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Immobiliare Italia sempre più debole a fine 2011

 Secondo quanto sostenuto da un recentissimo report condotto dalla Banca d’Italia in collaborazione con Tecnoborsa e con l’Agenzia del Territorio, il quarto trimestre del 2011 si sarebbe chiuso in maniera evidentemente negativa per il mercato immobiliare italiano, con una contrazione delle attività ben più grave di quanto riscontrato in precedenza dagli operatori del real estate tricolore.

Per quanto concerne i principali tratti distintivi, infatti, è facile comprendere come l’offerta abbia superato abbondantemente la domanda, generando evidenti pressioni al ribasso nei prezzi degli appartamenti. I tempi di vendita si sono ancora allungati, mentre la contrazione dei valori commerciali abitativi è stata piuttosto disomogenea, andando a penalizzare alcune aree periferiche, e reggendo meglio le turbolenze in alcune delle principali zone metropolitane.

Immobiliare Regno Unito, riepilogo sulle attuali condizioni

 Una serie di report condotti dalla Royal Institution of Chartered Surveyors, dal British Retail Consortium e da altri osservatori privilegiati, ci dà l’occasione per poter fotografare adeguatamente le attuali condizioni di salute del mercato immobiliare del Regno Unito, cercando di ipotizzare quali possano essere gli sviluppi del volume di transazioni e dei prezzi delle proprietà abitative nel corso dei prossimi mesi.

Partiamo dalle analisi condotte dalla RICS: l’Istituto ha infatti dimostrato come i suoi dati analitici evidenziano che il mercato immobiliare dell’area stia continuando a subire gli effetti negativi delel difficili condizioni economiche e della relativamente scarsa fiducia dei consumatori. I prezzi delle case sono calati così di 0,9 punti percentuali a dicembre rispetto allo scorso mese di novembre, per un livello medio pari a 160.063 sterline (circa 247 mila dollari).

Immobiliare di lusso, cresce il business inglese

 Negli ultimi mesi abbiamo parlato più volte di quanto attraente fosse il mercato immobiliare londinese, soprattutto per quanto concerne il business degli appartamenti di maggiore pregio. La ragione è relativamente semplice e immediata: in tempi di gravi difficoltà congiunturali quali quelli attuali, investire nel mattone di maggior lusso della capitale inglese ha rappresentato un sicuro rifugio per i ricchi patrimoni nazionali, e –principalmente – per i ricchi acquirenti provenienti dall’estero, Russia, Medio Oriente, Stati Uniti (e non solo) in testa.

Stando a quanto afferma una ricerca della Knight Frank LLP pubblicata pochi giorni fa, i prezzi delle proprietà immobiliari ad uso abitativo, di pregio, dell’area centrale di Londra, sarebbero cresciuto per il 14mo mese consecutivo durante il mese di Dicembre, grazie a una continua spinta della domanda proveniente dagli investitori immobiliari esteri.

Contributo affitti 2011: Comune di Siena, graduatoria definitiva

 A partire dalla giornata di ieri, mercoledì 17 agosto del 2011, e per 15 giorni consecutivi, nel Comune di Siena, ed in particolare presso l’Albo Pretorio on line dell’Amministrazione comunale, si potrà consultare la graduatoria definitiva dei beneficiari dei contributi 2011 per il pagamento del canone di locazione. A darne notizia è stato proprio il Comune di Siena nel ricordare come la graduatoria sia legata al Bando contributi affitti 2011 che è stato pubblicato il 24 marzo scorso. Complessivamente, i beneficiari in graduatoria sono quasi 500, 482 per l’esattezza suddivisi, così come previsto dal Bando, in tre fasce. Nel dettaglio, 301 sono beneficiari in fascia A in virtù di un valore dell’ISE, l’Indicatore della Situazione Economica non superiore ai 12.153,18 euro; 173 sono in fascia B, in quanto con ISE non inferiore ai 12.153,19 euro, e non superiore ai 26.966,80 euro; ed infine otto beneficiari in fascia C in quanto l’ISE è non superiore ai 36.787,00 euro, e non inferiore ai 26.966,81 euro.

Case fantasma: Ingegneri e Agenzia del Territorio insieme

 Un’intesa sulle cosiddette case fantasma, ovverosia quegli immobili mai dichiarati e, quindi, sconosciuti al Catasto. Questo è quanto hanno stipulato da un lato l’Agenzia del Territorio, e dall’altro il Consiglio Nazionale degli Ingegneri. A firmare l’accordo nei giorni scorsi, in particolare, sono stati Giovanni Rolando, Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, e Gabriella Alemanno, Direttore dell’Agenzia del Territorio; l’intesa definisce quelle che saranno le modalità di collaborazione nell’ambito immobiliare ed in particolare, come sopra accennato, per gli immobili non dichiarati al Catasto.

Anci, un’iniziativa per valorizzare il patrimonio immobiliare dei comuni

 L’Anci, l’Associazione nazionale dei comuni italiani, sulla casa non intende restare con le mani in mano. Così ha dato vita a un’iniziativa dal nome significativo. Il progetto, infatti, si chiama ‘Patrimonio Comune‘ ed è dedicato a tutte quelle Amministrazioni comunali che non vogliono restare a guardare inermi il proprio patrimonio immobiliare e sono, anzi, decise a valorizzarlo. Il progetto – che non mancherà di far ricadere conseguenze importanti nei territori – è stato realizzato avvalendosi del contributo qualificato di IFEL, l’Istituto per la Finanza e l’Economia Locale, Fondazione dell’Anci che potrà dare un supporto utile per facilitare l’azione amministrativa, rendere più semplici le procedure velocizzando così anche il sempre difficile rapporto tra i soggetti pubblici e privati nei territori.

Legacoop, un’immobiliare per le cooperative sociali

 Novità nell’immobiliare per Legacoop che nei giorni scorsi ha deciso di dare vita a un’immobiliare per rafforzare la crescita delle cooperative sociali. Si tratta della Sis, la Società immobiliare per le cooperative sociali, nata a Bologna da tre strutture finanziarie di Legacoop: Coopfond, CCFS e Cooperare oltre a venti imprese nazionali del settore. La nuova nata di Legacoop è una società che acquisirà o realizzerà immobili necessari allo sviluppo delle attività e lo farà per conto delle cooperative sociali. Ma qual è la ragione che ha spinto la cooperazione a questa decisione? In realtà, il mondo della cooperazione stava già da tempo discutendo al suo interno sull’opportunità di risolvere un problema. Da un lato, infatti, gestione e costruzione della struttura entro cui erogare i servizi sono a loro carico. Dall’altro lato, però, solo per un esiguo numero di cooperative sociali sono a portata di mano le risorse finanziarie necessarie a questo compito.

Cedolare secca affitti: i diritti degli inquilini

 Con l’entrata in vigore della cedolare secca sugli affitti, ovverosia l’imposta sostitutiva sui redditi da locazione, ad avere vantaggi di natura fiscale, spesso rilevanti in proporzione al reddito dichiarato, sono i proprietari facoltosi di immobili, mentre per gli inquilini i vantaggi sono pressoché nulli. E’ questa, in estrema sintesi, la posizione, più volte ribadita, del Sunia, il Sindacato Unitario Inquilini ed Assegnatari che in tempi non sospetti ha bollato la misura della cedolare secca come un vero e proprio regalo alla proprietà immobiliare. Nei giorni scorsi, intanto, è scaduta la “finestra” di due mesi concessa dal Fisco per rinnovare i contratti di locazione in scadenza e optare per la scelta o meno del nuovo regime di imposta.

Acquisto negozi e uffici: la situazione del mercato australiano

 Il mercato immobiliare australiano, come buona parte dei mercati immobliari internazionali, è contraddistino da una disomogenea diffusione dei livelli di compravendite degli uffici e dei negozi, e delle altre proprietà all’interno del settore commerciale.

In particolar modo, stando ai dati forniti dalla società di consulenza immobiliare DTZ, circa la metà di tutte le transazioni riguardanti proprietà immobiliari commerciali nel Paese avrebbero riguardato l’area di Victoria, con un valore complessivo pari a 2,2 miliardi di dollari.

Durante il quarto trimestre del 2010, invece, l’area di Queensland e quella del Nuovo Galles del Sud avrebbero raggiunto una percentuale par a circa il 15%, con un valore complessivo di 1,3 miliardi di dollari. I territori settentrionali avrebbero infine catturato una quota pari al 7%, a 300 milioni di dollari.

Comprare casa: il mutuo ed il rischio di insolvenza

In Italia, per una famiglia, la probabilità di non riuscire nel tempo ad onorare le rate di un mutuo è pari al 5%. A rilevarlo nelle scorse settimane con un Rapporto era stata la Banca d’Italia in base ai dati del 2007; il che significa che la situazione attuale e reale potrebbe essere peggiore. In ogni caso, per tasso di insolvenza, l’Italia assieme alla Spagna è uno dei Paesi europei dove più spesso le famiglie smettono per cause di forza maggiore di pagare le rate del mutuo. Di certo, da un anno e mezzo a questa parte, la moratoria dell’ABI sui mutui prima casa ha contribuito ad alleviare le sofferenze di migliaia di famiglie allo stremo a causa dei licenziamenti e della cassa integrazione. Ma considerando che ancora nel nostro Paese le difficoltà a livello occupazionale sono evidenti, ne consegue che per le famiglie riuscire a “rialzarsi” è ancora molto ma molto difficile.

Acquisti case: oltre alla quantità, si bada anche alla qualità

 Un segno del miglioramento (pur molto lento) dei mercati immobiliari europei, è riscontrabile anche nella qualità delle proprietà immobiliari abitative ricercate come oggetto di operazioni di compravendita.

Sotto questo profilo, un conforto ci è offerto dall’Association of Residential Letting Agents, secondo cui sul mercato immobiliare del Regno Unito, settore degli affitti, starebbero crescendo le richieste per proprietà abitative di maggiore qualità, a fronte di canoni ovviamente più salati.

Nei primi tre mesi del 2011, sostiene la ricerca, l’incremento medio del valore di una proprietà offerta in affitto è stato pari all’11,6%, per un valore medio oscillante tra le 401 e le 448 mila sterline.

Immobili non dichiarati: regolarizzazione spontanea in scadenza

 Scade il 30 aprile 2011 la regolarizzazione spontanea dei fabbricati non dichiarati ed ex rurali. A ricordarlo è l’Agenzia del Territorio dopo che è stata messa in atto, su tutto il territorio nazionale, con l’esclusione delle Province di Bolzano e di Trento, l’identificazione delle cosiddette “case fantasma”, ovverosia immobili che non risultano dichiarati al Catasto. Al fine di incentivare la regolarizzazione di questi immobili fantasma, sono state pianificate delle apposite campagne informative. Regolarizzando l‘immobile, infatti, il cittadino evita poi di andare a pagare le sanzioni e gli oneri previsti dalla Legge nel momento in cui, in sua sostituzione, dovesse intervenire proprio l’Agenzia del Territorio. In questi giorni, tra l’altro, sta passando sulle reti nazionali uno spot che trasmette al cittadino, in materia di regolarizzazione degli immobili al catasto, un messaggio tanto semplice quanto diretto. Il tutto fermo restando che anche per l’anno in corso prosegue quell’attività, partita nel 2007, di individuazione dei fabbricati che non risultano dichiarati al Catasto.

Immobiliare, Francia: settore commerciale in forte ripresa

 I dati forniti dall’ultima edizione dell’IPD France Annuale Property Index rivelano come il settore immobiliare commerciale francese abbia conseguito una forte ripresa nel corso dell’ultimo anno, con un controvalore degli investimenti stabilmente in incremento. L’aumento degli investimenti in questo settore immobiliare sarebbe infatti stato pari al 4%, in netta controtendenza rispetto all’andamento calante del 2008 e del 2009, quando la flessione fu addirittura superiore ai 12 punti percentuali su base annua. Stando ai commenti a margine della pubblicazione del report sopra ricordato, dopo ben due anni di movimenti negativi nel comparto, il settore dell’immobiliare commerciale francese starebbe pertanto finalmente invertendo la rotta, consolidando una ripresa davvero significativa.

Rata mutuo tasso variabile: Consumatori preoccupati

 Anche in questi ultimi giorni sul mercato dei tassi si sta assistendo ad una preoccupante ascesa. L’ultima “mazzata” è arrivata proprio oggi dall’Agenzia di rating Standard & Poor’s, che ha annunciato la variazione dell’outlook a “negativo” sul debito sovrano degli Stati Uniti che, lo ricordiamo, vantano attualmente il rating massimo, ovverosia la tripla “A”. Insomma, nessun Paese è immune da una crisi sul debito che rischia di innescare, al pari di quella dei mutui subprime, una nuova tempesta finanziaria. A farne le spese sono e saranno sia le famiglie che pagano un mutuo, sia le imprese che nei prossimi mesi, per finanziare la propria attività, busseranno alla porta delle banche per accedere al credito attraverso i fidi ed i prestiti. Le Associazioni dei Consumatori, di conseguenza, sono preoccupate visto che la situazione per moltissime famiglie italiane è già critica.