mercato usa

Immobiliare americano la ricetta per ripartire

 Ora che anche il pericolo del fiscal cliff sembra essere definitivamente scongiurato, l’economia reale americana sembra poter intraprendere in maniera ancor più convinta la strada della ripresa. Il settore immobiliare, che era stato artefice (o parziale fautore) del crac del 2008, ha oramai svoltato verso un percorso di graduale ripresa dei valori, con le autorità statistiche d’oltre Oceano che hanno attestato un buon ritmo di incremento delle vendite di nuove case, e l’incremento contestuale dei prezzi delle abitazioni.

Immobiliare Stati Uniti, risultati migliori delle attese nel mese di gennaio

 Sono cresciuti oltre le attese i dati consuntivi di quanto realizzato nel mercato immobiliare statunitense nel corso del mese di gennaio. Gli acquisti di nuove case nel più importante mercato real estate del Nord America hanno infatti superato le aspettative dei principali analisti, giungendo a un livello vicino al picco massimo degli ultimi 12 mesi (riscontrato nel corso del mese precedente), ed evidenziando agli osservatori del locale comparto residenziale e non residenziale quanto le attività stiano lentamente giungendo a una stabilizzazione.

Stando a quanto affermato dal Dipartimento del Commercio di Washington, infatti, le vendite di nuove proprietà immobiliari ad uso abitativo sarebbero calate di soli 0,9 punti percentuali dal picco sopra esposto, per un livello annualizzato pari a 321 mila unità, contro le 324 mila unità del mese di dicembre. Un livello sicuramente più elevato di quanto atteso, visto e considerato che le stime per l’acquisto di nuove case sul territorio statunitense parlavano di un volume annualizzato di compravendite non superiore alle 315 mila unità.

Vendita di nuove case ai massimi da nove mesi

 Secondo quanto sostengono diverse ricerche compiute sul suolo americano, gli acquisti di nuove case da parte dei cittadini statunitensi avrebbero toccato i massimi livelli degli ultimi nove mesi durante il periodo di gennaio, dimostrando in tal modo con un dato parziale (pur significativo) che la lenta e lunga ripresa delle attività del mercato real estate a stelle e strisce è già iniziata.

Le vendite sono state infatti stimate in aumento per 2,6 punti percentuali per un volume annualizzato pari a 315 mila unità. Dati previsionali che potrebbero essere confermati (o meno) dal report ufficiale che si attende per le prossime ore a firma del Dipartimento del Commercio di Washington, e che mai come negli ultimi mesi è particolarmente atteso al fine di comprendere in che modo si evolverà un 2012 che si preannuncia all’insegna delle sorprese.

Acquisti case usate prossimi ai massimi da due anni nel mercato USA

 Secondo quanto riportato da un’analisi pubblicata poche ore fa dalla National Association of Realtors di Washington, i contratti stipulati per acquistare case usate (il mercato secondario) durante il mese di dicembre avrebbero raggiunto un livello pari al massimo negli ultimi 19 mesi, evidenziando – stando al parere dei principali osservatori – come la lunga fase di stabilizzazione del real estate a stelle e strisce, cominciata nell’ultima parte del 2011, estenderà la propria caratteristica principale anche nel corso del nuovo anno.

Opinioni positive in merito ai dati statistici formulati dalla NAR sono state espresse dagli analisti di Moody’s, secondo cui il momento sarebbe molto soddisfacente, e come una più elevata fiducia da parte dei consumatori italiani da una parte, e un calo del tasso di disoccupazione dall’altra – unitamente al mantenimento dei tassi di interesse di riferimento su valori molto bassi – sta permettendo ai compratori di poter finalmente mostrare concretamente l’interesse sopito nei confronti delle operazioni di acquisto delle prime o delle seconde case.

Scarso contributo dell’immobiliare USA alla crescita economica

 Il mercato immobiliare americano? Non fornirà che un “modesto” contributo alla crescita economica locale. A dirsi convinta di ciò è la società Fannie Mae (che ritroviamo abbastanza spesso sulle pagine del nostro blog insieme alla Freddie Mac, per i risultati dei rispettivi monitoraggi), che dichiara come l’andamento delle vendite di case e le attività dell’industria delle costruzioni, nel 2012, saranno incapaci di generare l’idonea spinta propulsiva a un’economia statunitense che non è ancora uscita totalmente dalla crisi.

Le vendite di case (comprendendo in tale novero sia quelle di nuova realizzazione, sia quelle usate, avvenute sul mercato secondario), aumenteranno di 3,5 punti percentuali. L’avvio di nuove costruzioni sarà invece in grado di giungere fino a un massimo di 16 punti percentuali, grazie soprattutto al positivo contributo del segmento delle proprietà unifamiliari.

Richieste mutuo in crescita nel mercato USA di inizio 2012

 Secondo quanto affermato dalla MBA (Mortgage Bankers Association), nel corso della prima settimana del 2012 le richieste di mutui riscontrate dalle banche operanti all’interno del territorio statunitense sarebbero cresciute di un buon ritmo rispetto all’ultima settimana del 2011, per risultati che andrebbero tuttavia analizzati in un’ottica ben più ampia, soprattutto tenendo in considerazione qual’era la base di partenza del calcolo statistico.

In termini più concreti, dall’ultima settimana dell’anno alla prima del nuovo 2012, le richieste di mutui alle banche americane sarebbero cresciute di ben 4,5 punti percentuali. Una proporzione piuttosto significativa, che tuttavia rischia di essere influenzata in maniera pressochè determinate dalla scarsa rilevanza della base di confronto, tenendo cioè in considerazione che – tradizionalmente – nella settimana post natalizia le attività creditizie subiscono un naturale rallentamento.

Prezzi case, calo ufficiale oltre le attese nel mercato USA

 Secondo quanto affermato dall’indice Case – Shiller / Standard & Poor’s, i prezzi delle proprietà immobiliari ad uso residenziale, negli Stati Uniti, sarebbero calati di un ritmo superiore a quanto atteso durante il mese di ottobre, con un’evoluzione da interpretarsi negativamente, soprattutto sul fronte dell’influenza pessimistica condotta dall’andamento dei pignoramenti e del mercato occupazionale locale.

Stando a quanto rivela l’indice, infatti, i valori commerciali delle 20 aree metropolitane più rappresentative d’America sarebbero diminuiti mediamente di 3,4 punti percentuali nel decimo mese dell’anno (rispetto a quanto rilevato nello stesso periodo del 2010) contro un declino di 3,5 punti percentuali che invece aveva caratterizzato il precedente mese di settembre, sempre nei confronti della base annua, e contro un – 3,2% che aveva contraddistinto gli auspici degli analisti di Bloomberg, di cui vi avevamo dato un breve cenno appena ieri.