pignoramenti

Immobili pignorati in forte aumento

 È fortissima l’esplosione del fenomeno degli immobili pignorati a privati o aziende. Secondo quanto affermano i dati forniti dal Consiglio nazionale del Notariato in relazione alla fine del 2012, disponibili solo per alcune città, nel Nord Italia ci sarebbero delle zone che hanno fatto registrare un incremento drammatico del contesto. Una tendenza che, per giunta, non sembra poter essere oggetto di rallentamento in questa prima parte del 2013.

Pignoramenti 2012: ecco come è andata

 Il 2012 è stato un anno molto duro sul fronte dei pignoramenti. Stando a quanto hanno recentemente comunicato la Adusbef e la Federconsumatori sulla base dei dati raccolti nei principali Tribunali alla data del 30 settembre 2012, con proiezione alla fine dello scorso anno, i pignoramenti sarebbero cresciuti dai 37.347 del 2011 agli attuali 45.859 unità, con un aumento del volume di provvedimenti che ha superato la soglia delle 8.500 unità.

Pignoramenti case Milano

 I pignoramenti delle case effettuati nel territorio milanese sono in forte crescita. A rivelarlo le numerose statistiche di settore, e i dati forniti dal Tribunale, laddove emerge – affermano dalle aule giudiziarie – che “le procedure esecutive generate dal mancato saldo delle rate condominiali sono aumentate del 18%, nel 70% dei casi l’iter sfocia nel pignoramento dell’immobile”. Una situazione drammatica, che purtroppo nel futuro a breve e medio termine potrebbe addirittura peggiorare, con ciò che ne consegue sul fronte sociale ed economico.

Sospensione pignoramenti

 L’Associazione delle banche spagnole (Aeb), in accordo con le istituzioni finanziarie associate alla Confederazione spagnola delle casse di risparmio (Ceca), ha comunicato al segretario di stato all’economia, Fernando Jiménez Latorre, di voler applicare la sospensione temporanea degli asfritta, che riguarderà tutti coloro che, per casi di estrema necessità, non potranno far fronte al pagamento dei mutui. In questo modo le banche iberiche cercano di fornire un proprio supporto di sollievo a una situazione che è oramai davvero esplosiva.

Procedura asta immobiliare

 In questi anni le vendite immobiliari sono incrementate in maniera significativa: un chiaro sintomo di quanto, la crisi congiunturale, abbia inflitto i suoi incisivi effetti negativi sul mercato del mattone italiano (e non solo), inducendo gli operatori professionali a dar seguito a un numero piuttosto elevato di procedure di escussione delle garanzie reali.

Eppure, nonostante questo forte incremento delle vendite immobiliari alle aste, il 90% dei primi tentativi di vendita (al prezzo stabilito dal Consulente Tecnico di Ufficio) non vanno aggiudicati poiché le aste risultano essere deserte. Il prezzo medio di aggiudicazione si è invece concretizzato principalmente nella terza asta, con un valore medio pari a circa il 50% dei prezzi di partenza indicati dallo stesso Consulente Tecnico di Ufficio.

Pignoramenti ancora elevati nel mercato americano

 Stando a quanto affermato da una recentissima analisi compiuta da Realty Trac, il peso dei pignoramenti immobiliari nel mercato statunitense sarebbe ancora molto elevato, e ben lungi dal subire l’attesa contrazione. Le operazioni che hanno avuto per oggetto la compravendita di proprietà immobiliari precedentemente oggetto di pignoramento pesano infatti ancora per un quarto del totale delle transazioni immobiliari.

La proporzione di cui sopra è infatti salita a 24 punti percentuali sul totale delle case vendute, rispetto ai 20 punti percentuali del trimestre precedente. Nello stesso periodo (il quarto trimestre) dell’anno precedente, invece, il peso era pari a 26 punti percentuali. Brutte notizie per chi si attende un calo del fenomeno nel 2012: “attendiamo un incremento della proporzione durante l’anno in corso” – ha dichiarato infatti l’amministratore delegato di Realty Trac Bandon Moore.

Pignoramenti in calo nel mercato USA: “merito” delle vacanze

 Realty Trac riporta la notizia secondo cui le procedure di pignoramento avviate nel mercato statunitense avrebbero subito una contrazione significativa nel corso dell’ultimo mese, grazie al periodo di vacanze, e alla conseguente estensione dei termini temporali. Complessivamente, sono state 224.394 le proprietà immobiliari coinvolte in procedure assimilabili, in calo di 14 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, come confermato dalla società californiana in un comunicato stampa diffuso pochissimi giorni fa.

La proporzione ci dice che, attualmente, un proprietario immobiliare statunitense su 579, è coinvolto in questi processi, contro un rapporto di uno a 563 riscontrato nel corso del mese di ottobre. Un declino, quello conseguito nell’undicesimo mese dell’anno, che risulta essere in gran parte derivante dalla moratoria dei termini consentita a causa della concomitanza delle festività, che hanno pertanto concesso una pur breve pausa nel decorso dei termini.

Pignoramenti case, brusco calo nel mercato americano

 Le procedure di pignoramento nel mercato immobiliare statunitense hanno subito un improvviso calo durante il terzo trimestre dell’anno, con una contrazione di ben 34 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Complessivamente, le proprietà immobiliari interessate dal fenomeno sono state 610.337 unità, contro le 930.437 unità dello scorso anno, ma in crescita rispetto alle 608.235 unità del trimestre precedente, riguardando un proprietario immobiliare su 213.

Le ragioni di questa flessione nel volume di case pignorate e di relative procedure sono relative al rallentamento delle attività da parte delle banche legali. Quello che in altri termini è conoscibile come il “collo di bottiglia”, derivante dall’elevato numero assoluto di procedure di esproprio, sta infatti penalizzando la crescita del segmento, che dovrebbe tuttavia essere garantita anche nel corso dei prossimi trimestri.

Pignoramenti case, 611 giorni prima delle azioni esecutive

Uno studio condotto dalla Lender Processing Services Inc. rivela che i proprietari immobiliari vedono la propria casa avviarsi lungo la strada dell’azione esecutiva dopo 611 giorni di morosità. Un arco temporale in continuo allungamento, che denota una sempre maggiore fatica da parte degli istituti bancari nel poter far valere i propri diritti di credito attraverso l’escussione della garanzia reale rappresentata dall’ipoteca sull’immobile.

Il dato pari a 611 giorni si dimostra nettamente in aumento rispetto ai 599 giorni del mese di luglio e, soprattutto, rispetto ai 478 giorni che furono riscontrati nello stesso periodo del mese di agosto dello scorso anno.

Ma quali sono le principali ragioni che sottostanno a una simile situazione? La ragione principale viene spiegata dagli stessi analisi della Lender Processing Services, che intervistati telefonicamente da Bloomberg affermano che negli Stati Uniti, in ambito di procedure pignoratizie, vi è un vero e proprio “collo di bottiglia” generato dallo straordinario numero di case che sono finite al centro di tali azioni di recupero del credito.

Pignoramenti case, calo ai minimi da quattro anni nel mercato americano

 Buone notizie, in apparenza, per quanto concerne il settore dei pignoramenti case nel mercato americano. Il dato è infatti in forte calo, con una contrazione del 35% riscontrata nel corso dell’ultimo mese, che ha condotto il volume delle procedure di esproprio immobiliare rilevate nel periodo in questione ai minimi livelli da quasi quattro anni a questa parte, grazie agli sforzi effettuati per evitare l’esplosione ulteriore del fenomeno.

Stando a quanto comunicato dalla società Realty Trac, infatti, i pignoramenti sarebbero stati pari a 212.764 unità, per il livello più basso degli ultimi 44 mesi. Le procedure sono in calo su base annua da oramai dieci mesi, con una flessione che nel corso del mese di giugno è stata pari al 4%. Complessivamente, tali procedure hanno altresì interessato in media un proprietario immobiliare abitativo su 611.

Pignoramenti case, nuove tutele dalla Spagna

 Dalla Spagna, teatro in questi ultimi mesi delle crescenti manifestazioni di insoddisfazione da parte dei giovani “indignati”, giungono alcune novità in merito alle forme di tutela dei debitori morosi di finanziamenti collegati all’acquisto di case successivamente oggetto di sequestro e di pignoramento, al fine di consentire ai creditori bancari una più agevole soddisfazione del loro credito vantato nei confronti dei mutuatari spagnoli.

La stampa locale ha accolto queste novità, che tra poche righe cercheremo di sintetizzare, come una sorta di vittoria da parte della generazione di “indignados”. Le richieste degli indignati erano tuttavia (anche) ben altre, e la concessione del governo spagnolo ci sembra una sorta di via di mezzo tra le intenzioni della guida socialista iberica e le reali e concrete domande da parte dei manifestanti.

Pignoramenti, diminuzione dal record massimo americano

 Chiamarle buone notizie è sicuramente eccessivo, e pertanto ci limiteremo a commentare il dato senza particolare entusiasmo. Tuttavia non è nemmeno negativo il trend relativo all’elemento di cui abbiamo parlato tante volte nel recente passato, e del quale approfondiremo anche oggi: i pignoramenti in corso in territorio statunitense.

Stando a quanto ci dice un report della Mortgage Bankers Association, infatti, il volume di pignoramenti riscontrati nel mercato immobiliare statunitense sarebbe calato nel corso del primo trimestre del nuovo anno, rispetto ai dati che l’Associazione dovette riscontrare nella parte finale del precedente 2010.

Vendite di nuove case in crescita dell’11% a marzo

 Gli acquisti di nuove case sul mercato immobiliare statunitense sono cresciuti di un ottimo trend durante il mese di marzo, rilanciandosi dopo che il dato aveva toccato il dato minimo mai riscontrato nel corso degli ultimi tempi, a causa di una evidente debolezza dell’industria del mattone.

Le vendite di nuove case, infatti, sono cresciute dell’11,1% a quota 300 mila unità annualizzate, con una nuova soglia conseguita che va ben al di là delle stime formulate dai principali analisti di mercato, come confermato dal report pubblicato nel corso degli ultimi giorni dal Dipartimento del Commercio americano.

A fronte dell’incremento del volume di vendita delle nuove case, corrisponde tuttavia una flessione dei prezzi ai quali sono concluse le transazioni, che risentono dell’evidente deterioramento qualitativo dell’immobiliare statunitense.

Stati Uniti, calo delle vendite di nuove case – gennaio

Secondo quanto riferisce il Dipartimento del Commercio di Washington, le vendite di nuove case sul territorio statunitense sarebbero diminuite oltre i livelli previsti dagli analisti durante il mese di gennaio, riflettendo di fatto un declino influenzato soprattutto dal cattivo trend nelle aree occidentali e meridionali.

Le vendite sono così diminuite del 13% su base annua, per un volume annualizzato pari a 284 mila unità, contro proiezioni della maggioranza degli analisti pari a oltre 300 mila unità, e deludendo così le principali stime di riferimento tra gli osservatori di settore.

Come già anticipato, la domanda ha subito una flessione che sembra essere piuttosto pesante soprattutto nell’area occidentale, dove la contrazione è stata di ben 37 punti percentuali, e nelle regioni meridionali, dove invece la contrazione è stata del 13%.