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Immobiliare Usa: prezzi, situazione ancora incerta

 A distanza di oltre tre anni dallo scoppio, negli Stati Uniti, della bolla sui mutui subprime, la situazione per l’immobiliare Usa rimane incerta e, di conseguenza, anche la sostenibilità della crescita economica interna. Basti pensare che Robert Shiller, economista nonché membro del team che cura l’indice settoriale S&P/Case-Shiller, sostiene che rispetto alle quotazioni attuali negli Stati Uniti i prezzi degli immobili potrebbero ulteriormente scendere in media da un minimo del 15% ad un massimo del 25%.

D’altronde gli ultimissimi dati consolidati sull’immobiliare parlano chiaro: nello scorso mese di dicembre 2010, rispetto al mese precedente, il calo medio dei prezzi degli immobili è stato dell’1% con un andamento in controtendenza solamente a Washington.

Regno Unito, concessioni mutui in calo – ottobre 2010

Durante il mese di ottobre i finanziamenti immobiliari concessi nel Regno Unito sono calati, e principalmente nel segmento relativo ai mutui per acquisto di una casa, che hanno subito una contrazione pari a 2 punti percentuali.

Il numero dei finanziamenti concessi dagli istituti di credito locali per acquisto di una proprietà immobiliare ad uso abitativo hanno così toccato il livello minimo storico dal maggio del 2009, in calo di 18 punti percentuali rispetto all’ottobre 2009.

Per quanto riguarda il numero di finanziamenti per fasce di valore, una ricerca condotta da Chartered Surveyors sostiene che per acquistare case tra 126 mila sterline e 250 mila sterline (la maggior parte delle case britanniche hanno questo prezzo) sarebbero stati richiesti e concessi mutui per mezzo punto percentuale in meno rispetto allo scorso mese.

Stati Uniti, crescita delle erogazioni dei mutui a inizio novembre

La Mortgage Bankers Association ha affermato che il numero delle concessioni di finanziamenti immobiliari durante la prima settimana di novembre sarebbe cresciuta per la terza settimana consecutiva, spinta al rialzo da un buono sviluppo dei mutui per acquisto di una casa.

Stando ai dati MBA, infatti, il volume dei finanziamenti è cresciuto di 5,8 punti percentuali, con un incremento dei mutui per rifinanziamento di vecchi debiti pari a 6 punti percentuali, e una crescita dei mutui per acquisto casa pari a 5,5 punti percentuali.

I rifinanziamenti, come noto, continuano a crescere grazie agli allettanti tassi di interesse proposti dalle banche, che permangono su livelli di convenienza record, in attesa che i tassi di riferimento riprendano a crescere.

Stati Uniti, numero mutui ancora in calo negli USA – 24 set

Il numero dei mutui concessi negli Stati Uniti è calato ancora, durante la settimana terminata il 24 settembre (alla quale possiamo riferirci per dati consuntivi): l’indice MBA è infatti retrocesso di 0,8 punti percentuali, per il livello più basso degli ultimi due mesi, e per la quarta contrazione settimanale consecutiva registrata dall’istituto di monitoraggio.

A trascinare al ribasso il valore dell’indice sono stati soprattutto i rifinanziamenti, che nonostante un buon livello dei tassi di interesse – oramai su soglie prossime ai record storici – hanno subito un arresto a causa del basso valore delle proprietà immobiliari, che rendono difficoltosa tale transazione di sostituzione del mutuo.

A ciò occorre aggiungere un tasso di disoccupazione che sta tornando sui livelli massimi degli ultimi 26 anni, e che sta producendo persistenti conseguenze negative sullo scenario occupazionale con – tra gli altri – riflessi sul volume dei pignoramenti e sui prezzi delle case.

Stati Uniti, mutui in calo per la terza settimana

Le erogazioni di finanziamenti immobiliari negli Stati Uniti hanno subito un nuovo declino durante la scorsa settimana, portando la flessione delle concessioni di mutui da parte degli istituti di credito locali a una striscia negativa che dura da tre settimane.

La Mortgage Bankers Association ha infatti sostenuto che l’indice di riferimento per tale attività ha subito una contrazione di 1,4 punti percentuali nella settimana terminata il 17 settembre (l’ultima per la quale è possibile riportare una statistica consolidata), per il livello più basso dell’ultimo mese e mezzo, e penalizzato da un passo indietro del 3,3% dei mutui per acquisto, e dello 0,9% dei rifinanziamenti.

Secondo gli analisti, le determinanti principali che hanno condizionato il perseguimento di questo risultato vanno ricercati principalmente in un tasso di disoccupazione ancora ai massimi degli ultimi ventisei anni, e alla mancanza di incentivi da parte dello Stato, che possano rianimare il mercato immobiliare nordamericano.

Regno Unito, mutui in crescita a maggio

I finanziamenti immobiliari ipotecari concessi durante il mese di maggio in Regno Unito sono cresciuti lievemente. A sostenerlo è la Banca Centrale locale, che pubblica un panel aggiornato nel quale rileva che l’incremento delle concessioni di mutui ipotecari è dovuto principalmente al mantenimento degli stimoli (da 200 miliardi di sterline), programmati dalla stessa istituzione monetaria.

Dopo essersi presa parte del merito del lieve sviluppo del dato, la Banca ricorda che il numero di finanziamenti immobiliari ipotecari è stato pari a 51 mila unità durante il mese di maggio, contro le 48 mila unità del mese di aprile (incremento di 3 mila operazioni circa). Ad ogni modo, il mercato è ancora fortemente sottodimensionato, con qualche eccezione territoriale che presto esamineremo in questo post.

Il dato in leggera crescita relativo ai finanziamenti immobiliari non deve però far dimenticare le proporzioni del segmento in termini più ampi. Ricordiamo infatti come le attuali entità di erogazioni di mutui ipotecari siano circa la metà dei picchi riscontrati qualche anno fa, ai margini iniziali di una lunga crisi creditizia che ha fortemente penalizzato l’andamento dell’economia del Regno Unito.

Stati Uniti, erogazioni mutui in crescita del 18%

L’indice di riferimento in materia di concessioni di finanziamenti immobiliari da parte degli istituti di credito operanti nel territorio degli Stati Uniti ha misurato un incremento di 18 punti percentuali durante la settimana lavorativa terminata l’11 giugno. Uno sviluppo decisamente importante, tanto che la Mortgage Bankers’ Association, che cura tale monitoraggio, ha riscontrato in tale elemento dei record massimi recenti.

L’incremento rilevato dall’Associazione è infatti dovuto in grandissima parte al forte aumento che hanno avuto le operazioni di rifinanziamento, cresciute di 21 punti percentuali rispetto al periodo di confronto, contro un aumento di 7,3 punti percentuali delle operazioni di finanziamento a supporto di acquisti di proprietà immobiliari. Nella settimana lavorativa terminata il 4 giugno, le erogazioni di mutui erano in calo del 12,2%.

Le richieste di mutuo per acquisto di una prima casa sono tuttavia in fase di decelerazione. Questo fatto non ha sorpreso gli analisti, visto e considerato che il termine per usufruire del beneficio fiscale sta oramai esaurendo la propria spinta attrattiva; di conseguenza, pare ovvio che il mercato immobiliare statunitense non possa fare a meno di sostegni ulteriori se vuole riprendere quota nel breve termine.

Regno Unito, calano i mutui delle principali banche

Le concessioni di finanziamenti immobiliari da parte delle sei banche più grandi del Regno Unito sono calate a un livello minimo degli ultimi nove mesi a febbraio 2010: il numero di mutui ipotecari destinati all’acquisto di una casa sono infatti diminuiti a 48 mila unità rispetto ai 49 mila del mese di gennaio, stando a quanto affermato da un panel preliminare rilasciato negli scorsi giorni dalla Bank of England.

Secondo gli elementi diffusi dall’istituzione monetaria d’oltremanica, pertanto, la ripresa del mercato immobiliare nel segmento residenziale si starebbe rendendo sempre più complessa, prolungando i tempi di recupero rispetto ai livelli ante-crisi, e questo nonostante un livello dei tassi di interesse di riferimento ancora piuttosto conveniente se confrontato al recente periodo storico.

Nonostante sia diminuito il numero dei finanziamenti immobiliari concessi, è tuttavia incrementato il valore complessivo dei mutui deliberati: nel mese di febbraio sono infatti stati approvati finanziamenti per circa 5,6 miliardi di sterline, contro 5,1 miliardi di sterline disposti nel mese precedente.

Regno Unito, delibere mutui ai minimi da 8 mesi

Nel Regno Unito gli istituti di credito hanno approvato un quantitativo di mutui ipotecari mai così basso degli ultimi otto mesi. Si tratta di un passo indietro che ha sorpreso la maggioranza degli economisti, che pur attendendosi una contrazione nelle concessioni di finanziamenti immobiliari garantiti da parte delle banche britanniche, stimavano una contrazione nettamente inferiore rispetto a quella avvenuta nella realtà.

I dati sono stati pubblicati pochi giorni fa dalla massima istituzione monetaria locale, la Bank of England, secondo la quale gli istituti di credito del Regno Unito avrebbero approvato l’erogazione di 48.198 finanziamenti immobiliari ipotecari destinati all’acquisto di una proprietà ad uso abitativo, contro le oltre 58.200 unità approvate nel mese di dicembre, e stime medie degli analisti compresi tra i 49 mila mutui e i 51 mila mutui.

La Bank of England non ha mostrato grandi segni di sorpresa nel commentare questi dati, ricordando come il mercato immobiliare continuerà ad affrontare nuovi aggiustamenti in virtù delle differenti politiche creditizie assunte dalle singole banche britanniche, e come sia veramente difficile poter esprimere delle considerazioni sul futuro a breve termine dello scenario con un ragionevole grado di certezza.

Regno Unito, mutui ai massimi dal marzo 2008

La Bank of England comunica in un suo periodico report che le concessioni di finanziamenti fondiari nell’area del Regno Unito durante il mese di ottobre sono cresciute a un livello massimo da un anno a mezzo a questa parte: era infatti dal mese di marzo del 2008 che le approvazioni su richieste di mutui immobiliari non toccavano simili soglie.

Per gli analisti d’oltremanica, che hanno visto superate le proprie aspettative, questo sarebbe un chiaro segno di come l’economia locale stia lentamente uscendo dalla recessione nella quale è da tempo entrata, e di come il 2010 potrà probabilmente porsi come l’anno del rilancio per l’intero Regno Unito, soprattutto nella sua fase finale.

Stando ai dati della Bank of England, ad ogni modo, gli istituti di credito hanno erogato 57.435 mutui immobiliari finalizzati all’acquisto di proprietà ad uso di civile abitazione, contro le 56.205 unità del mese di settembre. Si tratta pertanto di un incremento di oltre 1.110 finanziamenti, che ha condotto il dato rilevato dalla massima istituzione monetaria britannica a superare le 57.000 unità previste dagli analisti.