immobiliare italia

Rischio bolla immobiliare Italia

 Più volte (anche nelle ultime ore) ci siamo soffermati sul rischio di uno scoppio di una bolla immobiliare all’interno di alcuni tra i principali mercati mondiali. Un rischio che sta coinvolgendo trasversalmente tutto il mondo, visto e considerato che perfino il New York Times ha ipotizzato, nel breve termine, il rischio di una crisi del mattone nel mercato cinese, e visto e valutato che all’interno dei confini del vecchio Continente anche il real estate di Madrid sembra scricchiolare.

A parlare dei rischi dello scoppio di una bolla immobiliare italiana, e delle sue presumibili conseguenze, è stato il nuovo presidente di Monte dei Paschi di Siena Alessandro Profumo, che in una recente intervista ha dichiarato come nel Paese “non vi sia una bolla immobiliare di tipo speculativo come quella che si è verificata in Spagna”, poiché nella nostra nazione, essenzialmente, il patrimonio sarebbe composto “principalmente da prime case di proprietà delle famiglie e questo è un fattore di solidità”.

Sondaggio Bankitalia – Tecnoborsa sul mercato immobiliare

 E’ stato recentemente pubblicato il report relativo al secondo Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia, curato dalla Banca d’Italia e da Tecnoborsa in collaborazione l’Agenzia del Territorio. Stando a quanto emerge dall’analisi statistica condotta da Bankitalia, nel corso del primo trimestre 2012 la quota di agenti che hanno avuto modo di segnalare una diminuzione dei prezzi rispetto al trimestre precedente è stata pari al 69,1%, contro il 66,5% della precedente indagine, denotando pertanto una negativa crescita dell’elemento quantitativo e proporzionale, sintomatico di una maggior debolezza dei valori commerciali delle abitazioni.

In particolare, coloro che hanno dichiarato che le quotazioni sono aumentate sono stati pari a meno di 2 punti percentuali, relegati in una ristretta minoranza che lascia poco spazio all’interpretazione. Di conseguenza, è cresciuto in misura significativa il divario tra coloro che hanno risposto che i prezzi stanno aumentando, e coloro che invece hanno risposto che i prezzi stanno diminuendo, con un gap passato rapidamente da 65,9 punti della fine del 2011, ai 67,3 punti dell’inizio di questo nuovo, difficile anno per il mercato immobiliare italiano.

Immobiliare Cuneo 2012

 Il mercato immobiliare di Cuneo rispecchia l’andamento del real estate della gran parte della Penisola. Anche nella città, infatti, le vendite continuano a diminuire mentre (e chissà quanta influenza sta avendo l’impatto dell’imposta municipale unica) gli affitti cominciano a salire di buon ritmo.

Soprattutto nella fascia medio bassa, infatti, a Cuneo gli operatori di settore iniziano ad avvertire le strette persistenti della crisi economica e finanziaria. Il risultato è che oggi è sostanzialmente più difficile cercare di collocare sul mercato in tempi rapidi le case che valgono tra i 150 e i 250 mila euro, mentre la fascia alta (quella di immobili che valgono 400 mila euro, o perfino di più) mantiene invariate le proprie posizioni, forte di una domanda con capacità di spendita in grado di superare anche la parte più difficile della crisi.

Immobiliare Valle d’Aosta 2012

 I primi tre mesi del 2012 segnalano un andamento fortemente negativo per il mercato immobiliare della Valle d’Aosta, con un vero e proprio crollo delle compravendite rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Stando a quanto emerge dai dati dell’Osservatorio del mercato immobiliare della Valle d’Aosta, realizzato dalla Federazione degli agenti immobiliari – Fiaip – infatti, la diminuzione nelle compravendite di case sarebbe stato addirittura del 40%.

Ma non solo: se infatti da una parte il numero delle compravendite sta subendo forti flessioni, anche l’andamento dei prezzi sta iniziando a mostrare ben più di qualche incertezza, con l’osservatorio degli agenti immobiliari valdostani che parla di prezzi in diminuzione anche di 20 punti percentuali rispetto alle punte di mercato che furono denotate dall’osservazione dei valori commerciali abitativi nel 2007.

Gabetti prevede un anno di ripresa

 Secondo quanto recentemente affermato da uno studio condotto dalla Gabetti, il 2012 sarà un anno di leggera ripresa per il mercato immobiliare italiano. Un’analisi che stride, pertanto, con la prevalenza delle osservazioni compiute nel corso degli scorsi mesi da altri operatori nazionali e internazionali, secondo cui anche il 2012 sarebbe stato un periodo di estrema difficoltà, con flessione dei prezzi immobiliari prolungato fino ad almeno il 2013.

Stando all’analisi fornita da Gabetti (e riportata sulle pagine di Milano Finanza), il 2012 potrebbe invece essere un esercizio solare di leggera ripresa nelle quotazioni degli immobili italiani, per una inversione di tendenza (molto) graduale che avrà il suo culmine di stabilizzazione nel successivo 2013. In altri termini, nonostante le criticità della seconda parte del 2011, il 2012 non sarà così negativo come qualche scenario previsionale ha stimato.

Immobiliare Italia sempre più debole a fine 2011

 Secondo quanto sostenuto da un recentissimo report condotto dalla Banca d’Italia in collaborazione con Tecnoborsa e con l’Agenzia del Territorio, il quarto trimestre del 2011 si sarebbe chiuso in maniera evidentemente negativa per il mercato immobiliare italiano, con una contrazione delle attività ben più grave di quanto riscontrato in precedenza dagli operatori del real estate tricolore.

Per quanto concerne i principali tratti distintivi, infatti, è facile comprendere come l’offerta abbia superato abbondantemente la domanda, generando evidenti pressioni al ribasso nei prezzi degli appartamenti. I tempi di vendita si sono ancora allungati, mentre la contrazione dei valori commerciali abitativi è stata piuttosto disomogenea, andando a penalizzare alcune aree periferiche, e reggendo meglio le turbolenze in alcune delle principali zone metropolitane.

Immobiliare Italia, Confedilizia stima anno difficile

 Confedilizia ha presentato un’analisi (il “Borsino immobiliare”) semestrale, che rileva i più recenti valori di compravendita degli immobili abitativi dei capoluoghi di provincia italiani, confrontandoli con quelli di riferimento dei periodi precedenti, e cercando di trarre alcune linee tendenziali per quello che potrebbe essere lo sviluppo a breve termine del comparto immobiliare e creditizio della Penisola.

Stando a quanto rileva Confedilizia, nel 2011 i prezzi massimi medi (riferiti a immobili di nuova costruzione, o quelli ristrutturati a nuovo) sono stati pari a 9.300 euro al metro quadro per Venezia, 8.940 euro al metro quadro per Roma, 7.800 euro al metro quadro per Milano. Per le zone semicentrali, Venezia è ancora il capoluogo più caro con 6.290 euro al metro quadro, seguito da Milano con 5.250 euro al metro quadro e Roma con 5.040 euro al metro quadro. Per le zone periferiche, Roma è al top con 4.030 euro al metro quadro, seguita da Venezia con 3.960 euro al metro quadro e Milano con 3.450 euro al metro quadro.

Mercato immobiliare 2012: conviene comprare?

 Le domande dell’anno, per quanto concerne il mercato immobiliare, sono sempre le stesse: è il momento giusto per comprare? I prezzi delle case scenderanno ancora? Conviene attendere tempi più propizi? L’investimento nel mattone si rivelerà un investimento azzeccato, oppure conviene investire i propri risparmi in strumenti alternativi, ponendo il proprio denaro, ancora una volta, nelle mani dei prodotti finanziari?

Per comprendere quali possano essere le risposte a tali questioni, è venuto in soccorso il direttore generale del Credit Bureau Services di CRIF, Enrico Lodi, che segnala come – rispetto al 2010 – la domanda di mutui ipotecari sia calata del 33%. In altri termini, il volume d’affari delle operazioni di finanziamento finalizzate alle operazioni immobiliari sarebbero crollate di un terzo, ponendo le basi per un’apertura di 2012 tutt’altro che ottimistica.

Immobiliare Italia, dall’estero arrivano outlook positivi

 Nonostante le estreme difficoltà finanziarie che l’euroregione sta attraversando (e con essa, ancor di più, il nostro Paese), le previsioni a medio termine sull’immobiliare italiano si fanno via via sempre più positive. Secondo quanto afferma una recentissima ricerca condotta da Jones Lang LaSalle, infatti, gli investimenti immobiliari dovrebbero crescere con un ritmo ben più sostenuto del recente passato nel corso del 2012, esercizio che pertanto pare candidarsi come una base di potenziale sviluppo per quanto concerne gli impieghi nel real estate.

Più in particolare, Jones Lang LaSalle afferma che gli investimenti immobiliari nella Penisola sono rimasti sostanzialmente invariati dal 2007 ad oggi, con un impiego trimestrale medio che si aggira intorno al miliardo di euro. Vi sarebbero tuttavia elementi ragionevoli, sottolinea l’analisi, per poter sperare in un 2012 di ripresa, considerato che il rischio del Paese potrebbe affievolirsi nel corso dei prossimi mesi, allettando numerosi investitori internazionali.

Immobiliare Italia, difficoltà anche nel secondo trimestre

Il mercato immobiliare non se la passa affatto bene, e il momento di debolezza non pare avere una fine certa e nel breve periodo. Questo è quanto emerge, in estrema sintesi, da una recentissima inchiesta che Banca d’Italia, Tecnoborsa e l’Agenzia del Territorio hanno condotto con la solita cadenza trimestrale, analizzando le considerazioni espresse dagli operatori delle agenzie immobiliari intervistati in un sondaggio periodico sullo stato di salute del real estate nostrano.

Ebbene, secondo quanto emerge dall’analisi, quasi la metà degli operatori immobiliari avrebbe riscontrato una diminuzione dei prezzi di vendita delle case nella seconda delle quattro parti dell’anno. Una percentuale, pari al 46,8%, che risulta essere significativamente in aumento rispetto al 44,2% che aveva invece contraddistinto il secondo trimestre dell’anno (+ 2,6 punti percentuali su base trimestrale).

Immobiliare Roma, si torna a comprare con maggiore convinzione

 Complice la discesa (parziale) dei prezzi delle abitazioni, l’immobiliare romano riprende il proprio ritmo di convinto incremento, con un volume di compravendita che – stando a quanto sostiene Tecnocasa  – si starebbe ora caratterizzando per un aumento discretamente sostenuto.

I prezzi delle proprietà immobiliari ad uso abitativo di Roma sono infatti calati, continua Tecnocasa, con la conseguenza di aver generato una sostanziale spinta nell’andamento delle compravendite, che infatti sono aumentate nel corso dei mesi più recenti, andando soprattutto a concentrarsi verso la richiesta di bilocali, i quali assorbono circa 4 richieste su 10, contro il 9% dei monolocali, e il 35% dei trilocali. Minore l’interesse verso i quadrilocali e gli appartamenti ancora più ampi.

Immobiliare Italia, mercato più debole ad inizio anno

 Il mercato immobiliare italiano si è dimostrato più debole del passato nel corso del primo trimestre del 2011. A dircelo è un recentissimo report della Banca d’Italia, che ha svolto un sondaggio congiunturale sullo stato di salute dell’immobiliare nostrano nella prima parte del nuovo anno, tracciando dei dati non troppo positivi sulla forza del real estate tricolore.

I dati ad ogni modo meritano una lettura più approfondita della sintesi di cui sopra, perché ci forniscono degli elementi a volte contrastanti, e comunque in grado di permetterci di prevedere quella che dovrebbe essere l’evoluzione a breve termine delle caratteristiche del mercato immobiliare della Penisola.

Immobiliare, previsioni pessimistiche per il futuro (Cresme)

 Il mercato immobiliare, per quanto concerne il settore delle proprietà ad uso residenziale, non vedrà alcun segnale di forte ripresa nel corso del 2011, che – anzi – rischia di passare alla storia come un esercizio ancor più negativo rispetto al 2010.

A pronunciare le nefaste previsioni è stato negli scorsi giorni il Cresme, che durante la presentazione del Rapporto immobiliare dell’Agenzia del Territorio ha colto l’occasione per annunciare delle stime poco incoraggianti per quanto concerne l’anno in corso.

Secondo il Cresme, infatti, il numero delle transazioni di compravendita da realizzare durante il 2011 sarà inferiore rispetto al 2010 di una proporzione compresa tra un minimo di 0,8 punti percentuali e un massimo pari al punto percentuale.

Acquisto di case, dati positivi dal Rapporto Immobiliare 2011

 Sono stati pubblicati gli ultimi dati relativi al Rapporto Immobiliare, un report periodicamente stilato dall’Agenzia del Territorio, che cerca di fare il punto sull’andamento del mercato immobiliare della penisola, con particolare riferimento al volume delle compravendite.

Stando all’analisi compiuta dall’Agenzia del Territorio, durante il 2010 sarebbe riscontrabile una lieve crescita delle transazioni di acquisto delle proprietà immobiliari abitative, sviluppatesi di una proporzione pari a mezzo punto percentuale rispetto ai livelli del 2009.

Ancora, il Rapporto ricorda come durante il 2010 siano state 617.286 le operazioni di compravendita immobiliare riscontrate nel  territorio italiano, con un andamento non troppo omogeneo nelle varie aree urbane italiane.