immobiliare inglese

Previsioni Immobiliare britannico negative per il 2013

 Sono sempre negative le previsioni per il mercato immobiliare britannico, “reo” di prevedere un 2013 particolarmente pessimistico per quanto concerne i prezzi di vendita, l’andamento delle compravendite e i tempi di negoziazione. Secondo quanto recentemente riportato dal Guardian, infatti, il mercato immobiliare d’oltre manica non sarà in grado di risollevarsi in tempi rapidi, lasciando pertanto intravedere uno spiraglio molto grigio per il prossimo biennio entrante.

Immobiliare inglese, crescono i prezzi di febbraio 2012

 Stando a quanto afferma una recentissima ricerca condotta dalla società di analisi Acadametrics, i prezzi delle proprietà immobiliari abitative dell’Inghilterra e dell’intero Regno Unito sarebbero cresciuti significativamente, durante il mese di febbraio, come naturale conseguenza dell’avvicinarsi della scadenza dell’esenzione delle imposte sulle proprietà immobiliari, per coloro che stanno cercando di acquistare la propria prima casa.

Di conseguenza, il prezzo medio di un appartamento in Inghilterra e in Galles è cresciuto di 0,2 punti percentuali a febbraio rispetto al mese di gennaio, per un controvalore assoluto pari a 219.844 sterline (circa 348 mila dollari), pur mantenendosi sostanzialmente inferiori a quanto riscontrato nello stesso periodo dello scorso anno, quando i valori commerciali delle abitazioni risultavano essere maggiori di 1,8 punti percentuali.

Immobiliare commerciale, debole avvio nel 2012

 Dopo un positivo termine del 2011, il mercato delle proprietà immobiliari commerciali del Regno Unito ha riscontrato un evidente deterioramento all’inizio del 2012, con valori di mercato in decremento di 0,2 punti percentuali, e un ritorno totale degli investimenti di 0,3 punti percentuali nel mese di gennaio, come confermato da un recentissimo report mensile pubblicato negli ultimi giorni dalla CBRE.

Secondo la società di analisi, il deterioramento di inizio anno sarebbe il culmine di un graduale declino della fiducia degli operatori commerciali, già rilevato negli ultimi 6 – 9 mesi, e nonostante una ripresa graduale compiuta dalle attività di settore nel mese di dicembre. Nel 2011, il controvalore degli scambi immobiliari commerciali è stato pari a 33,4 miliardi di sterline, il 35% dei quali effettuati da capitali stranieri. Tuttavia, in tutti i tre settori del commercial (retail, uffici e industriale) i valori di mercato sono diminuiti di 0,2 punti percentuali.

Immobiliare di lusso, cresce il business inglese

 Negli ultimi mesi abbiamo parlato più volte di quanto attraente fosse il mercato immobiliare londinese, soprattutto per quanto concerne il business degli appartamenti di maggiore pregio. La ragione è relativamente semplice e immediata: in tempi di gravi difficoltà congiunturali quali quelli attuali, investire nel mattone di maggior lusso della capitale inglese ha rappresentato un sicuro rifugio per i ricchi patrimoni nazionali, e –principalmente – per i ricchi acquirenti provenienti dall’estero, Russia, Medio Oriente, Stati Uniti (e non solo) in testa.

Stando a quanto afferma una ricerca della Knight Frank LLP pubblicata pochi giorni fa, i prezzi delle proprietà immobiliari ad uso abitativo, di pregio, dell’area centrale di Londra, sarebbero cresciuto per il 14mo mese consecutivo durante il mese di Dicembre, grazie a una continua spinta della domanda proveniente dagli investitori immobiliari esteri.

Immobiliare, tutto pronto per il crollo inglese?

 Uno studio condotto e recentemente pubblicato dal National Institute of Economic and Social Research, predice un futuro nero per il mercato immobiliare inglese e dell’intero Regno Unito, che sarebbe praticamente pronto al più grave crollo degli ultimi cinquant’anni.

Gli economisti consultati dall’Istituto sostengono infatti che entro i prossimi cinque anni il mercato immobiliare dell’area entrerà nella fase più difficile dell’ultimo mezzo secolo, con prezzi in fortissima flessione.

Ad esser più precisi, gli economisti consultati dall’Istituto Nazionale di ricerche sociali ed economiche sostengono che nel corso del 2011 i prezzi subiranno una flessione pari al 4,5%, per spingersi al ribasso al 10,5% entro la fine del 2015.