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Prezzi case: l’aggiornamento di Confedilizia

 Confedilizia ha pubblicato un recente report denominato “Un anno di quotazioni del Borsino Immobiliare”, rilevando un andamento sostanzialmente negativo delle locazioni, e dei valori di compravendita degli immobili adibiti ad uso abitativo in tutti i capoluoghi d’Italia.

Stando a quanto emerge dalla media delle rilevazioni compiute nel 2011, emerge la conferma delle località piùcare” d’Italia nelle principali aree metropolitane. Per zone centrali, il leader del comparto è ancora Venezia, con un prezzo di 9.300 euro al metro quadro, seguita da Roma (8.940 euro al metro quadro), Milano (7.800 euro al metro quadro), che anche nel corso dell’ultimo esercizio ribadiscono la loro prevalenza d’onerosità sull’intero territorio della Penisola, con picchi diversificati a seconda dei quartieri centrali di appartenenza delle proprietà immobiliari abitative.

Investimenti immobiliari: preziosi come il metallo giallo

Gli immobili e l’oro pari sono in termini di appetibilità ai fini di investimento e di redditività. Anzi, le case negli ultimi dieci anni hanno battuto il metallo giallo in termini di rendimento; pur tuttavia, nel futuro a dominare in materia di investimenti immobiliari saranno gli interventi sia di riqualificazione degli asset, sia di trasformazione degli immobili stessi nell’ottica del minor consumo di suolo.

Questo è quanto, in estrema sintesi, è emerso nel corso di un convegno, intitolato “Edilizia sociale, città, governo del territorio“, in base ad una relazione che è stata presentata ed illustrata a Pisa da Lorenzo Bellicini, il direttore del Cresme, Centro ricerche economiche, sociologiche e di mercato nell’edilizia. Nell’ultimo decennio, in particolare, gli immobili hanno reso più dell’oro in quanto un ampio stock di questi, pari a ben il 30%, è finito sul mercato per le compravendite.

Tempi di vendita della casa sempre più lunghi

Sono sempre più lunghi i tempi necessari per poter vendere la propria casa. A dircelo è una recente ricerca compiuta da Tecnocasa, uno degli operatori più importanti della Penisola per quanto concerne la consulenza e le intermediazioni delle compravendite immobiliari.

Stando all’analisi di Tecnocasa, da gennaio 2010 al gennaio 2011 i tempi medi di vendita si sono allungati sensibilmente, con un arco temporale pari a 156 giorni per quanto concerne il primo mese del 2010, e di 168 giorni per quanto invece concerne il primo mese del nuovo anno.

A subire un incremento molto sostanzioso sono stati soprattutto i tempi medi di vendita dei capoluoghi di provincia e delle grandi città, passati dai 167 giorni agli attuali 201 giorni in un anno.

Mutui: aumentano i pignoramenti per insolvenza

 Nel nostro Paese il 5% delle famiglie che stipula un mutuo poi non riesce ad onorare il pagamento delle rate. Questo è, in particolare, quanto reso noto nelle scorse settimane dalla Banca d’Italia in accordo con un Rapporto basato tra l’altro sui dati consolidati degli anni scorsi, ed in particolare nel periodo antecedente alla crisi finanziaria prima, ed economica ed occupazionale poi. Considerando quindi l’impatto della crisi sull’economia reale, attualmente quel 5% rilevato dalla Banca d’Italia potrebbe essere ben più alto.

A rafforzare tale ipotesi è il recente allarme dell’Associazione Adusbef, la quale in particolare ha fatto presente come nel 2010 i pignoramenti siano cresciuti del 31,8%. A causa dell’insolvenza, alimentata dalla raffica di licenziamenti e di cassa integrazione, i pignoramenti risultano essere nel nostro Paese in costante crescita proprio dall’inizio della crisi.

Mutui: Ance, in Italia sono troppo cari

 Nel nostro Paese i mutui non sono a buon mercato rispetto al resto d’Europa, il che significa che la spesa per interessi che si devono sobbarcare sia le famiglie, sia le imprese, è più alta rispetto alla media UE. Questo è quanto, oramai da tempo, denunciano per il nostro Paese le Associazioni dei Consumatori; ma nei giorni scorsi al riguardo s’è espressa anche l’ANCE, Associazione Nazionale Costruttori Edili, sottolineando allo stesso modo come in Italia quando di parla di mutui questi risultano essere i più cari d’Europa.

Secondo l’Associazione trattasi di una criticità che va a pesare non solo sulla stipula di nuovi finanziamenti immobiliari, ma anche, di riflesso, sul settore edile e su quello delle costruzioni che di certo negli ultimi due anni, rispetto al periodo pre-crisi, non si può dire che abbia fatto grandi affari.

Italia, ripresa immobiliare rinviata al 2011?

Nonostante due discreti trimestri, il mercato immobiliare italiano è rientrato nuovamente in una situazione di difficoltà, con i dati dell’ultima nota trimestrale dell’Osservatorio Immobiliare dell’Agenzia del Territorio a spegnere il fuoco dei facili entusiasmi.

Stando a quanto affermato dall’Agenzia, infatti, le compravendite immobiliari (comprendendo, in tal novero, tutti i segmenti del mercato) avrebbero subito una flessione del 2,4% nel terzo trimestre, contro incrementi del 3,4% nel primo trimestre e del 2,4% nel secondo trimestre.

Nel settore residenziale si registra un andamento molto diversificato a seconda delle macroaree di riferimento: nel Nord le transazioni sono in aumento del 2,6%, mentre il Centro ha un trend più tiepido, con un incremento dell’1%; in controtendenza, e pertanto negativo, il dato del Sud, dove le compravendite franano del 13,8%.

Immobili Italia: continua il boom dei pignoramenti

 L’onda lunga della crisi immobiliare, partita dagli Stati Uniti e propagatasi in Europa a seguito dello scoppio della bolla dei mutui subprime, sta lasciando ancora il segno anche nel nostro Paese. Non a caso, in accordo con quanto reso noto e rivelato dall’Adusbef e dalla Federconsumatori, l’avventurismo finanziario delle banche degli ultimi tre anni lo stanno pagando a caro prezzo i cittadini visto che anche nel 2010, con un +31,8%, ad aumentare in maniera preoccupante saranno i pignoramenti immobiliari.

Ma come mai sta succedendo tutto ciò? Ebbene, secondo l’Associazione degli Utenti Bancari e quella dei Consumatori tutto questo sta succedendo proprio a causa delle operazioni e delle decisioni dei banchieri che hanno portato gli Istituti di credito a spacciare derivati avariati ed a creare denaro dal nulla.

Milano, domanda immobiliare stabile nella seconda parte dell’anno

Nomisma ha appena pubblicato il III Rapporto sul mercato immobiliare, con un particolare focus su ciò che accade all’interno dei confini del capoluogo lombardo. A Milano, i dati del secondo semestre dell’anno rivelano un andamento ancora debole delle compravendite e dei prezzi, anche se non tutti gli elementi sono intrisi di negatività.

Rispetto alla prima metà dell’anno, infatti, la domanda è risultata pressoché invariata: un segnale che fa ben sperare che il mercato immobiliare milanese stia raggiungendo una situazione di ideale stabilità, magari anticamera di una ripresa che potrebbe interessare la prima parte del 2011.

Per quanto riguarda i singoli segmenti del mercato immobiliare, è stata riscontrata una flessione dello 0,3% nei prezzi delle abitazioni, mentre più pesante è la contrazione dei valori commerciali negli uffici (- 1,3%) e nei negozi (- 1,6%).

Italia, prosegue la lenta ripresa del settore immobiliare

E’ proseguita, anche nel corso del secondo trimestre, la ripresa del settore immobiliare italiano. A confortare tale impressione non sono solamente le principali analisi compiute da società di osservazione e di consulenza privata, ma, ora, anche l’Istituto Nazionale di Statistica, secondo cui le compravendite nel secondo quarto dell’anno avrebbero conseguito un nuovo incremento.

Più in particolare, le transazioni immobiliari del secondo trimestre sarebbero state pari a 227.140 unità, con un aumento di 2,2 punti percentuali tendenziali, dando così prosecuzione al buon incremento già osservato dallo stesso Istituto di Statistica durante il primo trimestre del 2010.

Ad ogni modo, la ripresa conseguita nel secondo trimestre non è stata sufficiente per recuperare il gap negativo che separa il mercato immobiliare dai volumi ottenuti nel corso del periodo ante-crisi (e, d’altronde, era anche piuttosto difficile che la performance del secondo trimestre potesse riuscire in tale impresa).

Case in Italia: il mercato visto dall’Economist

 In Italia i prezzi medi delle case sono sopravvalutati del 10,5%. Questa è la stima fornita dal prestigioso “The Economist” nell’ambito della consueta rilevazione che il magazine effettua ogni tre mesi sui prezzi degli immobili nei principali Paesi del mondo.

Dal “Bollettino” trimestrale pubblicato dall’Economist, in particolare, emerge come un po’ ovunque la bolla immobiliare, scoppiata con la crisi dei mutui subprime negli Stati Uniti, non si sia ancora sgonfiata. In ogni caso l’Italia può consolarsi rispetto ad altri Paesi dove secondo la rivista di economia i prezzi sono ancora gonfiati con livelli di prezzo decisamente più elevati, ed a fronte di rivalutazioni che dal 1997 al 2010, in molti casi, sono state esplosive ed a tre cifre.

Ristrutturare casa senza rischi

 Quando si effettuano lavori di ristrutturazione è sempre bene farsi rilasciare la fattura, altrimenti sarà complicato, per non dire impossibile, andare a contestare il prezzo. Questo è quanto, tra l’altro, ha messo in evidenza di recente l’UNC, Unione Nazionale Consumatori, nel fornire alcuni consigli utili per andare a ristrutturare la casa senza rischi.

Ad esempio, nel caso in cui tra il lavoro effettuato ed il prezzo richiesto ci sia una evidente sproporzione, allora il proprietario dell’immobile ha tutto il diritto di rifiutarsi di pagare la cifra richiesta riservandosi di far analizzare il tutto o da una persona esperta del settore, oppure si dà tutto in mano ad un giudice.

Comprare casa in Italia: Portofino straccia tutti

È proprio nella la splendida località turistica della riviera ligure che si trovano gli appartamenti più costosi. Sul podio di questa speciale classifica, insieme alla località delle cinque terre, troviamo al secondo posto Cortina d’Ampezzo, esclusiva località e metà invernale degli appassionati della montagna; sul gradino più basso del podio troviamo l’isola di Capri.

I prezzi per acquistare casa a Portofino si aggirano intorno ai 17500 euro in media a metro quadrato. A Cortina, invece, per acquistare casa, ci vuole un esborso di 13000 euro circa in media a metro quadrato. nell’isola di Capri, invece,ci vogliono “solo” 11000 euro circa a metro quadrato.