prezzi case

Costruttori, opportunità in Arabia Saudita

Vi potrebbero essere delle ottime opportunità d’affari per le industrie di costruzione che decidessero di intraprendere investimenti nel mercato dell’Arabia Saudita.

A dichiararlo – indirettamente – è l’istituto di credito tedesco Deutsche Bank, secondo cui il Paese dovrà presto fronteggiare una significativa carenza di proprietà immobiliari presenti nell’area: in altri termini, Deutsche Bank ritiene che entro il 2015 si creerà un notevole gap tra la domanda e l’offerta, una distanza che potrebbe essere ricoperta solamente con un’accelerazione notevole dei progetti di costruzione da parte delle società del settore, e ammesso che vi sia il benestare da parte delle autorità locali.

Deutsche Bank ricorda infatti come le autorità governative della zona abbiano stimato una necessità di circa 900.000 di case entro il 2015 rispetto a quelle attualmente presenti. L’istituto di credito invece considera come pienamente insoddisfacente questo target, ritenendo più probabile che – a causa dell’incremento della popolazione locale, indotto anche da un boom occupazionale che si svilupperà nel corso dei prossimi anni – entro cinque anni serviranno almeno 1,2 milioni di nuovi appartamenti.

Nuova Zelanda, prezzi finalmente in aumento

Ci sono voluti ben 16 mesi, ma finalmente anche in Nuova Zelanda i prezzi delle proprietà immobiliari sono cresciuti. Nel mese di ottobre, infatti, stando a quanto sostiene la Quotable Value New Zealand Ltd.,  i prezzi sarebbero aumentati dello 0,2%: un segnale che dagli economisti locali è stato percepito come un sintomo di ripresa dell’intera economia, passata attraverso una delle peggiori recessioni degli ultimi decenni.

I dati della Quotable Value New Zealand Ltd. dimostrano quindi come i valori delle case neozelandesi abbiano dato un primo segnale di vitalità dal giugno del 2008; l’agenzia governativa di settore ha inoltre precisato come dal punto minimo del mese di aprile 2009 i prezzi delle proprietà ad uso abitativo abbiano subito un incremento del 3,4%.

A favorire la ripresa, secondo quanto riportano alcuni quotidiani economico finanziari locali, sarebbe stato il concorso tra un livello record dei tassi di interesse di riferimento – mai così bassi – insieme alla crescente domanda, favorita, questa, anche dall’aumento dell’immigrazione.

Australia, mutui record negli ultimi sei mesi

L’Istituto Nazionale di Statistica di Sidney sostiene che i mutui immobiliari durante il mese di settembre avrebbero toccato le 65.505 unità: si tratta di un incremento del 5,1% rispetto al mese di agosto. Un mese considerato meno brillante del previsto, visto e considerato che durante l’ottavo periodo dell’anno il numero dei mutui calò di quasi il 2% rispetto al mese di luglio.

L’incremento ravvisato nel mese di settembre – ben oltre quanto atteso dagli analisti – sembra esser un prodotto diretto degli interventi a sostegno del credito promossi dal Primo Ministro australiano Kevin Rudd, che per favorire la ripresa economica locale, ha predisposto un bacino di sostegno ai finanziamenti di settore.

Stando agli economisti, quanto sta accadendo sul fronte finanziario immobiliare potrebbe portare il Governatore della Banca Centrale Glenn Stevens ad agire nuovamente sui tassi di interesse di riferimento, portando al rialzo il costo del denaro. A sostenere questa possibile (e a questo punto probabile) mossa di Stevens, potrebbe concorrere anche il livello dei prezzi delle case, cresciuti di oltre l’8% negli ultimi sei mesi.

Compravendita case: ai russi piacciono gli immobili di pregio

 Nonostante le palesi difficoltà del mercato immobiliare domestico legate sia alla stretta creditizia delle banche, sia al calo della domanda a fronte di quotazioni che, tra l’altro, in molte aree d’Italia si mantengono su livelli fin troppo elevati, il nostro patrimonio immobiliare privato piace ancora, e forse ancor di più, agli investitori esteri, i quali se in passato guardavano in prevalenza solo agli immobili di regioni come la Toscana, oramai invece guardano a tutto il territorio nazionale leggendo molto spesso gli annunci immobiliari collegandosi ai siti Internet specializzati.

Londra, migliora il segmento delle case lussuose

Bloomberg riporta la notizia secondo cui un recente studio della società di consulenza Knight Frank LLP avrebbe affermato come i prezzi delle case lussuose dell’area di Londra stiano lentamente frenando la loro fase di discesa, e come durante il mese di ottobre avrebbero conseguito il più lieve declino da quasi un anno e mezzo a questa parte.

Stando allo studio di Knight Frank, infatti, nel mese di ottobre 2009 il valore medio di un appartamento dal costo superiore a un milione di sterline (questa la soglia “psicologica” che secondo la società distingue le case di lusso dalle abitazioni dei poveri mortali) sarebbe sceso del 3,2% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Si tratterebbe, pertanto, di un incremento del 2,1% dei prezzi rispetto al mese di settembre, per un passo record dall’estate del 2007.

Il decremento dal picco raggiunto nel mese di marzo del 2008 rimane invece piuttosto sostanzioso, misurabile in una contrazione pari al 16%.

Dubai, nuovi studi mostrano più ottimismo

Ancora una volta ci troviamo quasi costretti a parlare del mercato immobiliare di Dubai. Il real estate della zona si sta infatti dimostrando particolarmente tormentato, e le numerose analisi che i principali istituti di credito e di analisi stanno pubblicando nel corso delle ultime settimane dimostrano come ci sia una forte eterogeneità di valutazioni sul futuro dell’area.

Giunge pertanto ai nostri occhi il nuovo report di Deutsche Bank, uno degli osservatori più attenti, nel Vecchio Continente, di ciò che accade sui mercati immobiliari internazionali. L’istituto di credito europeo sembra infatti convinto che il mercato immobiliare di Dubai abbia toccato il fondo, e che si stia pertanto preparando per un significativo rimbalzo che potrebbe equivalere alla nascita di rilevanti occasioni di business per gli investitori.

Deutsche Bank sostiene che i prezzi delle proprietà immobiliari abbiano perso solo il 4% negli ultimi mesi, dopo il brusco decremento osservato lungo tutta la prima parte dell’anno. Di contro, il numero delle transazioni di ottobre sarebbe cresciuto del 60% rispetto ai volumi irrisori del primo trimestre del 2009 (ma pur sempre in decisa flessione su base annua).

Hong Kong, vendite immobiliari in calo del 35%

Secondo quanto sostiene sul proprio sito web il Land Registry, il valore del giro d’affari realizzato dalle operazioni di compravendita immobiliari a Hong Kong durante il mese di ottobre 2009 è calato del 35% dall’ultimo periodo di riferimento, toccando un livello minimo da aprile alla data della più recente rilevazione dei dati.

Stando al Land Registry, infatti, il valore delle transazioni immobiliari si sarebbe assestato intorno ai 36,3 miliardi di dollari locali (circa 4,7 miliardi di dollari statunitensi) ad ottobre, contro i 56,2 miliardi di dollari di Hong Kong rilevati durante il mese di settembre.

A registrare un forte calo è stato, di conseguenza, anche il numero assoluto delle proprietà immobiliari oggetto di compravendita, diminuite dalle 12.285 unità di settembre alle 9.300 del decimo mese di uno sfortunato 2009.

Studio Lloyds sui prezzi delle case nel Regno Unito

In queste settimane stiamo leggendo numerosi studi sull’andamento del mercato immobiliare del Regno Unito. Segnali contrastanti provengono da oltremanica, dove accanto a accenni di ripresa vi sono numerose analisi che auspicano maggior cautela nel valutare gli sviluppi del settore.

Uno dei più recenti report sul real estate del Regno Unito è quello di Lloyds Banking Group, uno dei principali istituti di credito britannici, che ha definito come “non sostenibile” l’attuale crescita dei prezzi delle proprietà immobiliari ad uso abitativo (e non) della zona.

Secondo Lloyds, infatti, i valori delle proprietà immobiliari residenziali, commerciali e industriali non proseguiranno la loro strada di crescita nel corso dei prossimi mesi. La società prevede anzi un 2010 nel quale i prezzi subiranno una lunga fase di stagnazione, con possibili flessioni, anche significative.

Approfondimento sul mercato immobiliare di Treviso

Un approfondimento de La Tribuna sul mercato immobiliare di Treviso ci dà l’opportunità di parlare dell’andamento delle costruzioni e delle case non nuove nell’area considerata.

Preannunciamo come quanto abbiamo letto sul quotidiano non possa che confermare quanto osservato nel resto d’Italia, dove – al di là di un numero di eccezioni comunque non insignificante – i prezzi delle proprietà immobiliari ad uso abitativo (soprattutto) e commerciale abbiano comunque mantenuto la loro posizione anche durante la fase più buia della recessione.

Treviso, da questo punto di vista, non sembra fare eccezione. Stando ai dati riportati dal media, ma diffusi dall’Osservatorio immobiliare dell’Agenzia del Territorio, infatti, una casa cittadina a Treviso avrebbe un costo di circa 3.700 euro al metro quadro, che salgono oltre i 4.000 euro per un’abitazione unifamiliare.

Immobiliare, focus su Washington

Qualche giorno fa Bloomberg ha pubblicato un interessante report sull’andamento del mercato immobiliare dell’area di Washington, uno dei “termometri” più rappresentativi per interpretare il trend del real estate a stelle e strisce.

Stando agli studi esaminati dal media americano, la domanda per nuovi appartamenti nella zona ora considerata starebbe crescendo con un ritmo davvero sorprendente, e difficilmente paragonabile a quanto avviene nelle altre macro-aree degli Stati Uniti.

A beneficiare del rinnovato interesse per i nuovi appartamenti sono, ovviamente, i principali attori del settore locale delle costruzioni: stando a quanto sostenuto dal Census Bureau, infatti, le società di costruzione hanno ricevuto l’autorizzazione per realizzare 4.442 unità abitative nell’area metropolitana della capitale statunitense nel corso del terzo trimestre, per un incremento che – rispetto allo stesso periodo dello scorso anno – risulta essere pari all’11%. Il dato di Washington, oltre che dimostrare un buon dinamismo della domanda locale, è addirittura sorprendente se paragonato alla media nazionale, che invece dimostra una contrazione piuttosto pesante (- 17%) nelle nuove costruzioni.

Focus Toscano sul mercato immobiliare di Milano

Toscano Immobiliare, uno dei principali operatori nel mercato italiano, ha appena pubblicato sul suo Corporate Blog un interessante focus sul capoluogo lombardo. La società sostiene – attraverso le affermazioni del suo Consulente Area a Milano, Roberto Tolli – che nel secondo semestre sarebbero già comparsi degli importanti segnali positivi, e che la fiducia tra le persone sembrerebbe essere ritornata su migliori livelli.

A preoccupare è semmai la presunta difficoltà di accesso al credito. Ma questo, si sa, è un altro problema.

Tornando invece alle informazioni diffuse dal Centro Studi Toscano, osserviamo come l’andamento dei prezzi e delle compravendite nelle singole zone sia particolarmente difficile da interpretare in maniera omogenea. Toscano segnala infatti la contemporanea presenza di quartieri molto dinamici (Sempione, Procaccini, Monumentale, Fiera, Loreto, ecc.) di fianco a quartieri molto più statici (Città Studi, Zara, Certosa).

Stati Uniti, nuovo aumento nel prezzo delle case

I prezzi delle proprietà immobiliari ad uso abitativo nelle 20 città più grandi degli Stati Uniti sono cresciuti ancora durante il mese di agosto: si tratta, stando a quanto dichiarato da Standard & Poor’s, del terzo incremento mensile consecutivo, un segnale di come – probabilmente – la crisi del settore stia lentamente scemando i propri effetti più negativi.

L’indice del gruppo sul mercato immobiliare è infatti aumentato di un punto percentuale rispetto al mese di luglio, dopo un ulteriore incremento che nel settimo mese del 2009 era stato pari all’1,2%. Su base annua, tuttavia, i decrementi rimangono piuttosto significativi, con una flessione dell’11,3% rispetto ad agosto 2008, contro previsioni ancor più pessimistiche.

La crescita nei prezzi e nel numero delle compravendite viene ricondotto principalmente al programma di incentivi approvato dal governo, e dall’andamento favorevole dei tassi di interesse applicati ai finanziamenti immobiliari delle banche.

Regno Unito, cautela sull’immobiliare

La Banca Centrale inglese lancia un segnale di allarme: i prezzi delle proprietà immobiliari residenziali del Regno Unito potrebbero presto tornare in fase decrescente. Perché la crisi pare non esser affatto finita, e la recessione pronta a far sentire la sua pesante influenza sull’economia reale, dopo aver spaventato i mercati finanziari del Vecchio (e non solo) Continente.

David Blanchflower è stato d’altronde piuttosto chiaro, affermando nel corso degli scorsi giorni come l’economia reale subirà una probabile regressione, e di prevedere una prolungata diminuzione nei prezzi delle case. Secondo il membro della Bank of England, inoltre, circa 3 milioni di persone finiranno con il vedere il peso del loro mutuo eccedere di gran lunga il valore della rispettiva proprietà immobiliare.

Bulgaria, sintesi del terzo trimestre per l’immobiliare

Da qualche tempo a questa parte, per osservare l’andamento del mercato immobiliare della Bulgaria, è possibile affidarsi a un nuovo indice della Raiffeisen Real Estate. Questpo è infatti in grado di elevarsi a termometro dell’intero andamento del real estate del Paese Balcanico.

L’indice in questione, stilato sulla base di dati ufficiali assunti dall’Istituto Nazionale di Statistica, dell’Associazione Nazionale Real Estate, e da altre fonti di mercato ben note, viene utilizzato dalla compagnia di consulenza per le proprie analisi, e periodicamente pubblicato su report disponibili sul sito web.