Non tutti i paesi sono uguali, né sotto il profilo fiscale né tanto meno quando si parla di prezzi delle case. In Italia per dire, siamo sempre alle prese con una specie di bolla immobiliare. Di tanto in tanto le statistiche illustrano comunque qual è il posto in cui il mattone può essere un ottimo investimento.
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Fiducia sul mercato immobiliare nuovamente in crescita
Torna a crescere – pur in maniera evidentemente timida – la fiducia sul mercato immobiliare italiano durante il corso del secondo trimestre. Ad affermarlo è una recentissima analisi condotta da uno dei leader di settore, secondo cui in tutto il territorio nazionale la percentuale di chi ritiene che questo sia un buon momento per comprare casa è cresciuta al 56 per cento, contro il 51 per cento del luglio 2012.
Italiani sempre più affezionati alla casa
Quello tra gli immobili e gli italiani è un amore che sembra non subire crisi durature, nonostante le evidenti difficoltà indotte dall’ultima ondata di criticità economico finanziaria. A dirlo è l’ultimo numero del Property Index di Deloitte, che sancisce Roma e Milano come città più care del Paese, un calo dei prezzi del 3,6 per cento, una voglia di realizzare case che è ancora superiore alla media europea, e una flessione ulteriore del mercato dei mutui.
Come cambierà l’immobiliare italiano nel 2013
Il mercato immobiliare italiano sembra destinato a cambiare, ancora una volta, nel corso del 2013. Tralasciando l’oramai esasperata decisione di sospendere il pagamento dell’imposta municipale unica, in vista di una possibile rivisitazione dell’approccio normativo, sembra che i cambiamenti riguarderanno sia prime che seconde case, negozi e altre unità abitative.
Immobiliare Italia: cosa ne pensano gli investitori stranieri
Ricordando quale sia la complessiva impressione degli investitori stranieri sul mercato immobiliare italiano (il 70% lo ritiene poco o per nulla attrattivo) abbiamo volutamente trascurato l’approfondimento sul perchè il mercato nazionale venga giudicato così scarso agli occhi esteri. Vediamo dunque perchè – secondo l’analisi di Ernst & Young – i fondi internazionali si terranno alla larga dai lidi tricolori.
Alternative alla compravendita immobiliare
Si è recentemente tenuto l’incontro “La compravendita immobiliare- soluzioni alternative”. Un evento organizzato da Assindustria Lucca, Ance Lucca e Ape Lucca, che ha avuto come oggetto il mercato degli immobili in Italia. Nel nostro Paese, l’acquisto dell’abitazione ha rappresentato storicamente il punto di approdo dei desideri e delle ambizioni di milioni di giovani e meno giovani: l’avvento della crisi e del credit crunch sta tuttavia modificando le abitudini dei nuclei familiari, con resurrezione di alcune alternative alla compravendita, ben più diffuse all’estero.
Immobiliare Italia III trimestre 2012 – Privatamente.it
Il terzo trimestre dell’anno si concluso in maniera evidentemente negativa per il mercato immobiliare. Ad ogni modo, già nel breve – medio termine, non vi sarebbe alcun rischio di vedere svalutato il proprio investimento sul mattone, che conferma pertanto la propria priorità e validità. Secondo Privatamente.it, anche nel peggiore degli scenari non si tornerà quindi ai valori pre-euro. La tendenza ribassista rientra in un ciclo undicennale che – si legge in una nota – si sarebbe già visto anche in passato, sebbene questa volta a causa delle quotazioni molto elevate raggiunte nel 2010 e alla crisi socio-economica che non offre prospettive per gli anni futuri i ribassi siano stati molto rapidi e violenti.
Immobiliare Italia cause della crisi
Congiuntura internazionale e tasse locali. E ancora, normativa confusa sugli affitti e tanto altro ancora. Sono queste, secondo quanto affermato dal presidente della Confedilizia Corrado Sforza Fogliani, alcune delle principali determinanti dell’attuale situazione di crisi del mercato immobiliare italiano, che si trova a dover affrontare una difficile seconda parte d’anno, e un’incognita piuttosto ampia sul futuro a breve termine. Cerchiamo allora di ripercorrere le principali valutazioni del presidente della confederazione, recentemente espresse sui media.
Immobiliare Italia cosa ne pensano gli operatori
Cosa pensano gli operatori del futuro del mercato immobiliare italiano? A rispondere a tale questione ha pensato Scenari Immobiliari, recentemente coinvolta nel 20mo Forum Nazionale (svoltosi a Santa Maria Ligure) all’interno del quale è emersa una sostanziale sfiducia di quanto potrà accadere nel real estate nazionale e internazionale se non vi saranno grandi novità da parte di banche e governo. Cerchiamo allora di scoprire cosa stimano gli operatori immobiliari per il futuro del loro comparto.
Immobiliare Italia ancora in crisi nel 2012
Secondo quanto affermato dal Centro Studi di Confindustria, il mercato immobiliare italiano sarebbe ancora in una fase di profondissima crisi. Le analisi da parte della confederazione degli industriali rivelano infatti che i prezzi delle case, nella Penisola, sono diminuiti del 7 per cento nel corso del primo periodo dell’anno su base annua, mentre nello stesso arco temporale il numero delle compravendite sarebbe addirittura calato del 20 per cento, con un crollo verticale che potrebbe esser stato replicato anche nel secondo trimestre.
Ripresa immobiliare prevista tra il 2013 e il 2014
Che il mercato immobiliare sia in profonda crisi, è ben noto, e diverse volte ne abbiamo parlato in queste pagine. La domanda alla quale cerchiamo di dare una risposta vuole tuttavia guardare più al futuro. Domandiamoci pertanto: quando avverrà la tanto attesa ripresa del comparto immobiliare italiano?
A rispondere alla domanda di cui sopra ci ha pensato Il Sole 24 Ore, che in un recente intervento ha provato a ipotizzare qualche fattispecie evolutiva, sulla base delle conclusioni alle quali è arrivato Scenari Immobiliari. In particolare, piuttosto interessanti sono state le dichiarazioni rilasciate al quotidiano da parte di Walter Mainetti, amministratore delegato di Sorgente Group, che ha commissionato la ricerca.
Immobiliare Italia 2011 – Monte Paschi
Il Monte dei Paschi di Siena ha elaborato il rapporto “Il mercato residenziale italiano e i mutui alle famiglie”. Una interessante analisi, giunta alla sua sesta edizione annuale, nella quale l’istituto di credito cerca di sintetizzare i risultati relativi al mercato degli immobili residenziali e al collegato settore bancario per quanto concerne i mutui concessi alle famiglie, con una particolare attenzione a quanto avviene nel Centro e nel Nord Italia.
Secondo quanto affermato dall’istituto di credito toscano, il 2011 non avrebbe confermato i segnali di una debole ripresa avvertiti nel 2010. Ad esser stata preliminarmente riscontrata è stata la contrazione del numero di compravendite di immobili relative agli immobili residenziali sul mercato domestico, con una flessione del 2,2 per cento su base annua (in termini assoluti, circa 14 mila transazioni in meno).
Previsioni ripresa immobiliare Italia
L’immobiliare italiano è caduto in una profonda crisi pluriennale. Ma in che modo il real estate della Penisola potrà uscire dalla crisi? E, ancora quando avverrà la tanto attesa emersione dalle difficoltà consolidate? A parlare apertamente di questo e tanto altro, in una recentissima intervista condotta da Il Sole 24 Ore, è stato Massimo Mazzi, fondatore, socio e presidente di Redilco Re, parte del Comitato scientifico di Eire e, sicuramente, uno degli opinion leader di maggiore autorevolezza.
Ma dove, dunque, trovare uno spunto di ripartenza del mattone italiano? “Visto che le industrie sono merce sempre più rara” – ha esordito Mazzi nella recente intervista sopra appena introdotta – “bisogna pensare, per quanto riguarda l’Italia, al turismo, all’arte e alla cultura in via prioritaria: se girano questi tre settori, di conseguenza, si rimettono in moto i servizi e anche l’immobiliare”.
Compravendite immobili 2011 – dati ISTAT
L’Istituto nazionale di Statistica ha pubblicato gli ultimi dati ufficiali relativi all’andamento del mercato immobiliare nel corso 2011. Dati che confermano i sentimenti di una lieve diminuzione delle compravendite, rappresentate da una flessione di 0,1 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Rispetto al 2006, invece (anno precedente al crollo del settore), le compravendite complessive sono calate del 26,6 punti percentuali, quelle ad utilizzo residenziale del 26,3 per cento, quelle ad uso economico del 28,3 per cento.
Nel suo report relativo al solo quarto trimestre dello scorso anno, invece, l’Istat segnala come le compravendite di unità immobiliari siano calate a quota 234.985 unità, in incremento dell’1,7 per cento rispetto a quelle rilevate nello stesso periodo dell’anno precedente. Il 93,1 per cento delle convenzioni avrebbe riguardato immobili per abitazione, contro il 6,2 per cento di unità immobiliari ad uso economico, e una quota minoritaria delle rimanenti unità immobiliari.