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Investimenti immobiliari: preziosi come il metallo giallo

Gli immobili e l’oro pari sono in termini di appetibilità ai fini di investimento e di redditività. Anzi, le case negli ultimi dieci anni hanno battuto il metallo giallo in termini di rendimento; pur tuttavia, nel futuro a dominare in materia di investimenti immobiliari saranno gli interventi sia di riqualificazione degli asset, sia di trasformazione degli immobili stessi nell’ottica del minor consumo di suolo.

Questo è quanto, in estrema sintesi, è emerso nel corso di un convegno, intitolato “Edilizia sociale, città, governo del territorio“, in base ad una relazione che è stata presentata ed illustrata a Pisa da Lorenzo Bellicini, il direttore del Cresme, Centro ricerche economiche, sociologiche e di mercato nell’edilizia. Nell’ultimo decennio, in particolare, gli immobili hanno reso più dell’oro in quanto un ampio stock di questi, pari a ben il 30%, è finito sul mercato per le compravendite.

Mercato immobiliare italiano ed il prezzo fai da te

Nel nostro Paese, per quel che riguarda il mercato immobiliare, ci sono delle lacune e delle criticità per cui a livello di settore è difficile andare a creare delle perizie omogenee; con la conseguenza che c’è spazio per i privati per determinare, in materia di compravendite di immobili, dei veri e propri “prezzi fai da te“.

Questo è quanto, tra l’altro, ha dichiarato Marcello Pedemonte, Ceo di Nomes & Villas, intervistato dal Portale di annunci immobiliari online Idealista.it sull’andamento del mercato immobiliare italiano dopo che lo scorso anno è stato archiviato con qualche nuovo e preoccupante segnale d’allarme per il comparto.

Mercato immobiliare: come cambia la casa degli italiani

 Come è cambiato il mercato immobiliare in Italia negli ultimi 50 anni in termini di bisogno di spazi? Ebbene, al riguardo la risposta ce la fornisce Immobiliare.it, che con un’indagine ha rilevato l’evoluzione delle case in Italia ma soprattutto l’importanza della presenza o meno di spazi ed ambienti con un ben preciso volume.

Al riguardo sono infatti emerse parecchie mutate esigenze, a partire dal balcone che qualche decennio fa era ampio e lungo, mentre al giorno d’oggi meno di due italiani su dieci, quando devono scegliere la casa, danno importanza al balcone. Questo perché la vita è diventata più frenetica, e sempre meno quindi si esce sul balcone quando invece in passato era proprio il balcone il luogo dove innaffiare le piante ed avere cura di un po’ di verde.

Edilizia pubblica: nuovi alloggi in Emilia-Romagna

Nella giornata di ieri, sabato 12 marzo 2010, Irene Priolo, il Sindaco del Calderara di Reno a Bologna, Vasco Errani, il presidente della Regione Emilia-Romagna, e Giacomo Venturi, il vice presidente della Provincia di Bologna, hanno consegnato le chiavi di 20 alloggi ad altrettante famiglie; trattasi, nello specifico, di nuovi alloggi di edilizia pubblica nell’ambito della realizzazione del “Garibaldi 2“, un progetto di complessivi 37 nuovi appartamenti.

I 20 alloggi sono stati consegnati a 7 famiglie straniere e 13 famiglie italiane nell’ambito di lavori di ristrutturazione che sono durati ben tre anni e che hanno portato, nello specifico, alla trasformazione di 62 monolocali in complessivi 37 nuovi appartamenti che sono entrati a far parte del patrimonio “Erp” del Comune, ovverosia di edilizia residenziale pubblica. Con il “Garibaldi 2” è stato messo in atto un intervento di natura sperimentale che, con interventi di trasformazione e di progettazione urbanistica permette di far fronte al fabbisogno abitativo rendendo tra l’altro gli stabili più sicuri.

Compravendite immobiliari terzo trimestre 2010 in calo

Pollice verso, nel terzo trimestre del 2010, in Italia, per le compravendite immobiliari. In accordo con un Rapporto dell’Istituto Nazionale di Statistica, infatti, nel terzo trimestre dello scorso anno le compravendite immobiliari si sono attestate a quota 168.933 con un calo del 3,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno 2009.

Dopo parecchi mesi di ascesa, quindi, nel nostro Paese il mercato immobiliare sembra essere tornato in una fase di stallo che, se confermata anche per i prossimi mesi, alimenterebbe molte preoccupazioni legate anche alla sostenibilità della crescita economica. Nel secondo trimestre 2010, infatti, le compravendite di unità immobiliari erano cresciute del 2,2%. In ogni caso il saldo, riferito ai primi nove mesi del 2010, rimane ancora positivo con un incremento delle compravendite dello 0,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno 2009.

Affitti: Roma più cara di Milano in Europa

Roma è la 16-esima tra le principali città europee dove gli affitti sono più cari. A rilevarlo è stata la Camera di Commercio di Milano nel sottolineare comunque come nella precedente rilevazione Roma, nell’anno 2009, fosse al decimo posto tra le più care per i prezzi degli affitti a confronto con le altre principali città europee. E Milano, al 22-esimo posto, su un totale di 32 grandi centri europei rilevati, resta di conseguenza meno cara di Roma per gli affitti in questo confronto a livello europeo. Ma dove costa di più affittare in Europa?

Ebbene, al riguardo la Camera di Commercio di Milano ha rilevato come nella classifica dei 32 grandi centri europei città come Parigi e Londra siano inarrivabili e, quindi, decisamente più costose quando si parla di pagare per una casa in affitto. Su scala mondiale, e quindi intercontinentale, le più costose, oltre alla cara Londra, ci sono anche Mosca ed Hong Kong, mentre la più conveniente è Cleveland.

Immobiliare Roma: verifiche sul patrimonio comunale

A Roma è stata istituita una Commissione di verifica sul patrimonio immobiliare capitolino. A darne notizia nella giornata di ieri, venerdì 4 marzo 2011, è stato Alfredo Antoniozzi, assessore al Patrimonio ed alle Politiche Abitative di Roma Capitale, a seguito di un’ordinanza firmata dal Sindaco Gianni Alemanno.

La commissione d’inchiesta istituita, in particolare, andrà ad effettuare delle verifiche sulle procedure con le quali il patrimonio immobiliare capitolino è stato alienato; particolare attenzione al riguardo, nelle verifiche, sarà posta sulla congruità tra il valore degli immobili e la congruità dei prezzi di vendita.

Immobiliare Usa: prezzi, situazione ancora incerta

 A distanza di oltre tre anni dallo scoppio, negli Stati Uniti, della bolla sui mutui subprime, la situazione per l’immobiliare Usa rimane incerta e, di conseguenza, anche la sostenibilità della crescita economica interna. Basti pensare che Robert Shiller, economista nonché membro del team che cura l’indice settoriale S&P/Case-Shiller, sostiene che rispetto alle quotazioni attuali negli Stati Uniti i prezzi degli immobili potrebbero ulteriormente scendere in media da un minimo del 15% ad un massimo del 25%.

D’altronde gli ultimissimi dati consolidati sull’immobiliare parlano chiaro: nello scorso mese di dicembre 2010, rispetto al mese precedente, il calo medio dei prezzi degli immobili è stato dell’1% con un andamento in controtendenza solamente a Washington.

Immobiliare: Fiaip Bergamo, non siamo fuori dalla crisi

A Bergamo, per quel che riguarda il mercato immobiliare, non siamo ancora usciti dalla crisi. A dichiararlo è stato il Presidente della Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali (FIAIP) di Bergamo, Giuliano Olivati, precisando al riguardo come tutto ciò venga confermato anche dai dati statistici provinciali riguardanti i notai.

Nel dettaglio, per la provincia di Bergamo, i dati statistici notarili indicano, a valere sullo scorso anno, una contrazione delle compravendite pari a poco più del 2% a fronte di un’attività che dal 2006 ad ogni ha fatto registrare un vero e proprio crollo stimato tra il 27% e il 32%, ovverosia in linea con i dati sull‘immobiliare che su scala nazionale ha riportato l’Agenzia del Territorio. Secondo il Presidente Olivati, essendo il mercato immobiliare “ristretto”, il riflesso sui prezzi è ed è stato inevitabile con un ridimensionamento che, rispetto ai massimi del 2007, è stato pari in media al 20%.

Immobili: i prezzi di vendita ed il valore presunto

Esiste il prezzo minimo di una casa? Ebbene, al riguardo la domanda è d’obbligo visto che, nell’ambito dell’incontro tra la domanda e l’offerta, la variabilità del prezzo può essere ampia. Ad esempio, un venditore che non ha fretta di vendere di norma non è disposto a concedere al compratore uno sconto ampio, ed anzi è disposto a vendere solo a prezzi “rigidi” anche se per “sbarazzarsi” dell’asset servano uno o due anni.

Diverso è invece il discorso quando un venditore ha fretta di vendere e, di conseguenza, può cedere l’unità immobiliare anche ad un prezzo sensibilmente basso rispetto sia ai valori di mercato di quell’area, sia in base alle stime ufficiali dell’osservatorio immobiliare dell’Agenzia del territorio.

Mercato immobiliare: Monza e Brianza, qualcosa si muove in Provincia

 Il mercato immobiliare, nella Provincia di Monza e Brianza, sta lentamente uscendo dalla crisi, ragion per cui si stanno iniziando ad intravedere nuovi e ritrovati segnali di vitalità. E’ questa, in estrema sintesi, la fotografia di mercato scattata dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza che, in particolare, per quel che riguarda il settore industriale, ha altresì rilevato la tenuta dei prezzi dei capannoni, in particolar modo a Monza rispetto alla Brianza. I segnali, nel complesso, sono ancora in chiaroscuro, ma il tutto a fronte di transazioni che anno su anno sono tornate a crescere a Monza dell’1,8%, mentre in Brianza, rispetto al 2009, nel 2010 c’è stata ancora una discesa sebbene circoscritta al 2,2%.

A conferma dei segnali di ripresa che s’intravedono, l’Ente camerale ha messo in risalto come i prezzi, nel mercato immobiliare residenziale, siano scesi ma di appena lo 0,6% in Brianza ed ancor meno, con un -0,3%, a Monza. Segnali di stabilità sono stati inoltre rilevati sul mercato degli affitti con rendimenti delle abitazioni che in media si attestano ampiamente sopra i livelli dell’inflazione pari al 3,7% in Brianza, ed al 3,2% a Monza.

Immobili: con l’Imu più tasse per i negozi

 Mezzo miliardo di euro in più di tasse a carico di imprenditori che risultano essere proprietari di laboratori, capannoni industriali, uffici e negozi. E’ questa la stima della CGIA di Mestre in merito all’entrata in vigore, a partire dall’anno 2014, dell’IMU, la nuova imposta unica legata all’entrata a regime del federalismo fiscale. Al riguardo infatti l’Associazione degli artigiani mestrina ha effettuato una simulazione, attraverso il proprio Ufficio Studi, al fine di rilevare quale impatto avrà la nuova tassa unica sulle tasche degli imprenditori italiani.

Al riguardo la CGIA di Mestre, in base all’ultimo Testo della Legge, ricorda che nel 2014 l’Imu andrà a sostituire, a valere sui redditi fondiari, l’Ici e l’Irpef sulle seconde case così come andrà a sostituire l’imposta comunale sugli immobili (Ici) per gli asset immobiliari sopra indicati, ovverosia i negozi, i laboratori, i capannoni commerciali e gli uffici.

Mercato immobiliare: prezzi in aumento, tasse permettendo

 Negli ultimi giorni si sta assistendo ad un duro dibattito a livello politico non sulle vicende legate all’inchiesta a carico del Premier Berlusconi, ma al federalismo fiscale. Dopo il pareggio 15 a 15 nella cosiddetta “Bicameralina”, il Governo ha provveduto ad approvare nello stesso giorno, in un Consiglio dei Ministri tenutosi in serata, un Decreto col quale l’Esecutivo ha dato, anzi voleva dare, il via libera al federalismo fiscale municipale.

Pur tuttavia, è arrivato lo stop del Quirinale che al riguardo, prima dell’eventuale emanazione del Decreto, ha chiesto che il Governo sulla misura adottata provveda prima a riferire alle due Camere. Nel federalismo fiscale municipale ci sono misure che, in particolare, riguardano la tassazione sugli immobili. E se la maggioranza al riguardo parla di “svolta epocale”, le opposizioni, invece, ritengono che il Governo in questo modo andrà ad introdurre a carico dei contribuenti una patrimoniale. Chi ha ragione?

Tasse immobili: in futuro niente patrimoniale

In futuro, in Italia, sugli immobili non sarà introdotta alcuna tassa patrimoniale. A confermarlo in questi ultimi giorni è stato il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in risposta ad indiscrezioni di stampa legate all’attuale iter parlamentare che porterà all’approvazione del federalismo fiscale compreso il cosiddetto federalismo municipale. Riguardo al secco no alla patrimoniale sugli immobili la Fiap ha espresso soddisfazione e nel contempo ha ben accolto le nuove proposte formulate dal Ministro Calderoli.

Secondo la Federazione, infatti, l’abolizione della tassa di registro, e quella di bollo, unitamente alla ulteriore riduzione delle aliquote legate all’applicazione della cosiddetta cedolare secca sugli affitti, permetteranno nel nostro Paese di sbloccare il mercato immobiliare e di generare vantaggi a favore sia degli inquilini, sia dei proprietari di case.