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Immobili Piemonte: vendita alloggi pubblici più agevole

 Nella Regione Piemonte la vendita di alloggi pubblici è diventata più agevole. Questo dopo che il Consiglio regionale, il 6 luglio scorso, ha approvato il collegato alla legge finanziaria 2011 che introduce grosse ed importanti novità in materia di cessione di quegli immobili che sono stati realizzati con i contributi pubblici, ed in generale a favore dell’edilizia sociale. Al riguardo, in accordo con quanto dichiarato dall’assessore all’Edilizia residenziale, nonché vicepresidente della Regione Piemonte, Ugo Cavallera, si potrà andare incontro a quelle famiglie che intendono acquistare un immobile pubblico nel quale, in qualità di assegnatari, ci vivono da molti anni. Le operazioni di cessione, cosa che di certo non guasta, permetteranno di dare ossigeno al Bilancio della Regione Piemonte che, di conseguenza, andrà a recuperare i contributi pubblici erogati negli anni precedenti.

Housing sociale: a Milano abitazioni ed ospitalità sono low cost

 L’housing sociale nel nostro Paese è diventato un vero e proprio “metodo Milano“. A dichiararlo è stato il Sindaco di Milano, Letizia Moratti, in concomitanza con l’inaugurazione del nuovo complesso “San Vittore“, costruito con criteri tale di restituire alla città sia servizi, sia spazi che sinora sul territorio milanese erano rimasti sottoutilizzati.

Nel capoluogo lombardo l’housing sociale permette di accedere alle abitazioni ed all’ospitalità con una formula “low cost” e con la possibilità, comunque, di garantire un mix abitativo che apre non solo alle famiglie meno abbienti, ma anche ai giovani ed a quelle famiglie del ceto medio che, anche a causa della crisi finanziaria ed economica, fanno fatica ad accedere all’offerta abitativa sul mercato libero.

Housing sociale: Regione Sardegna, partono i progetti pilota

 La Regione Sardegna, al fine di poter andare a far fronte sia al disagio, sia all’emergenza abitativa sul territorio sardo, ha annunciato d’essersi fatta promotrice di interventi pilota in materia di housing sociale; l’obiettivo, in particolare, è quello di andare ad incrementare sul territorio sardo l’offerta di alloggi di edilizia residenziale pubblica; il tutto andando però ad impiegare meno risorse a livello regionale rispetto a quelle occorrenti per le procedure ordinarie di finanziamento delle case “Erp“.

Gli interventi, nello specifico, mirano alla realizzazione di alloggi abitativi sociali che nell’ambito dell’edilizia si vadano ad affiancare a quelli privati. La prima fase del progetto pilota è stata avviata a seguito di un apposito avviso pubblico grazie al quale saranno raccolte le proposte di finanziamento.

Housing sociale: Fondo immobiliare etico in Emilia-Romagna

 Nella Regione Emilia-Romagna sei Fondazioni bancarie, la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, la Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, la Fondazione Carisbo, la Fondazione CR Piacenza e Vigevano, la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e la Fondazione Cassa di Risparmio di Forlì, insieme alla Regione Emilia-Romagna, stanno unendo le forze con l’obiettivo di creare, al fine di contrastare il disagio abitativo, un Fondo immobiliare etico.

A darne notizia è stata l’Amministrazione regionale nel sottolineare come al riguardo sia pronto un “Patto” avente una dote in grado di sviluppare progetti per ben 100 milioni di euro al fine di mettere a punto interventi abitativi in grado di dare slancio sul territorio all’housing sociale a favore delle fasce più deboli e svantaggiate della popolazione, partendo in particolare dagli studenti e dalle giovani coppie.

Immobili: in Italia ci sono cinque milioni di alloggi vuoti

 Nel nostro Paese, anche a causa, negli anni scorsi, di uno sviluppo edilizio superiore alla domanda di nuove abitazioni, ci sono al giorno d’oggi ben cinque milioni di alloggi vuoti. A mettere in risalto questo dato è il Sicet, Sindacato Inquilini Casa e Territorio, sottolineando come in questi anni si siano costruite case che, a chi ne ha di bisogno, ovverosia ai poveri ed alle famiglie in difficoltà, sono inutili in quanto fuori dalla portata delle loro tasche.

E mentre questi cinque milioni di alloggi rimangono tristemente sfitti, nel nostro Paese, sparse su tutto il territorio nazionale, ci sono decine di migliaia di famiglie che non riescono più a fa fronte al pagamento dell’affitto sul mercato privato, sempre più insostenibile, con la conseguenza del rischio sfratto che spesso, purtroppo, diventa reale.

Affitto appartamento: meno caro con la coabitazione

Per gli studenti universitari, specie quelli che frequentano gli Atenei del Nord e del Centro Italia, pensare di poter pagare gli studi e mantenersi lavorando nel weekend, o svolgendo anche un’attività part time, è oramai un miraggio. I costi per l’affitto di un alloggio o di un appartamento sono infatti oramai arrivati alle stelle; basti pensare, in accordo con le rilevazioni effettuate dal Portale specializzato Immobiliare.it, che a Milano per l’affitto di un monolocale ci vogliono oltre 800 euro al mese; a Roma ce ne vogliono ben  750, a Firenze poco più di 700 euro, ma se ci si sposta nella città di Venezia i prezzi addirittura lievitano fino a toccare gli 850 euro.

E allora gli studenti universitari, rispetto al passato, hanno maturato il bisogno della condivisione dell’appartamento e della coabitazione.