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Abu Dhabi, mosse caute sull’immobiliare

Abbiamo parlato diverse volte del mercato immobiliare di Dubai, un’area che ha conosciuto una rapida crescita dei prezzi delle proprietà ad uso abitativo, commerciale e industriale, per poi scoprire una flessione delle quotazioni da record sul panorama internazionale.

Il mercato di Abu Dhabi sembra far tesoro delle difficoltà incontrate dalla vicina Dubai, e si mostra ora molto cauta nell’avanzare proposte di investimento nel real estate, al fine di evitare un’eccessiva offerta di presenza di case o uffici da collocare nel breve periodo.

Abu Dhabi, a dir la verità, non sembra avere grandi problemi in tal senso: anzi, secondo alcune recenti analisi, l’Emirato avrebbe una carenza di unità residenziali tra le 15.000 e le 20.000 unità: un gap che il governo vorrebbe colmare senza alcuna fretta, evitando che un aumento di offerta di vendita potrebbe condurre a una contrazione dei prezzi incontrollata.

Stati Uniti, dati ufficiali del terzo trimestre

L’Agenzia governativa di riferimento per il settore immobiliare negli Stati Uniti ha fornito i dati ufficiali sull’andamento del terzo trimestre 2009.

Il periodo ora in esame ha innanzitutto visto i prezzi delle proprietà immobiliari ad uso abitativo diminuire del 3,8% rispetto allo stesso livello dello scorso anno: un calo ancora piuttosto significativo, ma pur sempre il declino meno rilevante dal primo trimestre del 2008. Sulle determinanti di questo miglioramento dello scenario, non sembrano esserci molti dubbi. Come più volte abbiamo sottolineato qui su Io Compro Casa, il merito della ripresa nel breve termine sembra vada ricercato principalmente negli incentivi fiscali predisposti per gli acquirenti della prima casa.

Su base mensile, invece, i prezzi sembrano essere praticamente invariati dal mese di settembre al mese di agosto. Risultano essere invece più alti dello 0,2% rispetto a quelli del secondo trimestre dello stesso anno.

Stati Uniti, prezzi in crescita nelle città più grandi

Proseguiamo il nostro focus sul mercato immobiliare statunitense riprendendo un report recentemente pubblicato a cura di Standard & Poor’s. Secondo l’istituto che ha effettuato la rilevazione sul real estate a stelle e strisce, i prezzi delle proprietà immobiliari adibite ad uso di civile abitazione nelle venti città più grandi degli Stati Uniti sarebbero cresciuti per il quarto mese consecutivo durante settembre 2009, dando di fatto agli analisti un’ulteriore conferma del presunto vicino definitivo superamento della recessione del settore.

L’indice C&P/Case-Shiller è infatti aumentato dello 0,27% rispetto al mese precedente, dopo un incremento dell’1,13% nel mese di agosto. Su base annua il decremento rimane comunque piuttosto significativo e al di là delle stime degli analisti (- 9,36%), sebbene si tratti della flessione più lieve dalla fine del 2007.

Standard & Poor’s ha poi confermato i dati relativi alle vendite di case, sostenendo l’incremento già preannunciato negli scorsi giorni dalla National Association of Realtors, e confermando come le principali determinati di questo dato siano stati il programma di aiuti governativi, e il forte calo dei  tassi sui finanziamenti immobiliari.

Stati Uniti, vendite di case non nuove in crescita del 10%

Dopo la pubblicazione di quelli provvisori, negli scorsi giorni sono stati diffusi i dati definitivi sull’andamento delle vendite delle case non nuove negli Stati Uniti: stando agli elementi diramati alla stampa dalla National Association of Realtors, le case già esistenti avrebbero generato un volume di compravendite ben superiore alle stime durante il mese di ottobre del 2009, per il livello più elevato dal febbraio del 2007.

Il merito, si sa, va riconosciuto soprattutto alla gamma di incentivi governativi predisposti a supporto di tale genere di operazioni. Rimandando ad altri approfondimenti un discorso previsionale, non possiamo ora che limitarci a rilevare che nel mese di settembre gli acquisti sono aumentati del 10,1% a un volume annualizzato di 6,1 milioni di unità rispetto ai 5,54 milioni di settembre.

Come ci si attendeva cala invece il prezzo medio di vendita, che rispetto allo stesso mese dello scorso anno è inferiore del 7,1%, per il declino più ridotto da oltre un anno.

Prezzi delle case britanniche previsti in rialzo

Rightmove Plc ha recentemente pubblicato un suo report nel quale dimostra come, nel corso del prossimo anno, il prezzo delle proprietà immobiliari ad uso abitativo della Gran Bretagna subirà un incremento.

Secondo lo studio effettuato dal sito internet specializzato nel settore, infatti, il 54% degli interessati si sarebbe dichiarato certo che nel corso dei prossimi 12 mesi il prezzo medio di una casa in Gran Bretagna subirà un rialzo rispetto all’attuale livello dei valori immobiliari residenziali.

Si tratta di una variazione di sentment davvero notevole rispetto alle precedenti edizioni della stessa analisi di Rightmove Plc. A titolo di esempio, ricordiamo come nel primo trimestre del 2009 la medesima ricerca diede come responso il 32% degli intervistati convinti di un incremento dei prezzi delle case durante il 2010.

Compravendite immobili: rallenta il calo nel 3° trimestre

Il 2009 non sarà di certo un anno d’oro per il mercato italiano in fatto di compravendite di immobili. Pur tuttavia, rispetto ai primi due trimestri, nel periodo luglio-settembre 2009 le compravendite nel nostro Paese scendono ma a ritmi più bassi.

Al riguardo, infatti, l’Agenzia del Territorio ha diffuso i dati Q3 2009 sulle compravendite immobiliari in Italia, che hanno fatto registrare una discesa dell’11,3% rispetto al terzo trimestre dello scorso anno.

Gran Bretagna, diminuiscono le pretese dei venditori

Rightmove Plc. ha pubblicato un’interessante nota statistica nella quale sostiene fermamente che in Gran Bretagna i venditori di proprietà immobiliari ad uso abitativo avrebbero abbassato i prezzi richiesti per la prima volta negli ultimi tre mesi. A novembre, infatti, la società di consulenza avrebbe riscontrato una diminuzione dei prezzi all’offerta nella misura dell’1,6%: questo moderato passo indietro porta il prezzo medio di un’abitazione nell’area considerata a circa 226.440 sterline.

Si tratta di una contrazione lieve e che, come si potrà osservare confrontando le analisi della precedente nota statistica, non è sufficiente nemmeno a cancellare l’apprezzamento rilevato nel mese di ottobre, quando i prezzi crebbero nella misura del 2,8% rispetto al mese di settembre. E’ tuttavia una inversione nella tendenza dell’ultimo trimestre. Segno che, probabilmente, in vista della stagione natalizia i venditori hanno deciso di mutare il proprio comportamento almeno parzialmente, venendo incontro alle esigenze sempre più pressanti della domanda immobiliare.

Per la Bank of England, quanto rilevato nel mese di novembre non basta per cambiare le opinioni già consolidate sull’andamento del real estate locale.

USA, situazione sempre più tesa per le case pignorate

RealtyTrac sostiene che per l’ottavo mese consecutivo il numero dei provvedimenti di pignoramento immobiliare avrebbero superato quota 300 mila unità: la “colpa” di questa situazione sarebbe riconducibile prevalentemente alla situazione del mercato del lavoro, con la crescente disoccupazione che rende sempre più difficile il soddisfacimento dei debiti dei singoli mutuatari.

E così, nel mese di ottobre, un ammontare totale di 332.292 proprietà immobiliari sono state coinvolte in questo genere di provvedimenti, per una percentuale che rispetto allo stesso periodo dello scorso anno risulta essere superiore di quasi il 19%, e che coinvolge ora un proprietario di immobile su 385.

Per gli analisti del mercato immobiliare nordamericano, questo scenario è una delle cause principali che sostanzialmente terrà a freno i prezzi, con gli istituti di credito che metteranno nel mercato un numero crescente di case.

Mutui USA, tassi ancora in diminuzione

Secondo un’analisi condotta da Freddie Mac – società la cui notorietà al di fuori degli Stati Uniti d’America è legata per lo più al burrascoso recente passato – i tassi di interesse applicati ai mutui trentennali a tasso fisso negli USA avrebbero subito un ulteriore calo durante l’ultima settimana, toccando il minimo dell’ultimo mese e mezzo.

Questo nuovo passo indietro da parte dei tassi sui mutui avrebbe, stando alle prime analisi condotte sui dati di ottobre e di novembre, spinto nuove richieste di finanziamento da parte dei potenziali acquirenti, e indotto chi è già titolare di un mutuo a rinegoziare le condizioni con il proprio istituto di credito erogante.

Ma quali sono i tassi medi applicati a un mutuo negli Stati Uniti? Freddie Mac sostiene di aver rilevato un tasso del 4,91% per i finanziamenti a 30 anni, contro il precedente 4,98% della scorsa settimana. Più bassi, ovviamente, sono i tassi per i finanziamenti con durata di 15 anni, il cui valore medio si aggira oggi al 4,36%.

Cina, boom dei prezzi immobiliari

L’Istituto Nazionale di Statistica cinese sostiene che nel Paese il prezzo delle proprietà immobiliari ad uso abitativo sia cresciuto ad un ritmo record durante il mese di ottobre: stando ai dati diffusi dall’istituzione locale, infatti, i prezzi delle case nelle 70 città cinesi più grandi sono cresciuti mediamente del 3,9% rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

Gli analisti non hanno tuttavia commentato con grande soddisfazione questi dati, mostrando la loro preoccupazione per una crescita dei prezzi definita “troppo veloce”, con particolare riferimento ai centri metropolitani più importanti, come Pechino, Shenzhen, Guangzhou e Shanghai. Sembra inoltre sempre più probabile che a tal proposito la Banca Centrale e le autorità regolamentative del mercato possano intraprendere delle iniziative per limitare l’utilizzo del debito bancario e finanziario nelle transazioni di carattere immobiliare, cercando di evitare il formarsi di una pericolosa bolla nel settore.

Da inizio anno ad oggi, infatti, in Cina sono stati erogati 1,27 trilioni di dollari di nuovi mutui: una facilità creditizia che ha supportato l’incrementante domanda del settore, e che ha condotto a un incremento dei prezzi in 65 delle 70 città monitorate dall’Istituto.

Como, prezzi in calo del 5%

Il Corriere di Como ci dice che i prezzi delle proprietà immobiliari ad uso abitativo nell’area di Como – che finora aveva saputo resistere piuttosto bene alla crisi in atto – hanno subito un decremento di circa il 5%; un calo significativo, che si accompagna ad una contrazione ancora più rilevante nel numero delle transazioni immobiliari concluse durante i primi sei mesi del 2009.

Nella prima metà dell’anno in corso, infatti, si è registrato un rallentamento parzialmente imprevisto in queste proporzioni, prodotto principalmente dalla crisi economica che da diversi mesi sta influenzando pesantemente i mercati immobiliari di mezzo mondo.

Il quotidiano locale, che riprende i dati diffusi recentemente dall’Ufficio Studi di Gabetti, sostiene che la flessione nelle quotazioni immobiliari è stata, come già preannunciato, pari al 5%. Ma non solo: stando alla stessa fonte, la difficoltà nel concludere le operazioni di compravendita immobiliare porterebbe le parti a trovare accordi molto convenienti per l’acquirente in sede di contrattazione finale, con degli sconti sui prezzi originari di vendita che non è raro riscontrare in doppia cifra.

Stati Uniti, vendite di case in crescita dell’11%

Negli Stati Uniti le vendite di proprietà immobiliari abitative sono cresciute dell’11% nel terzo trimestre dell’anno. Secondo gli analisti locali, gran parte del merito andrebbe ricondotto allo sgravio fiscale riconosciuto per le transazioni aventi ad oggetto acquisti di case da adibire a residenza principale come prima abitazione di proprietà.

Annaulizzando i dati, la National Association of Realtors segnala che le vendite di case unifamiliari e appartamenti condominiali non nuovi sono cresciute a 5,3 milioni di unità, con un prezzo medio pari a 177.900 dollari, in calo di circa l’11% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Ci si domanda tuttavia quale sarà l’andamento delle vendite: come detto, una buona parte delle determinanti di questo risultato positivo vanno ricondotte ai programmi governativi di incentivo e di supporto economico. Piani che l’amministrazione Obama ha voluto prolungare, prevedendo, in data 6 novembre, di estendere i vantaggi previsti anche per le prossime settimane.

Parma, la situazione dell’immobiliare

Abbiamo letto un’interessante analisi sull’attuale situazione del mercato immobiliare di Parma, suddiviso per zone. L’analisi, condotta su dati dell’Ufficio Studi Tecnocasa e riportata sull’edizione locale del quotidiano La Repubblica, sostiene che durante il primo semestre del 2009 i prezzi delle proprietà immobiliari ad uso abitativo dell’area comunale avrebbero subito una diminuzione inferiore al punto percentuale (- 0,9%), per una performance che non è certamente tra le più negative del Centro-Nord Italia.

Come spesso accade, le valutazioni più interessanti sono però desumibili dall’analisi delle singole zone della città. Per il report su dati Tecnocasa, infatti, le case più prestigiose sarebbero ancora nelle aree di Via Farini e di Cittadella: nel perimetro ora considerato i prezzi per metro quadrato si aggirano mediamente intorno ai 4.000 euro per abitazioni usate, per poi salire anche ai 7.000 euro per abitazioni nuove o di recente ristrutturazione. Sul fronte degli affitti, l’analisi sostiene che la domanda si sarebbe mantenuta su ottimi livelli per le zone considerate, con canoni mensili intorno ai 750 euro mensili per un bivano di 60 mq.

Spostandosi più in periferia, come di norma succede, i prezzi al metro quadrato calano drasticamente. Nell’area di Barganzona infatti, il decremento dei valori immobiliari è stato più significativo che altrove, e le quotazioni sono scese intorno ai 2.000 – 2.500 euro al metro quadrato per un appartamento nuovo o in buone condizioni, e pari a 1.800 – 1.850 euro al metro quadrato per un usato. Discorso similare per il quartiere più periferico di Fognano, dove si registrano però recenti costruzioni di appartamenti di pregio, con un costo al metro quadrato che sfiora i 3.000 euro.

Acquisto immobili: quelli di “casa nostra” offrono ottimi rendimenti

 Nel mondo, attualmente, dopo la tempesta finanziaria che ha avuto in alcune aree effetti devastanti, è poco conveniente in termini di rendimento dell’investimento effettuato, acquistare immobili in Russia, ed in particolare a Mosca, ma anche negli Stati Uniti, a New York, e a Dubai.

Al top dei rendimenti annui lordi c’è invece, sul fronte diametralmente opposto, San Josè, in Costa Rica, ma l’immobile è un buon affare anche a Toronto, in Canada, ed a Tokio, in Giappone. Sono queste, nello specifico, le risultanze di uno studio effettuato da Idealista.it prendendo a riferimento come parametro di valutazione il p/e ratio, un indicatore che si utilizza di norma e comunemente nell’ambito della finanza per misurare la redditività degli investimenti.