mercato del lavoro

Affitti case, balzo positivo nell’esclusiva Manhattan

 A Manhattan, una delle zone più esclusive e note di tutti gli USA, gli affitti degli appartamenti tornano a crescere con un ritmo notevole. Stando a quanto è stato affermato dalla società di consulenza Miller Samuel e dal broker Prudential Douglas Elliman Real Estate, infatti, i canoni di locazione per gli appartamenti della zona sarebbero cresciuti di circa 7 punti percentuali durante il secondo trimestre rispetto allo stesso periodo di tempo dell’anno precedente.

Crescono pertanto i costi per affittare una casa a Manhattan. Stando a quanto riferiscono le due società sopra ricordate, ora il costo di un appartamento nella prestigiosa area sarebbe pari a 2.888 dollari al mese, contro i 2.700 dollari di un anno fa. Il numero dei nuovi contratti di locazione siglati nel corso del periodo in oggetto di considerazione è invece cresciuto del 52% su base annua, a quota 8.572 unità.

Regno Unito, prezzi case in calo anche nel 2010

Hometrack ha pubblicato una nuova attesa stima su ciò che potrebbe divenire il mercato immobiliare del Regno Unito nel corso del neo entrato 2010. Un report che per certi versi non aggiunge niente di nuovo a ciò che già sapevamo, e che conferma come alcune situazioni contingenti dovrebbero rendere più annosa la lenta risalita del mercato immobiliare locale, con particolare riferimento al livello dei prezzi delle proprietà.

Stando alle considerazioni diramate da Hometrack, le determinanti principali in grado di rallentare la crescita del mercato immobiliare saranno rappresentate principalmente dalla situazione occupazionale, con un tasso di chi cerca un lavoro dato in crescita almeno per tutta la prima parte dell’anno, e dallo scenario delle agevolazioni fiscali per gli acquirenti della prima casa (e non solo), che la società dà in fase di peggioramento per l’anno in corso.

Il gruppo di ricerca con sede a Londra ha pertanto precisato che – dopo un 2009 che si è chiuso con una sostanziale invariabilità dei prezzi delle proprietà immobiliari ad uso abitativo – il 2010 sarà caratterizzato da una lenta e lunga flessione, pur compressa in una contrazione pari ad un punto percentuale rispetto ai valori immobiliari riscontrati come base di partenza nella giornata del 1 gennaio del corrente anno.

Prezzi case negli States, fiducia da parte di alcuni analisti

È appena stato pubblicato un interessante report ad opera di Bloomberg News sul futuro presumibile andamento del mercato immobiliare statunitense, e in particolar modo sul livello dei prezzi delle proprietà immobiliari ad uso abitativo. Il media americano si è preso la briga di chiedere a 29 economisti cosa ne pensassero dei primi mesi del 2010 in ottica real estate, e i risultati sono stati in alcuni casi controtendenti rispetto all’opinione della maggioranza degli economisti.

Ciò che emerge dal report è infatti che la fiducia dei cittadini, e in particolar modo dei proprietari di casa, sarà certamente destinata a salire nel corso del primo semestre dell’anno appena cominciato, in virtù dell’impressione di un diradarsi della fase più negativa della peggior recessione dagli anni ’30 ad oggi. A prevalere è, insomma, sempre più un ottimismo sulla ripresa economica locale e, tra essa, del mercato immobiliare.

Nel corso dei primi mesi del 2010 i prezzi delle case negli Stati Uniti rallenteranno in maniera definitiva la propria contrazione, per poi riprendere la strada della crescita in modo lieve e graduale, ma continuo. Il report ricorda poi l’attuale andamento dei prezzi, che nelle 20 principale aree metropolitane del Paese nordamericano ha subito un decremento del 7,1% ad ottobre rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

Stati Uniti, dati ufficiali del terzo trimestre

L’Agenzia governativa di riferimento per il settore immobiliare negli Stati Uniti ha fornito i dati ufficiali sull’andamento del terzo trimestre 2009.

Il periodo ora in esame ha innanzitutto visto i prezzi delle proprietà immobiliari ad uso abitativo diminuire del 3,8% rispetto allo stesso livello dello scorso anno: un calo ancora piuttosto significativo, ma pur sempre il declino meno rilevante dal primo trimestre del 2008. Sulle determinanti di questo miglioramento dello scenario, non sembrano esserci molti dubbi. Come più volte abbiamo sottolineato qui su Io Compro Casa, il merito della ripresa nel breve termine sembra vada ricercato principalmente negli incentivi fiscali predisposti per gli acquirenti della prima casa.

Su base mensile, invece, i prezzi sembrano essere praticamente invariati dal mese di settembre al mese di agosto. Risultano essere invece più alti dello 0,2% rispetto a quelli del secondo trimestre dello stesso anno.

Stati Uniti, buona ripresa delle costruzioni

Secondo quanto sostengono gli economisti locali, negli Stati Uniti durante il mese di ottobre l’industria delle costruzioni avrebbe ripreso di buona lena le proprie attività, portandosi a un volume di realizzazioni mai così elevato negli ultimi undici mesi.

Le nuove case sono infatti cresciute dell’1,7%, con un volume annuo pari a 600 mila unità, per il livello più elevato dal mese di novembre del 2008. Ma quali sono le determinanti che hanno prodotto questo rialzo nell’industria statunitense delle costruzioni?

Per gli analisti il merito andrebbe principalmente ricondotto a un indebitamento più conveniente, favorito da un livello dei tassi sempre più basso, e dalle agevolazioni fiscali e creditizie previste dal governo per risollevare l’andamento del real estate americano. Questo avrebbe provocato un riavvio delle transazioni immobiliari, che avrebbe spinto l’industria delle costruzioni a riprendere con un discreto ritmo le proprie attività.

USA, situazione sempre più tesa per le case pignorate

RealtyTrac sostiene che per l’ottavo mese consecutivo il numero dei provvedimenti di pignoramento immobiliare avrebbero superato quota 300 mila unità: la “colpa” di questa situazione sarebbe riconducibile prevalentemente alla situazione del mercato del lavoro, con la crescente disoccupazione che rende sempre più difficile il soddisfacimento dei debiti dei singoli mutuatari.

E così, nel mese di ottobre, un ammontare totale di 332.292 proprietà immobiliari sono state coinvolte in questo genere di provvedimenti, per una percentuale che rispetto allo stesso periodo dello scorso anno risulta essere superiore di quasi il 19%, e che coinvolge ora un proprietario di immobile su 385.

Per gli analisti del mercato immobiliare nordamericano, questo scenario è una delle cause principali che sostanzialmente terrà a freno i prezzi, con gli istituti di credito che metteranno nel mercato un numero crescente di case.

Mutui USA, tassi ancora in diminuzione

Secondo un’analisi condotta da Freddie Mac – società la cui notorietà al di fuori degli Stati Uniti d’America è legata per lo più al burrascoso recente passato – i tassi di interesse applicati ai mutui trentennali a tasso fisso negli USA avrebbero subito un ulteriore calo durante l’ultima settimana, toccando il minimo dell’ultimo mese e mezzo.

Questo nuovo passo indietro da parte dei tassi sui mutui avrebbe, stando alle prime analisi condotte sui dati di ottobre e di novembre, spinto nuove richieste di finanziamento da parte dei potenziali acquirenti, e indotto chi è già titolare di un mutuo a rinegoziare le condizioni con il proprio istituto di credito erogante.

Ma quali sono i tassi medi applicati a un mutuo negli Stati Uniti? Freddie Mac sostiene di aver rilevato un tasso del 4,91% per i finanziamenti a 30 anni, contro il precedente 4,98% della scorsa settimana. Più bassi, ovviamente, sono i tassi per i finanziamenti con durata di 15 anni, il cui valore medio si aggira oggi al 4,36%.