L’immobiliare di Dubai, del quale diverse volte ci siamo occupati nel corso degli ultimi anni, e che è divenuto uno dei simboli della crisi del real estate internazionale, starebbe mostrando qualche primo, timido, segnale di ripresa. “I dati di crescita del settore immobiliare degli ultimi tre trimestri sono i migliori registrati sin dal 2008, quando la crisi finanziaria globale ha messo in ginocchio il settore casa e costruzioni, indicano le analisi di diverse societa’ di consulenza. Gli appartamenti del progetto “The Address The Blvd”, distribuiti su 62 piani per 340m di altezza poco distanti da Burj AL Arab, il grattacielo piu’ alto al mondo, sono stati venduti la settimana scorsa ad un ritmo piu’ accellerato dei biglietti per il concerto di Justin Bieber: meno di 24 ore” – afferma uno speciale curato dall’Ansa.
mercato estero
Boom delle vendite delle case in Nuova Zelanda
Dopo diversi mesi di “assenza” torniamo ad occuparci del mercato immobiliare della Nuova Zelanda, che ha fatto siglare un incremento delle vendite delle case da record durante il mese di marzo, che è di fatti il miglior mese del mercato delle case dal novembre del 2007. Le vendite – stando a quanto affermato dal Real Estate Institute of New Zealand – sono infatti cresciute di 25,3 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, per un controvalore assoluto pari a 7.330 unità rispetto ai 6.168 di febbraio.
L’incremento delle vendite delle proprietà immobiliari ad uso abitativo sono cresciute grazie a una spinta decisiva della domanda domestica, e da sintomi di miglioramento della ripresa economica locale, dopo che il governatore della banca centrale Alan Bollard, lo scorso mese, ha segnalato che potrebbe lasciare invariato il tasso di interesse di riferimento invariato all’attuale soglia dei 2,5 punti percentuali per ancora diversi mesi e, probabilmente, fino al termine del 2012.
Prezzi case in rialzo a marzo – Regno Unito
Stando a quanto affermato dalla LSL Property Services Plc e la Acadametrics Ltd., anche nel corso del mese di marzo i prezzi delle proprietà immobiliari ad uso abitativo nel mercato britannico sarebbero cresciuti in maniera significativa. Di conseguenza, marzo 2012 diviene il quarto mese consecutivo di incremento dei valori commerciali delle abitazioni, come d’altronde ampiamente prevedibile considerata la scadenza delle esenzioni fiscali per le prime case, terminata proprio nel mese di marzo.
Il prezzo medio di un appartamento in Inghilterra e in Galles, sostiene ancora la ricerca di Acadametrics, sarebbe cresciuto di 0,2 punti percentuali rispetto al mese di febbraio, con un valore assoluto pari a 221.543 sterline (circa 353 mila dollari). Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, invece, i valori commerciali sarebbero diminuiti di 1,3 punti percentuali, in linea con il passo indietro di febbraio.
Crescita prezzi case inglesi – marzo 2012
Secondo quanto afferma un report recentemente pubblicato ad opera della Royal Institution of Chartered Surveyors, l’indice dei prezzi delle case del Regno Unito sarebbe cresciuto ai massimi livelli degli ultimi 21 mesi durante il recente mese di marzo: la determinante fondamentale in tale incremento sarebbe riconducibile alla volontà – da parte degli acquirenti delle prime case – di effettuare le operazioni di compravendita prima della scadenza del periodo di esenzione fiscale a loro beneficio previsto dal governo. Il valore dell’indice è cresciuto di 3 punti percentuali rispetto a febbraio (da meno 10) toccando così la soglia massima dal giugno 2010 ad oggi.
Ricordiamo che, al fine di incentivare le transazioni immobiliari sul mercato locale, il governo britannico aveva lanciato l’esenzione biennale dal pagamento delle tasse sul real estate da parte di tutti gli acquirenti di una prima casa, il cui costo non fosse superiore alle 250 mila sterline. Un beneficio scaduto il 24 marzo 2012, e che ha portato un discreto numero di compratori ad accelerare le transazioni di compravendita al fine di poter godere dell’importante benefit loro riconosciuto.
Prezzi case USA forse in calo del 10%
Secondo quanto afferma una ricerca condotta da Moody’s Analytics, i prezzi delle case degli Stati Uniti potrebbero subire ancora corposi decrementi. La motivazione, come oramai ricordiamo da diversi trimestri sulle pagine del nostro sito, è da ricondursi allo straordinario ammontare di case pignorate terminate sul mercato immobiliare, e che contribuiscono a generare evidenti pressioni al ribasso nei valori commerciali delle proprietà ad uso abitativo, con una proporzione che è ben lungi dall’esaurirsi.
Le vendite di proprietà immobiliari precedentemente oggetto di procedura pignoratizia dovrebbero crescere di circa 25 punti percentuali durante l’anno in corso, fino ad arrivare alla straordinaria cifra di 1,25 milioni di unità, rispetto al milione di unità del 2011. I prezzi delle case dovrebbero pertanto poter scivolare di almeno altri 10 punti percentuali a causa del deterioramento delle condizioni del mercato immobiliare, conseguente al deprezzamento indotto da questo comparto del real estate a stelle e strisce.
Prezzi case, brusco calo record nel Regno Unito
I prezzi delle proprietà immobiliari ad uso abitativo nel Regno Unito sono calati ai minimi livelli da due anni a questa parte durante il mese di marzo, come conseguenza della scadenza dell’esenzione dall’applicazione di una tassa sugli acquisti di prime case. Un’esenzione fiscale che aveva costituito significativo beneficio da parte dei “primi” mutuatari, creando un incremento della domanda di settore nella parte finale del 2011 e nella primissima parte del nuovo anno.
Come affermato dalla Nationwide Building Society in un suo recente report, i prezzi delle proprietà immobiliari abitative sono calati di un punto percentuale a marzo rispetto a quanto rilevato nel corso del mese precedente, a una media assoluta pari a 163.327 sterline (circa 259 mila dollari) per il più grave declino dal mese di febbraio 2010. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, i prezzi sono invece calati di 0,9 punti percentuali, per la prima flessione su base annua da sei mesi a questa parte.
Acquisto uffici USA: dove conviene
Se pensate che New York sia la metropoli americana dove è più conveniente acquistare un ufficio, vi sbagliate di diverse centinaia di chilometri. Stando a quanto affermato da una recentissima analisi condotta da Marcus & Millichap Real Estate Investment Services, infatti, tra poco la metropoli che diventerà più redditizia per chi sceglie di investire in immobili ad uso ufficio sarà San Francisco, che scavalcherà proprio New York in questa specialissima classifica delle aree territoriali best performers per quanto concerne il real estate non abitativo, e prettamente legato all’utilizzo commerciale degli uffici.
Già nel corso del 2012 la città californiana è riuscita a scavalcare cinque posizioni nella classifica nazionale degli indici di valore delle proprietà immobiliari ad uso ufficio, ponendo le basi per occupare stabilmente il primo gradino del podio, proprio davanti alla Grande Mela, che invece dovrebbe piazzarsi in seconda posizione, a sua volta davanti a Houston, che le proiezioni di Marcus & Millichamp considerano in terza piazza.
Immobiliare, si teme la bolla speculativa in Germania
A parlarne, dapprima timidamente, poi in maniera sempre più convinta, sono alcuni tra i principali osservatori di ciò che accade sul fronte real estate internazionale, secondo cui la straordinaria ripresa del mercato immobiliare tedesco sarebbe in grado di celare la formazione di una pericolosa bolla speculativa che potrebbe portare a seri pregiudizi sulla stabilità dei valori e delle transazioni del mercato del mattone di Berlino.
Nel corso dell’ultimo anno, d’altronde, il ritmo di crescita dei prezzi delle case tedesche è stato certamente anomalo, con punte di 7 e 10 punti percentuali a Berlino e ad Amburgo, due città che hanno sempre goduto di un particolare interesse sul fronte immobiliare, ma che negli ultimi tempi hanno dovuto far fronte con una incidenza di sviluppo dei valori commerciali davvero eccessiva rispetto a quanto era d’abitudine.
Immobiliare USA, crescono le prospettive di miglioramento
Continua a crescere l’ottimismo degli operatori sullo sviluppo del mercato immobiliare statunitense. Stando a quanto affermato da diverse ricerche e, in particolar modo, dai dati ufficiali forniti dal Dipartimento del Commercio di Washington, infatti, gli avvii delle costruzioni di nuove proprietà immobiliari abitative nei cantieri a stelle e strisce avrebbero toccato, nel corso del recente mese di febbraio, i livelli massimi degli ultimi tre anni, consolidando altresì una positiva stabilizzazione delle concessioni di licenze edilizie.
Quelli di cui sopra, secondo una fetta crescente degli operatori e degli analisti del real estate statuntiense, sono dati che potrebbero costituire una utile base per una valutazione positiva di quanto accadrà a breve nel mercato immobiliare abitativo.
Immobiliare USA, nuovo rallentamento nel calo dei prezzi delle case
Secondo quanto afferma una nuova ricerca condotta da Nationwide sul mercato immobiliare statunitense, i prezzi delle case su base annua sarebbero ancora in flessione, ma con un rallentamento significativo rispetto a quanto avveniva nel recente passato. Il passo indietro di gennaio 2012 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente è stato infatti contenuto in un – 3,1 punti percentuali, mentre la flessione su base mensile è stata limitata a un solo punto percentuali.
Il mese di gennaio si conferma in tal modo come il sesto declino mensile consecutivo di fila, con un deprezzamento dei valori su base annua di 0,9 punti percentuali se si esclude la contribuzione negativa generata dalle case precedentemente oggetto di pignoramento. Il valore rettificato, su base mensile, risulta addirittura essere positivo per 0,7 punti percentuali.
Immobiliare Brasile: si attende il boom per le Olimpiadi
Un vero e proprio boom di settore è quello che attende il mercato immobiliare del Brasile. Il Paese sudamericano è atteso da un triennio particolarmente intenso sul fronte degli eventi sportivi, e – complice un’economia piuttosto dinamica – gli operatori sono pronti ad accogliere un tasso di ritorno degli investimenti nelle proprietà immobiliari fino alla doppia cifra nel brevissimo termine temporale.
Stando a quanto afferma una ricerca condotta da Reuters all’interno delle divisioni specializzate di 15 istituti di credito internazionali, associazioni di imprenditori e gruppi di ricerca, i prezzi delle proprietà immobiliari brasiliane dovrebbe crescere tra i 5 punti percentuali e i 10 punti percentuali entro la fine del 2012.
Prezzi case, calo di fine 2011 nelle metropoli USA
Secondo quanto affermato dall’indice di riferimento Case – Shiller / S&P sul mese di dicembre, i prezzi delle proprietà immobiliari ad uso abitativo nelle 20 principali aree metropolitane degli Stati Uniti sarebbero diminuiti ben oltre le previsioni, come principale conseguenza di una serie di determinanti (come l’elevato volume di pignoramenti) che condizionano negativamente il mercato immobiliare locale fin dal 2008, con particolare relazione per quanto concerne il trend assunto dai valori commerciali del mattone.
Stando alla rilevazione dell’indice, i prezzi delle case delle 20 aree metropolitane di riferimento sul territorio statunitense sarebbero diminuiti di 4 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, dopo una contrazione che nel corso del precedente mese di novembre era stata pari a 3,9 punti percentuali. La media delle previsioni degli analisti consultati da Bloomberg News era invece pari a un declino di 3,7 punti percentuali.
Immobiliare Stati Uniti, risultati migliori delle attese nel mese di gennaio
Sono cresciuti oltre le attese i dati consuntivi di quanto realizzato nel mercato immobiliare statunitense nel corso del mese di gennaio. Gli acquisti di nuove case nel più importante mercato real estate del Nord America hanno infatti superato le aspettative dei principali analisti, giungendo a un livello vicino al picco massimo degli ultimi 12 mesi (riscontrato nel corso del mese precedente), ed evidenziando agli osservatori del locale comparto residenziale e non residenziale quanto le attività stiano lentamente giungendo a una stabilizzazione.
Stando a quanto affermato dal Dipartimento del Commercio di Washington, infatti, le vendite di nuove proprietà immobiliari ad uso abitativo sarebbero calate di soli 0,9 punti percentuali dal picco sopra esposto, per un livello annualizzato pari a 321 mila unità, contro le 324 mila unità del mese di dicembre. Un livello sicuramente più elevato di quanto atteso, visto e considerato che le stime per l’acquisto di nuove case sul territorio statunitense parlavano di un volume annualizzato di compravendite non superiore alle 315 mila unità.
Prezzi case, vicino a nuovi record quelli londinesi
Secondo quanto afferma una recente ricerca compiuta dalla società Rightmove Plc, i prezzi delle proprietà immobiliari ad uso abitativo nell’area metropolitana di Londra sarebbero molto vicini a livelli record, con un mese di febbraio che si candidata pertanto a divenire un periodo di straordinaria vivacità per quanto riguarda il real estate d’oltre manica.
I prezzi medi delle case nella capitale del Regno Unito sarebbero infatti saliti di 2,5 punti percentuali rispetto al mese di gennaio, andando a raggiungere le 449.252 sterline (circa 710 mila dollari), solo 1.000 sterline in meno rispetto al record toccato nel corso del precedente mese di ottobre 2011, come confermato dall’operatore immobiliare nel recentissimo approfondimento. Complessivamente, i prezzi delle case in Inghilterra e in Galles sarebbero cresciuti di 4,1 punti percentuali su base mensile, per il trend record dall’aprile 2002.