sindacato nazionale unitario inquilini ed assegnatari

Fondo sostegno affitti: preoccupazioni in Lombardia

 Anche nella Regione Lombardia, per quel che riguarda il Fondo Sostegno Affitti, e gli interventi in materia di Erp, ovverosia di edilizia residenziale pubblica, siamo vicini ad un tracollo? A chiederselo è il Sunia, Sindacato Unitario Inquilini ed Assegnatari, visto che anno dopo anno anche nella Regione Lombardia le risorse, per quelli che sono in materia abitativa dei veri e propri ammortizzatori sociali, si stanno via via assottigliando a causa della Legge di stabilità e delle conseguenti risorse, sempre più scarse, provenienti dallo Stato centrale. La Regione Lombardia, gioco forza, si sta infatti adeguando a questo scenario di ristrettezza, ragion per cui a pagare il conto sono e saranno le famiglie lombarde in difficoltà con il pagamento dell’affitto sul mercato privato; e come diretta conseguenza anche nella Regione Lombardia rischia di esplodere il fenomeno degli sfratti per morosità incolpevole.

Cedolare secca affitti: i diritti degli inquilini

 Con l’entrata in vigore della cedolare secca sugli affitti, ovverosia l’imposta sostitutiva sui redditi da locazione, ad avere vantaggi di natura fiscale, spesso rilevanti in proporzione al reddito dichiarato, sono i proprietari facoltosi di immobili, mentre per gli inquilini i vantaggi sono pressoché nulli. E’ questa, in estrema sintesi, la posizione, più volte ribadita, del Sunia, il Sindacato Unitario Inquilini ed Assegnatari che in tempi non sospetti ha bollato la misura della cedolare secca come un vero e proprio regalo alla proprietà immobiliare. Nei giorni scorsi, intanto, è scaduta la “finestra” di due mesi concessa dal Fisco per rinnovare i contratti di locazione in scadenza e optare per la scelta o meno del nuovo regime di imposta.

Casa giovani: Cgil, una generazione da milleuristi

 Nell’ambito di un Rapporto sull’abitare a cura del Sindacato della Cgil e del Sunia, il Sindacato Unitario Inquilini ed Assegnatari, è emerso come nel nostro Paese ci siano ben sette milioni di giovani che vivono a casa con i genitori, non sempre per scelta ed anzi spesso per necessità a causa della loro condizione lavorativa instabile. Trattasi, nello specifico, di sette milioni di giovani di età compresa tra i 18 ed i 34 anni, con quattro su dieci che hanno oltre 25 anni. Uno su due di questi “mammoni” è rigorosamente disoccupato, mentre l’altro 50% è occupato ma altrettanto rigorosamente è precario. Al riguardo emerge come questi giovani occupati e senza un contratto stabile rientrino nella cosiddetta categoria dei “milleuristi” e, si mette in risalto nel Rapporto Sunia-Cgil, sono quelli che hanno assorbito quello che è stato il costo della crisi economica e finanziaria.

Affitto e aiuti alle famiglie, delusione maxi-emendamento Finanziaria

 I soldi del Fondo sociale a favore degli inquilini più deboli che vivono in affitto, non vengono restituiti dal Governo neanche attraverso il maxi-emendamento alla “Finanziaria“, ovverosia con quella che oramai si chiama Legge di Stabilità. Ad affermarlo venerdì scorso è stato il Segretario Generale del Sunia, Sindacato Unitario Nazionale Inquilini e Assegnatari, Franco Chiriaco, il quale senza mezzi termini ha dichiarato al riguardo come “questo Governo si dovrebbe vergognare“.

Questo perché da un lato l’Esecutivo ha trovato risorse per due miliardi di euro al fine di introdurre nel nostro Paese, su tutto il territorio nazionale, la cosiddetta cedolare secca sugli affitti che va ad avvantaggiare con risparmi fiscali, spesso rilevanti al crescere della ricchezza, i proprietari degli immobili, mentre dall’altro il Fondo nazionale per il sostegno al pagamento degli affitti da parte degli inquilini e delle famiglie in difficoltà è stato ulteriormente ridotto in termini di risorse stanziate nonostante fosse già insufficiente.

Affitti alti per la generazione dei 1000 euro

L’estate è ormai alle spalle e per molti, studenti e lavoratori fuorisede, è tempo di tornare stabilmente in città. Ma quali sono le città in cui si pagano i canoni di affitto più bassi? Sicuramente non quelle dove sono più alte le probabilità di trovare lavoro, per non parlare delle zone in prossimità degli atenei privati (zona Navigli a Milano, da dove è possibile raggiungere lo IULM, la Bocconi e l’Università Cattolica, zona Trieste, Nomentana, Bologna a Roma nei pressi della LUISS) dove i valori sono ovviamente maggiori.

Uno studio recentemente pubblicato dal S.u.n.i.a. (Sindacato Nazionale Unitario Inquilini ed Assegnatari) afferma che al primo posto nella classifica delle città dove si spende di più per l’affitto della casa c’è Venezia. Qui infatti, per un appartamento di 80 mq, ci vogliono in media 1.430 euro al mese. A seguire, sul podio in negativo, ecco Milano con 1.400 euro. Terzo posto, con pari merito, per Roma e Firenze e i loro 1.300 euro.