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Mutui e prestiti, domanda a due velocità

 In accordo con la 30-esima edizione dell’Osservatorio sul credito Assofin-Crif e Prometeia, riferita al 2010, il mercato del credito in Italia s’è sostanzialmente mosso a due velocità. A fronte di un aumento della domanda dei mutui, infatti, c’è stato un calo del credito al consumo. In particolare, anche l’anno scorso il mercato dei finanziamenti ipotecari s’è potuto avvantaggiare di tassi di interesse applicati dal sistema bancario ancora sotto la media storica, mentre la tendenza del credito al consumo nel 2010 s’è attestata in calo sebbene con un trend di discesa meno aspro rispetto al 2009.

Stati Uniti, domande di mutuo in calo a metà febbraio

Secondo quanto riferito dalla Mortgage Bankers Association, il numero di domande di finanziamenti immobiliari avanzate presso gli istituti di credito staunitensi nel corso della settimana di metà febbraio sarebbe calato a un livello minimo da due anni a questa parte.

La MBA sostiene infatti che il numero di finanziamenti richiesti avrebbe subito una flessione di 9,5 punti percentuali, portando il volume di mutui in domanda al livello più basso dal mese di novembre del 2008.

A pesare particolarmente sulla flessione del dato è stato il volume di domande per rifinanziamenti di vecchi debiti, che hanno subito una contrazione nella misura di 11 punti percentuali, per il livello minimo dal mese di luglio 2009 ad oggi.

Mutui: i migliori 10 a tasso fisso

100 mila euro di importo finanziato, una durata pari a 15 anni, e copertura fino all’80% del valore dell’immobile. Sono questi i parametri base con cui Of-Osservatorio Finanziario periodicamente monitora l’offerta di mutui attraverso un campione rappresentato da ben 400 prodotti proposti da banche grandi, medie e piccole del nostro Paese. Ebbene, prendendo in considerazione i soli mutui a tasso fisso, la “top ten” di Of, attualmente presente sul sito, ci dice che il “miglior mutuo”, tenendo conto delle caratteristiche sopra descritte, è quello di CheBanca!, il “Mutuo Fisso“; al secondo posto c’è Domus Fisso di Intesa Sanpaolo, e sul gradino più basso del podio “Mutuo Futuro Sereno tasso fisso decrescente” di BNL, Istituto di credito del Gruppo BNP Paribas.

Seguono, dal quarto al decimo posto, “Affitto Più Tasso fisso“, sempre di BNL, “Mutuo fisso” di Webank, “Mutuo Spensierato fisso”, ancora di BNL, “BancoPosta Mutuo Fisso” di Poste Italiane, “Mutuo BancoPosta ISI (Inizio Solo Interessi)”, “Mutuo tasso fisso a rata decrescente”, sempre di Poste Italiane, ed infine al decimo posto tra i migliori il “Mutuo Arancio Tasso Fisso” di Ing Direct.

Finanziamenti ipotecari: ecco l’identikit del mutuatario

 Il mutuatario che stipula per la prima volta un finanziamento ipotecario ha di norma un’età media pari a 36 anni a fronte di una durata media del finanziamento pari a 25 anni, e di un importo medio di 160 mila euro. E’ questo, in estrema sintesi, nel nostro Paese, l’identikit del mutuatario in accordo con un’indagine sui mutui per la prima casa realizzata da Mutui.it, il Portale di comparazione online.

In particolare, il sito Internet è arrivato ai dati medi sopra indicati andando ad elaborare oltre un milione di richieste di mutuo da parte degli utenti del Portale nei mesi scorsi. Nel complesso, quindi, un italiano chiede un mutuo per la casa in età “avanzata” a conferma di come rispetto al passato il conseguimento dell’indipendenza economica avvenga sempre più tardi. In media l‘importo erogato con il mutuo va a coprire il 75% del valore dell’immobile a fronte di una preferenza del tasso fisso rispetto alle altre tipologie.

Stati Uniti, erogazioni mutui in calo la scorsa settimana

Il numero delle erogazioni di finanziamenti immobiliari effettuati dagli istituti di credito degli Stati Uniti d’America nel corso dell’ultima settimana ha subito una flessione molto significativa, trascinata al ribasso soprattutto dal crollo dei rifinanziamenti.

Secondo i dati della Mortgage Bankers’ Association, infatti, le erogazioni avrebbero subito una diminuzione di ben 16,5 punti percentuali nell’ultima settimana di novembre, con una proporzione dei rifinanziamenti (cioè dei mutui in sostituzione di precedenti finanziamenti) in calo di 21,6 punti percentuali, e acquisti in crescita di 1,1 punti percentuali.

Alla base del crollo dei rifinanziamenti vi è ovviamente l’inasprimento dell’onerosità delle operazioni di mutuo immobiliare: i tassi di interesse fissi a 30 anni sono infatti cresciuti su livelli record da agosto 2010 ad oggi, e il peggio in materia potrebbe non essere ancora arrivato.

Immobiliare: il mercato in Italia nel terzo trimestre 2010

 Qual è il trend in Italia delle compravendite immobiliari? Ebbene, la risposta in tal senso ce la fornisce l’Agenzia del Territorio che nei giorni scorsi ha pubblicato e messo a disposizione online sul proprio sito Internet la Nota trimestrale sul mercato immobiliare italiano relativa al periodo luglio-settembre, ovverosia al terzo trimestre 2010. Dai dati, a cura dell’OMI, Osservatorio del mercato immobiliare, è emerso come complessivamente nel Q3 2010 le compravendite siano scese del 2,4%, spezzando la tendenza positiva del primo e del secondo trimestre 2010 quando la crescita, invece, era stata del 3,4% e del 2,4%.

Ma come mai questa inversione di tendenza? Ebbene, proprio l’Agenzia del Territorio ha fatto presente come la discesa delle compravendite nel Q3 2010 sia frutto dell’andamento incerto del mercato delle abitazioni e delle relative pertinenze, ma soprattutto del persistente calo delle compravendite di immobili ad uso commerciale, produttivo e nel comparto del terziario.

Stati Uniti, calano ancora le domande di mutuo nell’ultima settimana

Secondo quanto riferisce uno studio della Mortgage Bankers Association, le richieste di finanziamenti immobiliari alle banche statunitensi sarebbero calate ancora, durante la scorsa settimana e per la seconda settimana consecutiva, trascinate al ribasso da un volume di richieste di rifinanziamenti in diminuzione rispetto ai termini precedenti.

In particolare, il livello della domanda di mutui si sarebbe accomodato su una soglia minima dall’inizio del mese di agosto, nonostante il basso livello dei tassi di interesse applicati ai mutui americani.

L’indice MBA che misura l’andamento delle richieste di mutui è infatti diminuito di 8,9 punti percentuali su base settimanale. Tenendo in considerazione un più ampio raggio temporale, pari al mese, il calo nei confronti del periodo di riferimento immediatamente precedente è invece più contenuto, pari a un – 0,8%.

Stati Uniti, indice mutui in crescita per la quinta settimana di fila

Il numero dei finanziamenti immobiliari concessi negli Stati Uniti è cresciuto ancora, conseguendo la quinta settimana consecutiva di incremento. A determinare questo nuovo rialzo da parte dell’attività creditizia delle banche è stato l’ulteriore ribasso dei costi sui mutui, con dei tassi di interesse debitore oramai ai minimi storici.

Di conseguenza, la Mortgage Bankers Association ha dichiarato che il proprio indice di riferimento sulle erogazioni di finanziamenti immobiliari avrebbe subito un incremento di 2,7 punti percentuali durante l’ultima settimana per la quale è disponibile un monitoraggio consuntivo (il 27 agosto).

All’interno di tale dato, è inoltre possibile evidenziare un buono sviluppo dei rifinanziamenti (cresciuti di 2,8 punti percentuali) e un più tiepido, ma pur positivo, sviluppo dei mutui per acquisto (incrementati di 1,8 punti percentuali).

Stati Uniti, indice erogazioni mutui in aumento del 4,9%

Negli Stati Uniti il numero dei finanziamenti immobiliari sarebbe cresciuto per la quarta settimana consecutiva, spinto al rialzo dal corposo volume dei rifinanziamenti, a loro volta incrementati a causa di un livello dei tassi di interesse di riferimento sui mutui ancora molto conveniente, e prossimo a soglie minime record nel recente passato, e non solo.

La Mortgage Bankers Association rivela infatti che l’indice di riferimento del settore sarebbe cresciuto di 4,9 punti percentuali durante la settimana conclusa il 20 agosto 2010, l’ultima alla quale sarebbe possibile riferire un monitoraggio ufficiale. L’associazione di Washington ha inoltre precisato che i rifinanziamenti sarebbero cresciuti di 5,7 punti percentuali, toccando i massimi livelli da oltre un anno e tre mesi. Crescono invece di soli 0,6 punti percentuali i mutui per acquisto.

I bassi tassi di interesse non servono, tuttavia, a frenare l’impressionante afflusso di pignoramenti, che continuano a battere i record storici preparandosi a chiudere il 2010 con delle soglie di elevata preoccupazione.

Stati Uniti, mutui in crescita del 13%

Il numero dei finanziamenti immobiliari erogati negli Stati Uniti è aumentato, nel corso dell’ultima settimana, grazie a una forte ripresa dei rifinanziamenti, incoraggiati da un livello di onerosità sui mutui ancora molto basso rispetto ai principali termini di paragone. In difficoltà invece le richieste di mutui per acquisto casa, che risentono significativamente della scadenza dei benefici fiscali predisposti dal governo.

L’Associazione MBA rivela infatti che l’indice che monitora l’andamento delle erogazioni di finanziamenti immobiliari avrebbe subito un incremento di 13 punti percentuali durante la settimana terminata il 13 agosto (l’ultima per la quale la MBA è in grado di fornire un report aggiornato), spinto dall’aumento di 17 punti percentuali dei rifinanziamenti, e trattenuto dal calo di 3,4 punti percentuali dei mutui per acquisto.

Per quanto riguarda i rifinanziamenti, pare ovvio come la determinante principale di questo trend sia da ricercarsi nell’attuale livello dei tassi di interesse, che nonostante il lieve rimbalzo dell’ultima settimana permane su soglie di ampia convenienza: il tasso medio applicato sui finanziamenti a 30 anni è pari al 4,60%, contro il 4,57% della settimana precedente. Per i mutui a quindici anni, invece, il tasso è passato dai precedenti 3,95 punti percentuali agli attuali 3,99 punti percentuali. Il costo di mutuo di 100 mila dollari per trent’anni è pari a 513 dollari mensili, 33 dollari in meno di un anno fa.

Stati Uniti, indice MBA in aumento dell’8,8%

L’indice di riferimento in materia di erogazioni di finanziamenti immobiliari negli Stati Uniti è cresciuto ai massimi livelli degli ultimi 8 mesi grazie a una nuova, improvvisa flessione del livello dei tassi di interesse applicati alle operazioni di mutuo, che ha reso ulteriormente convenienti le transazioni relative ai rifinanziamenti, cioè alle sostituzioni delle condizioni di mutui già in ammortamento con nuove caratteristiche in linea con gli attuali scenari finanziari.

L’indice della Mortgage Bankers Association è infatti cresciuto di 8,8 punti percentuali nella settimana terminata il 25 giugno 2010, l’ultima per la quale l’Associazione ha avuto cura di diffondere un report sui dati definitivamente conseguiti dal mercato immobiliare e bancario del Paese nordamericano.

Stando agli stessi dati del gruppo di Washington, l’indice MBA sarebbe stato influenzato negativamente da una contrazione delle richieste di mutui per acquisto – diminuite di 3,3 punti percentuali nella settimana considerata, per il secondo livello più  basso dal 1997 – e influenzate positivamente dal boom delle richieste di rifinanziamento – cresciute di 13 punti percentuali, per il trend incrementante più elevato dal mese di maggio del 2009.

Stati Uniti, l’indice di erogazione mutui cala del 5,9%

La Mortgage Bankers Association ha dichiarato che il proprio indice – che misura il volume di erogazioni di finanziamenti immobiliari – è calato di 5,9 punti percentuali nella settimana terminata il 18 giugno 2010 rispetto a quanto conseguito nel corso della settimana precedente, a principale causa di una forte flessione delle richieste di rifinanziamenti, il cui trend ha assunto connotazioni superiori ai decrementi medi.

Complessivamente, la MBA ha dichiarato che le erogazioni di finanziamenti immobiliari negli Stati Uniti sono calati del 5,9% rispetto ai massimi semestrali toccati nella settimana precedente, con un peso dei rifinanziamenti particolarmente evidente, considerato che le richieste di mutui per sostituzione di precedenti finanziamenti sono diminuite del 7,3% su base settimanale, mentre le richieste di mutui per acquisto casa hanno subito una flessione dell’1,2%.

Il mercato immobiliare – osservano le principali analisi di settore – si sta improvvisamente raffreddando in seguito all’esaurimento dei termini utili per la richiesta del beneficio fiscale di 8 mila dollari in precedenza riservato per tutti gli acquirenti di una prima casa che formalizzassero un preliminare di vendita entro il 30 aprile 2010, e realizzino una compravendita entro la data odierna.

Immobili commerciali e produttivi: quotazioni medie stabili nel 2009

 Lo scorso anno le quotazioni immobiliari di capannoni, negozi ed uffici in Italia hanno fatto registrare mediamente dei prezzi sostanzialmente invariati rispetto all’anno precedente, mentre le compravendite, con un -15,6%, si confermano ancora una volta in calo. Questa, in estrema sintesi, è la fotografia del Rapporto immobiliare sugli immobili commerciali, produttivi ed a destinazione terziaria presentato in data odierna, venerdì 28 maggio 2010, a Roma, dall’Agenzia del Territorio che lo ha realizzato avvalendosi della collaborazione di Assilea – Associazione Italiana Leasing.

Stati Uniti, erogazioni in aumento del 3,9%

Il numero di concessioni di finanziamenti immobiliari negli Stati Uniti è cresciuto, nell’ultima settimana, grazie a una buona contribuzione da parte delle operazioni di rifinanziamento di mutui già in corso di ammortamento: la ragione di questa recente tendenza è ascrivibile, naturalmente, al ribasso nei costi per le operazioni finanziarie a lungo termine, che è calato al di sotto della soglia del 5% per la prima volta negli ultimi due mesi.

L’indice rilevatore della Mortgage Bankers’ Association è infatti cresciuto del 3,9% nella settimana terminata il 7 maggio 2010, l’ultima per la quale possiamo esprimere una rilevazione ufficiale. All’interno di questo dato, merita un cenno particolare la contribuzione delle operazioni di rifinanziamento, cresciute del 15%, contro una flessione del 9,5% delle operazioni di acquisto di una proprietà abitativa.

Gli analisti non sembrano granchè sorpresi dell’andamento del trend assunto dalle richieste di finanziamento: stando a quanto è opinione maggioritaria tra gli osservatori americani, la flessione dei mutui per acquisto casa dovrebbe essere il primo segno dello sgonfiamento dell’effetto benefico prodotto dal beneficio fiscale introdotto dall’amministrazione Obama, che riservava uno sconto tributario di 8 mila euro per gli acquirenti di prime abitazioni.