Il mercato immobiliare internazionale può ingolosire parecchio i cittadini che hanno desiderio di investire nel mattone ma non nello Stivale. Di fatto però oggi si leggono degli indizi di possibile bolle immobiliari. Ecco, secondo una ricognizione di Immobiliare.it, le città che sono maggiormente a rischio.
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Bolla immobiliare Regno Unito 2013?
Secondo alcuni esperti di quanto accade nel mercato immobiliare del Regno Unito nel corso del 2013, il pericolo di una nuova bolla immobiliare si starebbe aggirando oltre manica. Il settore immobiliare britannico inizia infatti a mostrare qualche segno di cedimento molto evidente e, stando alle analisi compiute da alcuni osservatori, non è escluso che il real estate della macro area possa dar seguito a importanti e sgradite novità.
Bolla immobiliare in Svizzera maggio 2013
Risalente a qualche mese fa, il nostro ultimo approfondimento sul mercato immobiliare svizzero puntava a sminuire parzialmente i rischi di formazione di una pericolosa bolla immobiliare. Da allora diverse settimane sono passate sotto i ponti, e i rischi sembrano essersi fatti sempre più insistenti. Cerchiamo allora di capire cosa sta accadendo al di là dei confini italiani, e se tali pericoli sono concreti nel breve termine, o ancora un’ipotesi lontana.
Nuovi sforzi per evitare bolla immobiliare cinese
Nonostante gli impegni profusi nel recente passato, in Cina vi è evidente necessità di applicare nuove misure per evitare l’esplosione di una drammatica bolla immobiliare. Sembra infatti che a spingere l’incremento della produzione interna lorda ben oltre qualsiasi parametro di pessimismo sia soprattutto il settore del mattone, “reo” di trainare buona parte dell’indotto economico locale e internazionale, e di essere in procinto di affrontare un brusco risveglio.
Sgonfiare la bolla immobiliare con mutui più rigidi
Anche in Canada, come nel resto del mondo (si dia per esempio un’occhiata all’esempio cinese), il modo più semplice per sgonfiare i prezzi delle case e sventare il pericolo di formazione della bolla immobiliare sembra essere quello di irrigidire le erogazioni dei mutui, andando in tal modo a scoraggiare gli indebitamenti finalizzati all’acquisto di immobili. Una mossa che sembra aver funzionato nel mercato nordamericano, con conseguente allontanamento di qualsiasi ventata speculativa.
Nuovi rischi bolla immobiliare Svizzera
Comparsi, sopiti, poi ancora riemersi e, quindi, mai azzerati del tutto. Sono i rischi derivanti dall’andamento dell’indice della bolla immobiliare UBS, che registra un leggero aumento, facendo correre qualche incubo agli investitori nel settore del mattone elvetico. C’è da dire, ad ogni modo, che i valori dell’indice rimangono ancora all’interno dei limiti di guardia: nessuna preoccupazione sul breve termine, dunque, ma solamente l’idea di dover comunque monitorare attentamente l’evoluzione del comparto.
Bolla immobiliare 2013?
Anche se i timori sembrano essere in parte sopiti, non è escluso che il 2013 possa condurre in ambito italiano una sgradita bolla immobiliare. Il 2012 ha d’altronde assistito a un arresto molto significativo delle compravendite, con diminuzioni che hanno toccato e superato il 20 per cento per tutti i principali comparti del mercato del mattone tricolore. Ma questo basta realmente per lanciare il timore di uno scoppio di una bolla immobiliare nel corso dei prossimi mesi?
Bolla immobiliare Germania aumentano i rischi
Aumentano ancora i rischi di una bolla immobiliare in Germania. Un rischio da evitare, per la maggiore economia dell’eurozona (e che noi avevamo anticipato oramai un mese fa in un nostro approfondimento), che rischierebbe – secondo quanto afferma la Bundesbank – di ritrovarsi senza appartamenti da concedere in locazione a prezzi sostenibili. L’istituto banchiere tedesco segnala infatti l’esplosione del costo degli affitti, con aumenti anche del 30 per cento rispetto agli odierni contratti. Crescente intanto il fabbisogno di alloggi: già 250 mila a fine novembre.
Bolla immobiliare Usa – Germania?
Negli ultimi giorni abbiamo visto quanto stiano tornando rilevanti i rischi di una bolla immobiliare in Svizzera. Tuttavia, secondo alcune osservazioni esperte, il problema di una bolla di settore potrebbe coinvolgere anche la Germania e gli Stati Uniti. Una situazione che è parzialmente inaspettata per Berlino e dintorni, e che invece sembra essere frutto di una più attendibile evoluzione nel mercato nordamericano, che ancora non si è totalmente ripreso dalla grave crisi economica che ha colpito gli States, appena usciti dalla recente tornata elettorale.
Rischio bolla immobiliare Svizzera
A distanza di qualche mese dal nostro ultimo focus in materia, torniamo ad occuparci dei rischi di una bolla immobiliare in territorio svizzero. Un rischio che – secondo quanto affermato dagli economisti di UBS, nel terzo trimestre si sarebbe fatto sempre più vivo. L’UBS Swiss Real Estate Bubble Index – l’indice che misura il pericolo di uno scoppio della bolla immobiliare nel territorio locale – si è infatti attestato a 1,02 punti, con una progressione di 0,20 punti rispetto ai tre mesi precedenti: un incremento “significativo” che riflette un ulteriore aumento degli squilibri che caratterizzano il mercato immobiliare residenziale, scrive la banca in un comunicato odierno.
Hong Kong di nuovo a rischio bolla immobiliare
I timori di un’esplosione della bolla immobiliare non sembrano voler lasciare i confini cinesi. Anzi, a ben guardare quanto elaborato nello speciale curato da Casa24 nella sua edizione online del 13 settembre (il magazine de Il Sole 24 Ore che cura gli approfondimenti sul real estate locale e internazionale), le preoccupazioni sembrano ora concentrarsi prevalentemente sulla più nota regione speciale, Hong Kong. Ma perché il 2012 sta costituendo il ritorno di tali timori?
Bolla immobiliare nessun rischio per l’Italia
In Italia non vi sarebbe alcun rischio per la formazione e lo scoppio di una bolla immobiliare di natura speculativa. L’affermazione arriva dal presidente dell’Associazione nazionale costruttori edili (Ance), Paolo Buzzetti, che tende in questo modo a rassicurare gli operatori su quanto potrebbe accadere all’interno del mercato immobiliare nazionale, smentendo chiaramente e in modo univoco tutte le paure che negli ultimi giorni erano state manifestate sul probabile scoppio di una bolla immobiliare nella Penisola e in altri Paesi europei.
Bolla immobiliare Cina nuovi allarmi
Sembravano definitivamente sgonfiati, i timori dello scoppio di una bolla immobiliare cinese, in conseguenza dei nuovi interventi congiunti da parte di governo e istituzioni monetarie. Eppure, gli ultimi dati provenienti da Pechino non sembrano remare nella giusta direzione, alimentando nuove speculazioni sulla presunta incontrollabilità del real estate nazionale. I timori di un crac immobiliare rimangono comunque molto ridotti: la presenza statale in banche e imprese del settore dovrebbe garantire un’adeguata scialuppa di salvataggio.
Nessuna bolla immobiliare Germania
La “bolla immobiliare” che sta facendo tremare Grecia, Irlanda e Spagna, e che per lungo tempo ha posto seri dubbi anche all’interno dei confini svizzeri, non è presente in Germania. Ad esserne convinti sono gli analisti dell’agenzia di rating Fitch, secondo cui nel Paese non vi sarebbe alcun segnale di bolla immobiliare. Cerchiamo tuttavia di comprendere in che modo gli analisti dell’agenzia sono giunti a una simile considerazione, e perché l’immobiliare tedesco dovrebbe essere differente da quello degli altri mercati internazionali.