La revisione del catasto potrebbe far salire il valore degli immobili di più della metà, con punte pari anche al 60 per cento. Con i nuovi criteri di determinazione dei valori catastali, infatti, l’acquisto di immobili potrebbe diventare un investimento ancora più oneroso, poiché il testo della normativa prevede che il valore reale dell’immobile non sia più definito in base al numero di vani o ambienti in cui questo si presenta suddiviso, ma sulla sua effettiva superficie calcolata in metri quadrati.
riforma catasto
Riforma del catasto 2013
La Camera dei Deputati ha recentemente votato la fiducia sul disegno di legge contenente la delega fiscale, in grado di introdurre alcune importanti novità in materia catastale, al fine di porre le basi di un nuovo sistema di valutazione e di attribuzione di rendita agli immobili. Obiettivo ultimo è quello di evitare la rapida obsolescenza delle quotazioni immobiliari, contribuendo alla generazione di meccanismi di adeguamento automatico dei valori patrimoniali, assunti come base per il calcolo di rendite.
Riforma del catasto 2012
Con il recente provvedimento sulla delega fiscale, il governo Monti ha posto le basi per la realizzazione di una riforma del catasto che possa rendere più attendibili i valori di mercato con quelli relativi alla base tributaria. Cerchiamo pertanto di comprendere in che modo prenderà corpo questa parziale rivoluzione del sistema catastale, e su quali determinanti si poggerà la sua revisione.
Il primo elemento di variazione sarà relativo alla base sulla quale calcolare l’imposta: la tassa sulla casa si pagherà infatti sulla base dei metri quadri occupati dall’abitazione, e non più seguendo il calcolo dei vani catastali, elemento certamente meno attendibile rispetto a quello futuro. In questo modo, infatti, il governo intende abolire l’indeterminatezza del concetto di vano (considerato che un vano può essere ampio un numero imprecisato di metri quadri) in sostituzione del più idoneo prossimo elemento.
Riforma del catasto: via i vani, ecco i metri quadri
Inizia a delinarsi con convinzione la riforma del catasto, il processo revisionale che dovrebbe condurre il governo a rivedere la base imponibile di applicazione dell’imposta municipale unica. Una riforma che lo stesso esecutivo ha tuttavia affermato di voler imporre con l’applicazione di un “saldo zero”. In sintesi, al contribuente medio italiano non dovrebbe cambiare granchè nella gestione della propria posizione con il fisco. Ma sarà vero?
Per il momento, infatti, è noto che l’adeguamento dei valori catastali avverrà con un controbilanciamento relativo alle minori aliquote IMU da applicare alle basi imponibili. Pertanto, incrementando il valore catastale, e diminuendo la percentuale sull’aliquota dell’imposta municipale unica, il risultato non dovrebbe subire alcun cambiamento rispetto alla situazione precedente alla rivlautazione del bene.