cantieri

Stati Uniti, buona ripresa delle attività dei cantieri

Secondo quanto riflette una stima compiuta dal Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti d’America, le attività di avvio di costruzioni di nuove proprietà immobiliari ad uso abitativo si sarebbero sviluppate con un buon ritmo durante il primo mese dell’anno.

Le nuove costruzioni sarebbero infatti cresciute – a detta del Dipartimento competente – di circa 15 punti percentuali nel mese di gennaio, rispetto al livello che lo stesso Dipartimento riuscì a riscontrate nello stesso periodo dell’anno precedente.

Il risultato, che ha sorpreso gran parte degli analisti locali, va comunque preso con le molle, visto e considerato che le determinanti in grado di nuocere allo sviluppo di questo comparto del real estate americano sono davvero tante.

Stati Uniti, freno oltre le stime dell’attività dei cantieri

Stando ai dati diffusi dal Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti, le attività dei cantieri americani avrebbero subito un rallentamento superiore a quello previsto dalle stime dei principali osservatori indipendenti che hanno avuto modo di esprimersi negli scorsi giorni.

Per quanto concerne i volumi annualizzati, le case in costruzione sarebbero pari a 519 mila, che rappresenta il livello più basso dal mese di aprile del 2009, in calo di 12 punti percentuali rispetto al mese di settembre, e meno delle stime che hanno anticipato, qualche giorno fa, la pubblicazione dal dato ufficiale.

Il dato che ha penalizzato maggiormente l’andamento della variabile è stato quello delle unità multifamiliari, storicamente l’elemento più volatile, che si è contratto del 44%; più contenuto il calo delle costruzioni unifamiliari, calato di 1,1 punti percentuali rispetto al periodo di confronto precedente.

Stati Uniti, attività dei cantieri in ripresa secondo Bloomberg

Secondo quanto riportano i dati pubblicati da Bloomberg, l’attività cantieristica delle società di costruzione negli Stati Uniti avrebbe subito un incremento durante il mese di agosto, per il secondo mese consecutivo, e segnalando pertanto una futura stabilizzazione dell’industria delle costruzioni ad uso abitativo, attualmente di poco sopra il minimo storico.

I dati forniti dalla società riferiscono infatti di un volume annualizzato di proprietà immobiliari ad uso abitativo in fase di costruzione pari a 550 mila unità, in crescita di 0,7 punti percentuali rispetto al mese di luglio, quando il volume stimato, annualizzato, fu pari a 546 mila unità.

Ad ogni modo, se i dati dovessero trovare conforto nel consolidamento ufficiale da parte delle autorità governative, si tratterebbe di uno sviluppo piuttosto tiepido, penalizzato da un tasso di disoccupazione ancora troppo elevato (più o meno il 9,5%) che sta inducendo al rallentamento ogni qualsiasi speranza di ripresa del mercato.

Canada, nuove case in costruzione in calo nel mese di giugno 2010

Le nuove case in fase di costruzione in Canada hanno raggiunto dei livello inferiori alle attese durante il mese di giugno, stando a quanto riportato dal periodico monitoraggio della Canada Mortgage and Housing Corp., i cui dati hanno deluso le principali analisi compiute dagli osservatori locali e internazionali del mercato immobiliare del Paese nordamericano, in fase di difficile ripresa dalla crisi.

Il report del Canada Mortgage and Housing Corp. ha infatti segnalato come il volume annualizzato di nuove case in costruzione abbia toccato le 189.300 unità durante il mese di giugno rispetto alle 195.300 unità riscontrate nel mese di maggio e le 205.900 unità del mese di aprile. Gli economisti di Bloomberg in precedenza avevano auspicato un livello dell’industria cantieristica pari a 190.300 unità.

Bob Dugan, chief economist della stessa Canada Mortgage and Housing Corp., ha commentato i dati quantitativi ricordando come il mercato immobiliare canadese abbia avuto un ottimo inizio di anno, ma abbia poi trovato evidenti difficoltà a mantenere gli stessi trend già al termine del primo trimestre.

Stati Uniti, nuovi cantieri in calo a 593 mila

Le società di costruzione hanno avviato un numero piuttosto basso di nuovi cantieri negli Stati Uniti durante il mese di maggio. Secondo gli analisti questo sarebbe un chiaro segno di come il mercato immobiliare sia stato drogato nel corso degli scorsi mesi dalla presenza del noto vantaggio fiscale di 8 mila dollari per gli acquirenti di una prima casa, e di come – senza tale supporto – sia impossibile ipotizzare una ripresa convinta delle attività.

Il bonus fiscale prevede infatti che i potenziali acquirenti di una prima casa effettuino una compravendita immobiliare di un’unità residenziale entro il 1 luglio 2010, a patto che essi abbiano concluso un precedente preliminare di compravendita (o un compromesso equivalente) entro il 30 aprile 2010.

Stati Uniti, picco di lavori nei cantieri

Secondo quanto riporta la stampa americana, nei cantieri locali i lavori starebbero seguendo dei ritmi sempre più stringenti, con turni di intensità raramente riscontrata nel corso degli ultimi tre anni. Il motivo è abbastanza semplice: è necessario infatti completare i lavori entro la fine del mese di giugno per permettere agli acquirenti di poter usufruire del noto beneficio fiscale pari a 8 mila dollari per le prime case.

Ricordiamo infatti che, per ravvivare il mercato immobiliare locale, l’amministrazione governativa Obama predispose un bonus di 8 mila dollari per gli acquirenti di una proprietà immobiliare da destinare come prima abitazione. Il requisito era tuttavia quello di siglare un contratto (anche preliminare di vendita) entro il 30 aprile, e formalizzare la transazione definitiva entro il 1 luglio del 2010.

Quanto sopra sta conducendo le società di costruzione americana ad accelerare i tempi di chiusura dei cantieri, affinchè lo sfruttamento del beneficio di cui sopra (che ha indotto, a sua volta, tantissimi acquirenti ad affrettarsi nella conclusione di un compromesso di vendita) non vada sprecato negli argini temporali della burocrazia.

Canada: crescono le concessioni edilizie, ma il merito è dello Stato

Le concessioni edilizie e di avvio cantiere in Canada sono cresciute in maniera totalmente inaspettata durante il mese di aprile. Il dato deve essere tuttavia letto in modo piuttosto approfondito, perchè solamente in tal senso è possibile rilevare una flessione nel segmento più indicativo (quello residenziale) e uno straordinario sviluppo di quello commerciale o, ancor più nel dettaglio, per scopi istituzionali.

Stando ai dati diffusi pochissimi giorni fa dall’Istituto Nazionale di Statistica, infatti, il valore complessivo dei nuovi progetti approvati dalle municipalità locali sarebbe cresciuto di 5,4 punti percentuali a circa 6,7 miliardi di dollari canadesi (pari, al cambio attuale, più o meno a 6,4 miliardi di dollari statunitensi). Gli economisti consultati da Bloomberg per la pubblicazione di un forecast “attendibile” prevedevano invece un declino del valore di 2 punti percentuali.

Come intuibile dalla nostra introduzione all’articolo, il merito di questo incremento è tuttavia attribuibile essenzialmente alla maggiore spesa immobiliare da parte dei governi locali e di quello centrale, che stanno impiegando crescenti risorse in nuovi edifici, come parte dell’applicazione del piano di stimoli che dovrebbe aiutare l’intero mercato immobiliare ad uscire dalla recente fase recessiva.

Stati Uniti, stime Bloomberg sulla cantieristica locale

Le società di costruzione immobiliare durante il mese di aprile 2010 dovrebbero aver dato il via al maggior volume di nuove realizzazioni abitative mai riscontrato dal 2008 ad oggi. Secondo la media delle rilevazioni di 76 economisti contattati da Bloomberg, infatti, l’avvio di nuovi lavori sarebbe ammontato ad un’entità annualizzata pari a 650 mila unità, in incremento di 3,8 punti percentuali rispetto al periodo di riferimento precedente.

L’incremento dell’attività cantieristica sembra principale figlia della rinnovata domanda del settore immobiliare, incentivata dalla previsione governativa di un incentivo di 8 mila dollari per gli acquirenti di una prima casa. Incentivo che, ricordiamo, è scaduto il 30 aprile 2010, e prevedeva che a tale data venisse firmato un preliminare di compravendita da formalizzarsi poi anche nei mesi successivi.

Con l’accresciuta domanda di acquisto di appartamenti (nuovi e usati), il numero di nuove unità abitative presenti sul mercato è sceso ai minimi livelli dal 1971, incoraggiando così le imprese di settore a dare il via a nuovi progetti di realizzazione immobiliare. Intanto, a marzo i prezzi alla produzione sono cresciuti dello 0,7%: un dato che, se affiancato a una prossima evoluzione del mercato del lavoro, potrebbe garantire qualche opinione positiva in più sul futuro a breve termine del real estate locale.

Repubblica Ceca, nuovi appartamenti in calo del 14,3%

Nel 2009, in Repubblica Ceca, sono stati avviati cantieri per la realizzazione di 37.319 appartamenti, con un calo su base annua pari al 14,3%. I dati sono stati diramati nel corso degli scorsi giorni in un report pubblicati dall’Istituto Nazionale di Statistica locale, e sarebbero in linea con le aspettative degli analisti, parte dei quali attendeva tuttavia una flessione su base annua di proporzioni inferiori.

Sempre secondo gli elementi riportati nel report ad opera dell’Istituto Nazionale di Statistica, inoltre, il valore complessivo dei nuovi edifici avviati nel corso dell’anno avrebbe subito un decremento ancor più significativo, pari al 26,4% rispetto al dato riscontrato durante l’anno precedente.

Ma quali sono le ragioni di questa contrazione nell’attività del settore delle costruzioni immobiliari? Gli osservatori locali non sembrano nutrire grandi dubbi, e – al di là della contribuzione offerta dai previsti cambiamenti nell’imposizione dell’IVA, che hanno di fatto indotto lo spostamento temporale di alcune operazioni – la motivazione principale sembra riconducibile all’effetto della grave crisi economica che ha colpito l’area.

Stati Uniti, cantieri per nuove case in crescita

Il Dipartimento del Commercio di Washington ha dichiarato che durante il mese di gennaio del 2010 il numero dei cantieri avviati per la realizzazione di nuove case sarebbero cresciuti a un livello superiore di quanto precedentemente annunciato da una stima preliminare: secondo gli osservatori, questo sarebbe l’ennesimo segnale dei positivi effetti generati dallo stimolo delle azioni governative finalizzate alla stabilizzazione del mercato immobiliare locale.

Stando ai dati del Dipartimento, infatti, durante il mese di gennaio del 2010 il volume delle nuove costruzioni avviate (annualizzato) sarebbe stato pari a 591 mila unità, con un incremento del 2,8% rispetto al mese di dicembre del 2009. Il risultato riscontrato dal Dipartimento sarebbe inoltre più elevato rispetto a quanto atteso dagli economisti americani, che non stimavano un volume annualizzato di nuove costruzioni superiori a 580 mila unità.

È altresì probabile che i volumi continuino a crescere nel corso dei prossimi mesi: il ritmo dell’espansione dipenderà tuttavia dalla durata dell’estensione ulteriore del supporto governativo, con i benefici fiscali a favore degli acquirenti di prima casa che sono già stati oggetto di rinvii dei termini finali, e che non è escluso possano essere nuovamente obiettivo di un altro rilancio, affinchè il mercato possa raggiungere la più completa stabilizzazione.

Canada, buona ripresa nell’attività cantieristica

Un report della Canada Mortgage and Housing Corp. di Ottawa sostiene che i lavori per la realizzazione di nuove unità immobiliari ad uso abitativo nel Paese nordamericano sarebbero cresciute ai massimi livelli da 15 mesi durante il mese di gennaio 2010, superando le stime che la maggioranza degli analisti – in particolar modo nell’area della British Columbia – avevano pubblicato poche settimane fa.

Rispetto al mese di dicembre, infatti, la crescita dell’attività cantieristica è stata piuttosto significativa, che con un volume annualizzato delle nuove unità abitative che si è sviluppato del 5,8%, toccando quota 186.300. Nel solo distretto urbano della British Columbia, l’incremento è invece stato addirittura del 20%, con un volume annualizzato di nuove unità immobiliari ad uso abitativo che ha toccato i 24.800.

Sulle cause di questa buona crescita delle attività immobiliari, gli analisti sembrano essere concordi. Un ruolo determinante è infatti stato svolto dal costo dei finanziamenti: i tassi di interesse sui finanziamenti immobiliari ipotecari sono infatti su livelli piuttosto bassi, incoraggiando l’indebitamento finalizzato all’esecuzione di operazioni di acquisto o di ristrutturazione di proprietà ad uso abitativo.

Giappone, dati di sintesi dell’immobiliare 2009

Il Ministero competente ha pubblicato un report piuttosto negativo sull’andamento del mercato immobiliare giapponese nel corso del recente 2009: il quadro che fuori esce dallo scenario tracciato dal governo nipponico è quanto meno disastroso, con un vero e proprio arresto delle operazioni di costruzione immobiliare da parte degli operatori del settore, evidentemente scoraggiati dalla crisi economica in atto.

Per avere un termine di paragone dell’attuale momento attraversato dal real estate dell’arcipelago, occorre tornare indietro nel tempo al 1964 quando, in pieno periodo olimpionico, il Giappone varò un piano di risanamento e di sviluppo del mercato immobiliare locale. Poi una lunga ripresa, che tuttavia si è arrestata in maniera significativamente brusca proprio nel corso di quello che verrà ricordato come un anno nero.

Nel corso del 2009, infatti, sono state messe le basi per la realizzazione di 788.410 unità immobiliari ad uso abitativo; si tratta di un ammontare complessivo inferiore del 27,9% rispetto a quanto conseguito lungo l’arco del 2008, e poco di più del record storico registrato nel lontano 1964, quando gli operatori del settore immobiliare aprirono cantieri per un totale di 751.429 appartamenti.

Costruzioni, la situazione USA a dicembre 2009

Un interessante report pubblicato nel corso dei giorni passati dal Dipartimento del Commercio di Washington evidenzia l’attuale scenario dell’industria delle costruzioni negli Stati Uniti d’America. Ciò che fuoriesce dall’analisi del Dipartimento è una situazione per certi versi contrastante, in grado di denotare una crescita per certi versi sorprendente delle richieste di costruzione, di fronte a un calo dell’avvio dei lavori nei cantieri già aperti.

I dati forniti dall’istituzione americana ci dicono infatti che nel mese di dicembre 2009 l’avvio dei lavori per la realizzazione di nuove proprietà immobiliari ad uso abitativo è calato oltre le attese, mentre le richieste alle autorità competenti in materia di concessione dei permessi edilizi sono cresciute.

Gli elementi di cui sopra solo parzialmente entrano tuttavia in contrasto: stando alle prime analisi pubblicate a corredo del report del Dipartimento, una causa determinante di questa differenza di trend tra l’avvio dei lavori nei cantieri già esistenti e la richiesta di apertura di nuovi cantieri potrebbe essere riconducibile al meteo, piuttosto inclemente nel corso del mese di dicembre, che avrebbe pertanto scoraggiato la messa in opera delle fondamenta, in attesa di un clima migliore.