Chi vuole acquistare la prima casa ma si trova in difficoltà con le banche che non concedono il mutuo a causa delle poche garanzie a disposizione, può optare per l’adesione al Fondo di solidarietà per l’accensione del mutuo. Il Fondo di solidarietà, inoltre, è a disposizione anche di coloro che vogliono sospendere le rate del mutuo.
erogazioni mutui
Mutui erogati nei primi 9 mesi del 2012
Secondo le ultime rilevazioni compiute dall’Istituto Nazionale di Statistica, nel corso dei primi 9 mesi dell’anno le erogazioni di mutui casa sarebbero crollate, con una flessione su base annua pari al 39,1 per cento. Un calo che risulterebbe essere ancora più accentuato nel Sud e sulle Isole, dove la percentuale di decremento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente ha toccato dei picchi di gravità particolarmente drammatici.
Mutui: quando il notaio spinge sui costi
In materia di immobili le famiglie sono sempre più “affamate” di credito ipotecario, insomma di mutui per comprare la casa. Questa tendenza è stata ben rappresentata con un Rapporto di Nomisma, il che significa che cresce in Italia la quota di famiglie che punta per il futuro ad acquistare la casa accendendo un mutuo; il dato non deve leggersi per forza positivamente. Anzi, questo significa che si comprano sempre più case a debito proprio perché i risparmi messi da parte nel periodo precrisi, se non stanno finendo, quantomeno si sono ridotti. E se il mutuo impegna, magari per 20 anni, per qualche centinaio di migliaia di euro, c’è comunque da tener presente anche che ci sono dei costi accessori, a partire dalla parcella notarile.
Mutui, calo delle concessioni in Australia
Cala ancora, durante il mese di febbraio, il numero dei mutui erogati in terra australiana. Alla base di questa nuova contrazione – la seconda consecutiva – vi sarebbero gli effetti derivati dalle alluvioni che hanno danneggiato seriamente i mercati immobiliari locali.
Di conseguenza, il numero di finanziamenti immobiliari richiesti per costruire o acquistare una proprietà ad uso abitativo sono calati del 5,6% durante il secondo mese dell’anno rispetto al mese di gennaio, quando a loro volta subirono una flessione del 6,3%.
I dati, pubblicati pochi giorni fa dall’Istituto Nazionale di Statistica, stridono fortemente con la flessione di due punti percentuali attesa dagli analisti, denotando una realtà ben peggiore delle principali osservazioni compiute all’interno dei confini nazionali.
Cedolare secca affitti: Sunia a tutela degli inquilini
Da giovedì scorso, 7 aprile 2011, in Italia è ufficialmente entrata in vigore l’imposta sostitutiva sui redditi da locazione, ovverosia la cosiddetta cedolare secca. Il Sunia, Sindacato Unitario Inquilini ed Assegnatari, ha più volte bollato il nuovo regime come una norma sbagliata, un vero e proprio regalo alla proprietà immobiliare senza alcun vantaggio o contropartita per l’inquilino. Il risparmio fiscale a favore dei proprietari di immobili, secondo il Sunia, non si potrà infatti tradurre in una qualche forma di aiuto per gli inquilini in difficoltà visto che i prezzi degli affitti non scenderanno. Insomma, denuncia il Sindacato Unitario Inquilini ed Assegnatari, quello della cedolare secca sugli affitti è un provvedimento iniquo che non risolve un’emergenza abitativa rappresentata dai 150 mila sfratti per morosità degli ultimi tre anni; e senza un cambio di rotta il Sunia, purtroppo, ne stima altri 200 mila da qui ai prossimi tre anni.
Cedolare secca affitti 2011: un regalo da 1,5 miliardi di euro
Con il voto di fiducia alla Camera dei Deputati, nella giornata di ieri, del federalismo fiscale municipale, il Governo ha ufficialmente sancito alla proprietà immobiliare un regalo pari alla bellezza di 1,5 miliardi di euro. A ribadirlo è stato il Sunia, Sindacato Unitario Inquilini ed Assegnatari, visto che con il via libera al Decreto entra in vigore la misura agevolativa legata all’imposta sostitutiva sui redditi da locazione.
Stiamo parlando di quella che in gergo viene definita come la cedolare secca sugli affitti che, secondo il Sindacato Unitario Inquilini ed Assegnatari (Sunia), agevola i proprietari ma non offre alcuna contropartita agli inquilini che continueranno a pagare, specie nelle grandi città, canoni di locazione che oramai, a causa degli effetti nefasti della crisi finanziaria ed economica, sono insostenibili.
Sfratti 2011: sospesi fino a fine anno
Via libera in Italia alla sospensione degli sfratti. A farlo presente è il Sicet dopo che il provvedimento di sospensione, inserito all’interno del Decreto Milleproroghe, fino al 31 dicembre 2011, è stato pubblicato nei giorni scorsi nella Gazzetta Ufficiale. La proroga sugli sfratti è valida in Italia in tutti i comuni capoluogo di provincia, in quelli cosiddetti ad alta tensione abitativa, e nei Comuni confinanti con i capoluoghi di provincia a patto che la popolazione sia pari ad almeno 10 mila abitanti.
Non tutti però possono fruire della proroga visto che devono essere rispettati opportuni requisiti; innanzitutto, il reddito annuo complessivo della famiglia sotto sfratto, al lordo, non deve essere superiore al livello dei 27 mila euro. Inoltre, il nucleo familiare non deve essere proprietario di immobili adeguati per uso residenziale, e deve avere figli fiscalmente a carico, oppure devono essere presenti in famiglia portatori di handicap con un’invalidità pari ad almeno il 66%, malati terminali o componenti del nucleo familiare con un’età superiore ai 65 anni.
Cedolare secca affitti: iniqua senza detrazioni per l’inquilino
Nel nostro Paese gli sfratti a causa della morosità incolpevole sono purtroppo in aumento. Questo perché la crisi ha lasciato il segno sui redditi di decine di migliaia di famiglie che vivono in affitto, ragion per cui sarebbero necessari su larga scala, ovverosia a livello nazionale, magari con un provvedimento dell’attuale Governo in carica, interventi finalizzati a contrastare quella che oramai è diventata una vera e propria emergenza.
Nonostante questa grave situazione, il Sunia, Sindacato Unitario Inquilini ed Assegnatari, è intervenuto nuovamente con un comunicato ufficiale sottolineando come il Governo stia regalando, sostanzialmente a scatola chiusa, alcuni miliardi di euro ai proprietari degli immobili attraverso l’introduzione della cosiddetta cedolare secca; questo avverrà senza alcun beneficio per gli inquilini visto che secondo il Sunia l’impianto della cedolare è tale che i prezzi degli affitti non caleranno.
Sfratti per finita locazione: proroga 2011
La proroga sugli sfratti per finita locazione è arrivata. La misura, infatti, è finalmente arrivata in Consiglio dei Ministri, ma secondo la Cgil occorre fare di più, ed in particolare intervenire allargando la platea a tutela di migliaia di famiglie sulle quali nel nostro Paese incombono gli sfratti per morosità. Questo perché tantissime famiglie a causa dei licenziamenti e della cassa integrazione hanno subito un calo dei redditi tale da non poter più far fronte mensilmente al pagamento dell’affitto.
Il provvedimento approvato dal Governo sulla proroga degli sfratti al 31 dicembre del 2011, infatti, riguarda solamente alcune categorie sociali quando invece la condizione abitativa purtroppo nel nostro Paese continua a peggiorare visto che l’andamento dell’occupazione non ha fatto registrare quei segnali di inversione di tendenza che i più ottimisti s’attendevano.
Regno Unito, flusso netto di mutui ai minimi da 10 anni
Stando ai dati forniti dall’Associazione britannica dei banchieri, le erogazioni nette di mutui effettuate dalle banche del Regno Unito avrebbero toccato il loro livello più basso degli ultimi anni durante il mese di novembre, periodo nel quale, con estrema evidenza, la domanda di acquisto di case di nuova realizzazione è drasticamente calata.
Ad ogni modo, i dati non sembrano aggiungere nuove preoccupazioni a quelle esistenti: novembre non è un mese particolarmente propizio per l’acquisto di nuove proprietà immobiliari abitative, e gli elementi forniti dalla BBA sembrano confermarlo.
L’Associazione ha altresì riferito che il flusso netto di erogazioni è cresciuto di 1,5 miliardi di sterline, il più basso incremento su basi storiche da quel + 1,3 miliardi del mese di agosto del 2009.
Decreto Milleproroghe senza proroga blocco sfratti
Per chi vive in affitto, e rischia lo sfratto, il Decreto Milleproroghe, approvato nei giorni scorsi dal Governo, non ha portato di certo buone notizie. Il provvedimento, infatti, è stato licenziato dall’Esecutivo senza alcuna norma di proroga del blocco degli sfratti in scadenza per la fine del corrente anno, ragion per cui allo stato attuale il rischio è che a carico di molte famiglie, a partire da quelle più deboli dove ci sono anziani e persone diversamente abili, scattino le procedure esecutive. Secondo il sindacato inquilini della CISL, il Sicet, per voce del Segretario Generale, Guido Piran, trattasi di una scelta inspiegabile da parte del Governo visto che il blocco degli sfratti rappresenta una misura che a carico dello Stato non ha dei costi.
Quindi, la mancata proroga del blocco degli sfratti non può essere correlata alla situazione congiunturale e/o all’assenza di una copertura finanziaria, ragion per cui il Sicet auspica che in sede di approvazione parlamentare del Decreto Milleproroghe venga inserito un apposito emendamento che non solo sposti al 31 dicembre del 2011 l’esecutività degli sfratti, ma anche che provveda ad allargare le tutele in merito alla morosità incolpevole.
Case famiglie: condizione abitativa peggiora in Italia
Per l’anno in corso in Italia sono state presentate, per l’accesso al fondo di sostegno al pagamento dei canoni di locazione, da parte delle famiglie, ben 400 mila domande. A mettere in risalto questo dato preoccupante è stata la CGIL ed il Sunia, Sindacato Unitario degli Inquilini e degli Assegnatari, nel sottolineare come purtroppo la condizione abitativa in Italia non stia facendo altro che peggiorare.
E tutta colpa della crisi finanziaria ed economica che ha lasciato il segno sull’economia reale e sui redditi delle famiglie, ma secondo il Sindacato anche l’attuale Governo sta facendo la sua parte non mettendo a punto dei provvedimenti incisivi. Le previsioni, inoltre, parlano di altre 150 mila famiglie che, da qui ai prossimi cinque anni, rischiano di essere sfrattate per morosità, ovverosia per impossibilità a livello economico di poter onorare mese dopo mese il pagamento del canone di affitto.
Stati Uniti, fortissimo calo dei mutui a novembre
Il numero dei finanziamenti immobiliari concessi dalle banche statunitensi durante l’ultima settimana ha subito un fortissimo calo, segnando il record annuale. Alla base di questa cattiva performance è, principalmente, il dato relativo all’incremento dei costi sui mutui, che hanno provocato una significativa contrazione dei rifinanziamenti.
La Mortgage Bankers Association rivela di conseguenza che il volume di mutui concessi in territorio statunitense è calato di 14 punti percentuali nella settimana terminata il 12 novembre, l’ultima per la quale è possibile riferire un monitoraggio ufficiale e puntuale.
La causa di questo passo indietro, come già anticipato poche righe fa, è attribuibile quasi esclusivamente al comparto dei rifinanziamenti, che in conseguenza della crescita dei tassi sono diminuiti di 17 punti percentuali su base settimanale, il record da aprile, contro cali dei mutui per acquisto pari a 5 punti percentuali.
Casa in affitto: 400 mila famiglie a rischio sfratto
Nel nostro Paese ci sono cinque milioni di immigrati, di cui quasi tutti, il 95% per l’esattezza, si trovano a dover far fronte al problema relativo ai prezzi degli affitti troppo alti. Questo è quanto ha messo in evidenza il Sicet, in base all’ultimissimo dossier sull’immigrazione a cura della Caritas, dopo che nei giorni scorsi il Governo, nella “Finanziaria”, quella che oramai si chiama Legge di Stabilità, ha tagliato le risorse del Fondo per il sostegno ai canoni di locazione con il rischio reale che nel nostro Paese ben 400 mila famiglie sono potenzialmente in uno stato morosità che, nei casi più gravi, sfocia poi nello sfratto.
In particolare, in accordo con un articolo che è stato pubblicato sul Quotidiano “Avvenire“, il Sicet è contrario alla decisione del Governo italiano di andare a ridurre ulteriormente gli stanziamenti statali per il sostegno agli affitti visto che permane ancora nel nostro Paese un quadro sociale ed economico drammatico in quanto la disoccupazione è cresciuta, a partire da quella giovanile, e centinaia di migliaia di lavoratori sono ancora in cassa integrazione.