nuova zelanda

Boom delle vendite delle case in Nuova Zelanda

 Dopo diversi mesi di “assenza” torniamo ad occuparci del mercato immobiliare della Nuova Zelanda, che ha fatto siglare un incremento delle vendite delle case da record durante il mese di marzo, che è di fatti il miglior mese del mercato delle case dal novembre del 2007. Le vendite – stando a quanto affermato dal Real Estate Institute of New Zealand – sono infatti cresciute di 25,3 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, per un controvalore assoluto pari a 7.330 unità rispetto ai 6.168 di febbraio.

L’incremento delle vendite delle proprietà immobiliari ad uso abitativo sono cresciute grazie a una spinta decisiva della domanda domestica, e da sintomi di miglioramento della ripresa economica locale, dopo che il governatore della banca centrale Alan Bollard, lo scorso mese, ha segnalato che potrebbe lasciare invariato il tasso di interesse di riferimento invariato all’attuale soglia dei 2,5 punti percentuali per ancora diversi mesi e, probabilmente, fino al termine del 2012.

Immobiliare Nuova Zelanda, tassi di interesse ancora ai minimi

 A distanza di qualche settimana dal nostro ultimo aggiornamento, torniamo ad occuparci del mercato immobiliare della Nuova Zelanda, che attraversa uno scenario contraddistinto da prezzi sostanzialmente elevati delle proprietà immobiliari ad uso residenziale, e un livello dei tassi di interesse di riferimento che rimane ai minimi livelli, e che potrebbe supportare una ripresa consistente della domanda del settore immobiliare, specialmente per quanto concerne il suo segmento abitativo.

Stando a quanto afferma l’ultimo numero del Roost Home Loan Affordability, in ottobre vi sarebbe stato un lieve deterioramento del mercato rispetto al precedente mese di settembre. Ad ogni modo, le previsioni dei consumatori neozelandesi per il futuro sembrano essere particolarmente solide, e probabilmente migliorate grazie al contribuito che il mantenimento di bassi livelli di tassi di interesse sta conferendo al complessivo panorama dell’area.

Immobiliare Nuova Zelanda, il governo compra le case danneggiate dal terremoto

 Un’interessante iniziativa per rinvigorire il mercato immobiliare neozelandese, seriamente messo alla prova dal terremoto che ha colpito ampie aree del Paese, è stata lanciata dallo stesso governo locale, il quale si è reso disponibile a comprare migliaia di proprietà immobiliari della zona di Christchurch, la seconda città più grande della nazione, seriamente danneggiate dal sisma di cui abbiamo appena parlato.

Christchurch ha infatti subito ingenti danni durante la scossa di magnitudo 7.1 del mese di settembre 2010, e durante quella di magnitudo 6.3 del successivo mese di febbraio 2011, in occasione delle quali sono morte 181 persone, e sono stati generati danni molto seri alle strutture abitative di migliaia di nuclei familiari che hanno dovuto ripiegare su alloggi di fortuna, in attesa di sviluppi.

Mercato immobiliare, costruire case sempre più grandi

 Anche se il suo mercato immobiliare non sta godendo di un importante stato di salute positivo, la Nuova Zelanda può certamente ben inserirsi all’interno di una tendenza che non sta più assumendo contorni internazionali, e riferibile alla tendenza a realizzare delle abitazioni sempre più ampie ed estese, anche a livello di appartamenti.

Stando a quanto ci comunica una recentissima ricerca della Quotable Value, infatti, la dimensione media delle nuove proprietà immobiliari abitative realizzate nel Paese sarebbe sostanzialmente in aumento, con la principale determinante che sembra essere facilmente riconducibile all’incremento del numero delle stanze da letto rispetto alle abitazioni già costruite.

Prezzi case, nuovo picco toccato in Nuova Zelanda

 Secondo quanto sostenuto da un recente report pubblicato dal Real Estate New Zealand, i prezzi medi richiesti per acquistare delle proprietà immobiliari residenziali in Nuova Zelanda avrebbero raggiunto un nuovo picco storico, passando dai 421.940 dollari di merzo ai 429.249 di aprile.

Su base stagionale, l’incremento dei prezzi richiesti per l’acquisto di una casa è così cresciuto di 2 punti percentuali nel corso del quarto mese dell’anno, indicando pertanto un miglioramento delle condizioni di base del mercato immobiliare della nazione in questione.

L’incremento dei prezzi richiesti per l’acquisto casa è cresciuto omogeneamente in tutto il Paese. Tuttavia, a distinguersi per performance particolarmente positive è stata l’area di Otago, con un apprezzamento del 12,5%, e un prezzo medio pari a 298.817 dollari.

Nuova Zelanda, poche concessioni edilizie negli ultimi mesi

Nel corso del mese di febbraio, come confermato da un report ufficiale condotto dall’Istituto Nazionale di Statistica, i permessi edilizi residenziali concessi dalle autorità neozelandesi hanno toccato i più bassi livelli storici da oltre due anni a questa parte.

Alla base di questa forte contrazione del dato vi sarebbe principalmente l’elevata sfiducia che sta coinvolgendo la nazione, colpita dalle conseguenze di un terremoto avvenuto nel mese precedente, che ha di fatto rallentato le aspettative di recupero economico.

Di seguito, i permessi edilizi residenziali sono calati del 9,7% a quota 1.007 unità rispetto al mese di gennaio, quando a loro volta crebbero del 9,1%. Il livello conseguito a febbraio è la soglia minima da inizio 2009, quando il volume di permessi concessi fu pari a 966 unità.

Nuova Zelanda, prezzi delle case in lenta crescita

I prezzi delle proprietà immobiliari ad uso abitativo della Nuova Zelanda sono cresciuti, durante il mese di luglio, al ritmo più lento mai riscontrato dal mese di dicembre 2009. La motivazione è da ricercarsi nell’incremento dei tassi di interesse di riferimento applicati in media sulle operazioni di natura creditizia per acquisto o costruzione casa, che hanno scoraggiato le richieste di mutui da parte dei cittadini locali.

I prezzi delle proprietà residenziali sono così cresciuti di 4,1 punti percentuali a luglio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, dopo un incremento di 5,2 punti percentuali riscontrato nel mese di giugno dal consueto monitoraggio svolto dalla compagnia Quotable Value New Zealand Ltd., che ha poi precisato trattarsi dell’incremento meno forte dal mese di dicembre 2009 ad oggi.

Quanto sopra, unitamente a una modesta crescita della spesa privata da parte dei consumatori, sta rivelando agli osservatori internazionali che la ripresa economica della nazione sarà più lenta del previsto, e assumerà dei ritmi graduali nel corso dei prossimi mesi, per poi rendersi più significativa a partire dal 2011.

Nuova Zelanda, mercato debole condiziona politiche Banca Centrale

Il numero di autorizzazioni per la realizzazione di proprietà immobiliari in Nuova Zelanda è calato ancora, durante il secondo trimestre dell’anno, ritardando la possibile ripresa nel settore delle costruzioni, e l’intera crescita economica del Paese. Secondo alcuni analisti, l’evoluzione inattesa del dato potrebbe altresì condizionare le prossime decisioni da parte della massima istituzione monetaria della nazione.

I permessi concessi ai costruttori, utili per consentire la formale realizzazione di proprietà ad uso abitativo, sarebbero diminuiti di 6,6 punti percentuali nel trimestre terminato il 30 giugno 2010, rispetto al livello riscontrato dall’Istituto Nazionale di Statistica nel corso del trimestre precedente. A sua volta, il primo trimestre dell’anno aveva dato seguito a un lieve calo su base trimestrale, pari a 0,1 punti percentuali.

Il dato va letto soprattutto con un occhio di attenzione sul segmento della realizzazione delle unità abitative, vero anello debole della catena immobiliare neozelandese in questa lunga e difficoltosa strada di ripresa verso la normalizzazione. Escludendo infatti il peso relativo agli appartamenti, il numero di permessi edilizi rilasciati dalle autorità competenti locali, sarebbe cresciuto di 0,7 punti percentuali rispetto al periodo di confronto precedente.

Nuova Zelanda, previsto calo dei prezzi delle case nel 2010/11

I prezzi delle proprietà immobiliari ad uso abitativo in Nuova Zelanda continueranno a diminuire per l’intera durata dell’anno in corso. Secondo la Westpac Banking Corp., che ha condotto un recente monitoraggio, i tassi di interesse applicati alle operazioni di finanziamento immobiliare sono infatti destinati a crescere, mentre lo sviluppo demografico della popolazione subirà un forte rallentamento.

I prezzi, pertanto, diminuiranno di 2 punti percentuali durante il 2010. Per quanto concerne l’anno successivo, Westpac Banking Corp. si dice convinta che il trend intrapreso sarà grosso modo lo stesso, con una contrazione non inferiore ai 2 punti percentuali sopra ricordati. Nel corso del 2009, invece, la stessa società ricorda che i prezzi delle proprietà immobiliari ad uso abitativo crebbero di 6,4 punti percentuali.

Nello scorso mese, il governatore della Banca Centrale Alan Bollard alzò i tassi di interesse di riferimento per le operazioni di rifinanziamento, per la prima volta negli ultimi tre anni. L’intenzione dell’istituzione monetaria neo-zelandese è quella di rimuovere gran parte degli stimuli gradualmente, man mano che la crescita economica si farà più convinta rispetto al recente periodo passato.

Nuova Zelanda, prezzi finalmente in aumento

Ci sono voluti ben 16 mesi, ma finalmente anche in Nuova Zelanda i prezzi delle proprietà immobiliari sono cresciuti. Nel mese di ottobre, infatti, stando a quanto sostiene la Quotable Value New Zealand Ltd.,  i prezzi sarebbero aumentati dello 0,2%: un segnale che dagli economisti locali è stato percepito come un sintomo di ripresa dell’intera economia, passata attraverso una delle peggiori recessioni degli ultimi decenni.

I dati della Quotable Value New Zealand Ltd. dimostrano quindi come i valori delle case neozelandesi abbiano dato un primo segnale di vitalità dal giugno del 2008; l’agenzia governativa di settore ha inoltre precisato come dal punto minimo del mese di aprile 2009 i prezzi delle proprietà ad uso abitativo abbiano subito un incremento del 3,4%.

A favorire la ripresa, secondo quanto riportano alcuni quotidiani economico finanziari locali, sarebbe stato il concorso tra un livello record dei tassi di interesse di riferimento – mai così bassi – insieme alla crescente domanda, favorita, questa, anche dall’aumento dell’immigrazione.