bando, fino al prossimo 14 febbraio 2011, i giovani titolari di un contratto di locazione, regolarmente registrato, per immobili che si trovano nel Comune di Napoli.

L’accesso alla misura è inoltre possibile anche da parte dei giovani che intendono prendere casa in affitto, sempre nel Comune di Napoli, e sempre con un contratto regolarmente registrato, a patto però che l’alloggio non appartenga ad un alloggio “ERP”, ovverosia di Edilizia Residenziale Pubblica. A fronte del rispetto della scadenza del Bando, che è quella delle ore 12 di lunedì prossimo, 14 febbraio 2011, le domande di partecipazione al Bando possono essere presentate solo ed esclusivamente online dal “Portale Metropolitano Multicanale“, ovverosia dal sito Internet dei servizi del Comune di Napoli seguendo le istruzioni indicate.

Piano Casa: Governo punta al suo rilancio

Rilanciare il “Piano Casa“. E’ questa una delle misure annunciate ieri dal Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso di un’intervista alle reti Rai, ed in particolare nel corso del Tg1 della sera. Il Premier, in particolare, punta, così come ha detto, a “dare una scossa all’economia“, e di certo il settore dell’immobiliare e dell’edilizia in tal senso è trainante nel nostro Paese.

D’altronde i risultati sinora ottenuti dal Piano Casa non sono stati esaltanti per diverse ragioni, salvo qualche eccezione a livello regionale. Innanzitutto il Piano Casa delle Regioni non è stato approvato con tempistiche uniformi; inoltre, le Leggi di adozione del Piano Casa nazionale non sempre hanno permesso una semplificazione della burocrazia a carico delle imprese e delle cooperative edilizie, ragion per cui, anche per le famiglie che, nel rispetto dei requisiti, hanno deciso di ampliare gli immobili, l’iter non è stato facile. Il Piano Casa è stato approvato nella fase peggiore per il ciclo economico, ragion per cui i soldi in circolazione, e quindi, gli investimenti, non erano quelli che magari ci sono adesso che un po’ di ripresa la stiamo vedendo.

Case popolari Milano: accordo tra Aler e Sindacati

Nei giorni scorsi a Milano l’Aler da un lato, ed i Sindacati degli Inquilini e degli Assegnatari dall’altro, hanno siglato un importante accordo inerente le case popolari. A darne notizia è il Sicet nel precisare come l’accordo verta sia sulla determinazione degli affitti, sia sul fondo sociale nelle case popolari.

Nel dettaglio, l’accordo, a favore di ben 53 mila famiglie, prevede che dall’anno 2011 all’anno 2013 saranno risparmiati all’incirca ben 10 milioni di euro tra affitti e spese a fronte di altri 20 milioni di euro che, in accordo con quanto messo in risalto proprio dal Sicet, Sindacato Inquilini Casa e Territorio, erano stati ottenuti con il precedente accordo tra le parti. L’intesa, nel dettaglio, mira sia ad un abbattimento dei costi legati alle spese di riscaldamento, sia al venire incontro ai problemi delle famiglie legati alla morosità incolpevole causata da condizioni di basso reddito.

Cedolare secca: Sunia, doppia aliquota non basta

E’ lungo e tortuoso il percorso che porterà all’introduzione nel nostro Paese della cosiddetta cedolare secca sugli affitti, ovverosia l’imposta sostitutiva sui redditi da locazione percepiti dai proprietari di immobili. In teoria il regime opzionale della cedolare secca sarebbe dovuto già entrare in vigore, ma la sua approvazione, all’interno del federalismo fiscale municipale, è ancora “subordinata” ai lavori della Camera ed al via libera da parte del Parlamento. Agli inizi, nei mesi scorsi, si era pensato di introdurre un’aliquota unica; poi ne sono spuntate due, una al 20% e l’altra al 23%.

Adesso dall’ultimissima revisione del Testo, in queste ore, emerge come le aliquote della cedolare secca saranno sempre due ma più basse e quindi più vantaggiose per i proprietari di immobili. Nel dettaglio, le “nuove” aliquote sono al 19% per i canoni di affitto a canone agevolato, ed al 21% per quelli sottoscritti sul mercato libero dei canoni di locazione.

Contratti affitto liberi e agevolati con la cedolare secca

Cedolare secca al 23% per i contratti di affitto liberi, ed al 20% per quelli agevolati, ovverosia quelli che in gergo vengono definiti come i contratti di affitto a canone concordato. E’ questo l’impianto, probabilmente definitivo, dell’imposta sostitutiva sui redditi da locazione che, rispetto alla tassazione attraverso l’Irpef presenta comunque dei vantaggi e dei svantaggi proprio in funzione del reddito dichiarato.

In accordo con una tabella pubblicata sul proprio sito Internet dalla Confedilizia, infatti, la cedolare secca al 23% per i contratti di affitto liberi conviene al posto della dichiarazione ai fini Irpef solo sopra redditi dichiarati sopra i 28 mila euro, e lo stesso dicasi anche per i contratti a canone agevolato. Il contratto di affitto sul mercato libero, lo ricordiamo, è quello con la formula “quattro anni più quattro“, mentre quello a canone cosiddetto concordato è un “tre anni più due“.