evasione fiscale

Mutui “gonfiati” ed evasione fiscale

 Stando a quanto affermato dalla sentenza n. 3/18/12 della Ctr Lombardia, il maggior valore attribuito agli immobili sulla base dei dati forniti dall’Osservatorio del mercato immobiliare, e dei mutui erogati agli acquirenti, non costituiscono determinanti sufficienti al fisco per poter rettificare il valore di compravendita sull’impresa venditrice.

In altri termini, nonostante la circolare 18/E/2010 avesse invitato gli uffici tributari a non procedere ad accertamenti basati su automatismi di rigida entità, con l’abrogazione delle disposizioni contenute nel decreto Visco Bersani (che assumevano gli elementi di cui sopra come presunzione legale), scatta una nuova fase di rivoluzione nella fattispecie giudiziaria.

Evasione immobiliare: Comune di Bari e Agenzia del Territorio insieme

 Andare ad allineare le informazioni che sono contenute nelle banche dati catastali con quelle comunali. E’ questo uno degli obiettivi, nel Comune di Bari, per cui l’Amministrazione locale ha siglato un apposito protocollo d’intesa con l’Agenzia del Territorio. Trattasi, in particolare, di un accordo contro l’evasione fiscale in campo immobiliare firmato giovedì scorso, 4 agosto del 2011, a Palazzo di Città, da Gabriella Alemanno, direttore dell’Agenzia del Territorio, e da Michele Emiliano, il Sindaco di Bari. L’accordo, nell’ambito delle attività di contrasto all’evasione fiscale in campo immobiliare, permetterà alla due Amministrazioni di rafforzare la collaborazione a fronte di una durata del protocollo pari a tre anni; inoltre, a fronte della possibilità di rinnovare l’accordo, entrambe le Amministrazioni si sono impegnate non solo a portare avanti attività definite ad elevata valenza fiscale, ma anche a sviluppare iniziative rientranti nel federalismo fiscale, a semplificare i rapporti tra i due Enti ed anche nei confronti dei cittadini.

Affitti Milano: come pagare 275 euro al mese

A Milano in media si pagano attualmente 1.100 euro al mese per un alloggio avente una superficie pari a 70 metri quadrati. Pur tuttavia, se l’affitto è in nero, il proprietario di immobili rischia di dover locare a favore dell’inquilino l’alloggio ad un prezzo mensile abbattuto di circa il 75%, per una durata pari a ben quattro anni più quattro. Insomma, l’inquilino si ritroverebbe a pagare appena 275 euro al mese, a Milano, grazie alle nuove regole che sono entrate in vigore in concomitanza con la cedolare secca sugli affitti, ovverosia l’imposta sostitutiva sui redditi da locazione. Queste regole, in accordo con quanto riporta il Sunia, Sindacato Unitario Inquilini ed Assegnatari, sono cambiate dallo scorso 7 giugno del 2011, ma occorre farle conoscere agli inquilini.

Affitti in nero: quando l’inquilino smaschera l’evasore

 Con l’entrata in vigore dell’imposta sostitutiva sui redditi da locazione, la cosiddetta cedolare secca sugli affitti, molti proprietari di immobili in Italia otterranno risparmi fiscali anche rilevanti, ma per quei proprietari che invece si ostinano a locare le case in nero il futuro potrebbe essere difficile, molto difficile. Questo perché contestualmente all’entrata in vigore della cedolare secca è scattata una stretta contro le locazioni in nero che fornisce importanti strumenti di tutela e di rivalsa a favore dell‘inquilino. Quest’ultimo, se denuncia il proprietario di immobili furbo, infatti, può avvalersi di un contratto di locazione regolare, per una durata pari a quattro anni, a fronte di un canone che si riduce addirittura di un quinto. Ma come fare a smascherare il proprietario di case furbo?

Immobili e redditometro, le novità

 Il funzionamento del nuovo redditometro non tiene conto della storia del contribuente, ma arriva solo a fare i conti in tasca per quanto riguarda le entrate e le uscite annue del bilancio; e così, a finire nel mirino delle Entrate sono i proprietari che acquistano la loro prima casa senza tener conto dei sacrifici fatti; in maniera asettica, infatti, agli occhi del Fisco l’operazione relativa all’acquisto di un’abitazione presume che il contribuente abbia un risparmio medio/alto. I proprietari di case che hanno comprato nel 2009, e non hanno dichiarato per l’anno precedente un reddito in grado di giustificare l’acquisto, con molta probabilità riceveranno la comunicazione dello scostamento fra reddito e spese sostenute, proprio così come prevede lo strumento del redditometro. A mettere in risalto questa criticità è stato il portale di annunci immobiliari online Idealista.it riprendendo un articolo del “Sole 24 Ore” dal titolo tanto emblematico quanto inquietante: “Per chi ha comprato l’abitazione allarme (quasi) automatico“.

Fisco e immobili: spesso l’evasore è un proprietario

 In prevalenza lavoratori autonomi, ma anche proprietari di case. E’ questa la fotografia dei soggetti che sono maggiormente meno a avvezzi a pagare le tasse allo Stato. Il dato, in particolare, è emerso in sede di tavolo per la riforma fiscale a conferma di come, invece, i più fedeli al fisco siano i cosiddetti “soliti noti”, ovverosia i lavoratori dipendenti ed i pensionati che, anche se volessero, non hanno “chance” di dribblare il Fisco in quanto il prelievo è alla fonte. Quindi, vale la regola in Italia, purtroppo, che a evadere ed eludere il Fisco è maggiormente quel contribuente che paga le tasse in base a quello che lui stesso dichiara. Poi tocca all’Amministrazione finanziaria dello Stato avviare gli accertamenti su questi evasori veri o presunti, ma i controlli sono comunque a “campione” visto che, ad esempio, per controllare in un anno due milioni di proprietari di case ci vorrebbe una task force di ispettori numericamente pari ad un vero e proprio esercito.

Agente immobiliare: una professione sempre più intellettuale

 Rimodulare le normative affinché quella dell’agente immobiliare venga sempre di più inquadrata come una professione intellettuale. A questo, tra l’altro, in accordo con quanto dichiarato dal Presidente Paolo Righi, sta lavorando la Fiaip, Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali che lunedì scorso si è riunita a Roma per il Consiglio Nazionale. Dal Consiglio, anche a fronte di un dibattito acceso, è emersa la necessità non solo di adottare delle nuove regole a livello di statuto, ma anche dare più opportunità alle agenzie turistiche a fronte di una maggiore lotta all’abusivismo. Proprio nei giorni scorsi su questo tema la Fiaip era intervenuta facendo presente come quella dell’abusivismo, nel campo dell’esercizio della professione di agente immobiliare, rappresenti una piaga non solo per i consumatori, per le famiglie e per i professionisti veri e seri, ma anche per le casse dello Stato visto che l’evasione annua è stimata in ben 450 milioni di euro.

Agenti immobiliari: Fiaip lancia allarme abusivismo

 Nella filiera del mercato immobiliare, in Italia, gli agenti non agenti, ovverosia quelli abusivi, generano annualmente un’evasione fiscale che la Fiaip, Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali, stima in ben 450 milioni di euro di base imponibile, frutto in tutto e per tutto di provvigioni illecite intascate. Di conseguenza, al fine di garantire da un lato più sanzioni agli abusivi, e dall’altro una maggiore trasparenza e chiarezza a favore dei consumatori, la Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali (Fiaip) con una nota ha manifestato il proprio appoggio ad un Disegno di Legge che è stato presentato dal Senatore Cardiello e da altri parlamentari al fine di andare ad apportare delle modifiche ad uno specifico articolo del Codice Penale, il numero 348 che andrebbe ad introdurre pene più aspre proprio a carico di chi esercita in maniera illegale ed illecita la professione.

Vendita immobili: evasione coi prezzi al ribasso

 Ben 860 mila euro nascosti al Fisco, nell’arco di un solo anno, da parte di una ditta di costruzioni del bolognese. E’ questa, in materia di lotta e di contrasto all’evasione fiscale, l’ultimissima scoperta dell’Agenzia delle Entrate nella Regione Emilia-Romagna. In pratica, andando a sfruttare la compiacenza degli acquirenti, la ditta andava letteralmente ad aggiustare al ribasso il prezzo di vendita a fronte di un’evasione fiscale che, di conseguenza e chiaramente, andava a crescere. E così questi soci dell’impresa di costruzione del bolognese, rilevando la fondatezza dei rilievi mossi dall’Amministrazione finanziaria dello Stato, ed in particolare da parte dei funzionari della Direzione Provinciale di Bologna, hanno versato tra sanzioni, imposte ed interessi, complessivi 450 mila euro nelle casse dell’Erario. Le maggiori somme riscosse dall’Agenzia delle Entrate di Bologna, in accordo con una nota emessa dalla Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate dell’Emilia-Romagna, sono frutto di controlli dei funzionari che, in particolare, hanno messo letteralmente sotto osservazione ben venticinque compravendite.

Tasse immobili: elusione fiscale sull’asse Milano-Vicenza

L’Agenzia delle Entrate, tra Milano e Vicenza, ha messo a segno un nuovo “colpo” per quel che riguarda la lotta all’evasione e all’elusione fiscale. In particolare, l’Agenzia delle Entrate si è inserita all’interno di quello che è risultato essere, in accordo con una nota ufficiale emessa in data odierna, mercoledì 23 marzo 2011, dalla Direzione regionale della Lombardia, un vero e proprio “affare di famiglia“.

Nel mirino del Fisco, in particolare, sono finiti quattro fratelli residenti nelle due province di Vicenza e di Milano; questi, nel dettaglio, hanno messo a segno un complesso meccanismo di elusione fiscale sul quale è stato alzato il velo con opportuni accertamenti dall’Agenzia delle Entrate, ed in particolare, congiuntamente, dalla Direzione Provinciale I di Milano, e da quella di Vicenza. Una volta completati i controlli, i contribuenti chiamati in causa, nell’ammettere i rilievi presentati dal Fisco, hanno aderito all’accertamento ed hanno di conseguenza versato all’Erario una somma pari complessivamente ad oltre 15 milioni di euro.

Fisco immobiliare: Marche, Entrate scova frode fiscale

Nuovo “colpo” dell’Agenzia delle Entrate, stavolta nelle Marche e nel comparto dell’immobiliare. In accordo con quanto reso noto martedì scorso dalla Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate delle Marche, infatti, l’Amministrazione finanziaria dello Stato ha scovato una frode fiscale nel settore delle costruzioni, un vero e proprio “mattone” da evasione fiscale pari all’incirca a 2,5 milioni di euro. La frode, in particolare, riguarda, a valere sull’anno di imposta 2007, 2,5 milioni di euro tra Ires, imposta sul valore aggiunto (IVA) e imposta regionale sulle attività produttive (Irap) cui poi vanno ad aggiungersi anche altri 300 mila euro ed oltre tra le sanzioni e gli interessi che nel frattempo sono maturati.

L’evasione, a carico di un’impresa operante nel comparto delle costruzioni, è stata scovata dalla Direzione regionale delle Marche dell’Agenzia delle Entrate attraverso il proprio ufficio controlli, ed è in particolare maturata nell’ambito di indagini contro le frodi a carattere interregionale su quelle transazioni immobiliari aventi una particolare rilevanza.