Il mercato immobiliare retail italiano? Da rinnovare. Almeno così esprimono le considerazioni riportate in un interessante approfondimento curato da Michela Finizio sul magazine Casa 24, de Il Sole 24 Ore, che traccia una fotografia piuttosto negativa del comparto nazionale, dove gli investimenti sono in calo dell’84 per cento su base annua, e dove gli operatori puntano più sulla riqualificazione dell’offerta esistente per intercettare nuovi formati di consumo, che sembrano ampiamente affermati nel Nord del Continente.
immobiliare commerciale
Andamento immobiliare commerciale USA
Torniamo oggi ad occuparci di uno dei comparti immobiliari commerciali più importanti del mondo, quello statunitense. Stando a quanto afferma l’analisi settimanale sul mercato immobiliare compiuta dalla Rics, infatti, una parte crescente delle banche locali starebbe riportando un incremento della domanda di prestiti nel settore immobiliare commerciale. Un’anteprima di una possibile corposa ripresa di uno dei settori trainanti l’economia nordamericana.
Immobiliare commerciale, migliorano le condizioni nel mercato statunitense
Il tasso degli uffici “vacanti” (privi di un locatore) è calato negli ultimi tre mesi, prolungando un recupero che dura oramai da un anno. A costituire beneficio per questo comparto del mercato immobiliare statunitense è stato un rallentamento nella “fornitura” di nuovi spazi commerciali, elemento che ha permesso di ridurre la forbice tra l’offerta e la domanda, come confermato da un recentissimo report condotto dalla Reis.
Il tasso di uffici vacanti è così calato a quota 17,3 punti percentuali rispetto ai 17,6 punti percentuali dell’ultimo trimestre dello scorso anno, e rispetto ai 17,4 punti percentuali del terzo trimestre. Il tasso percentuale riscontrato alla fine del 2011 è il più basso mai rilevato dalla società di consulenza e di ricerca newyorkese dalla fine del 2009 ad oggi, con le ovvie conseguenze positive in merito all’analisi condotta.
Immobiliare commerciale, prezzi in crescita dello 0,9% negli States
Secondo quanto afferma la società di consulenza Moody’s Investors Service, i prezzi delle proprietà immobiliari ad uso commerciale negli Stati Uniti sarebbero cresciuti di 0,9 punti percentuali durante il mese di giugno. Il sesto mese dell’anno va pertanto nella stessa direzione intrapresa nel precedente maggio, prolungando ad un bimestre il trend di apprezzamento dei valori commerciali di uffici e di negozi nell’area immobiliare ora oggetto di considerazione.
L’indice Moody’s che misura l’andamento dei valori di mercato degli immobili commerciali riporta comunque dei dati sensibilmente inferiori a parametri di confronto più indietro nel tempo, con una flessione che rispetto allo stesso mese di giugno dello scorso anno è compresa in 6,6 punti percentuali, e che rispetto al picco di mercato toccato nell’ottobre del 2007 è invece pari a 45 punti percentuali.
Acquistare gli uffici, fortissime richieste nel Regno Unito
Un nuovo report pubblicato pochi giorni fa cerca di fare il punto sulla situazione del segmento immobiliare degli uffici a Londra e nelle principali aree metropolitane del Regno Unito, dove si sta registrando un’altra accellerata nella crescita delle compravendite.
La domanda degli uffici britannici sta infatti continuando a crescere, facendo siglare – nel corso del primo trimestre del 2011 – delle performance che hanno sorpreso la maggioranza delle stime compiute dagli osservatori locali e internazionali.
Alla base di questa impennata per le richieste degli uffici britannici vi sarebbero i compratori stranieri, attratti da quello che sembra essere un segmento particolarmente forte all’interno del mercato immobiliare d’oltre manica.
Gestione del patrimonio immobiliare nella GDA, se ne discute a Milano
Il peso del patrimonio immobiliare strumentale costituisce per molte attività economiche un’importante immobilizzazione; i servizi ad esso connessi possono costituire una significativa voce di spesa. Il mondo della GDA (la Grande Distribuzione), avendo a portafoglio numerosi cespiti all’interno dei quali svolgere le proprie attività, costituisce un mercato di forte rilievo ai fini di ottimizzare e gestire al meglio le spese relative ai servizi generali. Nasce da queste considerazioni il progetto di un interessante convegno organizzato da Gruppo 24 ORE e Manutencoop, in collaborazione con Mark Up, per il prossimo 11 maggio a Milano, Hotel Melià, in via Masaccio 19.
Immobili commerciali, aumentano gli investimenti in Europa
Aumentano in Europa gli investimenti in immobili commerciali. Entrando più nel dettaglio, gli investimenti diretti in immobili commerciali nel vecchio continente nel primo trimestre del 2011 sono stati pari a 26 miliardi di euro e hanno fatto registrare, così, un incremento del 32% rispetto al volume registrato nello stesso periodo del 2010. E’ questo il dato che emerge da un nuovo studio di Jones Lang LaSalle. Le attese per la fine dell’anno confermano l’attuale trend positivo e prevedono volumi superiori del 30% rispetto alle cifre del 2010 (102 miliardi di euro) in tutta la regione, mentre continua ad aumentare il volume dei capitali che punta dritto in direzione dei mercati europei.
Immobiliare commerciale, inversione di tendenza (anche) in quello tedesco
Continuano a giungere buone notizie sul fronte dell’andamento dell’immobiliare commerciale. In tal merito, una ricerca compiuta dalla società di consulenza internazionale Colliers International, ha rivelato la discreta ripresa conseguita dal mercato tedesco.
Colliers International sostiene infatti che il mercato degli uffici avrebbe chiuso il primo trimestre dell’anno con degli ottimi dati di incremento rispetto a quanto conseguito nello stesso periodo dell’esercizio precedente, con dei trend definitivi “abbastanza significativi”.
Tutti i principali mercati locali (Berlino, Monaco, Stoccarda, Francoforte, Amburgo, Dusseldorf) avrebbero inoltre chiuso con il segno positivo, denotando una discreta omogeneità di risultati.
Acquisto negozi e uffici: la situazione del mercato australiano
Il mercato immobiliare australiano, come buona parte dei mercati immobliari internazionali, è contraddistino da una disomogenea diffusione dei livelli di compravendite degli uffici e dei negozi, e delle altre proprietà all’interno del settore commerciale.
In particolar modo, stando ai dati forniti dalla società di consulenza immobiliare DTZ, circa la metà di tutte le transazioni riguardanti proprietà immobiliari commerciali nel Paese avrebbero riguardato l’area di Victoria, con un valore complessivo pari a 2,2 miliardi di dollari.
Durante il quarto trimestre del 2010, invece, l’area di Queensland e quella del Nuovo Galles del Sud avrebbero raggiunto una percentuale par a circa il 15%, con un valore complessivo di 1,3 miliardi di dollari. I territori settentrionali avrebbero infine catturato una quota pari al 7%, a 300 milioni di dollari.
Immobiliare, Francia: settore commerciale in forte ripresa
I dati forniti dall’ultima edizione dell’IPD France Annuale Property Index rivelano come il settore immobiliare commerciale francese abbia conseguito una forte ripresa nel corso dell’ultimo anno, con un controvalore degli investimenti stabilmente in incremento. L’aumento degli investimenti in questo settore immobiliare sarebbe infatti stato pari al 4%, in netta controtendenza rispetto all’andamento calante del 2008 e del 2009, quando la flessione fu addirittura superiore ai 12 punti percentuali su base annua. Stando ai commenti a margine della pubblicazione del report sopra ricordato, dopo ben due anni di movimenti negativi nel comparto, il settore dell’immobiliare commerciale francese starebbe pertanto finalmente invertendo la rotta, consolidando una ripresa davvero significativa.
Immobiliare, ottimismo sul commerciale di Dublino
Secondo quanto riferito da una ricerca molto recente condotta dalla società di consulenza Savills, la domanda per spazi commerciali a Dublino nel corso dei primi tre mesi del 2011 avrebbe raggiunto livelli molto elevati rispetto al trimestre precedente e – soprattutto – rispetto all’anno scorso.
Stando alla ricerca della società, infatti, nel corso del primo trimestre 2011 le compravendite avrebbero riguardato circa il 2% di metri quadrati in più dell’ultimo quarto del 2010, e più o meno il doppio dei metri quadrati oggetto di compravendita nello stesso primo trimestre del 2010.
Savills commenta i dati consuntivi ricordando come la domanda per spazi di ufficio si manterrà sostanzialmente molto forte anche nel corso dei prossimi mesi, con un forte calo del tasso degli uffici privi di un affittuario.
Casa: costi per mantenerla sempre più alti
In Italia i costi per mantenere la casa, sia che questa sia in affitto, sia di proprietà, sono sempre più alti. A rilevarlo è stata la Federconsumatori che, anche per il 2011, attraverso il proprio Osservatorio Nazionale, ha calcolato di quanto dal 2001 ad oggi siano aumentati i costi per la casa di proprietà e per quella che invece è in affitto. La rilevazione, in particolare, è stata fatta prendendo a riferimento un appartamento che, situato in una grande area metropolitana, è in zona semicentrale ed ha una superficie pari a 90 metri quadrati.
Ebbene, dal 2001 ad oggi i costi di mantenimento della casa sono mediamente aumentati dell’83% per chi vive in affitto, e del 33% per chi vive in un immobile di proprietà. Nel dettaglio, per mantenere una casa in affitto al giorno d’oggi ci vogliono in media 8.485,80 euro all’anno, mentre per quella di proprietà, per la quale chiaramente non si paga alcun canone di locazione, il costo medio è pari a 2.896,20 euro l’anno. Inoltre, dall’analisi dell’ONF, l’Osservatorio Nazionale della Federconsumatori, è emerso come ad oggi per acquistare una casa-tipo servano in media ben 18 anni di stipendio quando nel 2001, invece, ne bastavano 15.
Regno Unito, stime non positive sull’immobiliare commerciale del 2011
Secondo quanto rivela uno studio compiuto dall’Investec Specialist Private Bank, il 2011 dovrebbe essere un anno particolarmente debole per l’immobiliare commerciale del Regno Unito, con valori degli uffici e dei negozi in stabilità o in fase di leggero calo.
L’istituto sostiene infatti che, nonostante un 2010 sostanzialmente positivo, con valori commerciali degli immobili non abitativi in aumento del 6,6%, il mercato immobiliare del 2011 nel segmento commerciale dovrebbe invece subire una seria battuta d’arresto.
Secondo i sondaggi compiuti dall’istituto, infatti, l’84% degli operatori crede che i prezzi delle proprietà immobiliari commerciali subiranno un calo o rimarranno stabili rispetto a quelli del 2010.
Incentivi mutui: possono creare bolle speculative
In Francia il Governo ha combattuto e sta combattendo la crisi immobiliare con un pacchetto di incentivi fiscali che agevolano la concessione di mutui non solo per prime case ad uso residenziale, ma anche per il classico investimento nel mattone.
Con la conseguenza che i prezzi medi degli immobili lo scorso anno nel Paese transalpino sono aumentati del 10%; e per l’anno in corso la tendenza è destinata a continuare con aumenti medi attesi tra il 5% ed il 6%; questi aumenti dei prezzi sono proprio frutto della “distorsione” legata alla presenza degli incentivi del Governo con a capo Nicolas Sarkozy, ragion per cui a lungo andare il rischio è quello che si venga a creare in Francia una bolla speculativa sull’immobiliare.