In Italia sta prendendo nuovamente piede il business basato sull’acquisto di una casa volta però all’affitto. E’ un tipo di mercato che sta aumentando notevolmente, un business che per molti è utilizzato come un vero e proprio lavoro, mentre altri lo sfruttano semplicemente per arrotondare lo stipendio.
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Gli italiani cambiano e passano dall’acquisto della casa all’affitto
L’Italia è uno dei Paesi europei dove è più alto il numero di proprietari di casa. Questo aspetto è di base culturale, con le persone che preferiscono avere almeno la prima casa di proprietà piuttosto che stare in affitto. Le condizioni degli ultimi anni possono però portare al cambiamento di questa situazione per diversi motivi. Tra questi, le difficoltà di accedere al credito, le tasse, la burocrazia e il lavoro non stabile.
Immobili in affitto come compilare il 730
I proprietari di immobili concessi in affitto durante il 2012 sono tenuti a inserire il risultato della locazione all’interno del modulo di dichiarazione dei redditi. Inoltre, quest’anno è prevista una riduzione del 15% (per il 2013, in dichiarazione 2014, verrà ridotta al 5%): vediamo quindi come compilare correttamente il nuovo modello 730 relativamente alla parte delle locazioni, sia che siano soggetti o meno a tassazione ordinaria, sia che siano soggetti a una mera locazione parziale.
Affitti in crisi: la ricetta per ripartire
La ricetta per rilanciare il mercato degli affitti italiani è nella mente di Corrado Sforza Fogliani. Il presidente di Confedilizia ha infatti lanciato un appello al governo degli italiani affinchè metta a punto un’agenda per la crescita che contenga anche dei provvedimenti significativi che non trascurino il problema dell’immobiliare. “L’autunno non ci può cogliere impreparati, la caduta delle compravendite e dei mutui va considerata con grande attenzione per i conseguenti effetti sociali” – ha dichiarato Sforza Fogliani.
Domande di affitto in crescita dal ceto medio
Anche il ceto medio è costretto a preferire l’affitto piuttosto che l’acquisto. Ad occuparsi del deragliamento di una fascia piuttosto ampia di popolazione italiana, tagliata pressochè fuori dalle possibilità di poter avere accesso alla tanto desiderata operazione di compravendita immobiliare, è Affari Italiani, secondo cui i prezzi delle case in Italia sono ancora alti e che – riporta anche Confindustria – sarebbe necessaria una diminuzione del 7 per cento delle quotazioni per poter arrivare a livelli di “normalità”.
Caro affitti provoca rischio chiusura negozi
Secondo quanto affermato pochi giorni fa dall’Associazione Artigiani e Piccole Imprese di Mestre, entro la fine del 2012 ben 150 mila negozi e botteghe artigianali potrebbero chiudere i propri esercizi. La ragione è riconducibile al caro – locazioni, fenomeno che nei centri storici delle principali città italiane ha assunto contorni davvero preoccupanti.
Terremoto Emilia: cresce la richiesta di case in affitto
Come avevamo preannunciato poche settimane fa, il terremoto in Emilia Romagna ha spinto immediatamente il mercato immobiliare locale verso un’evoluzione prevedibile, che ha nella richiesta incrementante di case in affitto il suo aspetto esteriore più visibile. Il terremoto ha infatti spinto un cresce numero di persone a domandare in locazione un immobile, con un’imennata nelle zone montane, dove evidentemente si teme che vi siano meno pericoli conseguenti al sisma.
Ma quale è il profilo dei richiedenti case in affitto in questo triste scenario? “Sono generalmente famiglie con bambini e anziani a ricercare una sistemazione” – afferma Anama – Confesercenti Modena, il sindacato degli agenti immobiliari, come riportato dal quotidiano Modena Online – “Faremo il possibile per andare incontro alle richieste, come del resto vigileremo affinchè non si consumi alcun tipo di speculazione ai danni di persone già gravemente provate dagli eventi sismici dei giorni scorsi”.
Affitto in condivisione per superare la crisi
L’affitto in condivisione, pur non certo novità all’interno del panorama immobiliare italiano, sta diventando una soluzione di crescente utilizzo per cercare di arginare gli effetti negativi dell’attuale lunga ondata di difficoltà. Condividere la casa in affitto è cosa ben nota tra studenti e amici, e non è pertanto una sorpresa leggere il moltiplicarsi di annunci che chiedono di poter contrarre congiuntamente degli accordi di locazione.
Meno frequente era invece, fino a poco tempo fa, leggere la necessità – da parte di sconosciuti – di condividere l’affitto per motivi di lavoro fuori sede o di semplice vita quotidiana. Negli ultimi mesi si è assistita ad una moltiplicazione di annunci in materia, favoriti anche dalla nascita di nuovi portali specialistici e di nuove applicazioni dedicate, che puntano a migliorare l’approccio con la condivisione dell’affitto.
Legacoop, un’immobiliare per le cooperative sociali
Novità nell’immobiliare per Legacoop che nei giorni scorsi ha deciso di dare vita a un’immobiliare per rafforzare la crescita delle cooperative sociali. Si tratta della Sis, la Società immobiliare per le cooperative sociali, nata a Bologna da tre strutture finanziarie di Legacoop: Coopfond, CCFS e Cooperare oltre a venti imprese nazionali del settore. La nuova nata di Legacoop è una società che acquisirà o realizzerà immobili necessari allo sviluppo delle attività e lo farà per conto delle cooperative sociali. Ma qual è la ragione che ha spinto la cooperazione a questa decisione? In realtà, il mondo della cooperazione stava già da tempo discutendo al suo interno sull’opportunità di risolvere un problema. Da un lato, infatti, gestione e costruzione della struttura entro cui erogare i servizi sono a loro carico. Dall’altro lato, però, solo per un esiguo numero di cooperative sociali sono a portata di mano le risorse finanziarie necessarie a questo compito.
Offerta casa in affitto: come si muovono i prezzi
Il sito internet Immobiliare.it ha condotto un’analisi sull’incremento dei prezzi degli affitti nell’ultimo anno, rilevando come questi siano aumentati in media dell’1,5%. Ma a fronte di questo dato medio nel nostro Paese ci sono alcune città dove i prezzi sono aumentati molto di più, oppure hanno fatto registrare degli aumenti impercettibili. Ad esempio, a Reggio Emilia e a Napoli gli affitti sono aumentati negli ultimi dodici mesi di appena lo 0,2%; se invece poi passiamo in rassegna Roma, allora gli affitti sono aumentati dell’8,6%, così come a Milano ed Firenze c’è stato un incremento del 6,4%, ovverosia oltre quattro volte la media nazionale. Poi ci sono eccezioni come Palermo, dove i prezzi sono addirittura sotto di 5 punti percentuali rispetto al 2010, cosi come sono in discesa anno su anno di otto punti percentuali a Caserta ed a Bari. Per quanto riguarda invece la tipologia di contratto, sempre in base allo studio condotto dal Gruppo Immobiliare.it, in tutta Italia si preferisce quello standard, ovverosia la formula 4 anni più altri 4 rinnovabili.
Comprare casa in Italia: dove conviene
Per chi ha dei soldi da investire nel mattone, dove è più conveniente comprare casa in Italia? Ebbene, innanzitutto c’è da dire che, rispetto alle quotazioni del biennio 2006-2007, nel nostro Paese le quotazioni hanno subito, in media, un ridimensionamento dei prezzi legato sia alla crisi finanziaria ed economica, sia alla conseguente caduta dei redditi e degli investimenti. I prezzi delle case sono così decisamente più appetibili rispetto al passato, con le quotazioni che, tra l’altro, nelle aree del centro di molte città italiane hanno invertito la rotta e, quindi, stanno di nuovo salendo. E allora, tendendo conto, sul territorio, del reddito delle famiglie, dei prezzi degli immobili, ma anche delle tasse, dove il bene casa in Italia è più accessibile?
Case in affitto Milano: Salone del Mobile, prezzi quadruplicano
Il Salone del Mobile, a Milano, è una buona occasione, per i proprietari di immobili, per fare affari con gli affitti. Per la settimana in cui si tiene l’evento, infatti, si registra un vero e proprio boom di case con forti richieste, in particolare, di bilocali e di monolocali che hanno raggiunto dei prezzi da capogiro in prossimità di quelle aree adiacenti all’importante manifestazione. A rilevare questa tendenza è stato il Portale Casa.it che con un’indagine ha altresì constatato come siano molti i milanesi che, per i migliaia di turisti e di operatori del settore, stanno mettendo loro a disposizione la propria casa. E così su Milano le quotazioni settimanali degli affitti hanno raggiunto prezzi molto alti, anche fino a quattro volte il normale; ad esempio, Casa.it riporta come nelle zone più calde della manifestazione, per una settimana, si arrivi a chiedere per l’affitto di un bilocale anche 1.200 euro quando con gli stessi soldi di norma lo si affitta per un mese.
Investimenti immobiliari trainati dalla cedolare secca
Con l’approvazione del cosiddetto federalismo fiscale municipale, può entrare finalmente ed ufficialmente in vigore la cosiddetta cedolare secca sugli affitti, ovverosia l’imposta sostitutiva sui redditi da locazione di cui potranno fruire i proprietari di immobili al posto della tassazione ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef). Probabilmente la cedolare secca arriva al momento giusto per dare una spinta al mercato degli affitti, all’emersione degli affitti in nero e, in generale, a tutto il settore immobiliare.
Questo dopo che, infatti, gli ultimissimi dati dell’Istituto Nazionale di Statistica (Istat), riferiti al terzo trimestre del 2010, hanno messo in evidenza una discesa sia delle compravendite immobiliari, sia delle richieste di mutuo. Ebbene, al riguardo secondo Paolo Righi, il Presidente della Fiaip, Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali, la cedolare secca potrà garantire il ritorno agli investimenti da parte dei piccoli proprietari di immobili anche con il fine della locazione.
Contratti affitto liberi e agevolati con la cedolare secca
Cedolare secca al 23% per i contratti di affitto liberi, ed al 20% per quelli agevolati, ovverosia quelli che in gergo vengono definiti come i contratti di affitto a canone concordato. E’ questo l’impianto, probabilmente definitivo, dell’imposta sostitutiva sui redditi da locazione che, rispetto alla tassazione attraverso l’Irpef presenta comunque dei vantaggi e dei svantaggi proprio in funzione del reddito dichiarato.
In accordo con una tabella pubblicata sul proprio sito Internet dalla Confedilizia, infatti, la cedolare secca al 23% per i contratti di affitto liberi conviene al posto della dichiarazione ai fini Irpef solo sopra redditi dichiarati sopra i 28 mila euro, e lo stesso dicasi anche per i contratti a canone agevolato. Il contratto di affitto sul mercato libero, lo ricordiamo, è quello con la formula “quattro anni più quattro“, mentre quello a canone cosiddetto concordato è un “tre anni più due“.