E’ arrivato il no secco da parte del Sicet, il Sindacato Inquilini Casa e Territorio, alla manovra finanziaria triennale di correzione dei conti pubblici. Questo perché le misure inserite, a partire dal taglio lineare delle detrazioni e delle deduzioni fiscali, andranno tanto per cambiare a colpire la parte più debole del Paese. Secondo il Sindacato Inquilini Casa e Territorio, in accordo con una nota emessa nei giorni scorsi, al posto di quanto inserito nella manovra sarebbero invece necessarie delle misure che garantissero maggiore equità. Per quanto riguarda il fisco, tra l’altro, il Sicet ha colto anche l’occasione per ricordare come il Governo abbia regalato 1,5 miliardi di euro alla proprietà immobiliare andando ad introdurre l’imposta sostitutiva sui redditi da locazione, ovverosia la cosiddetta cedolare secca sugli affitti.
imposte sulla casa
Cedolare secca affitti 2011 senza segreti
Nella Regione Veneto, in tutte le province, il corrente mese di giugno 2011, in materia di fisco, è quello della cedolare secca sugli affitti. A metterlo in risalto è stata la Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate del Veneto a seguito dell’annuncio di numerosi incontri programmati con gli operatori del settore immobiliare in merito proprio all’entrata in vigore dell’imposta sostitutiva sui redditi da locazione. In particolare, dopo gli incontri di Venezia, Rovigo, Verona e Belluno, lunedì prossimo, 20 giugno del 2011, ci sarà un incontro con gli operatori del settore a Vicenza; il giorno dopo sarà la volta di Padova e poi, venerdì 1 luglio del 2011, a Treviso. In questo modo l’Agenzia delle Entrate, Direzione del Veneto, d’intesa con le rispettive Direzioni provinciali dell’Amministrazione finanziaria dello Stato, mira a coinvolgere complessivamente almeno seicento operatori del settore immobiliare.
Cedolare secca affitti 2011: tutti in coda
Nello scorso mese di aprile 2011, dopo tanto attendere, è finalmente entrata in vigore la cosiddetta cedolare secca sugli affitti, ovverosia l’imposta sostitutiva sui redditi da locazione che può permettere ai proprietari di immobili che affittano case ad uso residenziale di poter conseguire un risparmio fiscale non indifferente e proporzionale proprio all’ammontare del reddito dichiarato. Trattasi di un regime di imposta opzionale, ragion per cui il contribuente può anche decidere di continuare a dichiarare i redditi da locazione, e pagare le relative imposte, alla vecchia maniera. Non tutti però hanno una dimestichezza con le tematiche fiscali tale da poter fare scelte consapevoli senza prima non solo averci pensato, ma anche non senza essersi prima consultati con persone competenti. E chi meglio dei funzionari dell’Agenzia delle Entrate?
Cedolare secca affitti: Sicet, imposta farraginosa
Dopo tanto attendere, la cedolare secca sugli affitti, ovverosia l’imposta sostitutiva sui redditi da locazione, entrerà ufficialmente in vigore a partire dal 7 aprile del 2011. A ricordarlo è il Sicet, Sindacato Inquilini Casa e Territorio, nel sottolineare comunque come si tratti di un meccanismo di prelievo fiscale alquanto farraginoso.
Al riguardo, infatti, il Segretario Generale del SICET, Guido Piran, ha fatto presente come la norma a prima vista appaia alquanto semplice in quanto sono previste due aliquote, al 19% per i canoni d’affitto concordati, ed al 21% per i contratti di locazione stipulati sul mercato libero. Pur tuttavia, vengono rilevati dal Sindacato dei punti oscuri non solo per gli inquilini, ma anche per gli stessi proprietari degli immobili. Di riflesso, il Sindacato Inquilini Casa e Territorio auspica che una Circolare dell’Agenzia delle Entrate possa fare chiarezza.
Affitti e cedolare secca: i vantaggi per i proprietari
Con l’applicazione della cedolare secca, quando questa potrà essere applicata su tutto il territorio nazionale sugli immobili in affitto, i proprietari delle case potranno conseguire dei risparmi fiscali significativi solamente quando il loro reddito annuo da dichiarare al Fisco è pari ad almeno 28 mila euro. Questo è quanto emerge da un Rapporto a cura dell’Ufficio Studi della CGIA di Mestre che, infatti, ha sottolineato come sotto la soglia di reddito sopra indicata i vantaggi fiscali per il proprietario di immobili non siano più così significativi.
Anzi, l’Associazione degli artigiani mestrina pone all’attenzione il fatto che per bassi redditi, sotto i livello di 15 mila euro, il proprietario di immobili che affitta con l’eventuale applicazione della cedolare secca andrebbe addirittura a pagare più tasse.
Leasing immobiliare: come versare l’imposta sostitutiva
Le modalità e le specifiche tecniche, per quel che riguarda il versamento dell’imposta sostitutiva dovuta sui contratti di leasing immobiliare, aventi il corso di esecuzione alla data dell’1 gennaio del 2011, sono state approvate con un apposito Provvedimento da parte del Direttore dell’Agenzia delle Entrate.
A darne notizia con un comunicato ufficiale è stata venerdì scorso, 14 gennaio 2011, proprio l’Amministrazione finanziaria dello Stato che, inoltre, ha fatto presente come nell’ambito dello stesso provvedimento siano state approvate le specifiche tecniche utili per trasmettere in via telematica il modello di comunicazione dei dati catastali degli immobili che risultano essere oggetto dell’operazione di cessione, di risoluzione e di proroga dei contratti di locazione o di quelli di affitto, che sono già registrati alla data dell’1 luglio dell’anno scorso.
Casa e Finanziaria: le novità per il 2011
La “Finanziaria”, ovverosia il DDL Stabilità, è diventata Legge dello Stato dopo il via libera definitivo da parte del Senato. L’approvazione della manovra economica è avvenuta senza modifiche dell’ultimo minuto ed in linea con le richieste formulate dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, di approvare il DDL prima della data del prossimo 14 dicembre 2010, quando si conosceranno con il voto sulla mozione di sfiducia i destini dell’attuale Governo in carica.
Ma quali novità contiene la Finanziaria sulla casa? Ebbene, innanzitutto il cosiddetto “ecobonus”, ovverosia la detrazione fiscale al 55% sui costi sostenuti per gli interventi di riqualificazione energetica, è stato prorogato dopo che nelle scorse settimane, invece, la misura ha rischiato di non essere rinnovata; pur tuttavia, l’ecobonus, e quindi il risparmio fiscale, dovrà essere spalmato su un periodo pari a dieci anni e non più cinque.
Mutui e agevolazioni per ristrutturare casa
Per le ristrutturazioni edilizie gli italiani possono sia finanziare i lavori con un mutuo, a patto che chiaramente la banca ce lo conceda, sia sfruttare anche dei benefici fiscali offerti dalla normativa vigente. Trattasi, nello specifico, di un bonus, uno sconto fiscale fruibile attraverso il meccanismo delle detrazioni dall’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef); nel dettaglio lo sconto è pari al 19% con un massimale annuo pari a 2.582,28 euro complessivi a patto che in ogni caso il finanziamento ipotecario si riferisca alla prima casa.
Ai fini della validità di fruizione dello sconto Irpef occorre comunque andare a rispettare opportuni requisiti, a partire dall’unità immobiliare che, entro sei mesi dalla conclusione dei lavori, deve essere resa abitabile e quindi destinata come accennato a prima casa ad uso residenziale.
Imposta unica sugli immobili: 16 miliardi di incassi per i Comuni
Nell’ambito dell’applicazione della Legge sul federalismo fiscale c’è anche il cosiddetto “federalismo municipale” finalizzato a garantire agli Enti locali una maggiore autonomia fiscale per quel che riguarda le tasse sugli immobili. Ebbene, in base ad un Decreto che il Governo punta ad approvare nelle prossime settimane, nel nostro Paese ci sarà un accorpamento di imposte come quella catastale e di registro, l’imposta ipotecaria, l’ICI, ma non sulla prima casa, che porterà alla definizione di quella che, in base alle ultime indiscrezioni di stampa, dovrebbe chiamarsi “Service tax”. Come cambierà allora lo scenario per i Comuni?
Ebbene, al riguardo la CGIA di Mestre ha effettuato i relativi calcoli e stime da cui è emerso che i cittadini andranno a versare con la “Service tax” 16 miliardi di euro l’anno ai Comuni piuttosto che allo Stato che, a sua volta, provvederà a ridurre i trasferimenti agli Enti locali per lo stesso importo.
Mutuo tasso variabile: fare i conti con l’euribor
Quando si stipula un mutuo a tasso variabile senza fare i conti con l’euribor, si commette un errore. A sottolinearlo è Idealista.it prendendo spunto dai consigli da evitare, quando si acquista una casa, stilati da un portale spagnolo. E’ vero che al momento l’euribor a tre mesi, il tasso con cui si agganciano in Italia i mutui variabili, è sui minimi storici e quindi i mutui a tasso variabile costano poco, ma sarebbe sbagliato non fare i conti con il tasso interbancario quando invece negli anni a venire, inesorabilmente si può dire, il costo del denaro tornerà ad aumentare.
Al riguardo Idealista.it, per fissare le idee, sottolinea come nel 2007 l’euribor fosse al 4,3%, ovverosia su valori pari a quasi sette volte l’attuale livello sui mercati. Quindi, quando si acquista una casa con un mutuo variabile occorre per forza fare prima o poi i conti con l’euribor, così come occorre evitare, secondo il portale spagnolo Cotizalia.com, di stipulare mutui con piani di ammortamento lunghissimi.
Acquistare da privato o da società: come cambiano le imposte
Comprare da privato o da società. Ci si trova di fronte a diversi regimi fiscali. Vediamo le principali differenze. Quando un soggetto privato procede all’acquisto di una “prima casa”, il regime fiscale varia a seconda che a vendere sia un altro soggetto privato, oppure un imprenditore che abbia costruito o ristrutturato la casa o ancora un imprenditore che non l’abbia né costruita né ristrutturata ma che la ceda nell’esercizio dell’impresa.
Nel caso in cui l’imprenditore è un soggetto privato, le imposte da pagare sono quelle di registro al 3% e quella ipotecaria e catastale pari a 168 euro ognuna.