Dopo una settimana di “extra time” (l’intesa era prevista sette giorni fa), finalmente il governo letta ha partorito il decreto con il quale si va a impattare in maniera importante sull’imposta municipale unica, sul rifinanziamento Cig in deroga e sui contratti di solidarietà, in aggiunta al taglio degli stipendi dei ministri parlamentari e la proroga dei contratti della pubblica amministrazione.
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Abolizione Imu – parere dei sindacati
Riunitisi in sede di Camera dei Deputati, i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti e Giovanni Centrella hanno invitato le parti politiche a trovare immediatamente un accordo che possa dar luogo a un esecutivo. Una posizione rafforzata dalle dichiarazioni della Cisl, che si è detta “contrarissima a che si torni a votare, cosa che” – precisa Raffaele Bonanni – “farebbe somigliare l’Italia alla Germania di Weimar“.
Mancato pagamento Imu: ecco come ravvedersi!
Lo scorso 17 dicembre ha costituito termine di scadenza molto importante per il pagamento dell’imposta municipale unica. A metà del mese era infatti stabilito il termine per il versamento del saldo Imu, la nuova imposta sui patrimoni immobiliari che ha sostituito la “vecchia” Ici, con un meccanismo di calcolo e di detrazioni tutt’altro che immediato. Ma cosa accade se non avete pagato l’Imu? In che modo è possibile ravvedersi in tempi rapidi? E quanto costa?
Multa mancato pagamento IMU
Di IMU e pagamenti IMU abbiamo parlato tanto in queste ultime settimane, cercando di porre un po’ di chiarezza su un tema che è tutt’altro che facilmente affrontabile. Oggi, con la scadenza IMU oramai alle porte, cerchiamo di comprendere cosa potrebbe accadere in caso di mancato pagamento dell’imposta municipale unica, o suo ritardato versamento.
Una ipotesi che non sembra essere rara, visto e considerato che con la consolidata crisi economica, numerosi nuclei familiari non saranno in grado di pagare la nuova imposta municipale unica, che sostituisce la vecchia ICI inglobando una quota Irpef sui redditi da proprietà immobiliari. Fortunatamente, a spegnere i fuochi della preoccupazione, è giunto un recente calcolo effettuato dalla CGIA di Mestre, secondo cui la sanzione per il ritardato pagamento dell’IMU, rispetto alla complessiva imposta municipale dovuta, sia essenzialmente di scarsa consistenza.
Niente sconto IMU se la seconda casa è per i figli
Tra le tante norme antielusive presenti all’interno della circolare del Ministero dell’Economia, chiarificatrice di tutti gli ultimi aspetti interrogativi sull’IMU, vi sono alcune iniziative che puntano a regolare i rapporti familiari e le loro relazioni con il mondo del mattone.
Ad esempio, i genitori che danno un appartamento al figlio con comodato d’uso, saranno trattati fiscalmente allo stesso modo dei genitori che invece scelgono di darlo in locazione sul mercato. In entrambi i casi l’imposta municipale unica da versare è quella sulla seconda casa: in più, i primi perderanno la detrazione di 50 euro sul figlio under 26 non più convivente con loro, e perderanno gli introiti derivanti dagli affitti. Ancora, se il nucleo familiare possiede due immobili nello stesso Comune, e ognuno dei due coniugi ha residenza distinta negli stessi, la doppia agevolazione per la prima casa non scatta più, mentre l’aliquota base (0,4%) si potrà applicare solamente su uno dei due immobili.
Regole pagamento acconto IMU 2012 prima casa
In seguito alla diffusione, pochi giorni fa, della circolare illustrativa da parte del Ministero dell’Economia in merito all’imposta municipale unica, diventa praticamente certo e univoco il quadro di riferimento relativo all’acconto dell’IMU, da versarsi entro la data del 18 giugno 2012 attraverso modello F24. Per le prime case (o, meglio, per le “abitazioni principali”), rimangono invariate le regole già note, che più volte abbiamo avuto modo di illustrarsi.
Per calcolare quanto occorrerà pagare entro metà giugno bisognerà prendere come termine di riferimento la rendita catastale, moltiplicarla per 5% e poi per 160. A questo punto può essere applicata l’aliquota base, pari al 4 per mille (0,40%). Al valore andranno inoltre applicate le detrazioni di 200 euro fisse, e di 50 euro per ogni figlio convivente fino a 26 anni di età. L’acconto sarà relativo a quanto ottenuto con i calcoli di cui sopra, suddiviso per due o per tre a seconda del numero di rate che si è scelto di pagare.