mutuo rinegoziabile

Rinegoziazione mutuo: poche luci e molte ombre

 La rinegoziazione del finanziamento ipotecario a tasso variabile imposta per Legge. Questo è quanto, tra l’altro, prevede il Decreto Sviluppo che punta a venire incontro a quelle famiglie che a causa dell’aumento dei tassi pagano ad oggi una rata mensile troppo alta. Ma conviene aderire a questa rinegoziazione obbligatoria? Ebbene, in accordo con quanto riporta l’Associazione Altroconsumo, la rinegoziazione del mutuo, quella libera da vincoli di qualsiasi sorta, esisteva già ancor prima dell’entrata in vigore del Decreto Sviluppo. L’unica condizione, peraltro essenziale, è quella per cui l’istituto di credito deve essere d’accordo nel permettere al mutuatario di rivedere le condizioni del finanziamento. Le rinegoziazione del mutuo per Legge, pur tuttavia, viene sconsigliata da Altroconsumo in quanto la normativa prevede specifici parametri tecnici che portano a pagare un mutuo che alla lunga si rivelerà più caro rispetto a quello pagato attualmente.

Rinegoziazione mutuo: novità dal Parlamento

 Siamo in un periodo di crisi economica, ma anche occupazionale; quindi parecchie famiglie che hanno un mutuo in corso hanno non poche difficoltà a fine mese a pagare la rata. Di conseguenza in molti vorrebbero rinegoziare il mutuo, ma non sempre è possibile. Dopo tante richieste, arriva la bella notizia che presto molte famiglie in disagio potranno rivedere il proprio contratto di mutuo. I relatori che seguono tutto l’iter del Decreto Sviluppo, alla camera dei Deputati, presso la Commissione Bilancio e Finanze, hanno infatti approvato un emendamento per andare incontro alle famiglie in difficoltà. Il decreto prevede, nello specifico, la possibilità di andare a rinegoziare il mutuo se questo è per importi originari non superiori al livello dei 200 mila euro; il tutto a patto che il reddito Isee che non vada a superare i 35 mila euro totali.

Rinegoziazione mutuo prima casa: detrazione interessi a maglie larghe

 Nell’ambito della rinegoziazione di un mutuo, legato solo ed esclusivamente alla prima casa, la detraibilità degli interessi è ammessa anche per quelli che maturano sul conto corrente accessorio. A farlo presente nella giornata di ieri, martedì 12 aprile 2011, è stata l’Agenzia delle Entrate con un’apposita risoluzione, la numero 43/E, che introduce quindi la detrazione degli interessi a maglie larghe sui finanziamenti ipotecari per la prima casa ad uso residenziale. In particolare, la risoluzione diffusa ieri dall’Amministrazione finanziaria dello Stato fa seguito ad una richiesta formulata direttamente dall’ABI, Associazione Bancaria Italiana, la quale nello specifico ha chiesto alla Entrate se, appunto, anche sul conto corrente accessorio gli interessi maturati sul mutuo per la prima casa rinegoziato, per acquisto, ristrutturazione o costruzione di immobili, potessero fruire della detraibilità al 19% ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef).

Mutuo Rinegoziabile da Cassa Risparmio Alessandria

Il Mutuo Rinegoziabile, disponibile in tutte le filiali della Cassa di Risparmio di Alessandria, è un finanziamento immobiliare ipotecario destinato a tutta la clientela privata dell’istituto di credito, che desidera procedere nel compimento di un’operazione di acquisto, di costruzione o di ristrutturazione di immobili ad uso di civile abitazione.

Il mutuo si denomina “rinegoziabile” perché, pur partendo come un tradizionale finanziamento a tasso fisso o variabile, lascia al mutuatario la possibilità di modificare la forma tecnica del tasso di interesse a scadenze predeterminate all’interno del piano di ammortamento (ogni 5 anni).

Il mutuatario potrà così decidere, con periodicità predeterminate, se confermare la forma tecnica del tasso fisso o variabile (a seconda che preferisca una costanza nel pagamento delle rate o una mutevolezza nel tempo) o modificare la struttura tecnica dello stesso.

Mutuo fisso rinegoziabile per acquisto da Woolwich

Il mutuo fisso rinegoziabile di Banca Woolwich è un finanziamento bancario erogato attraverso tutte le agenzie dell’istituto di credito per supportare operazioni di acquisto di una proprietà immobiliare ad uso abitativo: per la società erogante, non è determinante che si tratti di una prima casa o di una seconda casa; indispensabile è invece il requisito rappresentato dal regolare accatastamento al Nuovo Catasto Edilizio Urbano.

Banca Woolwich stabilisce che clienti finanziabili siano sia i lavoratori dipendenti a tempo indeterminati, purchè aventi un’anzianità di servizio di almeno sei mesi, sia i lavoratori autonomi con almeno due anni di attività. In ogni caso il richiedente del mutuo non deve superare l’85mo anno di età al momento della scadenza del finanziamento, non deve aver subito protesti o essere intestatario di procedure fallimentari o pignoramenti in corso.

Per quanto riguarda gli importi richiedibili, questi vanno da un minimo di 30 mila euro a un massimo rappresentato dall’80% del valore commerciale dell’immobile, come da documentazione di perizia tecnica allegata a quella necessaria per richiedere il finanziamento.