Dopo anni di bolla immobiliare, la cosiddetta Burbuja del ladrillo, la bolla del mattone, la Spagna sceglie la linea dura per far ripartire l’economia e rilanciare il mercato immobiliare. Il problema infatti è costituito da quelle 800 mila case invendute che aspettano alla periferia delle grandi città e di Madrid in particolare, la cui sola presenza deprime ancora di più una economia che non riesce ad uscire dalla crisi.
case invendute
Abitazioni invendute 2011
Stando a quanto emerge da un recentissimo approfondimento curato da Scenari Immobiliari per il settimanale “Edilizia e Territorio” e riportato su il Sole 24 Ore, durante il 2011 sarebbero stati circa 130 mila gli alloggi invenduti da parte delle società di costruzione, tenendo in considerazione sia quelli già terminati, sia quelli già vendibili sulla carta. Un valore totale che il report definisce “consistente”, e che sarebbe pari a un quinto delle compravendite residenziali registrate nel 2011, con un trend in continuo aumento anche in questo inizio 2012.
A dichiarare quanto sia difficile l’attuale contesto è Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari, che stima che il tasso di assorbimento (cioè la percentuale di alloggi nuovi acquistati, rispetto a quelli complessivamente offerti sul mercato) segnali un fortissimo peggioramento. “Siamo passati da un tasso di assorbimento dell’80% nel 2007” – sostiene Breglia – “a un tasso del 50% misurato negli anni tra il 2008 e il 2012, per arrivare infine al 35% di oggi”.
Stati Uniti, fila sempre più grosse tra le case invendute
RealtyTrac ha appena pubblicato il proprio report trimestrale nel quale fa il punto sulla situazione delle case invendute negli Stati Uniti: i dati che emergono dall’analisi della società di consulenza americana sono abbastanza evidenti, e dimostrano come anche durante la parte finale del 2009, il volume delle case poste sul mercato e ancora prive di un proprietario sia ulteriormente incrementato rispetto alle già sostanziose basi di partenza.
RealtyTrac, infatti, sostiene che il tasso di case invendute presenti sul mercato sia salito dal 2,6% rilevato durante il terzo trimestre dello scorso anno, al 2,7% conseguito nell’ultima parte del 2009: in termini assoluti, questo significa che le case “vacanti” ammontano oggi a oltre 2,09 milioni di proprietà immobiliari, contro 1,99 milioni di unità rilevate nel precedente periodo di riferimento dell’indagine.
Per la società di consulenza, il dato sarebbe cresciuto in maniera così significativa a causa del determinante contributo dei pignoramenti di natura immobiliare, mai così elevati in passato. Stando alla stessa azienda californiana, nel 2009 vi sarebbero state ben 2,82 milioni di case ad essere oggetto di esecuzioni forzate, con la conseguenza di aver arricchito le fila delle proprietà immobiliari abitative offerte sul mercato.
Case invendute in crescita negli Stati Uniti
Le società di costruzioni degli Stati Uniti possono vantare un portafoglio di nuove case invendute sempre crescente; ma anche sul fronte delle case “usate”, le agenzie immobiliari americane devono loro malgrado registrare un forte incremento delle proprie disponibilità. E’ questo quanto emerge da un’analisi di settore compiuta in terra nordamericana, secondo cui durante il terzo trimestre del 2009 le case prive di un proprietario privato sarebbero aumentate a livelli quasi record nel recente passato.
Il report dimostra infatti come siano oggi più di 18 milioni e 800 mila unità le case che, negli Stati Uniti, risulterebbero non assegnate ad alcun inquilino proprietario.
Le cause sono facilmente riconducibili, in questo caso, alla crescita di pignoramenti compiuti su mutuatari insolventi, e al numero di nuove case vendute durante il mese di settembre, in contrazione oltre le attese degli analisti di mercato.