affitto in nero

Cedolare secca affitti: i diritti degli inquilini

 Con l’entrata in vigore della cedolare secca sugli affitti, ovverosia l’imposta sostitutiva sui redditi da locazione, ad avere vantaggi di natura fiscale, spesso rilevanti in proporzione al reddito dichiarato, sono i proprietari facoltosi di immobili, mentre per gli inquilini i vantaggi sono pressoché nulli. E’ questa, in estrema sintesi, la posizione, più volte ribadita, del Sunia, il Sindacato Unitario Inquilini ed Assegnatari che in tempi non sospetti ha bollato la misura della cedolare secca come un vero e proprio regalo alla proprietà immobiliare. Nei giorni scorsi, intanto, è scaduta la “finestra” di due mesi concessa dal Fisco per rinnovare i contratti di locazione in scadenza e optare per la scelta o meno del nuovo regime di imposta.

Redditi da fabbricati: Agenzia delle Entrate, partono i controlli

 Giro di vite dell’Agenzia delle Entrate sui redditi da fabbricati, ed in particolare su quelli da affitto relativi all’anno 2006. A darne notizia con una nota ufficiale è stata nella giornata di ieri, lunedì 2 maggio 2011, l’Amministrazione finanziaria dello Stato nel sottolineare come a fronte di questa “stretta” le parole d’ordine che definiscono la campagna di controlli siano quelle della delocalizzazione da un lato, e dell’assistenza mirata dall’altro. Ad occuparsi di questi controlli è il Centro operativo di Pescara, ed al riguardo già da ieri il Fisco ha provveduto a notificare ai diretti interessati i relativi avvisi di accertamento parziale. I destinatari sono chiaramente i proprietari di immobili che li hanno affittati a valere sull’anno sopra citato, e per i quali il sistema automatizzato ha rilevato delle incongruità.

Cedolare secca affitti: Sunia a tutela degli inquilini

 Da giovedì scorso, 7 aprile 2011, in Italia è ufficialmente entrata in vigore l’imposta sostitutiva sui redditi da locazione, ovverosia la cosiddetta cedolare secca. Il Sunia, Sindacato Unitario Inquilini ed Assegnatari, ha più volte bollato il nuovo regime come una norma sbagliata, un vero e proprio regalo alla proprietà immobiliare senza alcun vantaggio o contropartita per l’inquilino. Il risparmio fiscale a favore dei proprietari di immobili, secondo il Sunia, non si potrà infatti tradurre in una qualche forma di aiuto per gli inquilini in difficoltà visto che i prezzi degli affitti non scenderanno. Insomma, denuncia il Sindacato Unitario Inquilini ed Assegnatari, quello della cedolare secca sugli affitti è un provvedimento iniquo che non risolve un’emergenza abitativa rappresentata dai 150 mila sfratti per morosità degli ultimi tre anni; e senza un cambio di rotta il Sunia, purtroppo, ne stima altri 200 mila da qui ai prossimi tre anni.

Investimenti immobiliari trainati dalla cedolare secca

Con l’approvazione del cosiddetto federalismo fiscale municipale, può entrare finalmente ed ufficialmente in vigore la cosiddetta cedolare secca sugli affitti, ovverosia l’imposta sostitutiva sui redditi da locazione di cui potranno fruire i proprietari di immobili al posto della tassazione ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef). Probabilmente la cedolare secca arriva al momento giusto per dare una spinta al mercato degli affitti, all’emersione degli affitti in nero e, in generale, a tutto il settore immobiliare.

Questo dopo che, infatti, gli ultimissimi dati dell’Istituto Nazionale di Statistica (Istat), riferiti al terzo trimestre del 2010, hanno messo in evidenza una discesa sia delle compravendite immobiliari, sia delle richieste di mutuo. Ebbene, al riguardo secondo Paolo Righi, il Presidente della Fiaip, Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali, la cedolare secca potrà garantire il ritorno agli investimenti da parte dei piccoli proprietari di immobili anche con il fine della locazione.

Cedolare secca affitti 2011: un regalo da 1,5 miliardi di euro

Con il voto di fiducia alla Camera dei Deputati, nella giornata di ieri, del federalismo fiscale municipale, il Governo ha ufficialmente sancito alla proprietà immobiliare un regalo pari alla bellezza di 1,5 miliardi di euro. A ribadirlo è stato il Sunia, Sindacato Unitario Inquilini ed Assegnatari, visto che con il via libera al Decreto entra in vigore la misura agevolativa legata all’imposta sostitutiva sui redditi da locazione.

Stiamo parlando di quella che in gergo viene definita come la cedolare secca sugli affitti che, secondo il Sindacato Unitario Inquilini ed Assegnatari (Sunia), agevola i proprietari ma non offre alcuna contropartita agli inquilini che continueranno a pagare, specie nelle grandi città, canoni di locazione che oramai, a causa degli effetti nefasti della crisi finanziaria ed economica, sono insostenibili.

Sfratti 2011: sospesi fino a fine anno

 Via libera in Italia alla sospensione degli sfratti. A farlo presente è il Sicet dopo che il provvedimento di sospensione, inserito all’interno del Decreto Milleproroghe, fino al 31 dicembre 2011, è stato pubblicato nei giorni scorsi nella Gazzetta Ufficiale. La proroga sugli sfratti è valida in Italia in tutti i comuni capoluogo di provincia, in quelli cosiddetti ad alta tensione abitativa, e nei Comuni confinanti con i capoluoghi di provincia a patto che la popolazione sia pari ad almeno 10 mila abitanti.

Non tutti però possono fruire della proroga visto che devono essere rispettati opportuni requisiti; innanzitutto, il reddito annuo complessivo della famiglia sotto sfratto, al lordo, non deve essere superiore al livello dei 27 mila euro. Inoltre, il nucleo familiare non deve essere proprietario di immobili adeguati per uso residenziale, e deve avere figli fiscalmente a carico, oppure devono essere presenti in famiglia portatori di handicap con un’invalidità pari ad almeno il 66%, malati terminali o componenti del nucleo familiare con un’età superiore ai 65 anni.

Cedolare secca affitti: iniqua senza detrazioni per l’inquilino

Nel nostro Paese gli sfratti a causa della morosità incolpevole sono purtroppo in aumento. Questo perché la crisi ha lasciato il segno sui redditi di decine di migliaia di famiglie che vivono in affitto, ragion per cui sarebbero necessari su larga scala, ovverosia a livello nazionale, magari con un provvedimento dell’attuale Governo in carica, interventi finalizzati a contrastare quella che oramai è diventata una vera e propria emergenza.

Nonostante questa grave situazione, il Sunia, Sindacato Unitario Inquilini ed Assegnatari, è intervenuto nuovamente con un comunicato ufficiale sottolineando come il Governo stia regalando, sostanzialmente a scatola chiusa, alcuni miliardi di euro ai proprietari degli immobili attraverso l’introduzione della cosiddetta cedolare secca; questo avverrà senza alcun beneficio per gli inquilini visto che secondo il Sunia l’impianto della cedolare è tale che i prezzi degli affitti non caleranno.

Cedolare secca: Sunia, doppia aliquota non basta

E’ lungo e tortuoso il percorso che porterà all’introduzione nel nostro Paese della cosiddetta cedolare secca sugli affitti, ovverosia l’imposta sostitutiva sui redditi da locazione percepiti dai proprietari di immobili. In teoria il regime opzionale della cedolare secca sarebbe dovuto già entrare in vigore, ma la sua approvazione, all’interno del federalismo fiscale municipale, è ancora “subordinata” ai lavori della Camera ed al via libera da parte del Parlamento. Agli inizi, nei mesi scorsi, si era pensato di introdurre un’aliquota unica; poi ne sono spuntate due, una al 20% e l’altra al 23%.

Adesso dall’ultimissima revisione del Testo, in queste ore, emerge come le aliquote della cedolare secca saranno sempre due ma più basse e quindi più vantaggiose per i proprietari di immobili. Nel dettaglio, le “nuove” aliquote sono al 19% per i canoni di affitto a canone agevolato, ed al 21% per quelli sottoscritti sul mercato libero dei canoni di locazione.

Contratti affitto liberi e agevolati con la cedolare secca

Cedolare secca al 23% per i contratti di affitto liberi, ed al 20% per quelli agevolati, ovverosia quelli che in gergo vengono definiti come i contratti di affitto a canone concordato. E’ questo l’impianto, probabilmente definitivo, dell’imposta sostitutiva sui redditi da locazione che, rispetto alla tassazione attraverso l’Irpef presenta comunque dei vantaggi e dei svantaggi proprio in funzione del reddito dichiarato.

In accordo con una tabella pubblicata sul proprio sito Internet dalla Confedilizia, infatti, la cedolare secca al 23% per i contratti di affitto liberi conviene al posto della dichiarazione ai fini Irpef solo sopra redditi dichiarati sopra i 28 mila euro, e lo stesso dicasi anche per i contratti a canone agevolato. Il contratto di affitto sul mercato libero, lo ricordiamo, è quello con la formula “quattro anni più quattro“, mentre quello a canone cosiddetto concordato è un “tre anni più due“.

Sfratti per finita locazione: proroga 2011

 La proroga sugli sfratti per finita locazione è arrivata. La misura, infatti, è finalmente arrivata in Consiglio dei Ministri, ma secondo la Cgil occorre fare di più, ed in particolare intervenire allargando la platea a tutela di migliaia di famiglie sulle quali nel nostro Paese incombono gli sfratti per morosità. Questo perché tantissime famiglie a causa dei licenziamenti e della cassa integrazione hanno subito un calo dei redditi tale da non poter più far fronte mensilmente al pagamento dell’affitto.

Il provvedimento approvato dal Governo sulla proroga degli sfratti al 31 dicembre del 2011, infatti, riguarda solamente alcune categorie sociali quando invece la condizione abitativa purtroppo nel nostro Paese continua a peggiorare visto che l’andamento dell’occupazione non ha fatto registrare quei segnali di inversione di tendenza che i più ottimisti s’attendevano.

Cedolare secca affitti: tutte le info in una tabella

 Il Governo ci sta ancora lavorando, ma a breve, salvo clamorose sorprese, dovrebbe partire la cosiddetta cedolare secca sugli affitti, ovverosia l’imposta sostitutiva sui redditi da locazione molto attesa dai proprietari di immobili. Ma come funziona tutto il meccanismo? Ebbene, al riguardo l’Ufficio Studi della Confedilizia ha pubblicato online una utile tabella che permette sia di fare chiarezza, sia di acquisire tutte le informazioni necessarie per applicare quello che sarà il nuovo regime fiscale opzionale sui redditi da locazione. Innanzitutto c’è da dire che al regime possono accedere solo le persone fisiche a fronte di locazioni per uso residenziale, ragion per cui sono esclusi dal regime i proprietari di immobili che affittano a soggetti che esercitano attività d’impresa, arti e professioni includendo anche gli enti non commerciali.

La cedolare secca, così come riporta la Confedilizia, va a sostituire tutte le seguenti imposte: l’Irpef e le relative addizionali regionali e comunali; l‘imposta di registro; l’imposta di bollo. Rispetto a quanto definito nei mesi scorsi, bisogna fare attenzione alle aliquote visto che sono due e non più una sola per tutti i contratti di locazione.

Decreto Milleproroghe senza proroga blocco sfratti

 Per chi vive in affitto, e rischia lo sfratto, il Decreto Milleproroghe, approvato nei giorni scorsi dal Governo, non ha portato di certo buone notizie. Il provvedimento, infatti, è stato licenziato dall’Esecutivo senza alcuna norma di proroga del blocco degli sfratti in scadenza per la fine del corrente anno, ragion per cui allo stato attuale il rischio è che a carico di molte famiglie, a partire da quelle più deboli dove ci sono anziani e persone diversamente abili, scattino le procedure esecutive. Secondo il sindacato inquilini della CISL, il Sicet, per voce del Segretario Generale, Guido Piran, trattasi di una scelta inspiegabile da parte del Governo visto che il blocco degli sfratti rappresenta una misura che a carico dello Stato non ha dei costi.

Quindi, la mancata proroga del blocco degli sfratti non può essere correlata alla situazione congiunturale e/o all’assenza di una copertura finanziaria, ragion per cui il Sicet auspica che in sede di approvazione parlamentare del Decreto Milleproroghe venga inserito un apposito emendamento che non solo sposti al 31 dicembre del 2011 l’esecutività degli sfratti, ma anche che provveda ad allargare le tutele in merito alla morosità incolpevole.

Case famiglie: condizione abitativa peggiora in Italia

 Per l’anno in corso in Italia sono state presentate, per l’accesso al fondo di sostegno al pagamento dei canoni di locazione, da parte delle famiglie, ben 400 mila domande. A mettere in risalto questo dato preoccupante è stata la CGIL ed il Sunia, Sindacato Unitario degli Inquilini e degli Assegnatari,  nel sottolineare come purtroppo la condizione abitativa in Italia non stia facendo altro che peggiorare.

E tutta colpa della crisi finanziaria ed economica che ha lasciato il segno sull’economia reale e sui redditi delle famiglie, ma secondo il Sindacato anche l’attuale Governo sta facendo la sua parte non mettendo a punto dei provvedimenti incisivi. Le previsioni, inoltre, parlano di altre 150 mila famiglie che, da qui ai prossimi cinque anni, rischiano di essere sfrattate per morosità, ovverosia per impossibilità a livello economico di poter onorare mese dopo mese il pagamento del canone di affitto.

Edilizia abitativa: Regione Puglia, via libera ai finanziamenti

 Via libera, nella Regione Puglia, ai finanziamenti che, nell’ambito del piano nazionale di edilizia abitativa, permetteranno di poter destinare gli alloggi alle famiglie sfrattate. A darne notizia è stato l’Assessore Barbanente dopo che la Giunta della Regione Puglia ha approvato lo specifico programma regionale a sostegno dell’edilizia abitativa con finanziamenti per alloggi da destinare alle famiglie sotto sfratto per un controvalore complessivo degli stanziamenti pari a poco meno di 16,8 milioni di euro.

Questa, in accordo con quanto riporta il sito Internet della Regione Puglia, è la ripartizione dei fondi: 3 milioni di euro per Barletta, 4,4 milioni di euro a Foggia, a Borgo Croci, 5,5 milioni di euro al quartiere Paolo VI di Taranto, e 3,8 milioni di euro circa a Bari, frazione Carbonara.