mutui casa

Confronto europeo sui tassi dei mutui – marzo 2013

 Che gli italiani paghino troppi interessi sui mutui casa è dato ben noto. Come abbiamo ripetuto più volte nel corso delle ultime settimane, la “responsabilità” è ascrivibile principalmente allo “spread“, cioè alla maggiorazione che le banche impongono sul parametro di riferimento dei tassi (che invece rimane uguale per tutti, essendo rappresentato dall’Euribor per i mutui a tassi variabile e dall’Eurirs per quelli a tasso fisso).

Mutui in calo a ottobre 2012

 Secondo quanto affermato dall’Associazione bancaria italiana, nel corso del mese di ottobre l’andamento dei mutui avrebbe registrato un ulteriore calo, con contemporanea riduzione dello spread  tra tassi attivi e passivi. Tiene la raccolta, ma le sofferenze sono in decisa crescita, con un’altrettanta lieve complessiva diminuzione degli impieghi. L’Outlook mensile dell’Abi, al cui interno sono confluiti i dati di cui sopra, lascia pochi margini di interpretazione, evidenziando un finale d’anno piuttosto in affaticamento.

Mutui casa novembre 2012

 Anche nel corso dell’attuale mese di novembre 2012 sembra che la stretta creditizia applicata dalle banche non abbia ancora terminato la sua incidenza maggiore. I primi segnali sui flussi di erogazione di finanziamenti per acquisto, costruzione o ristrutturazione casa, o i moribondi mutui per surroga o sostituzione di altri finanziamenti in corso di ammortamento, sembrano infatti sancire il prolungamento delle difficoltà dei potenziali acquirenti nel trovare un mutuo adatto alla realizzazione dei propri sogni immobiliari.

Mutui, 2011 negativo per i finanziamenti online

 Sono sostanzialmente negativi i dati relativi all’andamento del comparto dei mutui per un 2011 appena conclusosi. Secondo quanto afferma l’osservatorio mutui di Mutui-Internet.it, infatti, l’anno si sarebbe chiuso con una domanda di prestiti per importi medi in fase calante, con un volume medio del terzo trimestre pari a 157.785 euro, e un volume medio del quarto trimestre invece pari a 152.650 euro.

Ciò che non cambia è invece la durata media del mutuo, intorno ai 26 anni: un indicatore che rende pertanto nota la preferenza degli italiani per finanziamenti di lunga estensione temporale, concentrati orientativamente tra i 30 anni e – soprattutto – i 25 anni. Il reddito medio dei richiedenti risulta infine essere pari a un livello di poco superiore ai 2 mila euro netti mensili (2.077 euro).

Mutuo Giovani da Banca di Trento e Bolzano

 Il Mutuo Giovani di Banca di Trento e Bolzano è un mutuo casa molto flessibile che le filiali dell’istituto di credito rivolgono alla propria clientela di età compresa tra i 18 e i 35 anni, che desideri acquistare la propria prima casa a condizioni economiche competitive, e sfruttando una serie di opzioni di flessibilità che potranno permettere un rimborso più agevole del capitale concesso in prestito.

Il finanziamento si rivolge non solamente ai giovani lavoratori con contratto a tempo indeterminato, ma anche a coloro che sono lavoratori atipici, ma lo sono da almeno sei mesi dalla data della domanda di mutuo, hanno lavorato almeno 18 mesi negli ultimi 2 anni, e hanno in possesso un contratto di lavoro con una durata minima residua di almeno 4 mesi alla data di domanda del mutuo ipotecario in questione.

Mutui casa, negli USA indici in deciso calo

 Non si arrestano le difficoltà del mercato immobiliare statunitense, con indici delle richieste di mutui casa costantemente in ribasso. Una situazione che potrebbe divenire ancora più critica nell’ipotesi in cui non si trovasse un giudizio concorde sulla validità di un accordo sul debito che potrebbe mantenere, per il momento, salda l’economia nordamericana, in un clima di tempesta finanziaria quale quello attuale.

Tornando più strettamente nel recinto delle valutazioni immobiliari, ricordiamo come secondo i dati forniti dalla Mortgage Bankers Association nel corso dell’ultima settimana le richieste di finanziamenti immobiliari sarebbero diminuite di 5 punti percentuali, andando pertanto a prolungare una parentesi negativa che sta facendo retrocedere l’andamento del comparto finanziario legato al mattone verso le parti più buie della lunga crisi di settore.

Mutui casa, crescita del 4,4% in Australia

 Continuiamo il nostro viaggio nei mercati immobiliari di mezzo mondo. Oggi è la volta del mercato australiano, sul quale torniamo almeno una volta al mese, e che nel corso del mese di maggio ha consolidato una ripresa del segmento finanziario (cioè, delle richieste di mutui per acquisto casa), già avviata nel corso del precedente mese di aprile, dimostrandosi così in dinamica ripresa dalle note difficoltà passate.

Stando a quanto comunicato dall’Istituto Nazionale di Statistica di Sydney, infatti, il numero dei finanziamenti immobiliari ipotecari erogati per supportare l’acquisto o la costruzione di case è cresciuto di 4,4 punti percentuali rispetto a quanto riscontrato nel corso del mese di aprile, quando – a loro volta – le richieste di mutui ipotecari crebbero su base mensile di una proporzione pari a 4,6 punti percentuali.

Mutui casa: tassi medi in crescita

Nello scorso mese di aprile in Italia c’è stata una lieve crescita dei tassi applicati sui finanziamenti erogati dalle banche alle famiglie con la finalità di acquisto della casa. A rilevarlo è stata l’ABI, Associazione Bancaria Italiana, nel suo Outlook Mensile relativo al corrente mese di maggio, aggiungendo altresì come i tassi medi siano passati dal 2,99% di marzo al 3,05% medio del mese scorso. Questo tasso medio, in particolare, comprende i finanziamenti per la casa erogati alle famiglie sia con la formula del mutuo ipotecario a tasso fisso, sia con quella a tasso variabile e tutte le altre miste ed innovative come il mutuo con il cap, ovverosia a tasso variabile ma con il tetto massimo alla rata mensile da pagare. Questa tendenza rilevata dall’Associazione Bancaria Italiana non sorprende visto che nelle ultime settimane il costo del denaro sui mercati è aumentato.

Mutui casa: è allarme per i tassi ad usura

 Un mutuo casa che in Italia viene attualmente offerto dalle banche alla clientela ad un tasso del 3-4%, in futuro potrà essere offerto, sempre dagli Istituti di credito, a tassi che possono arrivare anche fino al 6-7%. A farlo presente, con estrema preoccupazione, è l’Adiconsum, la quale non ha accolto con favore, nell’ambito dell’approvazione del cosiddetto “DL Sviluppo“, nella giornata di ieri, la fissazione dei nuovi tassi soglia relativi all’usura. Secondo quanto dichiarato da  Pietro Giordano dell’Adiconsum, è giusto attuare una revisione della legge sull’usura, ma nello stesso tempo non si devono mettere a punto provvedimenti “spot” che di certo non vanno poi ad aiutare le famiglie. Quello che si rischia è infatti un aumento dei tassi sui mutui da un minimo del 30% ad un massimo del 40% con tutto quel che ne consegue per le rate mensili dei mutui che pagano le famiglie per la casa.

Regno Unito, mutui in crescita oltre le attese a febbraio

La Banca d’Inghilterra ha appena pubblicato i dati consuntivi relativi all’andamento delle erogazioni di finanziamenti immobiliari nel mercato del Regno Unito durante il mese di febbraio, riportando degli elementi molto positivi sulla ripresa della variabile.

L’istituzione monetaria ha infatti affermato di aver assistito all’erogazione di 46.697 finanziamenti immobiliari, equivalenti al livello più alto mai riscontrato dallo scorso mese di novembre, e al di sopra delle aspettative delle principali analisi di settore.

Il dato fornisce pertanto una sequenza positiva con l’incremento a 46.152 unità riscontrato nel precedente mese di gennaio, che già aveva rappresentato un buon aumento su base mensile.

Regno Unito, mutui casa mai così male dal marzo 2009

Secondo la BBA (la British Bankers’ Association, equivalente della nostra ABI), gli istituti di credito del Regno Unito avrebbero concesso un volume di finanziamenti immobiliari mai così basso dallo scorso mese di marzo 2009, quando l’economia – tuttavia – era in profonda recessione.

Le banche del Regno Unito hanno infatti concesso meno di 30 mila mutui per acquisto casa (per l’esattezza, 29.991 unità), contro i 30.689 mutui del mese di ottobre. Negli stessi istanti in cui la BBA pubblicava tali elementi, un altro studio della HBF (Home Builders Federation) riportava la notizia secondo cui oltre 2,7 milioni di persone under 34 vivrebbero ancora con i loro genitori.

Insomma, emerge da parte dei cittadini britannici la difficoltà ad avere accesso ad un mutuo per l’acquisto di una prima casa, e la situazione di taglio della spesa pubblica introdotta dal governo locale non dovrebbe far altro che peggiorare ulteriormente lo scenario.