pignoramenti

Stati Uniti, record di sequestri immobiliari

Negli Stati Uniti sono stati sequestrati ben 269.962 immobili ad uso abitativo durante il secondo trimestre dell’anno, confermando pertanto le stime precedentemente diramate dalla società di consulenza RealtyTrac, secondo cui il volume delle case oggetto di un provvedimento di sequestro forzato supereranno il milione di unità entro la fine del 2010, battendo così il record riscontrato nel 2009.

Su base annua, l’incremento dei sequestri delle proprietà immobiliari ad uso abitativo è pari a 38 punti percentuali; rispetto al primo trimestre dell’anno, inoltre, i sequestri mostrano un’evidente accelerazione, con uno sviluppo di 5 punti percentuali su base trimestrali. Più di 1,65 milioni di proprietà immobiliari sono inoltre state interessate da altri provvedimenti relativi a procedure di esproprio o di pignoramento durante il primo semestre dell’anno, con un incremento di 8 punti percentuali rispetto a quanto avvenuto nella prima metà del 2009.

Secondo quanto conferma il direttore del Centro di ricerche e di studi immobiliari dell’Università di Harvard, Nicolas Retsinas, intervistato recentemente dal media locale Bloomberg, i pignoramenti di case non avrebbero ancora toccato il livello massimo, perché la deteriorata situazione del mercato del lavoro, e l’elevata disoccupazione, alimenteranno ancora i provvedimenti di tale natura per altri sei o nove mesi.

Stati Uniti, “sconto” del 27% sul prezzo delle case pignorate

Le case oggetto di pignoramento immobiliare, rivendute successivamente sul mercato americano nel corso del primo trimestre del 2010, sono state collocate ad un prezzo medio inferiore di quasi 27 punti percentuali rispetto ai valori commerciali ordinari riscontrabili nello stesso mercato. A confermare tali presunzioni, la società di consulenza locale RealtyTrac, che ha appena pubblicato un interessante report in merito.

Complessivamente, sostiene la società, sarebbero state vendute 232.959 proprietà immobiliari ad uso abitativo derivanti da procedimenti di pignoramento. Tale volume è inferiore di 14 punti percentuali rispetto al volume riscontrato dalla stessa società che ha effettuato il pignoramento durante il quarto trimestre del 2009, e di 33 punti percentuali rispetto allo stesso primo trimestre del 2009.

La società californiana si è poi soffermata sui prezzi delle transazioni, ricordando come il valore medio si sia assestato di poco sotto i 172 mila dollari, con uno sconto rispetto ai valori standard compreso – nella stragrande maggioranza dei casi – tra i 25 e i 30 punti percentuali.

Giappone, calo dei pignoramenti a Tokyo

Nella capitale giapponese, Tokyo, il numero delle compravendite aventi ad oggetto delle proprietà immobiliari precedentemente pignorati sono calati per la prima volta dal 2008. Secondo Sanyo Appraisal Corporation, che ha curato il monitoraggio periodico, il merito di questa flessione da parte del dato è attribuibile alle nuove disposizioni introdotte dal governo locale, che ha predisposto modifiche alle normative in termini di rinegoziazione e di moratoria dei pagamenti.

Ne consegue che, proprio grazie allo sforzo prodotto dall’istituzione governativa giapponese, il numero di proprietà immobiliari e di terreni venduti all’asta in quanto precedentemente pignorati è calato di 17 punti percentuali nel semestre terminato il 31 marzo 2010, per una quota di poco inferiore alle 2.330 unità. Il prezzo al quale sono state concluse le trattative è invece stato fissato in 83,7 miliardi di yen complessivi (al cambio attuale, pari a circa 917 milioni di dollari), l’11% in meno rispetto al semestre terminato il 30 settembre 2009.

Come già introdotto in sede di apertura del presente approfondimento, le banche hanno segnalato un minor numero di crediti deteriorati proprio grazie alle novità finanziarie introdotte dal governo. A tal proposito, la gran parte degli analisti non si attende ora un’inversione di tendenza del dato, per il quale non sono pertanto stimate nuove accellerazioni, per lo meno nel breve o nel medio termine.

Stati Uniti, pignoramenti in crescita del 44%

I pignoramenti di case negli Stati Uniti hanno raggiunto un livello record per il secondo mese consecutivo durante maggio 2010, con incrementi che hanno coinvolto tutti gli Stati monitorati dalla ricerca. A dichiararlo è stata, negli scorsi giorni, la società di consulenza Realty Trac, secondo cui i pignoramenti sarebbero cresciuti di 44 punti percentuali rispetto al mese di maggio 2009, per un volume complessivo di 93.777 unità.

Stando a quanto dichiarato dalla stessa compagnia, inoltre, il secondo trimestre del 2010 si appresta oramai a divenire il trimestre “nero” per eccellenza in materia di pignoramenti immobiliari. Il mese di aprile e il mese di maggio sono infatti stati due periodi fortemente negativi per questa variabile, e se anche il livello di giugno dovesse ripercorrere il trend tracciato dal quarto e dal quinto mese dell’anno, non ci sarebbero spazi per i dubbi.

A preoccupare è tuttavia lo sviluppo nel medio termine. Il dato non accenna infatti ad allentare la propria gravità, e sembra anzi sempre più probabile che il record che verrà battuto dal secondo trimestre del 2010 possa essere superato già nel corso del terzo trimestre dell’anno, o dell’ultimissima parte di questo esercizio, che verrà ricordato come il più negativo per ciò che concerne l’attività pignoratizia.

Pignoramenti in calo nel Regno Unito

I pignoramenti di proprietà immobiliari ad uso abitativo nel Regno Unito sono calati di 7,5 punti percentuali durante il primo trimestre di quest’anno rispetto a quanto conseguito nello stesso periodo dell’ultima parte del 2009. Il merito andrebbe principalmente ricondotto ai bassi tassi di interesse applicati a finanziamenti immobiliari, che stanno consentendo a un numero crescente di mutuatari di poter onorare senza morosità le proprie rate periodiche.

I dati e le considerazioni di cui sopra si riferiscono a una recentissima ricerca condotta dal Council of Mortgage Lenders, secondo cui gli istituti di credito avrebbero avviato richieste di pignoramento immobiliare su 9.800 appartamenti. Nel corso del quarto trimestre dello scorso anno, invece, le richieste di pignoramenti immobiliari furono pari a 10.600 unità, come confermato dallo stesso gruppo di ricerca londinese in un comunicato stampa recentemente diffuso sui media.

Il confronto è ancor più significativo se effettuato con quanto rilevato nello stesso periodo dell’anno precedente: nei primi tre mesi del 2009, ricorda il Council of Mortgage Lenders, I pignoramenti furono pari a 13.200 unità. Nonostante questi ribassi, il Consiglio è tuttavia fermo sulle proprie stime pari a 53 mila pignoramenti immobiliari entro la fine dell’anno, credendo pertanto che tale trend si inasprirà nella seconda parte del 2010.

Stati Uniti, previsioni pessimistiche per i pignoramenti

Secondo quanto sostenuto dall’ultima ricerca di RealtyTrac, i pignoramenti negli Stati Uniti sarebbero cresciuti di ben 16 punti percentuali durante il primo trimestre rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Oltre 930 mila appartamenti sono stati oggetto di pignoramento, per provvedimenti che hanno colpito circa un proprietario di immobile ad uso abitativo su 138.

Il trend starebbe inoltre assumendo una piega peggiorativa, visto e considerato che il mese di marzo 2010, l’ultimo al quale si riferiscono i dati di RealtyTrac, è stato in assoluto il peggiore della breve storia del report della compagnia di analisi, che tiene traccia dei monitoraggi sui pignoramenti immobiliari degli Stati Uniti fin dall’inizio del 2005, e che ha pertanto osservato un rapido aggravamento nel corso degli ultimi anni.

I numeri ci dicono anche che, come era lecito attendersi, le persone più colpite sono quelle che hanno perso il lavoro nel corso degli ultimi due anni. Il tasso di disoccupazione, conferma il Dipartimento del Lavoro, non è cresciuto nel mese di marzo, rimanendo invariato a 9,7 punti percentuali. Non è tuttavia escluso che la soglia dei 10 punti percentuali possa essere nuovamente sfondata nel secondo trimestre.

Stati Uniti, frenano i pignoramenti immobiliari

La società di consulenza immobiliare Realty Trac ha dichiarato in un proprio recentissimo studio periodico che i pignoramenti di case negli Stati Uniti sono cresciuti ad un ritmo mai così lento negli ultimi quattro anni durante il mese di febbraio 2010: stando alla compagnia, infatti, sarebbero stati emessi degli avvisi su un totale di 308.524 proprietà immobiliari, interessando così un finanziamento ipotecario su 418.

Stando alle considerazioni della società californiana, inoltre, i pignoramenti sarebbero cresciuti di soli 6 punti percentuali rispetto all’ammontare di espropri riscontrati nello stesso periodo dello scorso anno, con l’incremento più basso di sempre per la stessa Realty Trac, che ha iniziato a monitorare l’andamento dei pignoramenti fin dal mese di gennaio del 2006, quando pochi erano in grado di prevedere la drammatica esplosione di tale fenomeno.

Il dato si rivela tuttavia piuttosto difficile da guardare con ottimismo in alcune aree rilevanti. Prendiamo per esempio il New Jersey, dove i pignoramenti sono cresciuti del 14% rispetto all’anno precedente; nel Connecticut lo sviluppo è invece stato più contenuto, e pari a 3,3 punti percentuali. Forte calo invece a New York, dove i pignoramenti si sono contratti del 20% per un totale in termini assoluti di poco superiore alle 3.200 unità.

Stati Uniti, ancora crescita per i pignoramenti

L’Associazione Mortgage Bankers ha dichiarato che nel corso del quarto trimestre del 2009 un numero record di cittadini statunitensi avrebbero perso la propria casa, tornata nelle mani dei soggetti finanziatori. Il dato sarebbe pertanto espressione della prosecuzione della crisi economica locale, che – come era parzialmente attendibile – sta prolungando la lunga scia dei pignoramenti, che interesserà anche l’intero 2010.

I pignoramenti di case precedentemente oggetto di concessione di un finanziamento immobiliare sono infatti saliti del 4,58% per tutte le categorie di mutuo, come confermato dal gruppo di Washington in un report pubblicato pochi giorni fa. Tra i principali soggetti colpiti da questa nuova ondata di espropri, soprattutto coloro che hanno perso il lavoro nel 2008, e nei primi mesi dell’anno precedente.

Secondo gli analisti della Mortgage Bankers Association, il risultato ora pubblicato sarebbe stato ancor peggiore se il Governo non avesse compiuto significativi sforzi per prevenire l’esplosione del fenomeno, che è comunque piuttosto rilevante a causa dell’elevato livello della disoccupazione, sintomo di un mercato del lavoro mai così deteriorato fin dal periodo della Grande Depressione americana.

Stati Uniti, il 20% dei proprietari è sovra indebitato

Il sito web Zillow.com conferma che – secondo le più recenti analisi compiute sul mercato immobiliare degli Stati Uniti – più di un quinto dei proprietari di casa avrebbe accumulato un debito superiore al valore delle relative unità ad uso abitativo, stando ai valori riscontrati nel corso dell’ultimo trimestre dello scorso anno, ribadendo pertanto la precarietà delle condizioni finanziarie di buona parte degli acquirenti.

Nel corso dell’ultima parte del 2009, infatti, ben il 21,4% dei proprietari di case oggetto di finanziamento immobiliare ipotecario risulterebbero essere titolari di debiti di entità superiore al valore delle relative proprietà, il cui prezzo è sceso anche nel corso dei mesi finali dello scorso anno a causa di un incremento dell’offerta dovuto ai volumi immobiliari giunti sul mercato a causa dei pignoramenti.

La proporzione risulta inoltre essere in lieve aumento rispetto a quanto riscontrato nel corso del terzo trimestre dell’anno, quando i proprietari immobiliari in tale situazione erano il 21%; nel secondo trimestre dello stesso 2009, invece, Zillow.com riscontrò una percentuale pari a 23%. Sempre secondo il sito web americano, inoltre, nel solo mese di dicembre più di una casa su mille è tornata nelle mani del soggetto finanziatore, per la proporzione più elevata da quando Zillow.com monitora l’andamento della variabile (primi mesi del 2000).

Stati Uniti, fila sempre più grosse tra le case invendute

RealtyTrac ha appena pubblicato il proprio report trimestrale nel quale fa il punto sulla situazione delle case invendute negli Stati Uniti: i dati che emergono dall’analisi della società di consulenza americana sono abbastanza evidenti, e dimostrano come anche durante la parte finale del 2009, il volume delle case poste sul mercato e ancora prive di un proprietario sia ulteriormente incrementato rispetto alle già sostanziose basi di partenza.

RealtyTrac, infatti, sostiene che il tasso di case invendute presenti sul mercato sia salito dal 2,6% rilevato durante il terzo trimestre dello scorso anno, al 2,7% conseguito nell’ultima parte del 2009: in termini assoluti, questo significa che le case “vacanti” ammontano oggi a oltre 2,09 milioni di proprietà immobiliari, contro 1,99 milioni di unità rilevate nel precedente periodo di riferimento dell’indagine.

Per la società di consulenza, il dato sarebbe cresciuto in maniera così significativa a causa del determinante contributo dei pignoramenti di natura immobiliare, mai così elevati in passato. Stando alla stessa azienda californiana, nel 2009 vi sarebbero state ben 2,82 milioni di case ad essere oggetto di esecuzioni forzate, con la conseguenza di aver arricchito le fila delle proprietà immobiliari abitative offerte sul mercato.

Pignoramenti immobiliari, il record è a Las Vegas

RealtyTrac ha recentemente pubblicato i dati relativi all’andamento dei pignoramenti immobiliari avvenuti durante il 2009 negli Stati Uniti: complessivamente il dato era già noto da qualche settimana (per lo meno nelle sue stime preliminari) ma è tuttavia ancor più interessante notare come si sono comportate le varie aree che compongono il mercato immobiliare nordamericano, con alcuni Stati in grado di realizzare performance negative da record.

Il record nel numero di pignoramenti immobiliari spetta comunque alla città di Las Vegas, che ha potuto riscontrare il ben poco invidiabile primato nella classifica dei tassi degli espropri compiuti durante il corso dello scorso anno; per ciò che concerne invece i singoli Stati, la Florida e la California hanno dominato le liste, occupando ben 17 delle prime 20 posizioni nell’elenco dei peggiori mercato immobiliari cittadini del Paese nordamericano.

Sul fronte dei numeri, RealtyTrac ha innanzitutto diffuso una propria prima previsione sul numero di pignoramenti immobiliari che avranno luogo durante il 2010: la società che ha monitorato il trend del settore ha infatti stimato in circa 3 milioni le proprietà immobiliari ad uso abitativo che finiranno sul mercato immobiliare, contribuendo a gonfiare le linee dell’offerta, e ponendo pressioni al ribasso ai prezzi delle case.

USA, situazione sempre più tesa per le case pignorate

RealtyTrac sostiene che per l’ottavo mese consecutivo il numero dei provvedimenti di pignoramento immobiliare avrebbero superato quota 300 mila unità: la “colpa” di questa situazione sarebbe riconducibile prevalentemente alla situazione del mercato del lavoro, con la crescente disoccupazione che rende sempre più difficile il soddisfacimento dei debiti dei singoli mutuatari.

E così, nel mese di ottobre, un ammontare totale di 332.292 proprietà immobiliari sono state coinvolte in questo genere di provvedimenti, per una percentuale che rispetto allo stesso periodo dello scorso anno risulta essere superiore di quasi il 19%, e che coinvolge ora un proprietario di immobile su 385.

Per gli analisti del mercato immobiliare nordamericano, questo scenario è una delle cause principali che sostanzialmente terrà a freno i prezzi, con gli istituti di credito che metteranno nel mercato un numero crescente di case.