ricerca case in affitto

Cedolare secca affitti: tutte le info in una tabella

 Il Governo ci sta ancora lavorando, ma a breve, salvo clamorose sorprese, dovrebbe partire la cosiddetta cedolare secca sugli affitti, ovverosia l’imposta sostitutiva sui redditi da locazione molto attesa dai proprietari di immobili. Ma come funziona tutto il meccanismo? Ebbene, al riguardo l’Ufficio Studi della Confedilizia ha pubblicato online una utile tabella che permette sia di fare chiarezza, sia di acquisire tutte le informazioni necessarie per applicare quello che sarà il nuovo regime fiscale opzionale sui redditi da locazione. Innanzitutto c’è da dire che al regime possono accedere solo le persone fisiche a fronte di locazioni per uso residenziale, ragion per cui sono esclusi dal regime i proprietari di immobili che affittano a soggetti che esercitano attività d’impresa, arti e professioni includendo anche gli enti non commerciali.

La cedolare secca, così come riporta la Confedilizia, va a sostituire tutte le seguenti imposte: l’Irpef e le relative addizionali regionali e comunali; l‘imposta di registro; l’imposta di bollo. Rispetto a quanto definito nei mesi scorsi, bisogna fare attenzione alle aliquote visto che sono due e non più una sola per tutti i contratti di locazione.

Edilizia abitativa: Regione Puglia, via libera ai finanziamenti

 Via libera, nella Regione Puglia, ai finanziamenti che, nell’ambito del piano nazionale di edilizia abitativa, permetteranno di poter destinare gli alloggi alle famiglie sfrattate. A darne notizia è stato l’Assessore Barbanente dopo che la Giunta della Regione Puglia ha approvato lo specifico programma regionale a sostegno dell’edilizia abitativa con finanziamenti per alloggi da destinare alle famiglie sotto sfratto per un controvalore complessivo degli stanziamenti pari a poco meno di 16,8 milioni di euro.

Questa, in accordo con quanto riporta il sito Internet della Regione Puglia, è la ripartizione dei fondi: 3 milioni di euro per Barletta, 4,4 milioni di euro a Foggia, a Borgo Croci, 5,5 milioni di euro al quartiere Paolo VI di Taranto, e 3,8 milioni di euro circa a Bari, frazione Carbonara.

Cedolare secca affitti 2011: sprint di fine anno

 Dopo una fase di calma piatta dal fronte della cedolare secca sugli affitti, l’imposta sostitutiva sui redditi da locazione sta facendo registrare un vero e proprio sprint di fine anno che potrebbe anche comportare l’entrata in vigore del nuovo regime opzionale a partire dall’1 gennaio del 2011. La novità, lo ricordiamo, potrà permettere ai proprietari di immobili di risparmiare sulle tasse in proporzione, per semplificare, al numero di unità immobiliari affittate; questo dovrebbe permettere, con un’imposta unica al 20%, l’emersione degli affitti in nero sebbene i Sindacati degli inquilini al riguardo nutrano grossi dubbi specie se si considera che i contratti di locazione standard, ai fini dell’applicazione dell’imposta al 20%, sono equiparati a quelli con il canone concordato.

I Sindacati degli inquilini, in particolare, hanno chiesto un’aliquota più bassa per i contratti a canone concordato in modo tale da permettere su tutto il territorio nazionale un abbassamento medio dei prezzi dei canoni di locazione che, specie nelle grandi città, hanno raggiunto livelli a dir poco stellari.

Fondo nazionale affitti: nuovo taglio delle risorse

 Le risorse statali a sostegno del Fondo nazionale affitti subiranno un altro taglio, l’ennesimo, al punto che per il 2014, in base alla Legge di Stabilità 2011, gli stanziamenti saranno pari ad appena 14,3 milioni di euro.

Questo è quanto con preoccupazione ha messo in risalto Angela Barbanente, Assessore all’Urbanistica della Regione Puglia, nel sottolineare come da un lato per il Fondo nazionale affitti si vada verso un taglio sia insostenibile, sia di proporzioni drammatiche, mentre dall’altro la cedolare secca al 20% andrà ad avvantaggiare i ricchi proprietari di case senza alcun vantaggio nell’incentivazione agli affitti calmierati rispetto a quelli, spesso stellari, sul mercato libero.

Casa affitto studenti: un salasso per i fuori sede

 Studiare fuori sede per un universitario in Italia è un salasso, con la voce relativa all’affitto che incide più di tutti. A rilevarlo è stato l’ONF, l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, precisando al riguardo come in un anno uno studente italiano fuori sede spenda quasi settemila euro in più rispetto ad uno studente che studia presso un Ateneo che si trova nel proprio Comune di residenza.

In particolare, uno studente fuori sede che affitta una casa per viverci singolarmente spende in media in un anno quasi cinquemila euro includendo anche le spese accessorie relative al riscaldamento, alle utenze di luce e gas ed al condominio, mentre se la cava con una spesa media di 3.756 euro se decide di convivere in casa con altri studenti.

Affitti in nero: Roma, mercato fiorente

 In materia di canoni di locazione è necessario che nel nostro Paese aumentino i controlli da parte delle Forze dell’Ordine, ma serve anche più collaborazione da parte degli studenti, i primi ad essere “coinvolti” nel grave e diffuso fenomeno degli affitti in nero.

Questo è quanto, in sintesi, sostiene Codici nel sottolineare come in città come Roma il mercato degli affitti in nero sia fiorente, e sia tale che uno studente, escludendo le spese accessorie come il gas, la luce ed il condominio, arrivi a pagare nella Capitale anche fino a mille euro al mese. In particolare, gli ultimissimi dati indicano che nel Lazio ci sono la bellezza di quasi 79 mila studenti fuori sede che frequentano gli Atenei, ma di certo buona parte di questi alloggiano in case “offerte” dai proprietari senza la stipula di un regolare contratto di locazione.

Cedolare secca affitti: pochi vantaggi per i piccoli proprietari

 Dopo tanto attendere, prima della pausa estiva il Governo ha approvato in materia di affitti l’introduzione del cosiddetto regime della cedolare secca. Sarà un regime fiscale che dal prossimo anno i proprietari in via facoltativa potranno andare ad applicare con possibili e potenziali benefici a livello di risparmio sulle tasse.

Ma il sistema introdotto dal Governo è equo oppure c’è uno squilibrio? Ebbene, secondo il Sicet lo squilibrio appare evidente visto che la cedolare secca così come è stata varata apporterà pochi benefici ai piccoli proprietari; il risparmio fiscale con la cedolare secca, rispetto al cumulo dei redditi da affitto con gli altri redditi ai fini Irpef, tende infatti ad aumentare in funzione dell’aumento dei redditi, ragion per cui più il proprietario di immobili è ricco, più alto sarà il risparmio fiscale conseguibile.

Casa: fondi Regione Emilia-Romagna per recupero alloggi pubblici

 La Regione Emilia-Romagna scende nuovamente in campo contro l’emergenza abitativa sul territorio annunciando lo stanziamento di nuovi fondi. A darne notizia è stato Gian Carlo Muzzarelli, l’Assessore alle Attività Produttive della Regione Emilia-Romagna, precisando al riguardo come, innanzitutto, l’Amministrazione regionale abbia messo sul piatto poco più di 8,33 milioni di euro con la finalità di recuperare il patrimonio immobiliare pubblico, ed in particolare gli alloggi che risultano essere sfitti. Inoltre, altri 0,4 milioni di euro di risorse sono stati stanziati per fronteggiare quella che a causa della crisi è sempre di più una emergenza un po’ in tutta Italia, ovverosia quella degli sfratti per morosità con picchi di emergenza nelle grandi città. Non a caso, i 400 mila euro sono destinati alle famiglie più povere che vivono in affitto a Bologna e che sono in gravi difficoltà economiche e, quindi, anche con il pagamento mensile del canone di locazione.

Affitti: Milano è tra le meno care in Europa

 Se affittare una casa a Milano, rispetto al resto d’Italia, comporta maggiori costi rispetto a tanti altri grandi centri del nostro Paese, lo stesso non dicasi se il confronto viene fatto con il resto d’Europa e con le altre grandi città del mondo. Al riguardo, infatti, la Camera di Commercio di Milano ha condotto un’indagine basandosi sugli ultimissimi dati, aggiornati allo scorso mese di dicembre,  dell’Economist Intelligence Unit. Ebbene, dall’elaborazione dell’Ente camerale è emerso che, su un totale di 32 grandi centri europei, Milano nella classifica delle città più care si trova solamente al 20-esimo posto. In ogni caso, rispetto alla stessa indagine condotta dalla Camera di Commercio di Milano lo scorso anno, il capoluogo lombardo perde qualche posizione in termini di convenienza, visto che in precedenza Milano si trovava al 22-esimo posto.

Affitti Milano: prezzi canoni locazione in ascesa

 I prezzi dei canoni di locazione nella città di Milano, con un +1,3% nel 2009, sono tornati a crescere. A rilevarlo è il Portale Idealista.it che, pur tuttavia, ha nello stesso tempo rilevato come i prezzi degli affitti siano invece scesi in città come Torino e Roma con un calo medio, rispettivamente, del 5% e del 4,1%. Nel complesso, il Portale specializzato negli annunci immobiliari ha riscontrato come molti proprietari di immobili, in virtù di una congiuntura che per le compravendite presenta una fase di ristagno, abbiano molto spesso preferito locare l’immobile, piuttosto che venderlo, in attesa di tempi migliori ed al fine, chiaramente, di non vendere l’immobile magari con un forte sconto rispetto al prezzo proposto in sede iniziale di trattativa. In ogni caso, l’ascesa dei prezzi degli affitti nel Comune di Milano non è stata omogenea, visto che a fronte dei canoni in rialzo ben oltre la media nel Centro, c’è stata una sensibile diminuzione nelle zone periferiche.

Manhattan, nuovo crollo negli affitti di appartamenti

Il broker Prudential Douglas Elliman Real Estate ha condotto un’analisi approfondita sulla situazione del mercato immobiliare ad uso abitativo di Manhattan, per ciò che concerne il segmento dei canoni di locazione degli appartamenti. Il responso non è stato per nulla positivo, e sarebbe in grado di dimostrare come la crisi occupazionale dell’area stia continuando a produrre degli effetti nocivi su una potenziale ripresa del settore.

Per Prudential Douglas Elliman Real Estate, infatti, gli affitti di appartamenti a Manhattan sono calati del 9,4% nel quarto trimestre dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2008, a causa della crisi recessiva che sta coinvolgendo Wall Street, con conseguente perdita di numerosi posti di lavoro nel settore finanziario, e non solo.

Per ciò che concerne i canoni di locazione percepiti dagli affittuari, la società ha riscontrato una stabilita per le tipologie di appartamento più richieste. Per quanto riguarda invece le transazioni di compravendita, i prezzi degli appartamenti hanno subito un decremento del 7,3% nel quarto periodo dell’anno, rispetto a quanto riscontrato nello stesso trimestre di un anno fa.