Non è impossibile individuare le case del futuro. Il mercato immobiliare è in continua evoluzione, plasmato da fattori socioeconomici, ambientali e tecnologici. Nel 2024, alcune tipologie di abitazioni si sono distinte per la loro capacità di rispondere alle nuove esigenze degli acquirenti.
Continua ad aggravarsi la crisi del mercato immobiliare spagnolo, della quale abbiamo parlato più volte nel corso degli ultimi mesi. La criticità del real estate del Paese iberico non sembra infatti poter conoscere battute d’arresto, e durante il primo trimestre 2013 si è verificato – come ampiamente atteso – il ventesimo calo consecutivo delle quotazioni delle abitazioni locali.
Il mercato immobiliare francese non riesce a uscire dalla lunga fase di crisi nella quale è da tempo caduto. E, salvo poche eccezioni (principalmente legate alle principali aree urbane metropolitane), è probabile che nel 2013 possa essere portato in prolungamento l’andamento negativo nel volume delle vendite e nelle quotazioni immobiliari. Vediamo dunque quali sono i numeri in grado di fotografare nel migliore dei modi il real estate transalpino.
Secondo quanto affermano le ultime ricerche compiute dai principali operatori immobiliari, i prezzi delle case italiane avrebbero subito un forte calo nel corso del 2012, e si accingeranno a comprimersi anche nella prima parte dell’attuale 2013. Vediamo pertanto quali sono le proporzioni che hanno contraddistinto la discesa delle quotazioni sul mercato immobiliare nazionale, e quali saranno le proporzioni che – presumibilmente – avranno modo di caratterizzare anche l’anno in corso.
La crisi del mercato immobiliare sardo è sempre più profonda. In Sardegna, redditi più bassi della media, consumi ancora più ridotti, e disoccupazione esplosiva, sta conducendo l’edilizia in una situazione di profonda e consolidata impossibilità a conseguire una fase di ripresa. Un recente report di Tecnocasa afferma, in merito, che i prezzi delle case hanno subito un calo del 6 per cento a Sassari, del 3,6 per cento a Cagliari e addirittura del 10 per cento a Carbonia, dimostrandosi stabile solamente a Nuoro.
Il 2012 si è chiuso con un risultato negativo per il mercato immobiliare di Pesaro, che lascia ora uno spiraglio altrettanto pessimistico per l’evoluzione del real estate locale nel corso del neo entrato 2013. Un mercato che non dovrebbe fornire alcun segnale di ripresa, con una previsione di calo ulteriore delle quotazioni immobiliari che nel territorio pesarese si aggira tra i 3 e i 5 punti percentuali. Vediamo dunque quali sono le principali considerazioni formulabili sull’andamento del mattone dell’area, e come si evolverà questo nuovo anno.
vNel corso dei primi sei mesi del 2012 le compravendite di abitazioni nel Nord Italia sarebbero diminuite di un’entità particolarmente rilevante. In alcune aree della Penisola, come ad Asti e provincia, le transazioni sarebbero calate in maniera gravissima, con un passo indietro di oltre 40 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A sostenerlo è l’Agenzia del Territorio nel suo periodico monitoraggio, cui la Stampa ha dedicato ampio spazio per cercare di riassumere l’evoluzione dell’immobiliare della macro area.
Il mercato immobiliare campano sta attraversando una fase molto difficile e delicata ma, forse, si iniziano a intravere i primi timidi segnali di risveglio. La ripresa sarà comunque legata a doppio filo con la possibile introduzione di sgravi e supporti di natura fiscale (e non solo) che possano in qualche modo produrre l’opportuna stabilizzazione di settore e, successivamente, l’inversione di tendenza attesa.
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