La riforma Imu si farà, ma solamente se sarà a costo zero per le casse statali. È quanto emerso dal recente incontro del premier Enrico Letta. Prima con il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni e il Ragioniere generale Daniele Franco, per discutere di conti pubblici e di come finanziare gli interventi di cui si parla da tempo, in ambito immobiliare e non solo.
Imu 2013
Imu giugno 2013 chi paga?
Negli ultimi giorni abbiamo avuto modo di approfondire in diverse occasioni tutte le novità che stanno impattando sull’approccio fiscale dell’imposta municipale unica. Vediamo dunque oggi di integrare ulteriormente l’argomento, andando a scoprire chi non sarà esentato dalla sospensione dei pagamenti del mese di giugno 2013 e, pertanto, chi sarà tenuto a pagare l’imposta.
Imu ecco chi non la paga
Dopo una settimana di “extra time” (l’intesa era prevista sette giorni fa), finalmente il governo letta ha partorito il decreto con il quale si va a impattare in maniera importante sull’imposta municipale unica, sul rifinanziamento Cig in deroga e sui contratti di solidarietà, in aggiunta al taglio degli stipendi dei ministri parlamentari e la proroga dei contratti della pubblica amministrazione.
Imu più cara per chi affitta
L’imposta municipale unica rischia di costare caro a chi affitta gli immobili. Stando a quanto riscontrato con l’acconto 2012, infatti, sono previsti importanti incrementi di imposta (fino al 40 per cento) per quanto concerne i contratti di locazione liberi in alcune delle principali aree immobiliari nazionali (come Venezia e Napoli) e i contratti concordati (Napoli e Campobasso).
Imu 2013 imprese
Brutte, bruttissime notizie per le imprese italiane alle prese con l’Imu. Mentre il governo Letta è alle prese con i tentativi di sospendere (eliminare?) l’imposta sulle prime case, niente sarà fatto per gli imprenditori. Ai quali, in effetti, non rimarrà che fare fronte a pagamenti straordinari, con rincari che si preannunciano – stime del Sole 24 Ore alla mano – anche superiori al 50%, con punte del 200%.
Imu 2013 cosa cambierà
I prossimi giorni saranno particolarmente densi di novità in ambito Imu. Ma quali sono i principali problemi che un decreto (il prossimo, o uno successivo) dovrà andare a risolvere? Cerchiamo di chiarire quali sono gli ostacoli da abbattere per rendere più equa l’imposta municipale unica, e quali sono gli interventi che potrebbero essere realizzabili nel breve termine.
Come cambia l’Imu
Come noto, il governo ha scelto di sospendere il pagamento dell’imposta municipale unica di giugno. Non si tratta di un vero e proprio annullamento di una delle imposte più “odiate” dagli italiani, quanto di una temporanea sospensione dei termini di pagamento, utile per poter valutare con più calma in che modo modificare l’assetto Imu. Ma come cambiare l’imposta patrimoniale sugli immobili? Quali sono le possibili ipotesi di realizzazione della nuova Imu?
Imu 2013 effetti sul mercato immobiliare
L’Imu 2013 è “devastante” per il mercato della casa. A denunciarlo – come avevamo anticipato alcuni giorni fa – è stato il presidente di Confedilizia Corrado Sforza Fogliani, che in una lunga intervista rilasciata al giornalista Gian Maria De Francesco (Il Giornale), segnala puntualmente quali sono state le conseguenze sul mattone derivanti dall’introduzione della nuova imposta municipale unica, che da quest’anno farà compagnia alla rivisitata tassa sui rifiuti (Tares).
Imu 2013 sulle imprese
Il 2013 è anno molto arduo, per le imprese italiane, anche sul fronte dell’applicazione dell’imposta municipale unica. Da quest’anno, infatti, sui fabbricati di categoria catastale D (ovvero, su fabbriche, opifici, e così via), l’aliquota IMU non potrà mai essere inferiore al 7,6 per mille, e neppure in quei comuni che già avevano diminuito la soglia di applicazione dell’imposta, o volevano farlo in questi mesi.
Abolizione Imu – parere dei sindacati
Riunitisi in sede di Camera dei Deputati, i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti e Giovanni Centrella hanno invitato le parti politiche a trovare immediatamente un accordo che possa dar luogo a un esecutivo. Una posizione rafforzata dalle dichiarazioni della Cisl, che si è detta “contrarissima a che si torni a votare, cosa che” – precisa Raffaele Bonanni – “farebbe somigliare l’Italia alla Germania di Weimar“.
Esenzione Imu enti non commerciali per immobili in comodato
Il Dipartimento delle Finanze ha diramato una circolare che chiarisce il tema dell’esenzione dell’applicazione dell’imposta municipale unica per gli immobili in comodato d’uso concessi da enti non commerciali. Una eccezione che riguarderebbe tutti gli enti che svolgono attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive. Vediamo quali sono le principali considerazioni formulate dalla circolare delle Finanze.
Imu: può essere veramente restituita?
Ora che Silvio Berlusconi non può più mantenere la sua “promessa” di restituire l’Imu, salvo clamorosi ribaltoni, possiamo certamente affrontare il tema sull’eventuale rimborso dell’imposta municipale unica con maggiore dovizia di particolari e di analisi. Anche perchè, sottolineava il sottosegretario all’economia Gianfranco Polillo, qualcosa di vero c’è: l’Imu potrebbe essere restituita agli italiani.
Chi paga l’Imu per le case assegnate
Con il passaggio dall’applicazione dell’Ici a quella dell’Imu, cambia anche la regola sul pagamento dell’imposta sull’immobile delle case assegnate. Nell’ipotesi di abitazioni assegnate in sede di separazione o di divorzio, infatti, la soggettività passiva ai fini del tributo comunale sugli immobili non ricade più – come valeva l’ordinario criterio della titolarità formale del bene – dal titolare del bene. Con l’Imu, infatti, la soggettività passiva compete unicamente all’assegnatario dell’alloggio, a prescindere dalla titolarità formale dello stesso.
Imu, ecco i comuni dove si paga di più
È Portofino la località nella quale l’imposta municipale unica giunge ai livelli più onerosi: 1.030 euro. Tra le principali metropoli italiane, invece, il salasso per i contribuenti nazionali è stato subito a Roma, dove si è pagato una media di 537 euro per l’Imu sulla prima casa, e 1.253 euro di spesa media sugli altri immobili. Meglio è andata a Torino, dove l’immobile di residenza è invece costato poco meno di 200 euro, e dove seconde case e negozi hanno superato i 900.