manovra finanziaria

Rendite catastali nel mirino con la manovra finanziaria

 Più passano i giorni, e più emergono particolari sulla nuova manovra finanziaria da 45 miliardi di euro varata dall’attuale Governo in carica, quello di centrodestra. In attesa che parta la discussione del Testo, nel corso della quale, a parità di saldi, sono attese modifiche sostanziali, emergono non a caso particolari sulla cosiddetta “supertassa“, ovverosia il contributo di solidarietà. Trattasi, lo ricordiamo, di una tassa aggiuntiva che devono pagare tutte le persone fisiche che hanno un reddito totale a partire da 90 mila euro. Reddito totale appunto, non imponibile, il che significa che all’interno va inserita, per chi possiede immobili, anche la rendita o le rendite catastali.

Immobili e manovra finanziaria, le controproposte

 Nei prossimi giorni in Parlamento, dopo l’esame da parte delle Commissioni preposte, partirà la discussione del Decreto legato alla nuova manovra finanziaria da 45 miliardi di euro varata nello scorso weekend dal Consiglio dei Ministri. L’attuale Governo di centrodestra è orientato a non porre la fiducia, ragion per cui è molto probabile che passeranno parecchi emendamenti che apporteranno modifiche al Testo. Al momento dalla manovra è rimasta fuori la casa, ma non è detto che non arrivino novità di rilievo in merito visto che, anche all’interno della maggioranza stessa, ci sono dissidi riguardo a nuovi e pesanti tagli ai trasferimenti ai Comuni ed alle Regioni.

Manovra finanziaria: la casa resta fuori, per ora

 Con la nuova manovra finanziaria, pari a ben 45 miliardi di euro, il Governo di centrodestra ha deciso di lasciar fuori la casa da nuovi possibili provvedimenti, in particolare dall’introduzione di nuove tasse per intenderci. Ma per i proprietari di immobili potrebbe trattarsi solo della quiete prima della tempesta. A parità di saldi, infatti, ora la manovra dopo la pausa estiva arriverà prima presso le Commissioni parlamentari competenti, e poi alla Camera ed al Senato per la discussione e per l’approvazione. Se il Testo fosse blindato con la fiducia, allora per i proprietari di case non ci sarebbero sorprese negative. Pur tuttavia la maggioranza di Governo ha tutta l’intenzione di non blindare il Testo, ragion per cui sarà di sicuro passibile di modifiche.

Manovra finanziaria: colpisce mutui, case ed affitti

 La manovra correttiva triennale dei conti pubblici rischia di dare il colpo di grazia in Italia alle famiglie, ed in particolare a milioni di italiani proprietari di case, a quelli che la casa la stanno ancora pagando col mutuo, ed a quelle che vivono in affitto. Al riguardo è tutt’altro che positivo il giudizio del Sunia, Sindacato Unitario Inquilini ed Assegnatari, su una manovra che nel complesso va proprio a discapito della povera gente attraverso gli odiati, gli odiatissimi tagli lineari a partire dalla decisione di abbassare in maniera indiscriminata le agevolazioni fiscali, ovverosia le deduzioni e le detrazioni. Con la conseguenza che si rischia una ulteriore riduzione delle risorse a sostegno delle famiglie in difficoltà con il pagamento degli affitti, ma anche il ritorno delle tasse sulla prima casa, e l’inasprimento dei tassi di interesse sui mutui a causa dell’allargamento della banda sui tassi ad usura.

Agenti immobiliari e liberalizzazioni, quale futuro?

La Fiaip, Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali, è favorevole alle liberalizzazioni. A ribadirlo è stata proprio la Federazione di categoria dopo che l’attuale Governo in carica di centrodestra intende portare avanti provvedimenti finalizzati a più liberalizzazioni nel settore delle professioni. Al riguardo la Fiaip, Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali, ha però accolto con un plauso la decisione del Consiglio dei Ministri di stralciare i provvedimenti inerenti le liberalizzazioni delle professioni da tutti quelli legati alla manovra triennale; questo perché le liberalizzazioni, senza andare a penalizzare tanto i professionisti quanto i consumatori, devono essere frutto di un approfondito dibattito con tutte le parti in causa, ovverosia con le associazioni di categoria.