Gli investimenti nel mattone non sono una fissazione tutta italiana o meglio, gli italiani e gli stranieri con il pallino dell’investimento speculativo sono sempre alla ricerca di terreni su cui costruire un impero finanziario. Ecco i luoghi migliori di cui approfittare.
investimenti immobiliari
Investimenti esteri nell’immobiliare italiano
Quanto è attrattivo il mercato immobiliare italiano per gli investitori esteri? La risposta è certa: poco, salvo qualche ristretto settore del nostrano real estate. Il Paese è infatti ai margini europei per quanto concerne il livello di attrattività del proprio mercato in confronto a quello delle altre nazioni del vecchio Continente e, secondo un’indagine compiuta da Ernst & Young, pochi, nel vecchio Continente, riuscirebbero a far peggio.
Investimenti immobiliari 2012 superiori al 2011
Secondo la società di consulenza Jones Lang LaSalle gli investimenti diretti in immobili commerciali a livello globale potrebbero toccare quota 500 miliardi di dollari nel 2013, rispetto ai 443 miliardi del 2012, andando in tal modo a prolungare la tendenza di ripresa negli impieghi nel comparto. Nel corso del 2012, infatti, gli investimenti commerciali immobiliari in Europa, Medio Oriente e Africa sarebbero già cresciuti del 3 per cento a quota 159 miliardi di dollari.
Immobiliare uffici Europa 2012
Secondo quanto affermato da Jones Lang La Salle, la crescita delle locazioni nell’immobiliare europeo degli uffici starebbe rallentando, mentre il valore di capitale rimane fondamentalmente solido. L’indice Jones Lang LaSalle European Office Index riflette un terzo trimestre consecutivo di movimenti negativi, con un calo del -0,4 per cento rispetto al secondo trimestre del 2012 e del -0,5 per cento rispetto al terzo trimestre del 2011. Vediamo allora quali siano le prospettive per il real estate degli uffici del vecchio Continente, e quali le proiezioni future.
Investimenti immobiliari previsti in forte crescita
In un clima di deterioramento e di crescente sfiducia, arriva finalmente qualche buona notizia sul fronte immobiliare. Il merito è di una recente analisi di Scenari Immobiliari, che sottolinea come il peso degli investimenti immobiliari da parte dei grandi investitori potrebbe crescere di circa il 50% rispetto al 2011 entro la fine del 2020. Nella speranza che le operazioni dei grandi portafogli possano trascinare verso un maggiore dinamismo anche gli operatori di più piccole dimensioni e, soprattutto, le famiglie italiane nel segmento abitativo.
Investimenti immobiliari degli italiani all’estero
Secondo quanto formulato da una ricerca condotta da Immobiliare.it e riportata su alcuni portali di settore, la crisi del mercato immobiliare non sembra intaccare l’appeal che il real estate internazionale riveste tra gli italiani in possesso di un portafoglio sufficientemente ampio da poter ricoprire l’impiego nell’acquisto di una proprietà abitativa o non abitativa al di fuori delle patrie frontiere. A conferma di ciò, la continua crescita delle richieste e delle ricerche immobiliari per approdi di investimento negli altri Paesi europei ed extra europei.
Investimenti immobiliari in perdita
La crisi sta contribuendo a sfatare un mito: la sicurezza dell’investimento immobiliare, almeno per quanto concerne il breve termine. La congiuntura dell’eurozona sta infatti incidendo in misura molto pessimista sul portafoglio degli italiani, sebbene – come affermato in un recente approfondimento condotto da Marco Liera sul Sole 24 Ore – le negatività non abbiano influenzato tutti allo stesso modo. Insomma, anche in tempi di crisi c’è chi riesce a trarre delle piccole soddisfazioni, e chi invece non può far altro che produrre la conta delle perdite.
Investimenti immobiliari come negli anni ’70
Gli investimenti immobiliari in Italia continuano a calare, collocandosi su livelli vicini a quelli di metà anni ’70. Stando a quanto affermato dall’Osservatorio congiunturale dell’Ance, gli investimenti nel settore edilizio sarebbero diminuiti del 6 per cento rispetto allo stesso periodo del 2011, contro il calo del 3,8 per cento stimato per l’anno.
Dal 2008 al 2012 il calo generale degli investimenti immobiliari è invece stato pari a un quarto, con un passo indietro del 25,8 per cento: in altri termini, i 43 miliardi di euro di investimenti in meno nel settore delle costruzioni riportano l’Italia indietro di quasi quarant’anni. Sempre secondo l’Ance, inoltre, dallo scoppio della crisi ad oggi, i posti di lavoro perduti si aggirerebbero intorno ai 500 mila, di cui 325 mila nel settore edile, e 175 mila dall’indotto.
Investimenti immobiliari italiani ancora convenienti
L’investimento nel mercato immobiliare italiano sarebbe ancora conveniente, nonostante la crisi di settore. A dirlo è una nuova ricerca condotta da un portale immobiliare specializzato, secondo cui il trend di crescita del real estate tricolore non sembra conoscere battute d’arresto, anche se il contesto generale dell’economia della Penisola non pare poter garantire un sostegno particolarmente deciso allo sviluppo del comparto del mattone.
Ad ogni modo, la ricerca si sofferma soprattutto sulle grandi città italiane, ricordando come, da Milano a Roma, da Firenze a Torino, passando per Napoli e Venezia, i prezzi delle case al metro quadro sarebbero in continua ascesa, con un vero e proprio record nel capoluogo piemontese, dove i valori commerciali delle abitazioni sarebbero cresciuti di 8,3 punti percentuali in un solo anno, a conferma dell’opinione complessiva di un sostanziale buon andamento del mattone metropolitano tricolore.
Calo del 12% negli investimenti immobiliari in Italia
Secondo quanto rivela uno studio condotto dal Cbre, in Europa gli investimenti immobiliari sarebbero cresciuti del 4% durante il 2011, per un controvalore in termini assoluti che si aggira intorno ai 115 miliardi di euro. La Penisola ha invece conseguito un andamento in controtendenza con la media del vecchio Continente, visto e considerato che i dati Cbre sostengono come gli impieghi nel mattone siano calati del 12%, per una cifra vicina ai 4,3 miliardi di euro.
A penalizzare fortemente il trend degli investimenti italiani è stato il contributo degli investitori esteri, che hanno ridotto la spesa del 22% a 1,1 miliardi di euro, pari al 25% del totale. “Negli ultimi mesi dello scorso anno parallelamente all’acuirsi della crisi del debito” – ha osservato l’amministratore di Cbre Italia, Alessandro Mazzanti – “abbiamo assistito a un raffreddamento del sentiment, degli investitori che stavano guardando a operazioni in Italia”.
Dove investire nell’immobiliare europeo
La Germania e i Paesi scandinavi sono le destinazioni “consigliate” per coloro che desiderano porrei n essere investimenti immobiliari nel vecchio Continente. L’interesse dei grandi investitori, e dei privati che possono permettersi un impiego nel mattone al di fuori dei propri confini nazionali, sta infatti rapidamente prendendo la rotta di Berlino e delle capitali del Nord Europa, che nel corso dei prossimi anni dovrebbero garantire dei tassi di ritorno particolarmente significativi alle tasche di chi scommetterà in tali mercati.
L’interesse degli investitori è inoltre concentrato non solamente sul fronte del mercato immobiliare residenziale, quale anche nei confronti degli investimenti sui negozi e sugli spazi commerciali. Secondo un sondaggio compiuto, nel comparto, dall’Associazione Europea Inrev, infatti, del totale di asset gestiti dalle proprie strutture (circa 1,66 trilioni di euro), ben il 64% avrebbe avuto come indicazione dell’investimento il mercato immobiliare della Germania e del Nord Europea, o i settori industriali.
Investimenti immobiliari, gli esperti consigliano la Malaysia
Avete un bel po’ di soldi da investire nel mattone e non avete ancora scelto la destinazione ideale dei vostri fortunati impieghi? Ebbene, secondo alcune recentissime analisi, uno dei mercati che potrebbe dare le maggiori soddisfazioni nel corso dei prossimi anni è la Malaysia, che potrebbe beneficiare di investimenti crescenti da parte degli investitori di aree economicamente più “mature”, attualmente alla ricerca di un approdo sicuro che possa sfuggire alle incertezze economiche internazionali.
Stando a quanto sostiene una previsione condotta dalla società di consulenza IP Global, infatti, gli investimenti medio orientali in Malaysia dovrebbero essere cresciuti di circa 11,4 punti percentuali nel solo terzo trimestre 2011 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, dimostrando pertanto il prolungamento e il consolidamento di un trend di incremento degli impieghi nel real estate locale davvero interessante.
Investimenti immobiliari, quanto pesa la crisi dell’euro
Quanto pesa la crisi dell’euro sul mercato immobiliare? Stando a quanto affermano diverse analisi pubblicate nel corso degli ultimi giorni, l’influenza negativa delle criticità dell’eurozona sugli investimenti immobiliari del vecchio Continente sarà particolarmente elevata, poiché gli impieghi in questo comparto reale saranno danneggiati attraverso maggiori tassi di rischio, che rifletteranno i problemi che non solo riguarderanno tutti i Paesi della macro area, ma altresì in maniera diversificata all’interno dell’area euro, colpendo alcune nazioni in modo più incisivo.
Un nuovo report condotto dalla banca di investimenti Natixis, e la sua affiliata AEW Europe, rivela infatti come l’attuale periodo di criticità potrebbe produrre – e non tanto alla lunga – una spaccatura all’interno dell’eurozona, con un vero e proprio “doppio” sistema della valuta unica europea.
Investimenti immobiliari, ecco le prime 10 città al mondo
Quali sono le destinazioni più ambite dagli investimenti immobiliari? Quali sono le dieci città del mondo in testa all’elenco di aree urbane più apprezzate quando si tratta di mettere i propri risparmi all’impiego sul mattone residenziale? La risposta ci è stata recentemente offerta dalla società di consulenza Savills, che ha pubblicato l’ultima edizione del World Class Index sulle proprietà immobiliari residenziali di maggior valore.
Secondo quanto sostiene Savills, i valori medi commerciali delle abitazioni nelle aree urbane annoverate dall’indice sarebbero cresciuti di ben 77 punti percentuali dal dicembre 2005 ad oggi, dimostrando pertanto che – nonostante l’evidente crisi che ha colpito il settore immobiliare internazionale – l’andamento degli investimenti sul mattone è comunque stato più che conveniente per chi ha agito con un orizzonte di lungo termine.