È fortissima l’esplosione del fenomeno degli immobili pignorati a privati o aziende. Secondo quanto affermano i dati forniti dal Consiglio nazionale del Notariato in relazione alla fine del 2012, disponibili solo per alcune città, nel Nord Italia ci sarebbero delle zone che hanno fatto registrare un incremento drammatico del contesto. Una tendenza che, per giunta, non sembra poter essere oggetto di rallentamento in questa prima parte del 2013.
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Pignoramenti 2012: ecco come è andata
Il 2012 è stato un anno molto duro sul fronte dei pignoramenti. Stando a quanto hanno recentemente comunicato la Adusbef e la Federconsumatori sulla base dei dati raccolti nei principali Tribunali alla data del 30 settembre 2012, con proiezione alla fine dello scorso anno, i pignoramenti sarebbero cresciuti dai 37.347 del 2011 agli attuali 45.859 unità, con un aumento del volume di provvedimenti che ha superato la soglia delle 8.500 unità.
Pignoramenti case, crescita del 7% nel mese di ottobre
Un’analisi compiuta dalla società di consulenza e di monitoraggio Realty Trac Inc. afferma che le procedure di pignoramento delle case, sul mercato statunitense, sarebbero cresciute del 7% durante il mese di ottobre, toccando pertanto i massimi livelli da sette mesi a questa parte.
La ragione del significativo incremento del dato è da ricondursi principalmente a una forte accelerata delle procedure da parte degli istituti di credito, che stanno gradualmente superando le lungaggini tecniche che hanno consentito all’elemento statistico di non “esplodere” nel corso dell’anno.
Pignoramenti case, 611 giorni prima delle azioni esecutive
Uno studio condotto dalla Lender Processing Services Inc. rivela che i proprietari immobiliari vedono la propria casa avviarsi lungo la strada dell’azione esecutiva dopo 611 giorni di morosità. Un arco temporale in continuo allungamento, che denota una sempre maggiore fatica da parte degli istituti bancari nel poter far valere i propri diritti di credito attraverso l’escussione della garanzia reale rappresentata dall’ipoteca sull’immobile.
Il dato pari a 611 giorni si dimostra nettamente in aumento rispetto ai 599 giorni del mese di luglio e, soprattutto, rispetto ai 478 giorni che furono riscontrati nello stesso periodo del mese di agosto dello scorso anno.
Ma quali sono le principali ragioni che sottostanno a una simile situazione? La ragione principale viene spiegata dagli stessi analisi della Lender Processing Services, che intervistati telefonicamente da Bloomberg affermano che negli Stati Uniti, in ambito di procedure pignoratizie, vi è un vero e proprio “collo di bottiglia” generato dallo straordinario numero di case che sono finite al centro di tali azioni di recupero del credito.
Pignoramenti case, la situazione continua a peggiorare
La situazione dei proprietari immobiliari statunitensi continua a peggiorare. Stando a una recente analisi compiuta dalla CoreLogic, infatti, il numero dei proprietari di casa il cui immobile vale meno del mutuo che è stato stipulato per acquistarlo è calato, ma solamente perché sono aumentati di buona misura i pignoramenti delle case sul territorio statunitense.
In altri termini, il numero delle case talmente svalutate da valere meno del debito residuo contratto sarebbe diminuito perché molte di esse sarebbero passate a procedura pignoratizia, andando a diminuire il novero delle case deprezzate da una parte, ma arricchendo la gamma di case oggetto di esproprio dall’altra.