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Immobiliare Singapore, crescono le vendite delle case

 Stando a quanto affermato dal report di Urban Redevelopment Authority, il livello delle vendite di proprietà immobiliari abitative a Singapore, nel mese di gennaio, ha invertito la tendenza negativa che caratterizzava il real estate locale negli ultimi trimestri, permettendo al volume di transazioni di compravendita di poter rimbalzare dal livello minimo degli ultimi due anni, grazie allo sviluppo di alcuni progetti immobiliari nelle aree suburbane.

Le vendite di case in favore ai privati è così cresciuto da quota 632 unità abitative di dicembre all’attuale livello di 1.872 unità, per la soglia più elevata dallo scorso mese di novembre 2010. Il crollo del mese di dicembre, ricordiamo, era stato indotto dall’imposizione di nuove tasse da parte del governo sugli acquisti di proprietà immobiliari, per un provvedimento da inquadrarsi nell’ottica di un ulteriore tentativo di freno alla crescita dei prezzi (che il governo locale cerca di contrastare dal 2009).

Tasse immobiliari, prelievo extra nel mercato di Singapore

 Pochi giorni fa abbiamo fatto il punto su quanto sta accadendo all’interno del mercato immobiliare di Singapore, anticipando come il governo avrebbe potuto mettere in atto novità sul fronte fiscale per cercare di attenutare la dinamicità delle operazioni di compravendita immobiliare (soprattutto da parte di grandi investitori stranieri) con ciò che ne comporta sul fronte della disponibilità commerciale residenziale e – soprattutto – sul fronte dei prezzi delle proprietà immobiliari ad uso abitativo, e non solo.

Ebbene, il governo ha ora introdotto nuove imposte sugli acquisti delle proprietà residenziali della zona. Imposte che vanno a colpire esclusivamente gli acquirenti stranieri, al fine di scoraggiare eccessivi investimenti di chi proviene da oltre confine, in grado di alimentare una pericolosa bolla speculativa all’interno del real estate di Singapore.

Prezzi appartamenti, qualche segnalo di calo nel mercato di Singapore

 Secondo quanto concerne una recente analisi da parte di una società di consulenza internazionale, il mercato residenziale privato di Singapore sta iniziando a virare la propria tendenza, che aveva visto il real estate locale crescere con buoni ritmi sui valori commerciali, nel corso degli ultimi trimestri. La situazione sembra tuttavia in fase di lento cambiamento, almeno a dare un’occhiata ai dati più vicini, forniti dalla stessa analisi quanti-qualitativa.

Savills sostiene infatti come il prezzo medio di un appartamento sia diminuito di 2 punti percentuali tra il mese di luglio e quello di agosto dell’anno in corso, rispetto a quanto sostenevano i dati di partenza, “congelati” al 30 giugno. Resiste invece meglio il segmento del lusso, con una contrazione dei prezzi delle case di maggior pregio che è davvero marginale, e attualmente pari a 0,4 punti percentuali rispetto ai dati di fine giugno.

Singapore, in calo il ritmo di crescita dei prezzi delle case

Il mercato immobiliare di Singapore sta finalmente conoscendo un’attenuazione per quanto concerne il ritmo di incremento dei prezzi delle proprietà ad uso abitativo, che nell’area ora oggetto di considerazione hanno dimostrato un vasto balzo anche durante il corso dell’ultimo anno, periodo nel quale le case si sono apprezzate di quasi il 12%.

Nel corso del mese di dicembre, infatti, l’ultimo al quale è possibile ricondurre una valutazione ufficiale compiuta dall’Università Nazionale di Singapore, i prezzi delle case private sarebbero cresciuti di meno di un punto percentuale rispetto ai volumi riscontrati nel mese precedente, quello di novembre.

Su base mensile, l’indice SRPI (Singapore Residenzial Price Index) ha infatti subito un incremento di 0,9 punti percentuali, portandosi a quota 155,5 punti. A supportare la crescita media è stata soprattutto la buona prestazione dei prezzi delle aree più periferiche, i cui prezzi sono cresciuti su base mensile di 2,2 punti percentuali a 154,8 punti.

Singapore, controlli più rigidi per evitare boom immobiliare

Stando a quanto riportato sulla stampa locale, il governo di Singapore avrebbe diminuito i limiti di finanziabilità delle banche per i mutui per seconde case. Una decisione che sembra essere direttamente riconducibili alla pubblicazione di nuovi dati preoccupanti sulla crescita dei prezzi delle case.

Durante l’ultimo trimestre, infatti, i dati statistici ufficiali riferiscono di un incremento molto forte dei valori commerciali ad uso abitativo. In forte aumento anche le vendite di proprietà residenziali, che a novembre hanno compiuto un balzo record per gli ultimi sette mesi.

Il controvalore delle transazioni ha così raggiunto un livello mai riscontrato nei primi undici mesi dell’anno, con vendite pari a 15.025 unità immobiliari. Il precedente picco in tal senso era stato raggiunto nel 2007, con 14.811 abitazioni.

Singapore, regole rigide per raffreddare il mercato immobiliare

Per raffreddare i bollenti spiriti del mercato immobiliare – che porta i prezzi delle case in crescita di ben 38 punti percentuali nel corso del solo secondo trimestre – il governo di Singapore sta per lanciare delle nuove iniziative di contrasto alla speculazione del real estate, cercando di frenare le attività di compravendita non legate ad esigenze abitative.

La prima manovra governativa è stata introdotta al fine di diminuire il limite di finanziabilità proporzionale al valore commerciale dell’abitazione da acquistare. Fino ad oggi il mutuatario poteva richiedere fino all’80% del valore di mercato della casa oggetto di compravendita: d’ora in poi, chi è già titolare di un mutuo, non potrà domandare oltre il 70% del controvalore dell’immobile.

Inoltre, sono state aumentate le proporzioni dei pagamenti in liquidità da parte dei mutuatari. Mentre prima era necessario fornire il 5% di contante a supporto dell’operazione di compravendita, ora il governo ha scelto di incrementare la richiesta di fondi propri da parte del mutuatario, domandando il versamento di un 10% di liquidità a compimento dell’operazione.

Singapore, l’immobiliare corre veloce

In mesi in cui non si fa altro che parlare di difficoltà (europee e americane) dei rispettivi mercati immobiliari e di straordinarie (e parzialmente preoccupanti) performance dei prezzi delle case nei mercati orientali, troppo poco ci si sofferma sulle possibilità di impiego che la città-Stato di Singapore riserva agli investitori locali e stranieri, sempre più attenti a cercare nuove fonti di guadagno per i propri averi.

Singapore, secondo un recente studio, potrebbe superare la Cina nella speciale – e riservatissima – classifica delle economie con il più elevato tasso di crescita. Uno sviluppo rapidissimo, che nel corso del 2010 dovrebbe essere pari a circa 10,8 punti percentuali (contro i “soli” 10,1 punti percentuali della vicina Cina), e che sembra essere trainato anche dalle prestazioni del mercato immobiliare locale.

Singapore sembra infatti stia godendo di uno sviluppo maggiormente diversificato rispetto al passato, quando la principale fonte attrattiva era rappresentato dagli investimenti nel segmento dell’elettronica, di cui Singapore era tradizionalmente un ottimo esportatore. Pur mantenendo tale ruolo, il Paese sta tuttavia migliorando la contribuzione al Pil di altri settori, quale quello immobiliare, ma non solo.

Singapore, come battere la speculazione dell’immobiliare

Stando a quanto riporta la stampa locale, il governo di Singapore incrementerà la fornitura di terreni da edificare per scopi abitativi, non risparmiando “eventuali altre misure necessarie” per combattere la speculazione del mercato immobiliare, che nel corso degli ultimi mesi è diventata talmente evidente da far temere una replica di scenari già vissuti in Asia, come riferibile, ad esempio, alla non distante Cina.

Sembra insomma che il governo del Paese asiatico voglia tornare ad esercitare la propria influenza sul mercato immobiliare, dopo le riforme introdotte nel settembre del 2009 e nel febbraio del 2010, che pure avevano prodotto qualche risultato positivo in termini di limitazione degli incrementi dei prezzi delle proprietà immobiliari, soprattutto per uso privato residenziale.

Nella prima metà dell’anno, ricordano ancora i media, il programma di vendita delle terre di proprietà dello Stato contemplava la cessione di 26 siti di grandi dimensioni. Tale programma, sembrano oramai convinti dalle parti di Singapore, soprattutto dopo una recente question-time al locale Parlamento, non solo sarà rinnovato nella seconda parte dell’anno, ma troverà ulteriore accentuazione nella quantità di terreni da edificare.

Lo stato degli uffici secondo Richard Ellis

Il gruppo Richard Ellis, sempre prolifico di studi e comunicati per le materie di cui ci occupiamo qui su Io Compro Casa, ha recentemente rilasciato un report nel quale sostiene che il mercato immobiliare relativo agli uffici avrebbe subito una contrazione del 7,7% nei canoni di locazione annuali durante i primi tre trimestri del 2009 rispetto ai livelli conosciuti negli stessi periodi dello scorso anno.

Una ricerca, quella condotta da CB Richard Ellis, che ha monitorato svariate decine di città in tutto il mondo, e che ci segnala come oltre 130 di queste abbiano subito una significativa flessione nei prezzi d’affitto.

Non solo. La società di consulenza immobiliare sostiene che i mercati immobiliari più prestigiosi avrebbero ottenuto delle performance ancora peggiori rispetto alla media, segnalando una crisi sempre più evidente nei centri d’affari più importanti del Pianeta.