La revisione del catasto potrebbe far salire il valore degli immobili di più della metà, con punte pari anche al 60 per cento. Con i nuovi criteri di determinazione dei valori catastali, infatti, l’acquisto di immobili potrebbe diventare un investimento ancora più oneroso, poiché il testo della normativa prevede che il valore reale dell’immobile non sia più definito in base al numero di vani o ambienti in cui questo si presenta suddiviso, ma sulla sua effettiva superficie calcolata in metri quadrati.
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Immobiliare base ripresa economica Italia
Così come negli Stati Uniti, anche in Italia la ripresa del mercato immobiliare potrebbe fungere da traino per la ripartenza dell`economia del Paese. Ne parla la Fiaip, nel suo “Manifesto per il rilancio dell`immobiliare“, dove lancia alcune idee per far ripartire il real estate e rilanciare nuove politiche per lo sviluppo e la crescita del Paese. Un manifesto che verrà sottoposto alle principali forze in campo, affinchè possano coglierne utili spunti applicativi.
Riforma del catasto 2013
La Camera dei Deputati ha recentemente votato la fiducia sul disegno di legge contenente la delega fiscale, in grado di introdurre alcune importanti novità in materia catastale, al fine di porre le basi di un nuovo sistema di valutazione e di attribuzione di rendita agli immobili. Obiettivo ultimo è quello di evitare la rapida obsolescenza delle quotazioni immobiliari, contribuendo alla generazione di meccanismi di adeguamento automatico dei valori patrimoniali, assunti come base per il calcolo di rendite.
Software compilazione dati catastali
È disponibile da più di 10 giorni, sul sito internet dell’Agenzia del Territorio (agenziaterritorio.gov.it) la nuova versione del software da utilizzare per le dichiarazioni dei fabbricati di nuova costruzione, di quelli oggetto di interventi edilizi o di quelli rurali censiti al Catasto terreni. Già anticipata dalla circolare n. 2/T/2012 dello scorso 7 agosto da parte della stessa Agenzia, la nuova procedura va obbligatoriamente utilizzata in vista della prossima scadenza fissata per il 30 novembre 2012, entro la quale occorrerà comunicare i dati rurali.
Autocertificazione case rurali
L’Agenzia del Territorio, con comunicato previsto dal decreto ministeriale del 26 luglio 2012, che stabilisce le modalità di presentazione agli Uffici Provinciali, delle domande e delle autocertificazioni per l’inserimento negli atti catastali del requisito di ruralità, ci ricorda che scade il 1 ottobre (considerato che il 30 settembre è domenica) il termine per la presentazione delle domande per il riconoscimento della ruralità dei fabbricati già iscritti nel catasto urbano in categorie catastali diverse dalla A6 per le abitazioni e D10 per le costruzioni strumentali.
Anagrafe Immobiliare Integata Catasto
Ha preso il via in 117 Comuni una fase di attivazione sperimentale del servizio di consultazione integrata del Catasto. Un servizio che permetterà una più facile visualizzazione degli elementi informativi delle banche dati catastali e ipotecarie, in favore di 117 aree comunali individuate sulla base dell’attuale livello di integrazione delle banche dati. Ma vediamo cosa è l’Anagrafe Immobiliare Integrata e in che modo potrebbe migliorare l’efficienza degli uffici catastali.
Riforma del catasto: via i vani, ecco i metri quadri
Inizia a delinarsi con convinzione la riforma del catasto, il processo revisionale che dovrebbe condurre il governo a rivedere la base imponibile di applicazione dell’imposta municipale unica. Una riforma che lo stesso esecutivo ha tuttavia affermato di voler imporre con l’applicazione di un “saldo zero”. In sintesi, al contribuente medio italiano non dovrebbe cambiare granchè nella gestione della propria posizione con il fisco. Ma sarà vero?
Per il momento, infatti, è noto che l’adeguamento dei valori catastali avverrà con un controbilanciamento relativo alle minori aliquote IMU da applicare alle basi imponibili. Pertanto, incrementando il valore catastale, e diminuendo la percentuale sull’aliquota dell’imposta municipale unica, il risultato non dovrebbe subire alcun cambiamento rispetto alla situazione precedente alla rivlautazione del bene.
Consiglio di Stato, legittimo espropriare se i dati catastali non sono corretti
Procedere all’esproprio di immobili i cui dati catastali non sono riportati in modo corretto si può. E’ quanto hanno deciso i giudici del Consiglio di Stato con una sentenza recentemente depositata. E se proprio si vuole avere la certezza di non andare incontro a situazioni ambigue, non resta che procedere all’aggiornamento catastale. Il Consiglio di Stato era stato sollecitato a pronunciarsi su una decisione del Tar Lazio. I giudici di Palazzo Spada hanno precisato che l’individuazione non puntuale del frazionamento delle particelle catastali espropriate non può essere considerata come elemento che inficia la procedura espropriativa.
In quei casi in cui l’indicazione sbagliata degli estremi degli immobili non implica incertezze, ci si trova di fronte a semplici errori materiali, dati che possono essere corretti in qualsiasi momento.