mercato americano

Pignoramenti ancora elevati nel mercato americano

 Stando a quanto affermato da una recentissima analisi compiuta da Realty Trac, il peso dei pignoramenti immobiliari nel mercato statunitense sarebbe ancora molto elevato, e ben lungi dal subire l’attesa contrazione. Le operazioni che hanno avuto per oggetto la compravendita di proprietà immobiliari precedentemente oggetto di pignoramento pesano infatti ancora per un quarto del totale delle transazioni immobiliari.

La proporzione di cui sopra è infatti salita a 24 punti percentuali sul totale delle case vendute, rispetto ai 20 punti percentuali del trimestre precedente. Nello stesso periodo (il quarto trimestre) dell’anno precedente, invece, il peso era pari a 26 punti percentuali. Brutte notizie per chi si attende un calo del fenomeno nel 2012: “attendiamo un incremento della proporzione durante l’anno in corso” – ha dichiarato infatti l’amministratore delegato di Realty Trac Bandon Moore.

Immobiliare USA, si attendono dati positivi per inizio anno

 Anche se non c’è ancora l’ufficialità (che arriverà presumibilmente nelle prossime ore) gli economisti statunitensi consultati da Bloomberg News sostengono che nel corso del mese di gennaio le vendite di proprietà abitative nel mercato nordamericano potrebbero essere balzate ai massimi livelli da maggio 2010 ad oggi, grazie alla spinta positiva di inizio esercizio, che potrebbe aver finalmente avviato una nuova, attesa fase del real estate dell’economia americana.

Stando a quanto affermato dalla ricerca compiuta dal media, infatti, gli acquisti di case di nuova o vecchia costruzione dovrebbero esser salite a quota 4,97 milioni di unità annualizzate, rispetto ai 4,92 milioni di unità annualizzate che invece avevano contraddistinto l’andamento del precedente mese di dicembre. Tra le principali determinanti di questo piccolo, ma significativo boom del real estate nordamericano, un positivo andamento del mercato del lavoro, con un rafforzamento dello scenario occupazionale.

Acquisti case usate prossimi ai massimi da due anni nel mercato USA

 Secondo quanto riportato da un’analisi pubblicata poche ore fa dalla National Association of Realtors di Washington, i contratti stipulati per acquistare case usate (il mercato secondario) durante il mese di dicembre avrebbero raggiunto un livello pari al massimo negli ultimi 19 mesi, evidenziando – stando al parere dei principali osservatori – come la lunga fase di stabilizzazione del real estate a stelle e strisce, cominciata nell’ultima parte del 2011, estenderà la propria caratteristica principale anche nel corso del nuovo anno.

Opinioni positive in merito ai dati statistici formulati dalla NAR sono state espresse dagli analisti di Moody’s, secondo cui il momento sarebbe molto soddisfacente, e come una più elevata fiducia da parte dei consumatori italiani da una parte, e un calo del tasso di disoccupazione dall’altra – unitamente al mantenimento dei tassi di interesse di riferimento su valori molto bassi – sta permettendo ai compratori di poter finalmente mostrare concretamente l’interesse sopito nei confronti delle operazioni di acquisto delle prime o delle seconde case.

Preliminari di vendita in calo nel mercato americano

Stando a quanto afferma una recentissima analisi compiuta dalla National Association of Realtors, il numero di preliminari di vendita siglati per formalizzare una futura compravendita di una proprietà immobiliare ad utilizzo abitativo negli Stati Uniti avrebbero subito un deciso calo nel corso del mese di agosto, significando una scarsa contribuzione positiva da parte del basso costo del denaro e dei bassi prezzi delle stesse case.

La National Association of Realtors evidenzia infatti come nel corso dell’ottavo mese dell’anno il volume di preliminari di vendita siglati abbia subito un calo pari a 1,2 punti percentuali rispetto al mese precedente, nel quale – a sua volta – il volume di preliminari di vendita aveva generato una contrazione pari a 1,3 punti percentuali.