imposta municipale unica

Imu 2013 effetti sul mercato immobiliare

 L’Imu 2013 è “devastante” per il mercato della casa. A denunciarlo – come avevamo anticipato alcuni giorni fa – è stato il presidente di Confedilizia Corrado Sforza Fogliani, che in una lunga intervista rilasciata al giornalista Gian Maria De Francesco (Il Giornale), segnala puntualmente quali sono state le conseguenze sul mattone derivanti dall’introduzione della nuova imposta municipale unica, che da quest’anno farà compagnia alla rivisitata tassa sui rifiuti (Tares).

Imu 2013 interamente comunale

 L’imposta municipale unica, recentemente protagonista delle scadenze fiscali al 17 dicembre 2012, dal 2013 diverrà un’imposta completamente comunale. Dal prossimo anno, infatti, i comuni riceveranno una quota di imposta municipale ben più significativa di quella che nel 2012 dovrebbe aver portato nelle casse dei sindaci circa 14,8 miliardi di euro, contro gli 8,4 miliardi di euro incassati dallo Stato. Il risvolto della moneta era prevedibile: in cambio, infatti, i comuni rinunceranno a una congrua fetta di trasferimenti erariali, perché la misura sarà a saldi invariati.

Imu ai Comuni entro il 2012

 L’Imu, la nuova imposta municipale unica, andrà attribuita integralmente ai comuni nella legge di stabilità, già entro la fine del 2012. A sostenerlo è stato il sottosegretario al ministero dell’economia, Vieri Ceriani, che afferma come il passaggio ai comuni della parte del gettito Imu gestito dallo Stato (50%) sia uno dei punti all’ordine del giorno dell’esecutivo e si farà con la legge di stabilità. “Comunque va risolto entro la fine dell’anno” – ha infatti dichiarato il sottosegretario.

Imu enti non commerciali

 Non accenna a placarsi il clamore sulla presunta totale o parziale esenzione dell’applicazione dell’imposta municipale unica sugli immobili della Chiesa. Nel 2013 prenderà il via una nuova regolamentazione del settore, che potrebbe apportare significativi cambiamenti nell’attuazione dei più recenti schemi sull’esenzione dell’imposta municipale unica sugli immobili degli enti non commerciali. Cerchiamo di comprendere quali siano le principali modifiche in corso, e cosa potrebbe accadere nel corso dei prossimi mesi.

Aumento Imu Roma

 Il Corriere della Sera ha lanciato il prevedibile allarme: a Roma vi sarà l’incremento più elevato d’Italia in merito al pagamento delle imposte municipali sulla casa, con un apprezzamento in tripla cifra (102%). In media, pertanto, i contribuenti romani, proprietari immobiliari, dovranno pagare 170 euro, contro una media nazionale di 84 euro, rendendo la Capitale la città italiana dove l’Imu sulla prima casa ha subito gli aumenti più corposi, per la disperazione dei portafogli dei locali cittadini, già alle prese con corposi aumenti in altri segmenti.

Bonus Comuni sull’IMU

 Il ministero dell’Economia ha effettuato ulteriori precisazioni in materia di imposta municipale unica, affermando che i bonus concessi dalle singole municipalità – nell’ambito delle proprie autonomie – dovranno essere attribuiti secondo principi di “ragionevolezza” e di “non discriminazione”. Ad esempio, i Comuni potranno riservare un’aliquota più leggera alle case in affitto utilizzate dal locatario come abitazione principale.

Ovviamente, ricorda il ministero, il tutto non potrà che fare i conti con i tagli di bilancio, e con l’ostacolo rappresentato dalla quota di imposta destinata comunque allo Stato. Pertanto, sarà praticamente impossibile applicare sconti molto pesanti, a meno che i Sindaci non vogliano provvedere a versare di tasca propria all’Erario la quota IMU statale sottratta ai portafogli dei propri singoli contribuenti immobiliari cittadini.

Acconto IMU può essere pari a zero

 Aggiungiamo un ulteriore tassello al variopinto panorama dell’imposta municipale unica. Stando a quanto si legge nella circolare 3 diffusa pochi giorni fa dal Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia, la tassazione dell’IMU potrebbe portare anche al versamento di un acconto pari a zero, in attesa che Comuni e governo, presumibilmente tra l’estate e l’autunno, operaino in maniera elastica a diminuire o (più probabilmente) aumentare le aliquote base e quelle municipali.

Ricordiamo che l’aliquota da applicare all’abitazione principale e alle relative pertinenze è pari allo 0,4%, con l’ulteriore precisazione che i Comuni possano aumentarla o diminuirla di 0,2 punti percentuali (pertanto, la misura dell’aliquota per l’abitazione e le relative pertinente possono essere elevate fino a 0,6 punti percentuali o possono essere diminuite fino allo 0,2 per cento).

Pagare l’IMU o attendere i ricorsi?

 Lungi da noi volervi invitare a infrangere le normative fiscali. Dovere di cronaca ci impone tuttavia di evidenziare una serie di interrogativi che alcuni osservatori, e alcune parti politiche e sociali, stanno lanciando in merito al “rompicapoIMU. Tra aliquote in corso di “aggiustamento” da parte del governo e dei Comuni, acconti di un mezzo o di un terzo e altre particolarità specifiche, il contesto che ruota intorno alla nuova imposta municipale unica sembra esser tutt’altro che definito.

Ma cosa fare, allora? Qualcuno, come il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, cerca di chiarire le idee ai propri cittadini fornendo opuscoli informativi. Altri, come qualche amministratore della Lega Nord, invitano i propri cittadini a non pagare l’imposta poiché “ingiusta”, e perchè il decreto Salva Italia prevede che le tasse provenienti da accertamento e da riscossione siano interamente conseguite dai Comuni e non, come avviene con l’IMU, per il 50% dallo Stato, e per il 50% dalle municipalità.

Tasse casa: un po’ di chiarezza sull’IMU

 Approfittiamo di queste vacanze pasquali per cercare di fare un po’ di chiarezza su un tema che riguarda milioni di italiani proprietari delle prime o delle seconde case su tutto il territorio nazionale: il pagamento dell’IMU di giugno, e la previsione di quanto potrebbe accadere con la scadenza successiva di dicembre.

Innanzitutto, riepiloghiamo cosa accadrà il 18 giugno. Entro tale data (considerando che l’ordinaria scadenza del 16 giugno è un giorno festivo) i proprietari immobiliari dovranno procedere al versamento della prima rata IMU, calcolata sulla base delle vecchie aliquote ordinarie (pertanto, non maggiorate dai Comuni) e con una divisione per due della base imponibile. In sintesi, a giugno i proprietari di casa pagheranno la metà di quanto stabilito come aliquota ordinaria.